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Fumo

Prevenzione del tabagismo in Italia: situazione attuale e strategie future

La prevenzione del tabagismo è una delle aree di azione del programma nazionale “Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari”, promosso dal ministero della Salute e approvato con Dpcm il 4 maggio 2007.

 

Per favorire l’adozione di uno stile di vita libero dal fumo, la strategia italiana si sviluppa su tre direttive:

  • proteggere la salute dei non fumatori, attraverso il sostegno e il monitoraggio della legge 3/2003
  • ridurre la prevalenza dei nuovi fumatori, attraverso programmi di prevenzione nelle scuole, campagne multimediali, etichettatura di prodotti e agendo su prezzi e fiscalità dei prodotti del tabacco
  • promuovere e sostenere la cessazione, attraverso una serie di interventi che riguardano la formazione dei professionisti sanitari e non, i programmi di comunità, i centri anti fumo e le aziende libere dal fumo, i farmaci per smettere di fumare, ecc.

Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute promuove l’attuazione di numerosi progetti, in gran parte affidati al coordinamento delle Regioni e dell’Iss, che contribuiscono a sostenere le attività di prevenzione e promozione della salute. Dal 2004 al 2011, ad esempio, sono 17 i progetti Ccm approvati per il contrastare al tabagismo. Questi progetti hanno, tra l’altro, facilitato l’inserimento della lotta al tabagismo negli atti istituzionali di programmazione di tutte le Regioni. Sono, inoltre, stati sperimentati a livello locale, modelli di intervento per la prevenzione tra i giovani, il rafforzamento della rete di operatori socio-sanitari, lo sviluppo di programmi di comunità e nei luoghi di lavoro, nonché attività di formazione al colloquio motivazionale breve, per operatori sanitari e di altri settori (farmacisti, insegnanti, operatori sportivi, ecc). Sulla base dei risultati e delle indicazioni fornite dai progetti Ccm, nell’ambito della linea di intervento specifica per la promozione di stili di vita salutari del Piano nazionale della prevenzione 2010-2012, sedici Regioni hanno presentato nei propri Piani territoriali, progetti di prevenzione del tabagismo (40 progetti su 153 complessivi della linea).

 

Dall’elaborazione dei dati dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (Aams), nel 2011 si stima che le vendite di sigarette si siano ridotte del 2,4%, rispetto al 2010 (quasi 1 pacchetto in meno al mese acquistato da ciascun fumatore). È da notare, tuttavia, un ulteriore notevole aumento (+32,7%) delle vendite del tabacco trinciato (per le sigarette “fai da te”). Questo tipo di tabacco rappresenta attualmente il 3,2% del mercato, ma ha un costo inferiore rispetto alle sigarette ed è, quindi, particolarmente “appetibile” per i giovani consumatori. Appare, dunque, necessario favorire l’attivazione di interventi di prevenzione del tabagismo, caratterizzati da partecipazione e coordinamento tra gli educatori e gli operatori socio-sanitari, con l’obiettivo di raggiungere un numero sempre crescente di ragazzi con cui costruire una società libera dal fumo, agendo anche sui giovani già fumatori, con particolare riguardo alle ragazze, anche attraverso interventi trasversali su fumo, attività fisica e corretta alimentazione. Questi interventi devono essere attuati non solo in ambito scolastico, ma anche nei luoghi di aggregazione giovanile formali e informali. In particolare, le indagini Global Youth Tabacco Survey e Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) indagine, promosse dal ministero della Salute, forniscono dati sull’abitudine al fumo tra i giovani. Leggi in proposito l’approfondimento dedicato.

 

La collaborazione internazionale

Accanto alla prevenzione primaria e alla cura del tabagismo e delle patologie correlate è necessario sviluppare e sostenere la legislazione nazionale sugli ambienti senza fumo, sull’etichettatura e la pubblicità dei prodotti, nonché definire le politiche fiscali e dei prezzi, contrastare il contrabbando e la contraffazione dei prodotti, promuovere campagne di prevenzione su vasta scala. È fondamentale inoltre aderire alle iniziative internazionali per il controllo del tabacco, dando attuazione, per esempio, alle indicazioni della Convenzione Quadro Oms per il Controllo del Tabacco del 2003 e partecipando attivamente alle attività dell’Unione europea. In particolare, la Direttiva 2012/9/UE della Commissione Europea del 7 marzo 2012 ha definito un nuovo elenco di avvertenze sanitarie aggiuntive da inserire sulle confezioni dei prodotti del tabacco, tenuto conto che l’impatto dei messaggi diminuisce nel tempo perché se ne esaurisce l’effetto di novità. Il ministero della Salute ha avviato il percorso di recepimento della Direttiva e partecipa, inoltre, al processo di revisione complessiva delle misure relative all’etichettatura e al confezionamento dei tabacchi lavorati (Direttiva 2001/37/CE), che affronterà tematiche complesse quali l’obbligatorietà dell’adozione di immagini esplicative in associazione alle avvertenze sanitarie scritte (cosiddetti Pictorial warnings o Pittogrami) e l’eliminazione dalle confezioni di tutti gli elementi che possano risultare ingannevoli per il consumatore, questione connessa al problema molto controverso del cosiddetto “Pacchetto generico”, espressione che indica una configurazione standardizzata per tutte le confezioni di tabacco, con possibilità di mantenere solo il nome del brand.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 31 maggio 2012

Revisione a cura di: Daniela Galeone, Lorenzo Spizzichino – Dipartimento della Sanità pubblica e dell’innovazione, Ministero della Salute

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