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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Fumo

Incidenza e sopravvivenza del tumore al polmone in Italia: andamenti e previsioni

La stretta correlazione tra abitudine al fumo e neoplasia del polmone è ormai nota. Il fumo di tabacco è infatti tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare. Quando si fuma una sigaretta, infatti, nei polmoni si liberano oltre 4000 sostanze chimiche. Tra le più pericolose ci sono il catrame, le cui sostanze cancerogene si depositano nei polmoni e nelle vie respiratorie, e la nicotina, principio attivo responsabile della dipendenza da fumo.

 

Conoscere gli andamenti di incidenza, mortalità e sopravvivenza per tumore è indispensabile per avere un quadro epidemiologico chiaro sui cambiamenti che avvengono nel nostro Paese in termini di miglioramenti diagnostici e terapeutici. Il monitoraggio dei principali indicatori epidemiologici costituisce un pre-requisito essenziale sia per definire le priorità nella pianificazione sanitaria e nell’allocazione delle risorse sia per sviluppare programmi di controllo del cancro. I dati raccolti dai Registri tumori offrono informazioni utili per la conoscenza della patologia oncologica ma attualmente coprono circa il 30% della popolazione italiana, con una maggiore rappresentatività nelle Regioni del Nord rispetto a quelle del Centro e del Sud.

 

Neoplasia al polmone in Italia

Il quadro epidemiologico del tumore del polmone in Italia è fortemente caratterizzato per genere. Negli uomini (Figura 1) si osserva, già a partire dagli anni Novanta, una decisa riduzione sia della mortalità che dell’incidenza di nuovi casi. Questa riduzione è stata più precoce e più accentuata nelle Regioni del Centro-Nord (dove i livelli erano storicamente più alti) rispetto al Meridione.

 

Nelle donne (Figura 2) i livelli di mortalità e incidenza per tumore del polmone sono ancora di molto inferiori rispetto a quelli riscontrati negli uomini, ma tendenzialmente in aumento costante negli ultimi 30 anni. Nel 2015 si stima un tasso di incidenza di 56 per 100 mila negli uomini contro circa 20 per 100 mila nelle donne.

 

Figura 1. Incidenza (a) e mortalità (b) per tumore del polmone dal 1970 al 2015 per macroarea. Tassi standardizzati per 100.000 (popolazione standard Europea), età 0-99 anni. Uomini

 

 

Figura 2. Incidenza (a) e mortalità (b) per tumore del polmone dal 1970 al 2015 per macroarea. Tassi standardizzati per 100.000 (popolazione standard Europea), età 0-99 anni. Donne

 

 

Questi andamenti sono in linea con gli altri Paesi europei e rispecchiano la complessiva riduzione della prevalenza di fumatori tra gli uomini (da 55% a 28% tra il 1970 e il 2011) e il corrispondente incremento tra la popolazione femminile (da 12% a circa 17%) [1].

 

Volendo fare un confronto sulla sopravvivenza per i principali tumori, quali polmone, colon-retto, mammella e prostata, i dati più recenti osservati dai Registri tumori italiani mettono in evidenza che la sopravvivenza relativa a 5 anni dalla diagnosi del pool dei Registri, nel periodo 1985-2002, mostra un trend crescente per tutte le sedi considerate, con livelli più elevati per la mammella e più bassi per il polmone (dal 5% al 15% a 5 anni dalla diagnosi) (Figura 3). A livello di area geografica nelle zone del Centro-Nord la sopravvivenza è sostanzialmente omogenea, al Sud, invece, risulta inferiore di circa 4 punti percentuali rispetto alla media dei Registri. [2]

 

Figura 3. Trend di sopravvivenza relativa a 5 anni del Pool dei Registri tumori per sede tumorale, periodo di diagnosi 1985-2002

 

Dunque, le indicazioni sul carico sanitario della patologia oncologia in Italia fino al 2015, riferiscono che l’incidenza del cancro al polmone, di gran lunga il tumore più frequente fino ai primi anni Novanta, continuerà a diminuire, anche se solo tra gli uomini. Le stime di mortalità, a causa della bassa sopravvivenza, riflettono l’andamento dell’incidenza, in diminuzione nella popolazione maschile e in crescita in quella femminile. I risultati ottenuti rivelano un quadro epidemiologico in rapida evoluzione, soprattutto tra gli uomini, dove le tradizionali differenze tra Nord e Sud, come zone rispettivamente ad alto e basso rischio tumorale, tendono a ridursi e in alcuni casi a ribaltarsi. Al contrario nelle donne le differenze geografiche rimangono e si amplificano. Questi cambiamenti sono dovuti sia a mutamenti dei fattori di rischio, in particolare al cambiamento degli stili di vita (abitudine al fumo) sia agli effetti di azioni sanitarie (diagnosi precoce).

 

Bisogna comunque considerare che i tempi di latenza tra esposizione e insorgenza di tumori fumo-correlati è di circa 15-20 anni e le tendenze di mortalità e incidenza per tumore del polmone riflettono i trend della prevalenza di fumo, ovvero: i casi di oggi corrispondono ai fumatori di ieri. Il documentato incremento del consumo di tabacco tra i giovani di entrambi i sessi, se non contrastato, avrà quindi un impatto sulle statistiche sanitarie di domani.

 

I dati epidemiologici supportano la necessità di agire sia sul fronte della prevenzione che su quello della sorveglianza sanitaria. Se da un lato appare necessario elaborare misure preventive più efficaci nell’intercettare fasce di popolazione a rischio per i danni da fumo (donne e giovani), dall’altro è altrettanto necessario mantenere sistemi di sorveglianza tempestivi e rappresentativi della popolazione italiana (Registri tumori) per monitorare la diffusione del rischio oncologico e valutare l’impatto di politiche preventive e progressi terapeutici.

 

Riferimenti

  1. Annuario Statistico Italiano. Istat 2011, Indagine Multiscopo (Aspetti della vita quotidiana)
  2. Rapporto Airtum 2007: Sopravvivenza. Epidemiologia e prevenzione, n.1, vol. 31, 2007

 

 

Data di creazione della pagina: 31 maggio 2012

Revisione a cura di: Silvia Rossi1, Roberto Foschi2, Andrea Tavilla1, Silvia Francisci1, Roberta De Angelis1, Daniela Pierannunzio1, Giulia Zigon2, Gemma Gatta2 e Riccardo Capocaccia1
1. Reparto di Epidemiologia dei tumori, Cnesps-Iss
2. Unità di Epidemiologia valutativa, Istituto nazionale tumori di Milano

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