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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Il Libro verde della Commissione europea sul fumo passivo

I danni alla salute provocati dal fumo passivo sono ormai noti e confermati scientificamente. Il fumo passivo uccide infatti più di 79.000 persone ogni anno nell'Ue. Inoltre, l'esposizione cronica al fumo passivo comporta per i non fumatori un aumento del rischio di contrarre un cancro del 20-30% e di contrarre una malattia cardiovascolare del 25-30%. La gravità del problema ha spinto l’Unione europea a prendere un’iniziativa per tutelare la salute pubblica in questo campo. Il risultato è la stesura di un documento presentato dalla Commissione europea il 30 gennaio 2007: “Libro verde. Verso un’Europa senza fumo: opzioni per un’iniziativa dell’Unione europea” (in italiano, pdf 254 kb).

 

“Il documento è molto importante fondamentalmente per un motivo: per la prima volta il problema del fumo passivo è affrontato a livello comunitario, mentre finora era stato lasciato alle iniziative dei singoli Stati”, spiega Francesco Forastiere, del Dipartimento di epidemiologia della Asl Roma E. In particolare, il Libro verde lancia una consultazione fra gli Stati membri, aperta fino al 1 maggio 2007, che dovrà portare a una scelta fra due opzioni: la prima è continuare a intraprendere passi contro il fumo passivo a livello nazionale; la seconda invece è coordinare la strategia europea con una legislazione vincolante. Forastiere propende per questa seconda opzione: “sarebbe sicuramente auspicabile, soprattutto se si considerano gli Stati, come il Lussemburgo, in cui il peso dell’industria del tabacco è particolarmente importante. Il rischio, però, è che la mediazione fra le varie esigenze porti a norme ammorbidite, ma questo non impedirebbe comunque ai singoli Stati di prendere decisioni più restrittive”. Il Libro verde, in quanto documento di consultazione, non prende posizione fra le due alternative, ma secondo Forastiere “rappresenta comunque un passo avanti molto importante, soprattutto alla luce del fatto che nell’Europa allargata a 27 la maggior parte degli Stati non ha fatto nulla in materia di fumo passivo”. Dopo la consultazione, la Commissione analizzerà le risposte e produrrà una relazione contenente i principali risultati della consultazione, prima di considerare i passi ulteriori da intraprendere.

 

Scelte politiche e impatto sulla salute

Le cinque opzioni presentate al dibattito nel Libro verde sono:

  • mantenimento dello status quo: se è vero che l'attuale tendenza che regna negli Stati membri ad assicurare ambienti privi di fumo appare destinata a continuare, i progressi realizzati sarebbero frammentari e questa sembra essere l'opzione politica meno efficace
  • misure volontarie: anche se l'autoregolamentazione a livello europeo potrebbe essere uno strumento più rapido e flessibile, dalle esperienze maturate dagli Stati membri emerge che gli accordi volontari in questo ambito non sono stati efficaci
  • metodo aperto di coordinamento: un'altra possibilità consiste nel perseguire una convergenza delle legislazioni nazionali antifumo mediante orientamenti, obiettivi e scambi di buone pratiche, ma l'efficacia di queste misure dipenderebbe dalla pressione dei pari
  • raccomandazione della Commissione europea: una simile raccomandazione non avrebbe valore vincolante, ma servirebbe a inserire la problematica nell'agenda politica. La sua efficacia dipenderebbe da requisiti di monitoraggio e certi Stati membri potrebbero decidere di non agire affatto
  • legislazione vincolante: quest'opzione potrebbe essere realizzata in modi diversi e imporrebbe su tutto il territorio dell'Ue un livello di protezione contro il fumo ambientale che sarebbe comparabile, trasparente e applicabile. L'iter richiesto, però, rischia di essere lungo e i risultati sono difficili da prevedere.

Il Libro verde esamina anche gli oneri sanitari ed economici legati al fumo passivo, al sostegno pubblico del divieto di fumare e alle misure adottate sinora a livello nazionale e dell'Ue. Si analizzano anche i vantaggi e gli svantaggi dei diversi tipi di misure, compreso il divieto totale del fumo negli ambienti pubblici chiusi nonché esenzioni di diverso tipo (per esempio, per i ristoranti e i bar). “Le prove raccolte nei Paesi europei che applicano politiche antifumo generalizzate dimostrano che funzionano, producono risultati e sono popolari. Un'indagine Eurobarometro (pdf 756 kb) ha riscontrato che più di 80% dei cittadini dell'Ue è infatti favorevole a un divieto di fumare sul posto di lavoro e negli ambienti pubblici chiusi”, afferma il Commissario responsabile della Salute, Markos Kyprianou.

 

Il documento riassume anche le prove scientifiche più aggiornate sui danni del fumo passivo, e analizza gli effetti delle leggi nei Paesi che le hanno adottate, fra cui l’Italia. Secondo gli autori, i risultati sono ottimi per quanto riguarda il divieto di fumo nei locali pubblici, mentre, come nota Forastiere, “il rapporto non tratta il caso dei luoghi di lavoro, dove le norme sono più difficili da applicare. Un altro tema che il Libro verde non tocca, ma che per la sua grande importanza andrebbe approfondito, è la tutela della salute dei bambini”.

 

Infine, rimane la lacuna sul fumo attivo. “Aspettiamo che venga prodotto un documento comunitario anche su questo problema”, conclude Forastiere: “difendere la salute dei non fumatori è doveroso, ma anche ridurre il numero dei fumatori dovrebbe essere un obiettivo prioritario per le campagne di salute europee”.

 

La situazione negli Stati membri

La situazione in Europa è piuttosto disomogenea. Divieti di fumare sul posto di lavoro e in tutti gli ambienti pubblici chiusi, compresi i bar e i ristoranti, sono in vigore in Irlanda e in Scozia, cui si unirà nell’estate 2007 il Regno Unito. Svezia, Italia e Malta hanno una legislazione antifumo che consente di fumare in certi ambienti ristretti dotati di sistemi di ventilazione separati, la Francia applicherà misure analoghe a inizio 2008, mentre Estonia e Finlandia nel giugno 2007. Belgio, Lituania, Spagna, Cipro, Slovenia e Paesi Bassi concedono eccezioni di diverso tipo per il settore alberghiero e della ristorazione. La maggior parte degli Stati membri vieta o limita il fumo in luoghi pubblici molto frequentati, come ospedali, scuole e uffici governativi, teatri, cinema trasporti pubblici.

 

Scarica il testo integrale del Libro verde (in italiano, pdf 254 kb).