Interruzione volontaria di gravidanza aspetti epidemiologici

Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

interruzione volontaria di gravidanza

Aspetti epidemiologici

L’Ivg in Italia

In Italia, nel 2017 sono state notificate 80.733 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), numero che conferma il trend di progressiva diminuzione del fenomeno che si osserva dal 1983, quando questi interventi erano circa 235mila. È quanto emerge dalla “Relazione contenente i dati definitivi 2017 sull’attuazione della L.194/78 che stabilisce norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg)”, trasmessa al Parlamento il 18 gennaio 2019. I dati sono quelli raccolti dal Sistema di sorveglianza epidemiologica delle Ivg (attivo nel nostro Paese dal 1980) che vede impegnati l’Istituto superiore di sanità (Iss), il ministero della Salute, l’Istat, le Regioni e le due Province Autonome. La Sorveglianza, è stata identificata nel Dpcm del 2017 (GU 109 del 12/05/2017) tra i Sistemi di sorveglianza di rilevanza nazionale individuando nell’Iss l’Ente di livello nazionale presso il quale è istituito. Negli ultimi due anni c’è stato un miglioramento nella tempistica. Infatti, sebbene quest’anno la Relazione sia stata completata più tardi (a fine dicembre), contiene i dati definitivi dell’anno precedente, mentre prima veniva presentata nel periodo luglio-ottobre ma conteneva i dati definitivi di 2 anni precedenti e i provvisori dell’anno precedente. Attualmente i dati italiani sono tra i più tempestivi, accurati, dettagliati e completi a livello mondiale.

 

I dati 2017

Il tasso di abortività (numero di Ivg rispetto a 1000 donne di 15-49 anni residenti in Italia) registrato nel nostro Paese è fra i più bassi tra quelli dei Paesi occidentali e nel 2017 risulta pari a 6,2 per 1000 (-3,3% rispetto al 2016).

 

Il rapporto di abortività (numero di Ivg rispetto a 1000 nati vivi) nel 2017 è risultato pari a 177,1 per 1000 nati vivi , con una riduzione del 2,9% rispetto al dato del 2016.

 

Riguardo alla distribuzione sul territorio nazionale, si osservano diminuzioni percentuali particolarmente elevate in Liguria, Umbria, Abruzzo e nella Provincia autonoma di Bolzano. La Provincia autonoma di Trento è l’unica che presenta un leggero aumento di interventi.

 

Probabilmente sulla riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza ha inciso anche l’aumento dell’uso della contraccezione d’emergenza, Levonorgestrel (Norlevo) - pillola del giorno dopo e Ulipistral acetato (ellaOne) - pillola dei 5 giorni dopo, che non hanno più l’obbligo di prescrizione medica per le maggiorenni.

 

Un altro dato importante è che un terzo delle Ivg totali in Italia continua a riguardare donne straniere, contributo che però sta nel tempo diminuendo in percentuale, in numero assoluto e nel tasso di abortività. A questo proposito si è dimostrato efficace proporre a queste donne in occasione del percorso nascita un counselling sulla procreazione responsabile per promuovere un maggior uso dei metodi contraccettivi alla ripresa dei rapporti sessuali dopo la gravidanza.

 

In generale, i decrementi osservati nei tassi di abortività sembrano indicare che tutti gli sforzi fatti in questi anni, specie dai consultori familiari, per aiutare a prevenire le gravidanze indesiderate e il ricorso all’Ivg stiano dando i loro frutti, anche nella popolazione immigrata; sarà quindi indispensabile rafforzare e potenziare questi servizi.

 

Continua l’aumento dell’utilizzo dell’aborto farmacologico come metodica per l’intervento (17,8% rispetto a 15,7% del 2016 e 3,3% del 2010) e rimane alta la percentuale di obiettori (68,4% dei ginecologi e 45,6% degli anestesisti) sebbene risulta una media nazionale di 1,2 Ivg a settimana per ginecologo non obiettore.

 

Metodologia di raccolta dati

A partire dal 2018, l’Istat ha modificato il monitoraggio e le modalità di acquisizione dei dati delle indagini sulla salute riproduttiva (quindi anche quella sulle Ivg), predisponendo una piattaforma web unica attraverso la quale vengono raccolte le informazioni e svolte le diverse attività e nelle quale Regioni, Asl e strutture possono accedere e caricare/aggiornare dati e informazioni varie. Il passaggio dai vecchi sistemi alla nuova piattaforma sta avvenendo gradualmente in vista del completo utilizzo dello strumento per il 2020.

 

Risorse utili



Data di creazione della pagina: 24 gennaio 2019

Autore: Angela Spinelli, direttore del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Iss

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