ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS


Informazioni generali

“La prevenzione e il controllo delle infezioni (PCI, in inglese Infection prevention and control -IPC) è un approccio pratico, basato sull’evidenza, il cui scopo è prevenire che pazienti e operatori sanitari vengano colpiti da infezioni evitabili”. Per il contrasto di queste si ricorre ai programmi di PCI che, per essere efficaci, necessitano di interventi mirati e costanti su tutti i livelli del sistema sanitario (responsabili politici, responsabili delle strutture, operatori sanitari e coloro che accedono ai servizi). Qualsiasi difetto in questo sistema può causare danni e impedire al servizio di fornire un’assistenza sanitaria di qualità. Per questo, da anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si impegna a fornire raccomandazioni per supportare i Paesi nella promozione di comportamenti volti a limitare le infezioni evitabili e identificare precocemente gli individui che presentano fattori di rischio per un’infezione. L’attuazione dei programmi di PCI è importante perché gli eventi avversi dovuti a cure non sicure sono molto frequenti: probabilmente rappresentano 1 delle 10 principali cause di morte e disabilità nel mondo e, sempre a livello globale, 4 pazienti su 10 vengono danneggiati dall’assistenza sanitaria primaria o ambulatoriale.

 

Come si diffondono le infezioni

Tutti i microrganismi (batteri, funghi, virus e protozoi) vivono e colonizzano gli stessi ambienti frequentati dall’uomo (suolo, aria, acqua) e alcuni di questi, soprattutto i batteri, vivono anche in simbiosi con il corpo umano senza causare danni. L’infezione si verifica se, al momento dell’ingresso nel corpo umano, il microrganismo non viene neutralizzato dal sistema immunitario e inizia a replicarsi e, aumentando di numero, causa una reazione fisica. L’insorgenza dell’infezione richiede:

  • una fonte (ambiente, persone, dispositivi medici, ecc)
  • una persona suscettibile (non vaccinata o immunocompromessa)
  • una via di trasmissione: contatto, droplets, aerea, in base al tipo di microrganismo interessato.

Interventi mirati alla prevenzione e controllo delle infezioni:

  1. controllo del rischio infettivo (precauzioni standard e basate sulla trasmissione)
  2. requisiti organizzativi minimi (chiamati dall’OMS Core components, norme IPC che dovrebbero essere in vigore a livello nazionale e delle strutture per fornire protezione e sicurezza minime a pazienti, operatori sanitari e visitatori)
  3. istituzione del Gruppo per il controllo delle infezioni (il cui acronimo è GO-CIO)
  4. vaccinazioni degli operatori sanitari
  5. formazione (rientra nelle Core components)
  6. rete globale di prevenzione e controllo delle infezioni

1. Controllo del rischio infettivo

Esistono due livelli di precauzioni raccomandate per prevenire la diffusione dei microrganismi patogeni nei contesti sanitari. Precauzioni standard e precauzioni basate sulla trasmissione.

 

Le precauzioni standard sono pratiche essenziali di prevenzione delle infezioni da utilizzare in tutti i contesti assistenziali e in tutti i momenti dell’assistenza, indipendentemente dalla conferma o sospetto di infezione. Includono:

  1. igiene delle mani
  2. uso di dispositivi di protezione individuale (DPI)
  3. etichetta respiratoria (specifici comportamenti da mettere in atto per tenere sotto controllo il rischio di trasmissione di microrganismi, da persona a persona, ad esempio: proteggere la bocca e il naso durante starnuti o colpi di tosse utilizzando fazzoletti di carta o, starnutire o tossire nel gomito)
  4. sicurezza dei taglienti (ad esempio manipolazione attenta dei taglienti e un appropriato smaltimento di questi ultimi)
  5. pratiche di iniezione sicure (prevenire il rischio che l’esecuzione di un’iniezione arrechi danno al paziente o all’operatore)
  6. sterilizzazione di strumenti e dispositivi
  7. disinfezione e pulizia delle superfici ambientali

Le precauzioni basate sulla trasmissione rappresentano il secondo livello di controllo e devono essere utilizzate quando le precauzioni standard non sono sufficienti a impedire la trasmissione del microrganismo. Vengono scelte in base alla tipologia di trasmissione (contatto, goccioline o via aerea).

 

2. Requisiti organizzativi minimi (OMS: Core Components)

Nel 1998 il Centro di Prevenzione e Controllo delle malattie di Atlanta (CDC) ha pubblicato un documento intitolato “Infection Control in Healthcare Personnel: Infrastructure and Routine Practices for Occupational Infection Prevention and Control Services”, poi aggiornato nel 2019. Gli aggiornamenti sono rivolti ad amministratori e dirigenti delle organizzazioni sanitarie con l’obiettivo di guidarli nella pianificazione di programmi di PCI nelle strutture sanitarie. Nonostante questo e nonostante la crescente diffusione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e la forte pressione dell’antibiotico-resistenza (AMR) che rendono la realizzazione di programmi di PCI sempre più urgente, i manager e gli amministratori, spesso non dedicano risorse sufficienti a questi programmi. Per favorire l’organizzazione dei programmi e bilanciare la disponibilità di risorse (e quindi dei risultati) tra centri e Paesi, l’OMS ha stabilito dei requisiti minimi che i centri sanitari devono rispettare per il controllo delle infezioni:

  • programmi di prevenzione e controllo delle infezioni
  • linee guida
  • formazione e training
  • sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza (ICA)
  • strategie multimodali
  • monitoraggio, auditing e feedback delle pratiche di PCI
  • carico di lavoro, personale e occupazione dei letti
  • ambiente sicuro, materiali e attrezzature per PCI.

Inoltre, da luglio a ottobre 2021 è stata aperta un’indagine globale dell’OMS per valutare lo stato di attuazione dei programmi PCI rispetto ai requisiti minimi stabiliti, attraverso uno strumento di valutazione online.

 

3. Il gruppo per il controllo delle infezioni (GO-CIO)

Negli anni ’50 nel regno Unito vengono istituiti per la prima volta gruppi di infermieri dedicati al controllo delle infezioni, che oltre a essere di supporto ai microbiologi, avevano il compito di formare i medici, condurre la sorveglianza e indagare sui focolai di infezione. Considerato il successo di questi gruppi, in molti Paesi sono stati istituiti gruppi di PCI, composti da personale specificatamente formato. Nel corso degli anni, il carico di lavoro si è ampliato soprattutto in risposta all'aumento di ICA e AMR, tanto che a partire dagli anni ’90 i gruppi PCI hanno assunto un ruolo strategico. Ad oggi i gruppi PCI hanno ruoli diversi a seconda del Paese: ad esempio negli Stati Uniti svolgono soprattutto attività di sorveglianza mentre nel Regno Unito il personale PCI si concentra di più sulla formazione. In Italia, il GO-CIO (Gruppo per il controllo delle infezioni) è responsabile della pianificazione, dell’implementazione, della definizione delle priorità e dell’assegnazione delle risorse di tutte le problematiche relative a PCI. Il gruppo dovrebbe comprendere almeno un medico (il medico addetto al controllo delle infezioni, MCI) e almeno un infermiere (infermiere addetto al Controllo delle Infezioni, ICI). In particolare, il gruppo dovrebbe occuparsi di sorveglianza, favorire l’osservazione delle pratiche IPC, revisionare le procedure, fornire formazione ed educazione e eseguire follow-up dei problemi identificati.

 

4. Le vaccinazioni degli operatori sanitari

Gli operatori sanitari, essendo a contatto diretto con i pazienti, hanno un maggiore rischio di contrarre e trasmettere le infezioni, per cui l’immunizzazione almeno contro le malattie prevenibili da vaccino, rappresenterebbe una barriera contro la diffusione delle infezioni e manterrebbe l’erogazione dell’assistenza anche durante i focolai. I programmi di vaccinazione sono quindi una parte essenziale della prevenzione e del controllo delle infezioni in quanto l’uso ottimale dei vaccini raccomandati aiuta a mantenere l’immunità e a salvaguardare gli operatori e i pazienti dalle infezioni. Per questi motivi, anche se non obbligatoria, la vaccinazione degli operatori sanitari all’interno dei programmi PCI, dovrebbe essere considerata di routine come le precauzioni standard e il lavaggio delle mani.

 

5. Formazione

Se abbinata alle linee guida nazionali, la formazione del personale sanitario contribuisce alla riduzione delle ICA e della resistenza antimicrobica, garantendo una forza lavoro più qualificata e competente. Il documento dell’OMS “Minimum requirements for infection prevention and control programmes at the National level” prevede che tutto il personale sanitario e non (inclusi ad esempio gli addetti alle pulizie) sia formato sull’argomento al momento dell’assunzione e che almeno annualmente si monitori e valuti l’efficacia della formazione erogata. Identificare le esigenze di formazione in base alle pratiche e/o tipi di infezioni più frequenti è compito dell’IPC focal point, supportato da enti nazionali come ministero della Salute, dell’Istruzione e Università. Laddove il focal point/team IPC è di recente istituzione o ha un’esperienza/competenza limitata, si può considerare un supporto tecnico esterno locale o nazionale. Una formazione più specifica è riservata ai professionisti che vorrebbero diventare IPC focal point o far parte del team, le cui competenze minime sono riportate nel documento dell’OMS “Core Competencies for Infection Prevention and Control Professionals”. È inoltre importante considerare anche l’educazione dei pazienti e dei visitatori: ogni volta che i membri della famiglia eseguono attività di cura, dovrebbero essere formati per proteggere sé stessi e i loro cari e quindi minimizzare qualsiasi possibilità di trasmissione. L’educazione del paziente e della famiglia all’interno della struttura sanitaria può anche rappresentare l’occasione per stimolare l’uso di misure igieniche appropriate nella comunità (come il lavaggio delle mani).

 

6. Rete globale di prevenzione e controllo delle infezioni

La “Global Infection Prevention Control” (GIPC) è una rete nata con lo scopo di rafforzare il coordinamento e la collaborazione a livello locale, nazionale e internazionale nel campo della prevenzione e del controllo delle infezioni con particolare attenzione ai contesti/Paesi più in difficoltà e a basso e medio reddito, incoraggiando un miglior uso di risorse spesso scarse. Molte organizzazioni partecipanti a GIPC offrono opportunità di formazione internazionale, di base o avanzata, online o di persona.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 18 novembre 2021

Testo scritto da: Giulia Fadda, Adriano Grossi, Fortunato “Paolo” D’Ancona- Dipartimento malattie infettive ISS