Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

sindrome emolitico-uremica

Escherichia coli O157 produttore di verocitotossina (VTEC)

L’infezione da Escherichia coli produttore di verocitotossina (VTEC) è considerata una zoonosi poiché il tratto gastro-intestinale dei ruminanti, in particolare dei bovini e bufalini, costituisce il serbatoio naturale di questi batteri. E. coli O157 viene incluso tra gli agenti di tossinfezione alimentare, anche se l’epidemiologia delle infezioni da VTEC, rispetto alle più classiche tossinfezioni, presenta alcuni caratteri distintivi.

 

La trasmissione all’uomo avviene prevalentemente per via alimentare, attraverso l’ingestione di derrate di origine animale contaminate in fase di produzione o lavorazione (carni contaminate e non sottoposte a cottura completa, latte crudo, latticini non pastorizzati) ma anche attraverso ortaggi e frutti coltivati su terreni fertilizzati o irrigati con reflui da allevamenti bovini infetti. Tra le potenziali fonti di infezione, un ruolo sempre più importante viene attribuito alle fonti idriche, siano esse destinate a usi civili, agricoli o per balneazione. Infine il contatto diretto con animali appartenenti alle specie serbatoio e la trasmissione persona-persona (per via oro-fecale) possono giocare un ruolo nella propagazione dell’infezione. Il periodo di incubazione dell’infezione da VTEC è compreso tra 1 e 5 giorni.

 

Esistono numerosi sierogruppi VTEC dei quali il più conosciuto e diffuso è E. coli O157. Nel nostro Paese sono molto frequenti anche i sierogruppi O26, O111 e O145.

 

Le indagini microbiologiche per la ricerca dei VTEC richiedono tecniche speciali che generalmente non sono disponibili presso i laboratori clinici e ospedalieri.

In commercio esistono terreni selettivi/differenziali e test di agglutinazione per E.coli O157 che possono permetterne una prima identificazione. I ceppi così identificati devono essere confermati da un laboratorio di riferimento, verificando la capacità del ceppo di produrre tossina (test di citotossicità su colture cellulari) e/o la presenza dei geni codificanti per la tossina stessa. Per la diagnostica dei VTEC appartenenti agli altri sierogruppi è indispensabile rivolgersi a laboratori specializzati.

 

L’Istituto superiore di sanità coordina dal 1988 un sistema di sorveglianza delle infezioni da VTEC e la rete italiana del sistema di sorveglianza europeo Enter-Net, alla quale fanno capo i laboratori di riferimento presenti sul territorio nazionale.

TOP