Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi d'Argento

Problemi di vista, udito e masticazione

Dati del pool nazionale 2012

 

A colpo d'occhio

 

Le disabilità percettive legate a vista e udito condizionano le capacità di comunicazione delle persone con 65 anni e più, peggiorando notevolmente la loro qualità di vita e inducendo problematiche connesse all’isolamento e alla depressione. I problemi di vista costituiscono, inoltre, un importante fattore di rischio per le cadute. La salute orale è, in ogni fase della vita, un aspetto importante per la salute complessiva della persona. Con il progredire dell’età, le difficoltà di masticazione possono determinare carenze nutrizionali e perdita non intenzionale di peso, con effetti particolarmente gravi, specie tra le persone fragili e con disabilità. I problemi masticatori influenzano inoltre la qualità della vita della persona con 65 anni e più, incidendo sul suo benessere sociale e psicologico.

 

Circa l’8% degli ultra64enni intervistati dichiara di avere almeno un problema di vista e/o udito e/o masticazione. Il 20% riporta un solo problema, l’8% due e il 3% ha difficoltà in tutte le 3 funzioni.

Il problema più frequente è non poter fare quattro chiacchiere con qualcuno a causa dei problemi di udito (17%), la difficoltà aumenta fra gli over 85enni (34% vs 19% nella classe 75-84enni vs 10% in quella 65-74enni), tra chi ha un basso livello di istruzione (20% vs 12% alta istruzione) e molte difficoltà economiche (16% vs 12% qualche difficoltà vs 10% nessuna difficoltà).  Non emergono differenze significative tra uomini (16%) e donne (17%).

 

L’analisi multivariata conferma l’associazione significativa dei problemi di udito con l’età, la situazione economica e il livello di istruzione.

 

Gli ultra 64enni con problemi di udito hanno un minore coinvolgimento nelle attività sociali e nei rapporti personali. Il 41% è a rischio di isolamento sociale (contro il 16% di chi sente bene) e il 37% soffre di sintomi di depressione (contro il 16% di chi sente bene).

È definito a rischio di isolamento sociale chi non partecipa ad alcuna attività sociale (frequentazione di centri anziani, parrocchie, sedi di partito o circoli /associazioni) né è solito incontrare altre persone o sentirle anche solo al telefono per fare quattro chiacchiere. La sorveglianza Passi d’Argento rileva che vivono questa condizione il 20% degli ultra 64enni intervistati.

 

I problemi di vista e masticazione interessano rispettivamente il 13% e il 15% degli anziani. Anche in questo caso sia la difficoltà nel leggere cose da vicino e fare piccoli lavori, sia quelle nel masticare cibi più difficili come carne e mele aumenta con l’avanzare dell’età, tra chi ha un basso livello di istruzione e tra chi ha maggiori difficoltà economiche. A differenza dei problemi di udito si rileva un dato significativamente diverso per genere, fra le donne, il 15% ha problemi di vista (11% fra gli uomini), il 17% di masticazione masticare (13% uomini). Tra gli over 85enni la quota di persone con problemi di vista arriva al 31%, stessa quota (31%) si riscontra per quelli con problemi di masticazione. Tra chi ha molte difficoltà economiche le due problematiche arrivano rispettivamente al 17% e 22%.

 

L’analisi multivariata conferma l’associazione significativa dei problemi di vista e di quelli di masticazione con il sesso, l’età, la situazione economica e il livello di istruzione.

 

Le persone con problemi di vista sono particolarmente esposte alla cadute e all’isolamento sociale. Tra gli ultra 64enni con problemi di vista è maggiore la percentuale di chi ha paura di cadere (66% vs 40% di chi non ha problemi di vista) e di chi ha verificato una caduta nei 30 giorni precedenti l’intervista (20% vs 10%); si trovano a rischio di isolamento sociale il 46% (vs 16%).

 

Passi d'Argento rileva che il 38% degli ultra 64enni si è recato dal dentista almeno una volta nei 12 mesi precedenti l’intervista. Solo il 26% di chi ha problemi nel masticare si è recato dal dentista, tale percentuale è più alta tra chi mangia senza difficoltà (40%).

Nonostante i problemi di masticazione, il 52% degli intervistati non si reca dal dentista perché non lo ritiene necessario, il 17% perché non lo ritiene opportuno, al 2% non è stato consigliato, il 13 ha difficoltà negli spostamenti e ancora il 13% perché costa troppo. Meno dell’1% non si reca da l dentista per via delle liste di attesa troppo lunghe.

 

L’analisi regionale evidenzia un chiaro gradiente Nord-Sud che mostra fra i residenti nelle Regioni meridionali quote più alte di anziani con problemi di vista, udito o masticazione.

 

 

 

 

Problemi di vista

Persone che riferiscono di non vedere bene per caratteristiche socio-demografiche – PDA 2012

 

 

Problemi di vista

Persone che riferiscono di non vedere bene per Regione di residenza - PDA 2012

Valore di pool: 13,3% (IC 95% 12,6-13,9%)

 

* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 24 Kb). Prendere il grafico probvistaxregione.xlsx contenuto nella cartella xls regionali

 

 

 

Problemi di udito

Persone che riferiscono di non sentire bene per caratteristiche socio-demografiche – PDA 2012

 

 

Problemi di udito

Persone che riferiscono di non sentire bene per Regione di residenza - PDA 2012

Valore di pool: 16,5% (IC 95% 15,8-17,2%)

 

* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.

 

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Problemi di masticazione

Persone che riferiscono di non riuscire a mangiare cibi difficili per caratteristiche socio-demografiche – PDA 2012

 

 

Problemi di masticazione

Persone che riferiscono di non riuscire a mangiare cibi difficili per Regione di residenza - PDA 2012

Valore di pool: 14,9% (IC 95% 14,2-15,5%)

 

* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.

 

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Problemi di vista

 

Importanza per la salute

 

22 dicembre 2015 - L’Oms stima che a livello mondiale circa il 65% delle persone affette da patologie oculari siano ultracinquantenni e la percentuale è destinata ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione (Who 2011). La perdita della vista raggiunge una percentuale superiore al 10% nella popolazione ultra 80enne americana (Eye Disease Prevalence Research Group, 2004). Glaucoma, degenerazione maculare senile, retinopatia diabetica e cataratta costituiscono, secondo il National Eye Institute, le principali patologie oculari correlate all’età (Nih, 2004). Queste sono costose da trattare, pregiudicano l’autonomia delle persone anziane e le espongono a un maggior rischio di cadute accidentali. La maggior parte delle patologie oculari sono prevenibili (Who, 2011), ma per questo e per potenziare i servizi di riabilitazione di chi è affetto da deficit visivo è di fondamentale importanza una strategia di salute pubblica che contempli la sorveglianza, l’educazione sanitaria della popolazione, il coordinamento degli screening, la diagnosi e la terapia.

 

Nelle ultime decadi si è assistito a un aumento delle pubblicazioni scientifiche sui deficit visivi. Tuttavia, i dati di prevalenza, incidenza e cause di problemi visivi e cecità sono scarsi in molti Paesi (Kocur, 2002). Studi di popolazione condotti in Italia stimano una prevalenza di problemi di vista nell’1% della popolazione adulta (Nicolosi, 1994; Cedrone 2003). La prevalenza dei problemi visivi è maggiore nelle Regioni meridionali e la maggior parte di questi è prevenibile mediante diagnosi precoce e terapia adeguata (Kocur 2002). Lo studio longitudinale condotto a Ponza dal 1988 al 2000 (Nucci 2005) stima al 18% la percentuale dei soggetti che necessitano cure mediche per mantenere una normale capacità visiva. Inoltre, le patologie responsabili dei problemi visivi sono gravemente invalidanti (es. glaucoma o degenerazione maculare senile), ma spesso associate a interventi preventivi non eccessivamente costosi (es. intervento chirurgico per cataratta).

 

Il Piano d’Azione Oms 2008-2013 per la strategia globale di prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili fissa per il periodo 2008-2013 gli obiettivi e le azioni da portare avanti, fra cui: la promozione di interventi per ridurre i fattori di rischio, alla base delle malattie croniche, il monitoraggio e la sorveglianza delle malattie non trasmissibili e dei fattori che le determinano e la valutazione dei progressi a livello nazionale, regionale e globale. Rilevare con Passi d’Argento problematiche relative alla capacità visiva permetterà di conoscere le dimensioni reali del fenomeno, fare confronti a livello nazionale, e soprattutto locale (Asl e Regioni), progettare, realizzare e valutare interventi ad hoc, e prevenire il progressivo peggioramento della capacità visiva.

 

Come PdA misura i problemi di vista

Il dato sui problemi di vista in Passi d’Argento viene raccolto attraverso una domanda che riguarda capacità di vedere bene per leggere il giornale, l’ora sull’orologio, cucire o fare piccoli lavori e le risposte possibili sono: si, abbastanza; si, solo se indosso gli occhiali, no, non vedo bene.

 

Riferimenti

  • Blindness and Visual Impairment-A Public Health Issue for the Future as Well as Today (editorial). Archives of Ophthalmology 2004; 122:451-452
  • Cedrone C, Zapelloni A, Cesareo M, et al. Prevalenza delle minorazioni visive e loro cause in popolazioni definite dei comuni di Ponza e Priverno. Minerva Oftalmol 1997;39:67–71.
  • Cedrone C, Culasso , Cesareo M, Nucci C, Palma S, Mancino R, Cerulli L. Incidence of Blindness and Low Vision in a Sample Population. The Priverno Eye Study, Italy. Ophthalmology 2003; 110(3):584-8.
  • Kocur I, Resnikoff S. Visual impairment and blindness in Europe and their prevention. Br J Ophthalmol 2002;86:716–722.
  • Nicolosi A, Marighi PE, Rizzardi P, Osella A, Miglior S. Prevalence and causes of visual impairment in Italy. Int J Epidemiol 1994;23:359–64.
  • Thylefors B. Some global aspects of blindness. Int Ophthalmol 1982;5:127–36.
  • Thompson JR, Rosenthal AR. Epidemiology of world blindness. Curr Opin Ophthalmol 1990;1:649–53.

Problemi di udito

 

Importanza per la salute

 

La riduzione della capacità uditiva è un fenomeno comune nell’invecchiamento e viene definita presbiacusia. Si stima che circa il 30 -35 % della popolazione compresa nella fascia di età 65 – 75 anni è affetta da presbiacusia e la percentuale sale al 50% per gli ultra75enni.

 

Nell’indagine multiscopo dell’Istat su “Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari della popolazione italiana” su un campione di 60.000 famiglie italiane il 3,9% degli intervistati ultrasessantacinquenni (il 4,6% delle donne e 3,1% degli uomini) riferisce difficoltà di vista, udito, parola (Istat 2007).

 

Uno studio epidemiologico trasversale multicentrico, condotto in Italia da Quaranta ed Assennato (1991), ha considerato 2216 soggetti (1067 femmine e 1149 maschi) che sono stati indagati con un questionario di autovalutazione, l’esame otoscopico e l’esame audiometrico. Il 22,2 % presentava sordità neurosensoriale. Di queste, il 14,5% erano da presbiacusia. Secondo Quaranta, la percentuale di soggetti presbiacusici raggiunge il 40% tra i 60 e i 70 anni e sale al 49% tra i 70 e gli 80 anni.

 

La presbiacusia è un fenomeno progressivo, bilaterale e spesso silente, del quale gli individui sono spesso inconsapevoli, a differenza di quanto notano conviventi e conoscenti.

 

Numerose classi di farmaci, tra cui diuretici, antibiotici e anti-infiammatori, sono responsabili di danni a carico dell’apparato uditivo, specie se in presenza di una ridotta funzionalità renale, come frequente nelle persone anziane.

 

La riduzione dell’udito e le conseguenti difficoltà a entrare in comunicazione con gli altri hanno un effetto considerevole sulla vita fisica, emotiva e sociale della persona, che presenta con maggior frequenza segni di depressione, insoddisfazione della vita e un minor coinvolgimento nelle attività sociali (Bernabei, 2011). La presbiacusia si associa anche a un aumentato rischio di cadute, con la frequente conseguente frattura del femore, una delle principali cause di disabilità per l’anziano. La diagnosi e il trattamento della presbiacusia rappresentano, quindi, importanti priorità di salute pubblica. Inoltre, essendo la diagnosi di presbiacusia semplice e poco dispendiosa, l’accesso ai servizi diagnostici audiologici per l’anziano risulta di particolare rilevanza ai fini della prevenzione delle complicanze legate alla progressiva riduzione della capacità uditiva.

 

Come Pda misura i problemi di udito

Il dato sui problemi di udito in Passi d’Argento viene raccolto attraverso una domanda che riguarda la capacità di sentire bene in modo da poter fare quattro chiacchiere con qualcuno. Le possibili risposte sono: si, abbastanza; si, solo se indosso l’apparecchio acustico, no, non sento bene.

 

Riferimenti

  • Bernabei V et al. Vision and hearing impairments are associated with depressive--anxiety syndrome in Italian elderly. Aging Ment Health. 2011 May;15(4):467-74.
  • J.Smartin; J. F. Jerger: Some effects of aging on central auditory processing. Journal of Rehabilitation Research& Development 2005
  • Becca R. Levy, Martin D. Slade, Gill T. Hearing Decline Predicted by Elders' Stereotypes. The journal of gerontology. 2006
  • Bouccara D, Ferrary E, Mosnier I, Bozorg Grayeli A, Sterkers O. Presbiacusia Elsevier Fascicule : 20-185-C-10 2006 Otorinolaringoiatria

 

Problemi di masticazione

 

Importanza per la salute

 

Secondo il World Oral Health Report dell’Oms, nei Paesi a sviluppo avanzato, i problemi di salute orale sono il quarto disturbo più costoso. Le persone più anziane molto spesso non ricevono adeguati trattamenti per mancanza di consapevolezza, difficoltà di accesso ai servizi e ma anche per l’idea sbagliata che gli anziani non possano giovarsi di misure preventive e di interventi di educazione alla salute orale. I problemi di salute orale degli anziani non sono solo legati alla cattiva masticazione e alla perdita dei denti: includono anche problematiche quali la xerostomia, molto spesso collegata all’assunzione prolungata di farmaci, ma anche patologie tumorali del cavo orale riconducibili all’abitudine al fumo e al consumo eccessivo di alcol. Le difficoltà di masticazione, d’altro canto possono limitare l’assunzione di importanti alimenti più difficili da masticare, determinando talvolta problemi di malnutrizione e anche perdita di peso. Infine, la mancanza di denti o comunque una dentatura compromessa può determinare anche forme di disagio psicologico con fenomeni di isolamento sociale e perdita di stima. Esistono cure efficaci per i problemi di salute orale. Inoltre, è stata dimostrata l’utilità e l’efficacia di interventi di promozione delle salute orale. La prevenzione dei problemi di masticazione favorisce il miglioramento della qualità della vita ed è particolarmente importante per gli anziani più fragili o disabili in quanto previene problemi di salute collegati alla malnutrizione e alla perdita di peso. Alcuni fattori di rischio comportamentali come l’abitudine al fumo e il consumo di alcol sono associate ad alcune gravi patologie come il cancro del cavo orale.

 

Infine, per quanto riguarda la misura del fenomeno, negli ultimi anni si fa riferimento all’Oral Health Related Quality of Life (OHRQoL), intesa come una più vasta interazione tra stato di salute della cavità orale, stato di salute generale e qualità di vita ad essi legata. L’OHRQoL è quindi un ampio concetto, che comprende - oltre a un’analisi dello stato di salute fisico - anche le percezioni soggettive di livello di benessere, soddisfazione e autostima. Al momento sono disponibili due strumenti per la valutazione dell’OHRQoL. Di entrambi gli strumenti esiste una versione validata in italiano.

 

Le presenza di interventi efficaci per la promozione della salute orale negli anziani e la rilevanza del tema, evidenziano l’importanza delle informazioni raccolte per l’azione. La sorveglianza sui problemi di salute orale e sugli interventi di promozione e di prevenzione è fortemente auspicata dall’Oms, che ha predisposto un modello concettuale e strumenti standardizzati di rilevazione per valutare il “burden of chronic disease”, compreso le problematiche di salute orale.

 

Come PdA misura i problemi di masticazione

Nell’indagine Passi d’Argento si raccolgono informazioni sui problemi di masticazione non corretti con l’uso di protesi mobili (nella domanda si parla di dentiera). Nel modulo aggiuntivo dell’Emilia-Romagna si raccolgono informazioni sull’uso di una protesi mobile. Verificare nei moduli aggiuntivi delle altre Regioni. Sono raccolte inoltre informazioni sul ricorso al dentista negli ultimi 12 mesi e sui motivi del mancato ricorso al dentista.

 

Riferimenti

  • Petersen PE. The World Oral Health Report 2003 WHO Global Oral Health Programme. Oral Health. 2003
  • Jensen PM, Saunders RL, Thierer T, Friedman B. Factors associated with oral health-related quality of life in community-dwelling elderly persons with disabilities. Journal of the American Geriatrics Society [Internet]. 2008 Apr [cited 2012 Mar 30];56(4):711–7. Available from: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/...
  • Braine T. MORE ORAL HEALTH CARE NEEDED FOR AGEING POPULATIONS. Bulletin of the World Health Organization. 2005;83(09):646–7.
  • Gerritsen AE, Allen PF, Witter DJ, Bronkhorst EM, Creugers NHJ. Tooth loss and oral health-related quality of life: a systematic review and meta-analysis. Health and quality of life outcomes [Internet]. 2010 Jan [cited 2012 Mar 8];8(1):126. Available from: http://www.pubmedcentral.nih.gov/...
  • Ferrari E, Salvioli P, Mussi C. Il cavo orale. 2007;:21–38.
  • Marshall S, Northridge M. ElderSmile: a comprehensive approach to improving oral health for seniors. American Journal of Public Health [Internet]. 2009 [cited 2012 Mar 31];99(4):595–600. Available from: http://ajph.aphapublications.org/...
  • Franchignoni M, Giordano A, Brigatti E, Migliario M, Levrini L, Ferriero G. Proprietà psicometriche della versione italiana dell ’ Oral Health Impact Profile forma ridotta ( OHIP-14 ). Giornale Italiano Di Medicina Del Lavoro Ed Ergonomia. 2010;32:71–8. Petersen P, Bourgeois D. Oral health information systems-towards measuring progress in oral health promotion and disease prevention. Bullettin of the World Health [Internet]. 2005 [cited 2012 Mar 31];83(04):686–93. Available from: http://www.who.int/...

 

 

Pubblicazioni nazionali

 

Report nazionale