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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Prevenzione sui luoghi di lavoro: il ruolo del Medico competente

13 novembre 2014 - Una palestra poco lontano dalla sala riunioni o lo stop ai distributori di snack zuccherati in fabbrica sono alcuni dei piccoli grandi accorgimenti che possono migliorare la qualità della vita sul posto di lavoro. L’ambiente lavorativo, così come la scuola e la comunità, sono i contesti in cui si sviluppa il Piano nazionale di prevenzione 2014-2018.

 

Ogni persona trascorre circa un terzo della propria giornata sul posto di lavoro, o comunque, svolgendo un’attività lavorativa. Questo tempo, dunque, non può essere trascurato in relazione alle abitudini che incidono sul nostro stato di salute. Nelle aziende, e per i lavoratori, è la figura del Medico competente per la salute sui luoghi di lavoro il riferimento per la  sorveglianza sanitaria e per la promozione di corretti stili di vita.

 

La sorveglianza sanitaria è un’attività fondamentale per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, che comprende visite mediche e accertamenti sanitari preventivi e periodici sui lavoratori esposti a rischi professionali finalizzati a evidenziare eventuali problemi di salute correlati al lavoro e a valutare l’idoneità del lavoratore allo svolgimento della mansione specifica. Oltre a ciò il medico competente valuta gli stili di vita e favorisce e incoraggia l’adozione di abitudini comportamentali salutari.

 

«Il Medico competente ha un ruolo importantissimo perché lavora su chi sta bene o ha tale percezione del suo stato di salute» spiega il Dott. Gianni Gilioli, Medico competente e docente nel corso di laurea in Terapia occupazionale, Università di Modena e Reggio Emilia. «Abitudini scorrette, però, portano sul lungo periodo a manifestare conseguenze negative sullo stato di salute. Fumo, consumo eccessivo di alcol, alimentazione scorretta e vita sedentaria sono i fattori su cui si concentrano gli interventi del Medico competente, una professionalità che opera con le aziende e con i lavoratori, portando alla luce durante colloqui ed esami diagnostici mirati quella che è la situazione di rischio del singolo lavoratore» continua Gilioli.

 

«Il Medico competente attiva risposte e proposte personalizzate per il singolo lavoratore e, grazie a un’approfondita anamnesi, può individuare eventuali predisposizioni, abitudini sbagliate radicate negli anni, familiarità rispetto a certe malattie» precisa Gilioli.

 

I dati dell’ultima sorveglianza Passi confermano l’importanza del Medico competente nel contesto lavorativo: gli stili di vita scorretti, infatti, influiscono per oltre il 60% sullo stato di salute di una persona nell’arco della sua vita lavorativa. La raccolta aggiornata di informazioni a campione tra la popolazione adulta è il terreno fertile su cui raccogliere dati utili per lo studio di strategie rivolte alla prevenzione e alla sicurezza del lavoratore, con un occhio alle specificità: la sorveglianza Passi, infatti, quantifica le differenze nei comportamenti dei lavoratori classificandole per età, mansione e settore d’occupazione. Inoltre sul medio-lungo periodo l’analisi dell’evoluzione dei fattori comportamentali dei lavoratori sarà utile per valutare l’efficacia degli interventi a favore della promozione della salute in ambito lavorativo compresa l’attività svolta dal Medico competente. «Il Medico competente» conferma Gilioli «che ha per legge la titolarità della sorveglianza sanitaria, non è attore unico, ma lavora in rete con le Asl, le altre professionalità sanitarie, compreso il Medico di medicina generale e il mondo dell’imprenditoria per favorire politiche attente al benessere. La sorveglianza Passi ci fornisce la prospettiva da seguire per indirizzare le attività sul campo del Medico competente e di tutta questa rete».

 

Non va inoltre trascurato che «promuovere la salute e la sicurezza tra i propri dipendenti è anche un investimento a livello economico sul lungo termine per il datore di lavoro» conclude Gilioli.

 

Sulla base di queste considerazioni in Provincia di Modena è stato avviato un programma di promozione della salute nei luoghi di lavoro coordinato dal Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl che coinvolge fortemente i Medici competenti nella progettualità e attuazione delle attività e prevede molte iniziative formative sui temi specifici rivolte ai Medici competenti operanti nel territorio.

 

Per approfondire la tematica scarica la presentazione “I fattori comportamentali tra i lavoratori in Emilia-Romagna secondo la sorveglianza Passi” (pdf 793 kb) portata da Gianni Gilioli e dal gruppo regionale Passi dell’Emila-Romagna al 77° Congresso nazionale Simlii (Bologna, 15 - 17 ottobre 2014).

 

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