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La sorveglianza Passi nella Asl Roma D: i dati 2007-2010
10 maggio 2012 - Nella Asl Roma D, su una popolazione intervistata di 407.876 residenti di età compresa tra i 18 e i 69 anni di età, i dati rivelano che: il 66% giudica buona la propria salute, il 7% riferisce sintomi depressivi nelle ultime due settimane, il 20% è iperteso, il 26% ha il colesterolo alto, il 37% è in eccesso ponderale (il 29% è in sovrappeso, l’8% è obeso), il 30% fa una buona attività fisica, il 16% è un bevitore a rischio, il 34% fuma, il 9% ha guidato “sotto l’effetto dell’alcol” nell’ultimo mese e l’88% usa sempre le cinture anteriori di sicurezza. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto Passi “La sorveglianza Passi nella Asl Roma D. Rapporto aziendale anni 2007-2010” (pdf 1,1 Mb).
La Fad di Passi: si comincia
3 maggio 2012 – È disponibile il pacchetto
formativo riservato agli operatori del sistema Passi:
intervistatori e coordinatori aziendali.
In modalità blended, ai discenti si richiedono due tipi di attività: una a distanza, sulla piattaforma goal e una sul campo. L’attività a distanza prende le mosse dalla lettura di due dossier dedicati: il primo ripercorre la storia, le modalità e soprattutto il razionale delle sorveglianze come strumento indispensabile a supportare e orientare le scelte in sanità pubblica, ieri e (forse ancora di più) oggi. Ha quindi una valenza generale per chiunque sia interessato all’utilizzo delle sorveglianze.
Il secondo dossier, specifico, è dedicato alle caratteristiche e ai requisiti necessari per operare al meglio nell’ambito di Passi. È quindi uno strumento formativo concreto e operativo.
I due documenti, insieme, si propongono di fornire una base solida per chi deve lavorare al sistema Passi, ma contemporaneamente consentono di inserire l’attività nel quadro complessivo degli obiettivi di sanità pubblica.
L’attività a distanza si completa con la soluzione dei “casi” professionali proposti e con le risposte ai quiz. Sono disponibili, inoltre, due attività facoltative: le esercitazioni e il forum di discussione.
L’altra attività, sul campo, prevede per gli intervistatori la realizzazione di 12 interviste e il relativo caricamento sulla banca dati di Passi. Ai coordinatori aziendali è richiesta la verifica e l’approvazione delle interviste, la conferma dell’avvenuto caricamento e la realizzazione di una scheda “radar”.
Per entrambi i gruppi di operatori il completamento di tutte le attività previste nella formula blended comporta l’acquisizione di 18 crediti formativi. È prevista, inoltre, la possibilità di compiere il percorso anche per altre figure professionali coinvolte nel sistema Passi, ma che non hanno la necessità dei crediti Ecm.
Per tutti l’accesso alla piattaforma richiede la registrazione dalla home page di goal, scegliendo il proprio profilo professionale e compilando la scheda di registrazione. L’identificazione è univoca sulla base del codice fiscale.
Vai alla Fad.
Consulta i risultati della sorveglianza (2007-2009):
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Alcohol prevention day 2012: i dati Passi
12 aprile 2012 – Secondo la letteratura internazionale, il rischio di sviluppare dipendenza da alcol aumenta di quattro volte se si inizia a bere a 15 anni o prima e i nuovi casi di alcol-dipendenza raggiungono il livello massimo a 18 anni, calando drasticamente dopo i 25 anni. Inoltre, i giovani fino a 25 anni, a parità di alcolemia, sono esposti, rispetto agli adulti, a un rischio maggiore di incidenti stradali e di lesioni traumatiche, per la loro relativa inesperienza e per la minore tolleranza all’alcol. È per questi due motivi che, in occasione dell’Alcohol prevention day 2012, il sistema Passi ha prodotto non solo una scheda tematica (pdf 247 kb), che riassume i dati 2011 raccolti dalla sorveglianza e relativi alla popolazione adulta (18-69 anni) ma anche un’analisi specifica sul sottocampione dei 18-25enni (pdf 163 kb). Leggi l’approfondimento.
Il consumo di alcol in Trentino. I dati Passi 2011
12 aprile 2012 – Secondo i dati 2011 rilevati dalla sorveglianza Passi, la maggior parte degli intervistati in provincia di Trento non beve alcol (37%) o ne beve moderatamente (37%). Tuttavia, si stima che circa un quarto degli adulti abbia abitudini di consumo considerate a rischio per quantità o modalità di assunzione (26%). L’interesse dei medici e degli altri operatori sanitari rispetto al consumo di alcol dei propri assistiti è modesto: solo pochi consumatori a maggior rischio riferiscono di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di bere meno (7%). Una minoranza (8%) mette ancora a rischio la vita propria e quella degli altri, guidando anche quando è sotto l’effetto dell’alcol. Meno della metà degli intervistati (41%) riferisce di essere stato fermato dalle Forze dell’Ordine almeno una volta nel corso dell’anno. Tra coloro che sono stati fermati, uno su sei (14%) riferisce che il guidatore è stato sottoposto all’etilotest e questo accade più frequentemente fra più giovani. In Trentino, i controlli da parte delle Forze dell’Ordine risultano più diffusi di quanto accada in media a livello nazionale, tuttavia rimane un ampio margine di miglioramento. Sono i dati principali sul consumo di alcol in Trentino raccolti in una scheda tematica in occasione dell’Alcohol prevention day 2012. Scarica la scheda “Il consumo di alcol in Trentino. I dati 2011” (pdf 840 kb).
Workshop Passi sulle diseguaglianze
5 aprile 2012 - Nonostante i grandi progressi registrati negli ultimi decenni nello stato di salute della popolazione, restano ancora ampie le diseguaglianze di salute tra le classi sociali più svantaggiate e quelle benestanti. È su queste differenze che si è concentrato il rapporto “Diseguaglianze sociali e salute” (pdf 880 kb) discusso nell’ambito della seconda giornata di lavori del I Workshop 2012 del Coordinamento nazionale Passi.
Passi: nuovi materiali dalle Asl Cuneo 1 e 2
29 marzo 2012 - Nella Asl Cuneo 1, nel 2010, il 6% degli intervistati può essere classificabile come bevitore binge, il 34% ha uno stile di vita attivo (pratica attività fisica intensa o moderata oppure svolge un’attività lavorativa pesante), il 4% riferisce sintomi di depressione nelle ultime due settimane mentre il 25% degli adulti intervistati di età compresa tra 18 e 69 anni è in sovrappeso. Il 7% degli intervistati della Asl Cuneo 2 nel 2010 può essere classificabile come bevitore binge. Sono alcuni dei dati che emergono dalle schede Passi relative alla Asl Cuneo 1 e 2.
Dalla Ausl di Viterbo i dati su incidenti stradali e loro determinanti
22 marzo 2012 - Nel 2010, nella Provincia di Viterbo, si sono verificati 867 incidenti stradali con lesioni a persone, causa di 35 decessi e di 1349 feriti. I dati sugli accessi ai PS indicano che 4093 residenti della Provincia si sono recati in un PS della Regione Lazio, ovunque ubicato. I dati della sorveglianza Passi per questa Ausl rivelano che nel periodo 2007-2010 la maggior parte degli intervistati ha indossato il casco (95%) e la cintura di sicurezza sui sedili anteriori (75%), tuttavia il 10% degli intervistati tra i 18-69 anni che ha guidato l’auto o la moto negli ultimi 12 mesi, dichiara di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto della Ausl di Viterbo “Ausl Viterbo. Dati integrati di sistemi dei sorveglianza sugli incidenti stradali” (pdf 713 kb).
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Passi a colpo d'occhio
Avviato nel 2005 come sperimentazione di metodi utili per la sorveglianza dei fattori comportamentali di rischio e per il monitoraggio dei programmi di prevenzione delle malattie croniche, Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) è ora un progetto del ministero della Salute e delle Regioni/P.A. che ha l’obiettivo di mettere a disposizione di tutte le Regioni e Aziende sanitarie locali (Asl) del Paese una sorveglianza dell’evoluzione di questi fenomeni nella popolazione adulta. Con una peculiarità unica: tarare questo strumento soprattutto per un utilizzo dei dati a livello locale, direttamente da parte di Asl e Regioni.
Il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), supportato da esperti regionali, coordina il progetto che vede le Asl e le Regioni in prima linea nella sperimentazione e messa a regime di questo sistema di sorveglianza: l’obiettivo è costruire uno strumento utile per migliorare l’impatto e l’efficacia degli interventi di prevenzione messi in campo dal nostro sistema di salute nei confronti delle malattie croniche.
Leggi anche:
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