Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: esposizione al fumo passivo

 

A colpo d’occhio

  • Il divieto di fumare è rispettato sempre o quasi sempre nei locali pubblici: è quanto dichiarano in media 9 persone su 10.
  • Anche tra gli adulti che lavorano in ambienti chiusi, circa 9 persone su 10 riferiscono che il divieto di fumare è rispettato sempre o quasi sempre sul luogo di lavoro.
  • L’esposizione al fumo passivo in ambito domestico invece è ancora frequente e un intervistato su quattro dichiara che è ammesso il fumo nella propria abitazione; la situazione migliora in case in cui sono presenti minori di 15 anni, ma ancora in due abitazioni su dieci in cui vivono minori c’è comunque la possibilità di fumare.
  • La geografia dell’esposizione al fumo passivo disegna un chiaro gradiente Nord-Sud: secondo quando percepiscono le persone intervistate da Passi, il rispetto del divieto di fumo nei luoghi pubblici e di lavoro sembra essere significativamente più elevato nelle Regioni del Nord e meno in quelle del Centro e soprattutto del Sud.
  • Significativo sembra l’aumento del rispetto del divieto di fumo nei luoghi pubblici e di lavoro che si osserva nel quadriennio 2008-2011 in tutte le macroaree del Paese.

Nota: Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti; infine, l’elemento innovativo introdotto nel 2011 è quello dei trend temporali, attraverso l’analisi delle serie storiche, per il quadriennio 2008-2011, costruiti sul pool omogeneo (pool di Asl che hanno partecipato continuativamente alla rilevazione nell’arco di tempo 2008-2011).

 

7 giugno 2012 - Essere esposti a fumo passivo aumenta il rischio di gravi patologie (pdf 72 kb), come cancro e malattie cardiovascolari negli adulti e nei bambini. Dall’entrata in vigore dell’applicazione del divieto di fumo nei locali pubblici, studi (pdf 339 kb) condotti in ambiti territoriali diversi hanno evidenziato una riduzione del tasso di ricoveri per infarto miocardico acuto.

 

Consulta la scheda indicatore.

 

Fumo passivo – pool di Asl 2008-11

 

 

%
(IC95%)

Divieto di fumare rispettato sempre o quasi sempre

 

nei locali pubblici

87,3

(87,1-87,6)

sul luogo di lavoro

88,7

(88,4-89,0)

Divieto assoluto di fumare nella propria abitazione

74,5

(74,2-74,8)

Divieto assoluto di fumare nella propria abitazione con minori in famiglia

82,3

(81,8-82,8)

 

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti nel 2011, l’88% delle persone intervistate ha riferito che il divieto di fumare è rispettato sempre o quasi sempre nei locali pubblici che frequentano; tra gli adulti che lavorano in ambienti chiusi, circa 9 persone su 10 riferiscono che il divieto di fumare è rispettato sempre o quasi sempre sul luogo di lavoro; per più di tre intervistati su quattro (77%) il fumo in ambito domestico non è ammesso in alcun locale della propria abitazione. Il 18% riferisce che è possibile fumare in alcune stanze, mentre un restante 5% dichiara che è consentito fumare in tutti gli ambienti chiusi della casa. Nel 2011 tra coloro che vivono con minori di 15 anni, le regole sono lievemente più rigide e la percentuale delle case libere dal fumo è dell’84%.

 

Esposizione a fumo passivo nei locali pubblici

 

Percezione del rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2008-11

Pool di Asl:87,3% (IC95%: 87,1%-87,6%)

 

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 15 Kb).

 

Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni, con un gradiente Nord-Sud. Il range varia dal 67% delle Asl della Calabria al 95% del Friuli-Venezia Giulia.

 

Confronti su pool omogenei di Asl 2008-11

 

 

2008

2009

2010

2011

Percezione del rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici
(% con IC95%)

86,9
(86,4-87,3)

86,9
(86,3-87,4)

87,5
(87,0-88,0)

88,8
(88,3-89,2)

 

Considerando le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente nel periodo 2008-2011 (pool omogeneo) si può osservare come l’indicatore sia aumentato in modo significativo negli ultimi due anni, passando dall’87% del 2008 e del 2009 all’89% del 2011.

 

Trend della percezione del rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici

 

 

Osservando il fenomeno per mese nel periodo 2008-11, a livello di pool di Asl omogeneo, si osserva un aumento significativo della prevalenza per il dato nazionale e per tutte e tre le macroaree: il valore medio di pool passa da 87% a 89% e per il Nord da 93% a un 95%, per il Centro 86% a 90%, per il Sud 77% a un 81%.

 

Esposizione a fumo passivo sui luoghi di lavoro

 

Percezione del rispetto del divieto di fumo nei luoghi di lavoro

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2008-11

Pool di Asl:88,7% (IC95%: 88,4%-89,0%)

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 15 Kb)

 

Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni, con un gradiente Nord-Sud. Il range varia dal 79% delle Asl del Molise e della Calabria al 95% della P.A. di Bolzano.

Confronti su pool omogenei di Asl 2008-11

 

 

2008

2009

2010

2011

Percezione del rispetto del divieto di fumo nei luoghi di lavoro
(% con IC95%)

87,0
(86,4-87,6)

88,2
(87,5-88,8)

89,4
(88,9-90,0)

90,2
(89,6-90,7)

 

Considerando le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente nel periodo 2008-2011 (pool omogeneo) si può osservare un incremento significativo costante nell’intero periodo, che passa dall’87% del 2008 al 90% del 2011.

 

Trend della percezione del rispetto del divieto di fumo nei luoghi di lavoro

 

 

Osservando il fenomeno per mese nel periodo 2008-11, a livello di pool di Asl omogeneo, si osserva un aumento significativo della prevalenza per il dato nazionale e tutte e tre le macroaree: il valore medio del pool passa da 87% a 90%, per il Nord da 90% a un 92%, per il Centro 84% a 91%, per il Sud 84% a un 87%.

 

Esposizione a fumo passivo in casa

 

Divieto di fumo in casa

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2008-11

Pool di Asl: 74,5% (IC95%: 74,2%-74,8%)

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 16 kb)

 

Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni. Il range varia dal 68% delle Asl di Abruzzo, Umbria e Sicilia all’88% per quelle del Veneto.

 

Confronti su pool omogenei di Asl 2008-11

 

 

2008

2009

2010

2011

Divieto di fumo in casa
(% con IC95%)

71,6
(71,0-72,2)

73,3
(72,7-73,9)

75,4
(74,8-76,0)

76,8
(76,2-77,4)

 

Considerando le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente nel periodo 2008-2011 (pool omogeneo) si può osservare come l’indicatore sia aumentato in modo significativo negli ultimi due anni, passando dal 72% del 2008 al 77% del 2011.

 

Trend del divieto di fumo in casa

 

 

Osservando il fenomeno per mese nel periodo 2008-11, a livello di pool di Asl omogeneo, si osserva un aumento significativo della prevalenza per il pool di Asl e per tutte e tre le macroaree: il valore medio del pool passa da 72% a 77%, per il Nord da 76% a un 81%, per il Centro da 66% a 74%, per il Sud da 67% a 77%.

 

Conclusioni

Fumare è attualmente una scelta consentita che può essere proibita solo ai minori. La comunità dei non fumatori va invece difesa nel suo insieme dai pericoli alla salute derivanti dall’esposizione passiva al fumo, con una particolare attenzione nel prevedere interventi specifici a favore dei meno tutelati. La legge sul divieto di fumo dei locali pubblici e sui luoghi di lavoro rappresenta un importante traguardo per la salute pubblica nel nostro Paese. Tuttavia, sono ancora presenti aree territoriali con margine di miglioramento. L’attività ispettiva in luoghi di lavoro e locali pubblici potrebbe quindi ridurre le disuguaglianze rispetto all’applicazione della legge sul divieto di fumo ancora registrabili fra le diverse Regioni.

 

L’esposizione al fumo passivo in ambito domestico è ancora frequente, soprattutto se si considera che il divieto parziale ha un’efficacia ridotta. La situazione migliora in case in cui sono presenti minori di 15 anni, ma in circa due abitazioni su dieci c’è comunque la possibilità di fumare. Si dovrebbe promuovere una maggiore comunicazione sulla pericolosità dell’esposizione al fumo passivo, in particolar modo rivolta ai genitori di bambini.

 

Sebbene questi tre indicatori relativi all’esposizione al fumo ambientale registrino un lieve miglioramento, è possibile fare ancora molto per evitare i danni alla salute.