Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: sicurezza domestica

 

A colpo d’occhio

  • Nel 2011, la percentuale di intervistati di 18-69 anni che percepisce alta (o molto alta) la possibilità di un infortunio in ambiente domestico (per se stesso e per i propri familiari) risulta pari al 5,9%.
  • La consapevolezza del rischio di infortunio domestico è maggiore tra gli adulti rispetto ai giovani, tra le donne, tra chi ha più difficoltà economiche, tra gli italiani e tra chi convive con anziani o bambini.
  • Nel periodo 2010-11, quasi il 4% degli intervistati ha riportato un incidente in casa che ha richiesto il ricorso alle cure del medico di famiglia o del pronto soccorso o dell’ospedale.

Nota: Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti.

 

20 dicembre 2012 - Gli infortuni domestici rappresentano un problema di interesse rilevante per la sanità pubblica, sia dal punto di vista della mortalità e della morbosità, sia per l’impatto psicologico sulla popolazione. Nonostante, infatti, la casa sia ritenuta generalmente il luogo più sicuro per eccellenza, gli incidenti domestici costituiscono un problema di salute di grandi dimensioni che interessa prevalentemente l’infanzia, il lavoro domestico e l’età avanzata come conseguenza di fattori di rischio specifici, sia intrinseci (relativi alla persona) sia estrinseci (relativi all’ambiente domestico).

 

Passi rileva il livello di consapevolezza del rischio di incidente domestico, cioè il primo movente per mettere in atto misure volte alla riduzione dei fattori di rischio ambientali e comportamentali. Dal 2010 misura inoltre la percentuale di incidenti in casa per cui è stato necessario il ricorso al medico di famiglia, al pronto soccorso o all’ospedale.

 

La consapevolezza del rischio

 

Sicurezza domestica – pool di Asl 2008-11

 

 

%
(IC95%)

Consapevolezza del rischio di infortunio domestico

(Persone che dichiarano alto o molto alto il rischio di infortunio in ambiente domestico, per sé o i propri familiari)

6,9
(6,7-7,0)

Infortunio domestico per il quale c’è stato ricorso al medico di famiglia, al pronto soccorso o all’ospedale

(Persone che dichiarano di aver avuto un infortunio domestico nei 12 mesi precedenti, per il quale è stato necessario il ricorso al medico di famiglia, al pronto soccorso o all’ospedale)

3,7
(3,5-3,8)

 

Nel periodo di rilevazione 2008-11, mediamente solo il 7% degli intervistati ha dichiarato di ritenere alto o molto alto il rischio di un incidente domestico. Facendo riferimento al solo dato 2011, la percentuale di intervistati 18-69 anni che percepisce alta (o molto alta) la possibilità di un infortunio in ambiente domestico (per se stesso e per i propri familiari) risulta pari al 5,9%. Un’analisi delle variazioni temporali dal 2008 al 2011 sul pool omogeneo di Asl rileva una riduzione di questa percentuale, che passa dal 7,8% al 5,9%.

 

 

2008

2009

2010

2011

Consapevolezza del rischio di infortunio domestico
(% con IC95%)

7,8
(7,4-8,1)

7,4
(7,1-7,7)

6,8
(6,5-7,1)

5,9
(5,6-6,2)

 

La consapevolezza del rischio di infortunio domestico è maggiore tra gli adulti rispetto ai giovani, tra le donne, tra chi ha più difficoltà economiche, tra gli italiani e tra chi convive con anziani o bambini.

 

Analizzando, separatamente per genere, attraverso un’analisi multivariata (modello logistico), tutte queste caratteristiche insieme, le variabili che rimangono statisticamente associate alla consapevolezza del rischio di infortunio in casa, sono tutte le variabili sopra elencate, ad esclusione della cittadinanza per gli uomini.

 

Consapevolezza del rischio di infortunio domestico

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - Passi 2010-11 (n=150.063) Pool di Asl: 6,9% (IC95%: 6,7-7,0%)

 

 

Consapevolezza del rischio di infortunio in ambiente domestico per alcune particolari categorie di persone – pool di Asl 2008-11

 

 

%
(IC95%)

Persone ultra 64enni

7,2
(6,7-7,8)

Conviventi con persone ultra 64enni

7,0
(6,5-7,4)

Donne 18-69 anni

8,4
(8,2-8,7)

Persone con figli o bambini fino ai 14 anni

8,1
(7,8-8,5)

 

L’esigenza di prevedere le possibilità di incidente in casa o le competenze per rimuovere le più comuni cause di pericolo e adottare comportamenti protettivi sono maggiori tra i conviventi di bambini, di anziani e tra le persone impegnate nel lavoro domestico (come pulizie, cucina, manutenzione ordinaria). Anche in questi gruppi di persone, però, il livello di consapevolezza è molto scarso: la percentuale di coloro che ritengono elevata la possibilità che si verifichi un infortunio domestico rimane sempre inferiore all’8%.

 

Infortuni in casa che hanno richiesto il ricorso al medico di famiglia, al pronto soccorso o all’ospedale

Nei 12 mesi precedenti all’intervista, nel periodo 2010-11, quasi il 4% degli intervistati ha riportato un incidente in casa che ha richiesto il ricorso alle cure del medico di famiglia o del pronto soccorso o dell’ospedale.

 

Gli incidenti domestici sono significativamente più frequenti tra le donne, tra le persone con un livello di istruzione più basso e tra chi ha maggiori difficoltà economiche; analizzando attraverso un’analisi multivariata (modello logistico), tutte queste caratteristiche insieme, le variabili che rimangono associate all’indicatore in maniera statisticamente significativa sono il sesso e le difficoltà economiche.

 

Conclusioni e raccomandazioni

Le persone intervistate hanno una bassa consapevolezza del rischio infortunistico in ambiente domestico, anche quando vivono con bambini o anziani o sono esse stesse persone anziane con 64 anni o più: condizioni e situazioni, queste, in cui il rischio tende ad aumentare e in cui bisognerebbe quindi agire in modo preventivo.

 

Esistono programmi efficaci per la prevenzione delle cadute degli anziani (individuati per esempio dal Sistema nazionale linee guida, Snlg), e anche degli infortuni dei bambini (pdf 510 kb) e di quelli legati al lavoro domestico (pdf 12 Mb). Inoltre le Regioni e le Aziende sanitarie sono impegnate nel Piano nazionale di prevenzione degli incidenti domestici.