Infezioni da Hiv e Aids in Italia: lo stato dell’arte nella Relazione al Parlamento 2017

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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Infezioni da Hiv e Aids in Italia: lo stato dell’arte nella Relazione al Parlamento 2017

Anna Maria Luzi* e Barbara Suligoi** - Dipartimento Malattie infettive, Iss

*Unità operativa ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione, formazione (UO Rcf)

**Centro operativo aids (Coa)

 

20 settembre 2018 – In Italia, nel 2016, sono state riportate 3.451 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 5,7 nuovi casi per 100 mila residenti e il numero delle nuove diagnosi è risultato in calo rispetto all’anno precedente (nel 2015 erano 3.549), per tutte le modalità di trasmissione (rapporti eterosessuali; uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini – Msm, Men who have sex with men; utilizzatori di droghe per via endovenosa – Idu, Injecting drug users). Lo riferisce la Relazione Aids 2017 (inviata al Parlamento il 12 settembre 2018) che illustra:

  • le attività svolte dal Ministero nell'ambito dell'informazione, della prevenzione, dell’assistenza e dell’attuazione di progetti relativi all'Hiv/Aids
  • le attività realizzate in collaborazione con il Comitato tecnico sanitario (Sezione per la lotta contro l’Aids e Sezione del volontariato per la lotta contro l’Aids)
  • le attività svolte dall'Istituto superiore di sanità (Iss), in particolare le iniziative in tema di sorveglianza dell'infezione da Hiv e dell'Aids, di ricerca, di prevenzione, di counselling telefonico e di comunicazione online.

Dai dati - raccolti dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Iss – emerge che l’incidenza maggiore si riscontra nella fascia di età 25-29 anni e che nel 2016 la maggior parte delle nuove diagnosi di Hiv è stata tra gli Msm e tra i maschi eterosessuali (dal 2010 la proporzione di diagnosi in questi gruppi è in costante crescita). In aumento anche la quota degli stranieri con una nuova diagnosi di Hiv.

 

Importante sottolineare che oltre la metà (56%) delle nuove diagnosi avviene in fase clinica avanzata, quando il livello di immunodepressione è già serio. Spesso, infatti, la mancanza di sintomi negli anni che precedono la manifestazione dell’Aids non induce a fare il test per l’Hiv, anche se ci si è esposti a rapporti sessuali occasionali non protetti. Solo un quarto delle persone con nuova diagnosi ha effettuato il test in seguito a un comportamento a rischio: la maggior parte scopre di essere positivo all’Hiv perché ha già dei sintomi che suggeriscono l’insorgenza della malattia o per un controllo fatto per motivi non legati a questa infezione.

 

È dunque di fondamentale importanza, nel caso di rapporti occasionali non protetti, facilitare l’accesso agli screening da effettuare per identificare la presenza dell’Hiv e delle altre infezioni sessualmente trasmesse. Per avere maggiori informazioni su quali screening fare e dove rivolgersi in caso di rischio è possibile consultare la banca dati dei Centri diagnostico-clinici del Telefono Verde Aids e Ist recentemente aggiornata e pubblicata anche sul sito uniticontrolaids.it.

 

La prevenzione come mezzo di difesa

Negli ultimi decenni l’efficacia delle terapie antiretrovirali ha migliorato la qualità della vita e la sopravvivenza delle persone con infezione da Hiv, ma a tutt’oggi non esiste un vaccino anti-Hiv né una terapia che permetta di guarire dall’infezione.

 

La prevenzione rimane, dunque, l’unica possibilità per proteggersi dall’Hiv e, più in generale, dalle infezioni sessualmente trasmesse (Ist). È pertanto auspicabile l’uso del preservativo per ogni tipo di rapporto sessuale e un sempre maggiore impegno delle istituzioni e degli operatori sanitari nella diffusione di una corretta informazione, scientificamente valida e aggiornata.

 

Ed è proprio nell’ottica della prevenzione primaria e secondaria dell’infezione da Hiv e delle altre Ist che operano il Servizio nazionale di counselling telefonico “Telefono Verde Aids e Infezioni Sessualmente Trasmesse – 800.861.061” (dal lunedì al venerdì h 13-18) e quello di informazione on line istituzionale uniticontrolaids.it. Entrambi i servizi sono collocati all’interno dell’Unità Operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, Comunicazione, Formazione (UO Rcf), attiva nel Dipartimento Malattie Infettive dell’Iss.

 

A tutt’oggi l’intervento di counselling telefonico continua a rappresentare una delle risposte più efficaci nelle strategie di prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale poiché offre alla persona, attraverso un colloquio specialistico mirato e non direttivo, informazioni scientifiche trasformate in messaggi personalizzati, utili per facilitare la messa in atto di cambiamenti comportamentali e decisionali necessari per ridurre i rischi di contagio. Il gruppo di esperti del Telefono Verde AIDS e IST – Servizio anonimo e gratuito che solo nel 2017 ha effettuato 12.694 interventi di Hiv/Aids/Ist counselling telefonico – è infatti costituito da ricercatori e consulenti con diverse professionalità (medici, psicologi, esperti in comunicazione e legali) al fine di rispondere in italiano e in inglese alle diverse richieste degli utenti. Gli esperti possono essere raggiunti anche via web al contatto Skype “uniticontrolaids”.

 

Inoltre, a partire da aprile 2017, l’UO Rcf, in accordo con il ministero della Salute e il Dipartimento di Studi linguistici e culturali comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha attivato il servizio e-mail tvalis@iss.it, dedicato esclusivamente alle persone sorde, che risponde a tutte le norme vigenti in materia di privacy e di tutela dei dati personali.

 

Risorse utili

 


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