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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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Alcohol Prevention Day 2026



L’Alcohol Prevention Day (APD), promosso dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità (ONA-ISS), giunto alla venticinquesima edizione, si propone come occasione per celebrare i 25 anni dell’ONA e della contestuale promulgazione della Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol-correlati 125/2001. Durante questo periodo l’ONA, ha operato a livello nazionale, europeo e mondiale attraverso una riconosciuta leadership nell’epidemiologia, nel monitoraggio, nella prevenzione, nelle politiche alcologiche basate sull’evidenza, essendo stata anche struttura certificata a livello internazionale come Centro collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per 20 anni fino al 2021.

 

L’APD è stato riconosciuto a livello europeo come esempio nazionale di buona pratica, e cioè un’attività che traduce al meglio le evidenze scientifiche in azioni concrete di prevenzione sul territorio, nell’ambito delle iniziative di educazione, sensibilizzazione e prevenzione alcologica, in linea con i principi della Joint Action on Reducing Alcohol Related Harm (RARHA) (2016). L’evento catalizza il dibattito sulle esperienze salienti che hanno trovato espressione nell’intero corso dell’anno, in particolare del mese di aprile (Mese di Prevenzione Alcologica), da quelle promosse dal Ministero della Salute a quelle in stretta collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA) e le associazioni sul territorio, garantendo la disponibilità di dati, esperienze e materiali di prevenzione atti a favorire e supportare un’adeguata cultura di prevenzione.

 

Secondo i dati dell’OMS nel 2019, nel mondo, sono stati 2,6 milioni i decessi attribuibili al consumo di alcol(2 milioni tra gli uomini e 0,6 milioni tra le donne) e 600.000 le morti  causate da droghe psicoattive. I dati sul consumo di alcol più recenti, pubblicati nel “Global status report on alcohol and health and treatment of substance use disorders, 2024”, mostrano che circa 400 milioni di persone nel mondo, di età pari o superiore a 15 anni, vivono con disturbi legati al consumo di alcol e circa 209 milioni presentano una dipendenza da alcol.

 

Anche per il 2026, l’ONA-ISS ha elaborato e analizzato, da mandato del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 3/3/2017, le informazioni e le basi di dati nazionali annualmente acquisite dalla Relazione del Ministro della Salute al Parlamento ai sensi della legge quadro sull’alcol 125/2001.  In questo modo ha svolto attività di monitoraggio in coordinamento con in collaborazione con l’Ufficio 2 della “Direzione Generale dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema“ del Ministero della Salute, in base a quanto previsto dal Piano Statistico Nazionale  e dalle complesse attività del SIStema di Monitoraggio Alcol-correlato (SISMA). Grazie a questa attività, l’ONA contribuisce alla valutazione dell’implementazione delle politiche nazionali e regionali sull’alcol i cui dati confluiscono formalmente nelle indagini conoscitive e nei sistemi internazionali ed europei dell’OMS.

 

A sottolineare l’importanza delle strategie di prevenzione e promozione della salute, alla fine del2025, sono state attivate due azioni congiunte a supporto dell’EU Beating Cancer Plan:

  • la Joint Action on Health Promotion and Disease Prevention including Smoke and Aerosol Free Environments (JA-SAFE), con un intero Work Package (WP) dedicato alla Prevenzione del danno alcol-correlato in Europa, di cui l’ISS è Competent Authority ed è coinvolto nelle diverse attività con due Centri, Centro Nazionale Dipendenze e Doping (CNDD), con la responsabilità delle attività sull’alcol a carico dei ricercatori dell’ONA-ISS, e il Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS
  • la Joint action Prevention oriented RIghts-based approach to Support Mental health in vulnerable population groups (JA-PRISM), con un cenno particolare all’implementazione e la diffusione di buone pratiche concernenti la prevenzione alcol-correlata.

In questo quadro risultano prioritarie le politiche nazionali sull’alcol e le relative azioni di contrasto come il favorire l’accesso allo screening, all’intervento breve e al trattamento per le persone con consumo dannoso di alcol e Disturbo da Uso di Alcol (DUA. Queste azioni sono ancora poco diffuse nel mondo, Italia compresa. Nel complesso, la percentuale di persone con patologie alcol-correlate in contatto con i servizi di trattamento varia da meno dell’1% a non più del 14% in tutti i Paesi in cui questi dati sono disponibili; in Italia meno del 10% dei pazienti in necessità di trattamento è preso in carico dai servizi territoriali.

 

Le attività di ricerca e monitoraggio condotte dall’ONA-ISS nell’ambito dei progetti e consorzi europei e internazionali di ricerca, le attività di comunicazione e prevenzione continuano a essere tra le esperienze più rilevanti e di riferimento per l’Italia fornendo, attraverso la sorveglianza del SISMA, un importante contributo di conoscenza e alla prevenzione dell’alcoldipendenza. Le linee guida per il trattamento dei DUA, rese disponibili dal Sistema linee guida ISS e pensate per le reti curanti, si affiancano agli interventi e alle iniziative di prevenzione scolastica, alla formazione sull’Identificazione Precoce e l’Intervento Breve (IPIB) dei DUA dedicate ai professionisti e agli operatori del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). L’ampliamento delle basi di evidenze di cui poter disporre consente di mirare a un’integrazione competente del Piano nazionale di prevenzione e dei Piani regionali al fine di ispirare a un nuovo Piano Nazionale Alcol e Salute che valorizzi la collaborazione con il mondo dell’auto e mutuo aiuto.

 

Lo scenario strategico

Nelle nuove strategie, l’Action Plan (2022-2030) to effectively implement the Global strategy to reduce the harmful use of alcohol e l’European framework for action on alcohol (2022–2025), dell’OMS richiama i Governi a prevenire decessi e patologie alcol-correlate, come previsto dagli obiettivi di sviluppo sostenibili (Sustainable Development Goals – SDG) che attendevano, entro il 2025, la riduzione del 10% dei consumi dannosi (SDGs 3.5.2) e del consumo medio pro-capite (obiettivo che l’Italia non ha raggiunto) e l’incremento della copertura dei trattamenti farmacologici, bio-psico-sociali (SDGs 3.5.1), una vera sfida per il SSN per riuscire a diminuire l’impatto sociale e di salute dell’alcol e ridurre gli elevati costi che la società paga.

 

Alle competenti autorità nazionali di tutela della salute l’OMS chiede un rinnovato sforzo per incrementare i livelli di consapevolezza su dimensioni e impatto dell’uso di sostanze e dei disturbi correlati sulla salute e sullo sviluppo psicofisico. Uno sforzo dettato dall’evidenza che non esistono livelli di consumo di alcol sicuri per la salute, in particolare nella lotta al cancro per la quale la Risoluzione del Parlamento Europeo sull’EU Beating Cancer Plan chiede strategia alcol zero per i minori, regolamentazione di pubblicità e sponsorizzazione, informazioni in etichetta. A questo riguardo, a ottobre 2025, l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha pubblicato un manuale sulle politiche in materia di alcol e la prevenzione del cancro “Alcohol Policies. IARC Handbooks of Cancer Prevention. Volume 20B” che ha valutato gli interventi ad alto impatto che si sono dimostrati efficaci nel ridurre i danni legati all’alcol a livello di popolazione tra i quali gli interventi in assistenza sanitaria primaria quali l’identificazione precoce e l’intervento breve, gli interventi psicosociali e quelli farmacologici. L’OMS chiede di favorire la formazione degli operatori sanitari a tutti i livelli, per assicurare interventi efficaci di prevenzione e trattamento e per implementare le strategie più adeguate di sanità pubblica.

 

Il convegno APD 2026

L’edizione 2026 dell’Alcohol Prevention Day (APD) si propone come occasione di celebrazione dei 25 anni dell’ONA e della contestuale promulgazione della Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol-correlati 125/2001. Oltre a ciò, come ogni anno, l’APD approfondirà tutte le principali tematiche relative allo stato di implementazione delle strategie europee e globali presentando dati, tendenze, impatto epidemiologico, proiezioni ma anche condividendo le migliori pratiche della prevenzione che ancora mancano.

 

L’APD è sostenuto dal Ministero della Salute e in stretta collaborazione con la SIA, garantisce le evidenze e i materiali atti a favorire e supportare una adeguata cultura di prevenzione basata su livelli più elevati di tutela della salute, di consapevolezza e di responsabilità individuale e sociale.

 

Anche quest’anno, il contributo dei rappresentanti dell’OMS, del Ministero della Salute, dell’ISS, della SIA e dei partner afferenti al SSN rappresentano il nucleo di fertilizzazione delle azioni utili ad affrontare la sfida futura posta dall’evoluzione e dal maggiore impatto delle problematiche causate dall’alcol, in funzione dei nuovi scenari epidemiologici ridisegnati dall’emergenza post-pandemica.

 

Per approfondire i dati e i materiali del convegno consulta:

 

Fact sheet: Consumatori a rischio di alcol

Nel 2024 sono 8 milioni e duecentomila i consumatori a rischio, le persone che bevono alcol a livelli tali da aumentare il rischio di malattie evitabili causate dall’alcol tra cui cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e cancro. Rappresentano la vasta platea delle italiane e degli italiani che potrebbe essere ricondotta verso consumi più bassi, comunque a rischio, ma almeno compatibili con le indicazioni delle linee guida nazionali.

Nel 2024 i consumatori a rischio sono stati il 21,8% dei maschi e il 9,1% delle femmine. Le fasce più vulnerabili sono i minori, con 580.000 minori tra 11 e 17 anni: il 7,1% dei maschi e il 6,2% delle femmine tra 11-15 anni, percentuali che salgono al 34,5% dei maschi e 29,7% delle femmine tra 16-17 anni. Seguono, tra i maschi, gli ultra 65enni (65-74 anni=29,4%; 75+ anni= 29,2%) e, tra le femmine, le 18-24enni (12,9%). Negli ultimi dieci anni la prevalenza dei consumatori a rischio è rimasta pressoché stabile per entrambi i sessi, segno di una prevenzione ancora insufficiente.

Sono quindi necessari interventi urgenti e differenziati per età e genere, programmi di prevenzione nelle scuole e intercettare il rischio precocemente attraverso l’implementazione di programmi di identificazione precoce e intervento breve (IPIB), favoriti da adeguata formazione, auspicabilmente obbligatoria per i medici e i professionisti della salute del SSN, al fine di aumentare la consapevolezza dei rischi e dei danni causati dall’alcol prima dello sviluppo di danni alcol-correlati e di un Disturbo da Uso di Alcol senza interferenze da parte di operatori del mercato della produzione e commercio di alcolici. Occorre, inoltre, mirare alla riduzione della disponibilità fisica, dell’accessibilità economica e dell’attrattività di tutte le bevande alcoliche, attraverso politiche su prezzi, tassazione, marketing e pubblicità, come richiesto dal Comitato Economico della Nazioni Unite per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibili e dall’OMS.

Fact sheet: Consumatori binge drinking e fuori pasto

Valori record per i binge drinker in Italia, che nel 2024 sono stati 4 milioni e 450mila: sono gli italiani e le italiane che hanno bevuto per ubriacarsi, il 12,4% dei maschi e il 4,6% delle femmine, le frequenze più alte mai registrate per le femmine e le più alte a partire dal 2011 per i maschi. Sono 79mila i minori 11-17enni di entrambi i sessi che bevono per ubriacarsi, ma è tra i 18 e i 44 anni che si raggiungono i valori massimi in assoluto nella popolazione. Le percentuali di binge drinker sia di sesso maschile che femminile sono inferiori all’1% tra i ragazzi di 11-15 anni, aumentano nell’adolescenza, raggiungendo i valori massimi tra i maschi nella fascia di età 18-44 anni (19,9% nella fascia di età 18-24 e 20,6% nella fascia di età 25-44) e tra le femmine nella fascia di età 18-24 (12,1%); superando queste età i valori diminuiscono, raggiungendo tra gli ultra 75enni il 4,1% tra i maschi e lo 0,9% tra le femmine. In 10 anni l’aumento dei consumatori binge drinker è stato del 24,0% tra i maschi e dell’84,0% tra le femmine, a testimoniare l’invarianza di un fenomeno che non giova, da oltre un decennio, di adeguate misure e di pur richieste iniziative di efficace prevenzione e contrasto, con elevati costi sociali, sanitari ed economici. Nel 2024 sono 17 milioni e 800mila i consumatori fuori pasto di tutte le età con valori che toccano il 42,1% dei maschi e il 24,6% delle femmine, in costante aumento ed è record storico per entrambi i sessi.

Sono indispensabili: campagne di sensibilizzazione destinate ai minori e giovani adulti in età produttiva, i target più sensibili al rischio e al danno alcol-correlato; la formazione obbligatoria dei medici e l’attuazione di corsi avanzati di aggiornamento e di formazione medica continua in alcologia; l’aggancio in Pronto Soccorso delle intossicazioni acute e altre acuzie alcol-correlate; iniziative di prevenzione per le donne in età riproduttiva, informando e sensibilizzando rispetto ai danni alcol-correlati in diversi contesti, ad esempio, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, ove si praticano attività sportive, nei consultori; promuovere la collaborazione con associazioni di gestori di locali e pubblici esercizi ove si somministrano e vendono bevande alcoliche.

Fact sheet: Consumatori dannosi di alcol

Sono 730.000 i consumatori che nel 2024 hanno già un danno d’organo causato dall’alcol, 480.000 maschi e 250.000 femmine). Tutti i consumatori “dannosi” sono da considerarsi clinicamente come pazienti affetti da Disturbo da Uso di Alcol (DUA) in necessità di un trattamento. Tuttavia, oltre il 90% non risulta ricevere assistenza dal SSN: solo 64.856 pazienti risultavano in carico ai servizi nel 2023 (ultimo dato disponibile in attesa di aggiornamento), pari all’8,3% dei casi attesi. Questa grave carenza assistenziale contribuisce allo stigma dell’alcoldipendente e a disuguaglianze anche per disomogenea assistenza territoriale, rendendo il DUA una delle principali patologie di salute mentale non trattate in Italia. Alla luce di questi dati, l’Italia non ha raggiunto l’obiettivo intermedio dell’Agenda delle Nazioni Unite 2030 di riduzione del consumo dannoso di alcol entro il 2025. Per arrivare alla riduzione del 20% entro il 2030 serviranno politiche più incisive, piena attuazione del Piano d’azione globale sull’alcol 2022-2030 dell’OMS e il rafforzamento dei servizi di diagnosi, trattamento e riabilitazione sul territorio nazionale. Occorre assicurare adeguati e omogenei livelli d’intervento territoriali, basati sulla ridefinizione dei servizi del SSN da rendere più accessibili e disponibili alla platea di quanti in necessità di trattamento, sulla garanzia dell’Identificazione Precoce e Intervento Breve, di diagnosi, trattamento e riabilitazione, di assistenza e supporto alle famiglie secondo protocolli basati su linee guida e standard omogenei sul territorio nazionale, contribuendo a diminuire le disuguaglianze di salute e i gradienti di salute tra Regioni.

Fact sheet: Alcol e giovani

Nel 2024, sono 1 milione e 270 mila gli 11-24enni consumatori a rischio, il 18,2% dei maschi e il 13,1% delle femmine. Di questi, 580.000 sono minorenni (il 15,5% dei maschi e il 13,3% delle femmine tra gli 11 e i 17 anni). Tra i ragazzi di età compresa tra i 18 e 24 anni sono circa 690.000 i consumatori a rischio (il 21,0% dei maschi e il 12,9% delle femmine). Sempre elevata la frequenza del bere per ubriacarsi: 730.000 11-24enni, l’11,1% dei maschi e il 6,9% delle femmine, di cui 79.000 minorenni. Tra i 18-24enni le bevande più consumate sono birra (64,9%) e aperitivi alcolici (64,3%) tra i maschi, mentre tra le femmine prevalgono gli aperitivi (58,4%) seguiti dalla birra (41,9%).

I dati confermano il mancato rispetto della legalità e delle norme che limitano l’accesso alle bevande alcoliche ai minori e dimostrano la costante assenza di interventi miranti alla riduzione dell’esposizione al rischio alcol a fronte di azioni che, ove eventualmente attuate, non risultano aver inciso sul rischio alcol tra i giovani, minori in particolare. I giovani rientrano tra i gruppi vulnerabili individuati dall’OMS e sono inclusi tra le popolazioni prioritarie anche nella Joint Action europea SAFE, che nel WP6 dedica specifiche attività alla prevenzione dei rischi alcol-correlati, sottolineando l’importanza dell’identificazione precoce del consumo a rischio e degli interventi brevi.. È urgente una strategia nazionale dedicata ai giovani, in linea con gli obiettivi dell’OMS e del Parlamento europeo che indicano il target giovanile come alcol-free, obiettivo negletto dalla strategia nazionale di prevenzione e dai Piani regionali da rinnovare urgentemente.

Il Libro Bianco sull’alcol “Informare, educare, curare: verso un modello partecipativo ed integrato dell’alcologia italiana”, strumento a cura del Ministero della Salute, espone le evidenze scientifiche che supportano l’implementazione diffusa di programmi di sensibilizzazione nelle scuole. È fondamentale la prevenzione in ambito scolastico, il setting elettivo per la promozione della salute, uniformando gli approcci e i contenuti sul territorio nazionale coinvolgendo esperti di sanità pubblica. Il Libro Bianco sottolinea inoltre il bisogno di promuovere e potenziare un approccio che metta al centro la scuola e l’esigenza di investire nella prevenzione e nella formazione dei diversi attori in campo, aumentando il livello di alfabetizzazione sanitaria (health literacy), sensibilizzando i giovani sui rischi per la salute del consumo di alcol promuovendo programmi orientati alle life skill. Gli interventi da portare avanti in un’ottica di sanità pubblica sono di 2 tipi: interventi a livello sociale (ad esempio la riduzione della disponibilità di alcol, l’aumento delle sanzioni per gli esercenti per il rispetto dell’età minima legale per la vendita e somministrazione di alcol, interventi sull’etichettatura delle bevande con messaggi dei rischi per la salute; interventi individuali, finalizzati a rendere i giovani consapevoli sui rischi per la salute.

Fact sheet: Alcol e donne

Nel 2024 il 57,1% delle donne italiane di età superiore a 11 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno: quasi 16 milioni di persone. Le consumatrici a rischio sono oltre 2 milioni e mezzo (9,1%), mentre il 4,6% delle donne si ubriaca con un trend di consumo in continua crescita negli ultimi 10 anni. Preoccupante il costante aumento negli ultimi 10 anni della percentuale di donne che consuma fuori pasto e che beve per ubriacarsi (binge drinking) che riguarda tutte le fasce di età, in particolare quella delle donne in età fertile e delle anziane. Tra le minorenni (11-17enni), nelle quali qualsiasi tipo di consumo è da considerarsi rischioso per la salute, il 13,3% sono consumatrici a rischio, ben 260mila, il 5,6% hanno consumato alcolici lontano dai pasti, e l’1,5% sono binge drinker.

La riduzione dell’esposizione all’alcol nelle donne rappresenta una priorità per la sanità pubblica, in linea con la Strategia Globale dell’OMS per la riduzione dell’uso dannoso di alcol, che promuove interventi efficaci per limitare i danni alcol-correlati e proteggere i gruppi più vulnerabili. In Italia, l’ISS attraverso l’ONA richiama la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, l’informazione basata su evidenze scientifiche e l’identificazione precoce dei consumi a rischio nei servizi sanitari. Azioni mirate sono particolarmente rilevanti per le giovani, le donne in età fertile e durante la gravidanza, con l’obiettivo di ridurre i rischi alcol-correlati e promuovere scelte di salute consapevoli lungo tutto il corso della vita. Da includere inoltre nelle azioni interventi sulle donne anziane molto spesso portatrici di patologie croniche che necessitano trattamento farmacologico ove l’alcol interferisce sull’efficacia del farmaco.

Fact sheet: Alcol e anziani

Nel 2024, sono 2 milioni e 450mila i consumatori a rischio di alcol ultra 65enni. Tra loro il 26,9% dei maschi e il 6,3% delle femmine eccede nel bere quotidianamente e sono in continuo aumento i consumi fuori pasto (30% dei maschi e 10,3% delle femmine) e il binge drinking, che coinvolge il 5,5% degli uomini e l’1,4% delle donne che allontana anche gli over 65enni dal tradizionale modello di consumo mediterraneo.

Nel 2024 i consumatori a rischio di età superiore ai 65 anni sono il 29,3% dei maschi e il 7,5% delle femmine, mentre l’81,2% dei maschi e il 50,1% delle femmine di ultra 65enni hanno bevuto almeno una bevanda alcolica e, nel corso degli ultimi dieci anni, per le donne si registra un incremento del 14,9% tra le consumatrici. Nel corso dell’ultimo decennio si registra, sia per i maschi che per le femmine, un aumento significativo nel consumo di tutti i tipi di bevande alcoliche, a eccezione del vino per i maschi che rimane stabile. I comportamenti a rischio più praticati sono il bere fuori pasto (30,0% dei maschi e 10,3% delle femmine), seguito dal consumo abituale eccedentario (26,9% dei maschi e 6,3% delle femmine). Il 5,5% dei maschi e l’1,4% delle femmine ultra 65enni ha praticato il binge drinking. Gli anziani rappresentano uno degli obiettivi più negletti della prevenzione andando a rappresentare anche la quota più consistente di consumatori dannosi (il 2,34% dei maschi e l’1,19% delle femmine ultra 65enni) non intercettati dalle strutture e dai professionisti del SSN pur essendo le persone con la massima probabilità clinica di contatto con il medico. È urgente intervenire con informazione, comunicazione e sensibilizzazione personalizzata su milioni di anziani, e sulla formazione professionale di medici e operatori sanitari.

 

 

Anche per l’Alcohol Prevention Day 2026 l’ONA mette a disposizione una serie di materiali utili per la prevenzione alcologica dedicata a minori, adolescenti, donne in gravidanza, famiglie, decisori e programmatori politici e sanitari. Tutti i materiali prodotti per la comunicazione sono di libero dominio ed è possibile richiedere l’autorizzazione per la ristampa in forma autonoma al Centro Servizi Documentazione Alcol all’indirizzo e-mail alcol@iss.it.

 

Consulta i materiali:

  

Data di pubblicazione della pagina: 15 aprile 2026

Testo scritto da: Claudia Gandin, Silvia Ghirini, Alice Matone per il Centro Servizi Documentazione Alcol dell’Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS

Per ulteriori informazioni: e-mail: alcol@iss.it