Consumo di alcol in Italia: la Relazione annuale del Ministro della Salute al Parlamento con i dati 2024
Nel 2024 oltre 8 milioni di italiani sono consumatori di alcol a rischio: il 21,8% dei maschi e il 9,1% delle femmine di età superiore agli 11 anni, una percentuale che non è diminuita rispetto alle raccomandazioni di salute pubblica. La fascia di popolazione più a rischio è quella dei 16-17enni per entrambi i sessi, seguita dagli anziani ultra 65enni per i maschi e dalle 18-24enni per le femmine.
Sono alcuni dei dati emersi dalla Relazione annuale sul consumo di bevande alcoliche nel nostro Paese, pubblicata dal Ministro della Salute e trasmessa al Parlamento il 15 ottobre 2026 come disposto dall’articolo 8 della legge quadro sull’alcol n.125 del 30.3.2001, che riporta anche i numeri su ricorso al Pronto soccorso, dimissioni ospedaliere per diagnosi totalmente alcol-attribuibili, mortalità alcol-attribuibile e incidenti stradali.
Il documento illustra il quadro epidemiologico internazionale, nazionale e regionale del consumo di bevande alcoliche con gli ultimi dati disponibili relativi al 2024, nonché gli interventi e le iniziative intraprese dal Ministero della Salute nel 2025 e i progetti finanziati con i fondi previsti dalla legge 125/2001 e assegnati alle Regioni Capofila individuate dalla Commissione salute.
Elaborata dall’ufficio 2 “Promozione dei corretti stili di vita nella popolazione” del Ministero della Salute con i dati forniti da diversi rappresentanti istituzionali tra cui l’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la relazione descrive lo stato dell’arte sul consumo di alcol in Italia e sull’andamento delle diverse modalità di consumo con l’obiettivo di individuare misure di contrasto atte a prevenire i rischi associati al consumo di alcol nella popolazione.
Il documento è composto da due parti:
- la prima illustra il quadro epidemiologico correlato al consumo di bevande alcoliche in Italia e in Europa, la mortalità alcol-correlata, gli accessi al pronto soccorso e le schede di dimissioni ospedaliera con diagnosi totalmente alcol-attribuibile, gli incidenti stradali e le violazioni del codice della strada, i servizi per l’alcoldipendenza, la spesa farmaceutica, le associazioni di auto-mutuo aiuto
- la seconda riassume gli interventi e le iniziative di contrasto intraprese dal Ministero della Salute nel 2024, la partecipazione alle politiche internazionali, gli interventi in materia di informazione e comunicazione e l’utilizzo dei finanziamenti previsti dalla legge 125/2001.
I dati epidemiologici sul monitoraggio dei consumi e sui modelli di consumo alcol-correlato sono stati elaborati dall’ONA dell’ISS e presentati come ogni anno in occasione dell’Alcohol Prevention Day (APD) 2026, evento che si è tenuto il 16 aprile 2026 in collaborazione con il Ministero della Salute, la Società Italiana di Alcologia e le associazioni sul territorio.
I dati principali
Nel 2024 oltre 8 milioni di italiani sono consumatori a rischio: il 21,8% dei maschi e il 9,1% delle femmine di età superiore agli 11 anni, una percentuale che non è diminuita rispetto alle raccomandazioni di salute pubblica. La fascia di popolazione più a rischio è quella dei 16-17enni per entrambi i sessi, seguita dagli anziani ultra 65enni per i maschi e dalle 18-24enni per le femmine. Per quanto riguarda la prevalenza dei consumatori a rischio nei minorenni, i dati non mostrano una differenza statisticamente significativa fra maschi e femmine, mentre per tutte le altre fasce d’età il consumo a rischio è sempre più elevato nei maschi. Sono invece 730mila i consumatori dannosi, cioè “in need for treatment” secondo il DSM-5 e assimilati clinicamente all’alcoldipendente, da prendere quindi in carico presso i servizi territoriali. A preoccupare è soprattutto la situazione dei più giovani: tra i 16 e i 17 anni quasi un ragazzo su tre presenta comportamenti di consumo a rischio, mentre tra i 18 e i 24 anni cresce il fenomeno del binge drinking, ovvero il consumo episodico eccessivo di alcol in un’unica occasione.
Inoltre, come riportato nella relazione, a partire dai dati riferiti all’anno 2024 la rilevazione delle attività nel settore dell’alcoldipendenza segue un nuovo Sistema informativo sanitario per le dipendenze “SIND Alcol” (D.M. 23 dicembre 2023, G.U. 20 febbraio 2024). I dati sui servizi per le dipendenze del SSN confermano una situazione sempre più in sofferenza con la mancata intercettazione di coloro che, pur in necessità clinica di un trattamento, non fanno ricorso alle prestazioni diagnostiche e di pratica clinica del SSN, giungendo tardivamente all’attenzione clinica con progressione del danno e probabilità maggiore di mortalità prematura e disabilità.
Tra le iniziative realizzate nel 2025 dal Ministero della Salute nell’ambito della prevenzione, la relazione al Parlamento riporta le attività svolte dal tavolo tecnico di lavoro istituito dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano nazionale della prevenzione per l’elaborazione delle linee di indirizzo sull’identificazione precoce dei segnali predittivi di dipendenza patologica, al quale partecipano i ricercatori dell’ONA-ISS. Il documento punta a rafforzare gli interventi di individuazione precoce dei comportamenti problematici.
Infine, in considerazione dei dati 2024 e alla luce delle imminenti scadenze degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, l’ONA-ISS nel rapporto ISTISAN 26/4 pubblicato dall’ISS ha formulato alcune riflessioni sulle implicazioni di salute pubblica, al fine di delineare una road map di riduzione dell’impatto dell’alcol sulla salute della popolazione italiana. Emerge, infatti, la necessità di una prevenzione nazionale alcol-correlata il più efficace possibile e in grado di intercettare precocemente il maggior numero di consumatori a rischio, a sostegno anche degli obiettivi delle strategie europee e globali.
Il ruolo dell’ISS
L’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha il ruolo di guida formale del monitoraggio epidemiologico del SISMA (Sistema Monitoraggio Alcol) e partecipa alle politiche internazionali. Il monitoraggio alcol-correlato in Italia consente di stimare entità e tendenza del consumo rischioso e dannoso di alcol in cui si annida il bacino dei potenziali nuovi utenti in carico ai centri e servizi di alcologia. Gli indicatori utilizzati dal SISMA, elaborati e validati dall’ONA, che è stato WHO Collaborative Centre of Research on Alcohol dal 2001 fino al 2021, producono i flussi informativi di dettaglio nazionale e regionale.
- scarica la Relazione del Ministro della salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della Legge 30.3.2001 n. 125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati”. Anno 2025 (pdf 6,7 Mb), pubblicata il 15 ottobre 2026
- consulta la pagina di EpiCentro dedicata all’Alcohol Prevention Day 2026
- il rapporto ISTISAN 26/4 “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia e nelle Regioni. Valutazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol sull’impatto del consumo di alcol ai fini dell’implementazione delle attività del Piano Nazionale Alcol e Salute e del Piano Nazionale di Prevenzione. Rapporto 2026” (pdf 1,6 Mb)
- l’articolo “Implicazioni di salute pubblica per prevenire rischi e danni alcol-correlati: indicazioni per rinnovate politiche in Italia” (pdf 455 kb) a cura dell’ONA - ISS, pubblicato nel Rapporto ISTISAN 26/4.
