I 6 passi dell’alimentazione infantile nelle emergenze

Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Settembre 2018

I 6 passi dell’alimentazione infantile nelle emergenze

Alessandro Iellamo1, Angela Giusti2, Francesca Zambri3, Sofia Colaceci2, Valentina Possenti2, Eleonora Brillo3, Flaminia Cordani4 ed Elise M. Chapin5

1Save the Children Gran Bretagna;

2Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma;

3Scuola Dottorale in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Roma Tor Vergata;

4Save the Children Italia;

5Unicef Italia

 

 

SUMMARY (The six steps of infant and young feeding in emergencies) - The operational guidance on infant and young child feeding in emergencies provides a concise and practical guide on how to ensure adequate nutrition for infants and young children in an emergency, in order to reduce the risk of morbidity and/or mortality of the infant and young child associated with nutritional practices. The target populations for interventions include infants and children younger than two years (0-23 months) and pregnant and lactating women. The document is aimed at policy makers, decision makers and programmers working in emergency situations and emergency response, including governments, United Nations agencies, national and international non-governmental organizations, donors, groups of volunteers and private/ commercial sector. Six practical steps summarize the core interventions that are considered a minimum standard to protect the mother-baby dyad’s health in emergencies.

Key words: emergency; infant; breast feeding

angela.giusti@iss.it

 

 

Guida operativa sull’alimentazione infantile nelle emergenze

La Guida Operativa per l’Alimentazione Infantile Nelle Emergenze (GO-AINE) è basata sugli standard internazionali dell’emergenza e sugli indirizzi- chiave prodotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Unicef sull’alimentazione nei primi 1.000 giorni di vita. Pubblicata per la prima volta nel 2001, è stata aggiornata a ottobre 2017 dall’Infant Feeding in Emergency (IFE) Core Group (1), un gruppo di lavoro sull’alimentazione infantile nelle emergenze, che dal 1999, mette in collegamento i professionisti del settore, sviluppa linee di indirizzo per le politiche e materiali formativi. Ne fanno parte agenzie delle Nazioni Unite (World Health Organization, World Food Program, Unicef, Emergency Nutrition Network, United Nation Refugee Agency, Global Nutrition Cluster), organizzazioni non governative (International Medical Corps, Save the Children, World Vision, Concern, International Baby Food Action Network, International Rescue Committee, International Orthodox Christian Charities, Action Contre la Faim, GOAL), università, agenzie indipendenti e singoli individui.

 

Dal 2007, l’Istituto Superiore di Sanità ha collaborato alla revisione della guida operativa e allo sviluppo di strumenti di comunicazione e formazione destinati agli operatori delle emergenze e ai professionisti della salute. La protezione, la promozione e il sostegno dell’allattamento e dell’adeguata alimentazione infantile si estendono alle situazioni di emergenza, condizioni nelle quali gruppi di popolazione normalmente sani, come le mamme e i bambini piccoli, possono presentare specifiche vulnerabilità.

 

Le linee d’indirizzo contenute nella guida operativa si applicano in tutto il mondo alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e al loro superamento, per ridurre al minimo i rischi di morbosità e/o mortalità di lattanti e bambini piccoli associati alle pratiche nutrizionali e per ottenere i migliori esiti in termini di alimentazione, salute e sviluppo dei bambini. Le popolazioni target per gli interventi sono i lattanti e i bambini di età inferiore ai due anni (0-23 mesi) e le donne in gravidanza e che allattano.

 

I destinatari della guida sono i responsabili delle decisioni politiche, i dirigenti e il personale che lavora nei programmi di prevenzione in ordinario e di risposta alle emergenze, inclusi i governi, le agenzie nazionali dell’emergenza (in Italia la Protezione Civile), le agenzie delle Nazioni Unite, le associazioni e le organizzazioni non governative, i donatori, i gruppi di volontari e il settore privato/commerciale, con particolare attenzione alla prevenzione e alla gestione di eventuali conflitti di interessi.

 

Il documento è organizzato in 6 passi concreti, ognuno corredato di riferimenti bibliografici e definizioni.

 

Data la portata internazionale, sono inclusi aspetti che si applicano a diversi contesti e tipologie di emergenze; è compito dei singoli Paesi utilizzare gli orientamenti generali forniti dalla guida operativa declinandoli sulla base delle specifiche realtà d’intervento.

 

 

Guida operativa: i 6 passi per il personale di primo soccorso e i coordinatori

 

PASSO 1

Aderire o sviluppare politiche

I governi e le agenzie dovrebbero dotarsi di politiche aggiornate che soddisfino adeguatamente tutti i seguenti elementi nel contesto di un’emergenza:

  • protezione, promozione e sostegno all’allattamento;
  • gestione dell’alimentazione con formula; - alimentazione complementare;
  • esigenze nutrizionali delle donne in gravidanza o che allattano; - rispetto del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (2);
  • prevenzione e gestione delle donazioni di sostituti del latte materno;
  • alimentazione infantile nel contesto delle emergenze di sanità pubblica e dei focolai di una malattia infettiva. Le politiche e le strategie derivanti devono essere diffuse a tutti gli attori coinvolti nell’emergenza, inclusi i media.

PASSO 2

Formare il personale

Tutto il personale coinvolto nelle situazioni di emergenza deve essere sensibilizzato: gli operatori direttamente o indirettamente coinvolti con la popolazione colpita, i decisori, chi gestisce le donazioni o l’allocazione delle risorse per la risposta all’emergenza. Il personale dovrebbe essere formato in ordinario e in emergenza, adattando i contenuti formativi e definendo le priorità sulla base dei bisogni identificati. Dovrebbero inoltre essere coinvolti gli enti preposti alla formazione curriculare universitaria e all’educazione continua dei professionisti già in servizio.

 

PASSO 3

Coordinare le operazioni

Il governo è l’autorità di coordinamento principale, relativamente all’alimentazione infantile nelle emergenze (AINE). Il coordinamento fornisce una direzione contesto-specifica e tecnicamente informata sugli aspetti dell’AINE a tutti i soccorritori, individua le vulnerabilità critiche e le lacune nella gestione di questi aspetti e le azioni per assicurare che queste siano gestite rapidamente, monitorando l’adeguatezza della risposta.

 

PASSO 4

Valutare e monitorare

La valutazione riguarda i bisogni e le priorità di cui tenere conto negli interventi per garantire l’adeguatezza della risposta all’AINE e l’impatto degli interventi, dell’azione umanitaria e della non-azione. La raccolta dati prevede l’uso di strumenti qualitativi e quantitativi e riguarda sia la situazione pre-crisi e la rilevazione dei bisogni precoci. Il monitoraggio e la valutazione dovrebbero prevedere la disponibilità di dati disaggregati per età dei bambini <2 anni (0-5 mesi, 6-11 mesi, 12-23 mesi) e il numero di donne in gravidanza o che allattano. Il sistema di monitoraggio dovrebbe predisporre indicatori di processo, output ed esito, che includano la dimensione di genere, l’equità, l’aderenza al Codice internazionale e le eventuali violazioni.

 

PASSO 5

Proteggere, promuovere e sostenere l’alimentazione ottimale di lattanti e bambini piccoli con interventi multisettoriali integrati

È necessario attivare una serie di azioni:

  • agire per garantire che i bisogni nutrizionali della popolazione generale siano soddisfatti, prestando particolare attenzione all’accesso ad alimenti appropriati per i bambini non allattati e all’adeguatezza nutrizionale per i bambini in alimentazione complementare, per le donne in gravidanza o in allattamento;
  • proteggere, promuovere e sostenere l’avvio precoce dell’allattamento esclusivo in tutti i neonati e limitare l’integrazione con sostituti del latte materno (SLM), riservandola a motivate indicazioni cliniche;
  • proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento esclusivo nei lattanti di meno di sei mesi di età e l’allattamento continuato nei bambini tra sei mesi e due anni o più, accompagnato da un’alimentazione complementare adeguata;
  • coordinarsi con altri settori per facilitare l’accesso ai servizi di supporto (ospedali, servizi territoriali, comunità);
  • utilizzare e migliorare le competenze esistenti per fornire un supporto qualificato per l’allattamento;
  • non inviare o accettare donazioni di cibi complementari che potrebbero non soddisfare i requisiti nutrizionali e di sicurezza.

È auspicabile una forte collaborazione multisettoriale da parte dei settori chiave che si occupano di alimentazione dei lattanti e dei bambini piccoli per garantire la sicurezza e l’adeguatezza alimentare e un valido supporto a donne e bambini.

 

PASSO 6

Ridurre i rischi dell’alimentazione artificiale

Per quanto riguarda le donazioni in caso di emergenza, è preferibile non accettare donazioni di SLM e non donarle, in quanto potrebbero essere di qualità variabile e non gestiti in maniera idonea. La gestione dell’alimentazione artificiale richiede una valutazione della necessità effettiva dell’utilizzo degli SLM. In caso di necessità, l’autorità di coordinamento deve identificare i fornitori di SLM appropriati. Le forniture riguardano essenzialmente la formula infantile, che può essere in polvere o pronta all’uso, rispettivamente non sterile e sterile; ne consegue, quindi, che deve essere gestita con modalità diverse. È importante determinare la disponibilità di combustibile, acqua e attrezzature per la preparazione domestica sicura di SLM e se necessario fornire supporti aggiuntivi. Occorre, inoltre, scoraggiare l’utilizzo di biberon e tettarelle a causa di un elevato rischio di contaminazione e di difficoltà di pulizia, incoraggiando l’utilizzo di tazzine. Alle famiglie va illustrata la preparazione, la somministrazione e la conservazione degli SLM in sicurezza, accertandosi che abbiano ricevuto informazioni corrette.

 

 

Dichiarazione sui conflitti di interesse

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Infant Feeding in Emergency Core Group. Infant and Young Child Feeding in Emergencies. Operational Guidance for Emergency Relief Staff and Programme Managers. V3.0; 2017.

2. Organizzazione Mondiale della Sanità. Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno; 1981.

 


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