L’INTERVENTO
Integrazione tra intervista telefonica e autocompilata via web:
una possibile risposta alla sostenibilità
della sorveglianza PASSI?
Giuliano Carrozzia, Letizia Sampaoloa, Vincenza Perlangelib , Viviana Santoroc
a Servizio di Epidemiologia e Comunicazione del Rischio, Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL di Modena
b Unità Operativa Epidemiologia, Promozione della Salute e Comunicazione del Rischio, Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL di Bologna
c Servizio Igiene Pubblica di Ravenna, Dipartimento di Sanità Pubblica AUSL Romagna, Ambito di Ravenna
Citare come segue: Carrozzi G, Sampaolo L, Perlangeli V, Santoro V. Integrazione tra intervista telefonica e autocompilata via web: una possibile risposta alla sostenibilità della sorveglianza PASSI? Boll Epidemiol Naz 2026;7(2):36-38. DOI: https://doi.org/10.53225/BEN_130
Integration between telephone interview and computer assisted web interviewing: a possible answer to the sustainability of PASSI surveillance?
We report the preliminary data from the pilot study conducted in certain areas of the Emilia-Romagna region (Italy), which combines telephone interviews with computer-assisted web interviewing (CAWI) within the framework of the national population surveillance. The pilot study is based on a similar survey conducted in the province of Treviso (1). The experiment invites respondents to participate in CAWI and contacts by telephone those who do not respond after 35-45 days. CAWI achieved a 39% response rate; 61% of cases required a follow up call. This approach allows those who do not respond to CAWI to be retrieved, thereby reducing bias. Adapting the IT platform for the surveillance is essential.
Key words: population surveillance; sustainability; computer assisted web interviewing
In un precedente fascicolo di questa rivista è stato pubblicato un articolo di Ramigni e colleghi (1) che riporta i risultati della sperimentazione dell’autocompilazione online delle interviste per la sorveglianza nazionale PASSI tramite piattaforma web (computer assisted web interviewing, CAWI) condotta dalla ULSS 2 Marca Trevigiana.
Proprio dall’esperienza trevigiana prende spunto l’avvio della stessa sperimentazione, ancora in corso, in Emilia-Romagna.
Consci dei limiti e dei vantaggi emersi dalla sperimentazione della ULSS 2 Marca Trevigiana, in alcuni territori dell’Emilia-Romagna ha preso l’avvio, a fine 2024, uno studio pilota su un piccolo campione per valutare la fattibilità di un sistema misto che unisca l’intervista PASSI tradizionale somministrata telefonicamente (CATI, computer-assisted telephone interviewing) da un operatore opportunamente formato con quella autocompilata via web direttamente dal cittadino estratto (CAWI). Questo campione rispetta la distribuzione per sesso e classe di età (18-34, 35-49, 50-69) della popolazione.
Questa sperimentazione prevede che, in prima battuta, le persone campionate vengano invitate tramite lettera, inviata per posta, a compilare in autonomia il questionario via web; dopo un periodo di 35-45 giorni dall’invito, chi non ha provveduto all’autocompilazione viene contattato telefonicamente per l’intervista tradizionale. Tale lettera contiene, analogamente a quanto fatto a Treviso, oltre l’informativa privacy, l’indirizzo web, lo username e la password per accedere alla piattaforma web. Viene specificato, inoltre, che nel caso in cui il questionario non venga compilato autonomamente, si verrà contattati per l’intervista telefonica da un operatore dell’azienda sanitaria. Dopo una ventina di giorni dalla lettera di invito, prima della chiamata telefonica, viene inviata una seconda lettera più breve, come rinforzo comunicativo, a chi non ha ancora compilato l’intervista per ricordare l’importanza dell’iniziativa e le modalità di compilazione. In una prima fase dello studio, il range temporale tra l’invio della prima lettera e la chiamata telefonica era stato posto a 45 giorni; tale periodo è poi stato ridotto a 35 giorni, in quanto è risultato evidente dal monitoraggio che la gran parte delle persone compilava il questionario nei primi giorni dalla ricezione dell’invito. Questo ha permesso, quindi, di velocizzare la procedura, agevolando il rispetto dei tempi di chiusura dell’indagine (Figura).

Questa sperimentazione è iniziata nel settembre 2024 nell’AUSL di Modena ed è tuttora in corso, oltre che nel territorio modenese, nell’AUSL di Bologna e nell’ambito Ravenna dell’AUSL Romagna.
Da settembre 2024 a dicembre 2025 sono state invitate nei tre territori aderenti allo studio 272 persone, di cui 95 hanno compilato l’intervista via web, 131 hanno fatto l’intervista telefonica classica, 46 sono state sostituite (17 perché non eleggibili per protocollo nazionale e 29 perché hanno rifiutato entrambe le interviste o non hanno risposto alla chiamata telefonica). Il tasso di risposta per la rilevazione in CAWI risulta del 38,9% dopo l’invio della seconda lettera di “rinforzo”; di conseguenza nel 61,1% dei casi si è dovuti ricorrere alla chiamata telefonica.
Il tasso di risposta è dato dal numero di interviste rapportato al numero di persone estratte che risultano eleggibili per protocollo (intervistati, rifiuti e non reperibili); sono esclusi, dunque, i non eleggibili: coloro che non appartengono alla fascia d’età adulta (18-69 anni), non sono residenti e domiciliati nel territorio di competenza della ASL, non riescono a sostenere un’intervista telefonica (non parlano la lingua italiana, hanno disabilità psico-fisiche gravi) o sono istituzionalizzati (ad esempio, in ospedale, casa di cura, caserma, convento, carcere).
Va sottolineato che in questo studio preliminare il tasso di risposta complessivo derivante dal sistema misto CAWI-CATI (92,6%) appare più alto della media regionale (83,7%) e nazionale (77,8%) registrata nel biennio 2024-2025; il motivo va probabilmente individuato nel fatto che gli intervistatori coinvolti in questa sperimentazione sono stati selezionati su base volontaria e, di conseguenza, risultano particolarmente motivati ed esperti, fattori che si associano a un più alto tasso di risposta alla chiamata telefonica.
Questo studio di integrazione tra intervista telefonica e intervista CAWI non permette ancora di fare analisi di confronto sugli indicatori PASSI a causa della bassa numerosità, ma ha potuto testare questa modalità ibrida che sembra ridurre, da un lato, il carico di lavoro degli intervistatori, e, dall’altro, contenere il bias di selezione e il tasso di sostituzione che si avrebbe se venisse utilizzata la sola modalità CAWI. Si stima, infatti, che si siano risparmiate circa il 39% di chiamate, mantenendo alto il tasso di risposta grazie al recupero dei non rispondenti con l’intervista telefonica.
La sperimentazione ha permesso, inoltre, di acquisire esperienza tecnica sul campo utile a predisporre una procedura strutturata per questa modalità di intervista ibrida e di capire come dovrà essere adattata la piattaforma informatica delle sorveglianze se questo sistema misto che verrà inserito nel protocollo PASSI.
La piattaforma della sorveglianza PASSI non è stata, infatti, progettata per utilizzare l’autocompilazione online, quindi inizialmente le operazioni di backoffice per predisporre la compilazione online si sono dimostrate molto onerose per i coordinatori aziendali e i loro collaboratori. Negli ultimi mesi sono state apportate modifiche che hanno velocizzato i tempi amministrativi di gestione dell’intervista CAWI, ma al momento non è ancora possibile l’integrazione automatica delle due modalità.
In conclusione, i risultati preliminari di questa sperimentazione, ancora in corso in EmiliaRomagna, indicano che un sistema misto tra intervista CAWI e CATI nella sorveglianza PASSI è operativamente fattibile e che riduce il lavoro degli intervistatori; è apparso, inoltre, evidente che l’implementazione di tale sistema misto comporti modifiche tecniche alla piattaforma informatica.
Prima di essere introdotta nel protocollo nazionale, questa modalità ibrida necessita di essere testata in altri territori, che magari abbiano modalità organizzative e operative di implementazione del protocollo leggermente differenti.
Sarà, inoltre, necessario elaborare e studiare attentamente le analisi di confronto tra il campione tradizionale e il campione misto CATI-CAWI sugli indicatori PASSI.
Ringraziamenti
Si ringraziano per la collaborazione nel coordinamento ed effettuazione delle interviste: Roberta Lusuardi, Giulia Tempesta (AUSL di Modena); Muriel Assunta Musti, Sara De Lisio, Giovanni Blundo (AUSL di Bologna), Sonia Coveri, Vera Pedone, Nadia Amici (AUSL Romagna, Ambito di Ravenna).
Conflitti di interesse dichiarati: nessuno.
Finanziamenti: nessuno.
Authorship: tutti gli autori hanno contribuito in modo significativo alla realizzazione di questo studio nella forma sottomessa.
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