Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Coordinamento nazionale Passi: il quarto incontro

Roma, 12-13 dicembre 2012

 

10 gennaio 2013 - La prima giornata del IV Workshop del coordinamento nazionale Passi è stata dedicata, come sempre all’analisi delle attività e delle esigenze del sistema. Sono state affrontate, quindi, le prime valutazioni delle attività svolte nel corso del 2012, la conclusione del lavoro di revisione del questionario e le proposte di obiettivi da realizzare per l'anno 2013.

 

I punti essenziali sono stati: il miglioramento dell’estensione della sorveglianza che ormai include anche le regioni Sardegna e Calabria, il miglioramento del monitoraggio che include ora nuovi indicatori e il sistematico feedback alle Regioni, la maggiore attenzione alle scadenze, il lavoro di analisi che produce i programmi di elaborazione per Regioni e Asl, oltre al report Passi e diversi altri prodotti editoriali (vedi le presentazioni su Passidati - accesso riservato).

 

In prospettiva, bisognerà riorganizzare le pagine web e progettare una nuova versione della reportistica, in entrambi i casi la progettazione sarà preceduta da una ampia consultazione del network Passi.

 

La salute occupazionale è stata invece al centro della giornata del 13 con l’incontro aperto a tutti gli interessati. Nel 2011 Passi ha messo a punto un modulo del questionario adottato dalla maggior parte delle Regioni. Proprio per questo alla giornata hanno partecipato molti colleghi dei servizi dipartimentali impegnati nel campo della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Claudio Calabresi (pdf 4,7 Mb), che per conto dell'Inail ha lavorato alla progettazione e costruzione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, ha illustrato innanzitutto l’iniziativa dei Flussi informativi, che si basa sulla cooperazione tra le diverse istituzioni che hanno competenza per la raccolta di informazioni in questo campo: Inail e Regioni-Asl. I Flussi, che funzionano da 11 anni, sono stati l’anticipazione dei presupposti normativi attuali, che prevedono l’istituzione del Sinp (Sistema informativo nazionale per la prevenzione), cui devono concorrere oltre a Inail e Regioni vari ministeri (in particolare del Lavoro e della Salute). Basta questo elenco per comprendere la complessità di questo lavoro, non ancora concluso. I Flussi, tuttavia, rappresentano già uno strumento di conoscenza fondamentale per definire le azioni di prevenzione. Circa i due terzi dei servizi utilizzano sistematicamente da anni le informazioni dei Flussi nel loro lavoro, ma non mancano punti critici che sono stati evidenziati in modo puntuale. 

 

La relazione di Antonella Bena (pdf 1,5 Mb), del Servizio di Epidemiologia a direzione universitaria della Asl di Torino, ha messo a fuoco i problemi principali del mondo del lavoro, i principali rischi per la salute dei lavoratori e i danni.

 

Davide Ferrari (pdf 1,2 Mb), della Ausl di Modena ha presentato i principali dati Passi ottenuti grazie al modulo sulla salute occupazionale, dati relativi alla percezione del rischio di incidenti e di malattie professionali, alle informazioni sulla sicurezza ed all'uso dei dispositivi di protezione individuale.

 

Giuliano Carrozzi (pdf 900 kb), della stessa Ausl di Modena ha presentato i dati Passi sui fattori di rischio comportamentali delle persone che lavorano, stratificati in base a tipo e settore di occupazione.

 

Alberto Baldasseroni (pdf 2,1 Mb), responsabile del Centro di riferimento della regione Toscana per gli infortuni e le malattie professionali, ha messo a confronto gli strumenti di rilevazione delle indagini sulla salute occupazionale, basate su interviste. Tra queste, l'European Working Condition Survey, che consente un confronto internazionale, l'indagine Multiscopo sulle condizioni di salute e il ricorso ai servizi dell'Istat che, a partire da quella del 1999-2005 fino a quella in corso 2012-2013 ha affinato l'attenzione per la salute occupazionale e che consente un confronto interregionale. 

 

Infine Maurizio Di Giorgio (pdf 765 kb), dell'Area Sicurezza nei luoghi di lavoro della Direzione regionale assetto istituzionale, prevenzione e assistenza territoriale della Regione Lazio, ha introdotto e moderato la discussione. 

 

Diversi spunti sono stati forniti da partecipanti e relatori, sui possibili usi dei dati Passi partendo dall'osservazione che le tradizionali divisioni dello spazio-tempo della vita vanno modificandosi: orario di lavoro contrapposto a tempo libero, luogo di lavoro e luogo di vita, sempre più spesso si confondono, basti pensare al fatto che la maggior parte degli incidenti mortali sono incidenti stradali, che spesso accadono quando ci si trasferisce da casa al lavoro. Così si modifica la patologia legata al lavoro e i rischi comportamentali, come ad esempio la sedentarietà, diventano più importanti per spiegare la genesi di patologie come quelle osteo-articolari, che sono le più diffuse. D'altro canto il luogo di lavoro può diventare anche il luogo della promozione della salute e questo obiettivo può vedere alleati lavoratori e aziende uniti da interessi convergenti, vedi ad esempio il programma "pranzo sano fuoricasa" in Toscana. Altri usi possono essere quelli della valutazione della formazione dei lavoratori sulla sicurezza, se ne fa molta, ma le informazioni penetrano davvero? La formazione si fa in modo efficace? Altri ancora nella valutazione del rispetto del divieto di fumo sui luoghi di lavoro chiusi.