Alcohol prevention day 2006: le presentazioni

Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

alcol

Alcohol prevention day 2006: le presentazioni

Guarda tutte le presentazioni dell’Alcohol prevention day, che si è svolto il 20 aprile 2006 presso l’Istituto superiore di sanità:


Introduzione Alcohol prevention day 2006
Donato Greco  - ministero della Salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria

Il consumo di alcol è uno dei problemi principali di salute pubblica in Italia. Dal rapporto sull’alcol del 2004 dell’Oms emerge che rispetto a qualche anno fa gli italiani in media bevono meno, è in diminuzione l’ospedalizzazione legata all’alcol ed è invece in aumento il numero di alcolisti che si rivolgono a centri specializzati. Tuttavia si sta diffondendo l’abitudine di bere al di fuori dei pasti ed è in aumento il consumo di alcol tra i giovani e le donne. Per questo, la riduzione dei danni legati all’alcol è uno degli obiettivi principali del Piano nazionale di prevenzione, approvato da tutte le Regioni italiane.

 

Commision activities to prevent alcohol-related harm

Maria Renstrom - European Commission, Directorate Health and Consumer Protection

Un intervento da parte della Commissione europea nell’ambito della lotta all’alcol è necessario per la salute pubblica (l’alcol provoca 195.000 morti premature), per ragioni economiche (il costo sociale dei problemi legati all’alcol è di circa 125 miliardi di euro) e sociali (molti incidenti stradali e molti episodi di violenza sono dovuti all’eccesso di alcol). Obiettivi principali dell’intervento della Commissione sono proteggere i giovani, limitare il numero di incidenti stradali, prevenire i danni legati all’alcol tra gli adulti, accrescere la consapevolezza e creare prove condivise tra i diversi Paesi dell’impatto dell’alcol.

 

Framework for alcohol policy in the WHO European Region

Kari Paaso – Ufficio regionale Oms Europa

Nel settembre 2005 è stato approvato dall’Oms il Framework for alcohol policy nella regione europea dell’Oms: l’obiettivo è aggiornare le strategie regionali, tenendo in considerazione le nuove conoscenze. Nell’ambito del Framework è stato redatto un elenco di iniziative per la lotta all’alcol basate su evidenze scientifiche. Ogni tre anni è prevista la redazione di un report sul lavoro del Framework e l’organizzazione di un forum di discussione.

 

L’alcol in Italia: le declinazioni del bere, le priorità della prevenzione

Emanuele Scafato, Rosaria Russo e Silvia Ghirini – Istituto superiore di sanità

L’Osservatorio nazionale alcol del Centro nazionale di epidemiologia promozione e sorveglianza della salute svolge diverse attività, oltre a quella di ricerca e di raccolta dati: gestisce il telefono verde alcol, dal 2003 collabora con l’Istat per sviluppare nuovi indicatori sul consumo di alcol, attua programmi di prevenzione secondo le indicazioni della Consulta nazionale alcol. Da quest’anno, inoltre, organizza la campagna di comunicazione sulla lotta all’alcol attraverso la realizzazione di volantini, libretti informativi, poster, spot Tv.

 

Abuso di alcol e binge drinking in Italia dalle indagini Istat

Linda Laura Sabbadini - Direttore centrale Istat

Secondo un’indagine dell’Istat condotta fra febbraio e marzo 2005 su 20.000 famiglie italiane, il consumo di alcol non è variato sensibilmente rispetto al 1998: la percentuale della popolazione sopra i 10 anni che aveva bevuto una bevanda alcolica almeno una volta negli ultimi 12 mesi era del 69,7. È aumentata però la percentuale di bevitori fra le donne e i giovani e i giovanissimi, soprattutto se i genitori sono forti consumatori. Le regioni dove l’alcol è più diffuso sono quelle del Nordest. Rimane stabile il consumo di birra e vino, mentre crescono i superalcolici e il binge drinking, cioè il bere per ubriacarsi, diffuso soprattutto fra i giovani e i fumatori.

 

Campagna di informazione e dissuasione al consumo di alcol nei giovanissimi

Alfredo D’Ari – ministero della Salute

Fino al 2001 il fenomeno del consumo di alcol nei giovanissimi è cresciuto tanto in Italia quanto nei Paesi dell’Ue, e tra questi è aumentato il consumo tra le donne. Il target primario della campagna di comunicazione del ministero della Salute sono quindi gli under 16 e le donne. Gli obiettivi sono evitare il consumo di alcol nei giovanissimi, evitare l’abuso e ridurre il rischio correlato a comportamenti sbagliati. La strategia mira a promuovere un senso critico verso il consumo di alcol, incrementando il grado di consapevolezza dei giovani sui rischi connessi al consumo e all’abuso di alcol. Inoltre, la campagna vuole promuovere un senso di maggiore autonomia nei confronti della pressione mediatica, svalorizzando l’alcol nell’immaginario giovanile e nelle forme di consumo veicolate dalla pubblicità, dai film e dai media in generale. I messaggi chiave sono: “non è necessario trasgredire per sentirsi più forti o essere accettati dal gruppo, perché bere troppo fa male e non aiuta a socializzare”; e “se proprio vuoi bere stai attento a quanto bevi, e soprattutto: se guidi non bere”.

 

L’impatto e la prevenzione delle malattie epatiche alcol-correlate

Carmela Loguercio - cattedra di Gastroenterologia, Seconda università di Napoli

L’alcol aumenta il rischio di mortalità per cirrosi di 27 volte negli uomini e 35 nelle donne, ed è la causa più diffusa di epatocarcinoma in Italia. Il rischio è maggiore se l’inizio dell’abuso è dopo i 45 anni, e se il consumo è concentrato in grandi quantità occasionali, mentre è ridotto con un consumo moderato e continuo, come nel caso di chi beve vino durante i pasti. La legge quadro n. 125 del 30 marzo 2001 ha fra le sue finalità principali quella di prevenire i rischi legati all’abuso di alcol per mezzo di campagne di educazione e informazione. Inoltre si propone di assicurare trattamenti sanitari adeguati a chi ha problemi correlati con l’alcol e di favorire le associazioni che hanno come scopo la prevenzione e la riduzione del rischio.

 

La prevenzione dell’alcolismo tra i minori e un uso corretto nei giovani: il punto di vista dei genitori

Moige - Movimento italiano genitori

Il corpo umano non è in grado di metabolizzare adeguatamente l’alcol prima dei 15 anni, eppure in Italia l’età media in cui si inizia il consumo è intorno ai 12 anni: la più bassa d’Europa. Per la prevenzione è necessario l’intervento di diverse figure. La scuola dovrebbe educare e sensibilizzare, ma anche i genitori dovrebbero spiegare gli effetti dannosi dell’alcol, e naturalmente dare il buon esempio in prima persona bevendolo con moderazione. Per far rispettare più severamente la legge che vieta la vendita di alcol ai minori di 16 anni dovrebbero collaborare le istituzioni e le aziende produttrici, che dovrebbero fare anche attenzione agli orari della messa in onda degli spot pubblicitari. Infine, i media dovrebbero evitare di presentare l’abuso di alcol come un modello di riferimento.

 

“La vita è un soffio”
Giovanni Castellucci - Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia
L’iniziativa “La vita è un soffio” è stata realizzata da Autostrade per l’Italia e dai suoi partner commerciali, e prevede la distribuzione gratuita, nelle notti di venerdì e sabato da aprile a settembre, di circa 1 milione di “alcol test” sulla rete autostradale, allo scopo di ridurre il numero di incidenti stradali. L’iniziativa si inserisce in una più vasta campagna che mira a sensibilizzare i comportamenti, oltre che sulla guida in stato di ebbrezza, sull’eccesso di velocità e sui colpi di sonno (con distribuzioni gratuite di caffè). L’andamento è positivo: dal 1999 al 2005 sono diminuiti sia la percentuale di incidenti stradali sia il tasso di mortalità.


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