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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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Indice: Boll Epidemiol Naz 2025;6(4)

La scuola e la merenda delle bambine e dei bambini: la fotografia di OKkio alla SALUTE 2023

Rebecca Russoa *, Donatella Mandolinib , Silvia Ciardullob , Paola Nardoneb *, Gruppo OKkio alla SALUTE 2023**

 

 

aDipartimento di Scienze e Tecnologie per lo Sviluppo Sostenibile e One Health, Università Campus Bio-Medico di Roma

b Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

 

 

Citare come segue: Russo R, Mandolini D, Ciardullo S, Nardone P, Gruppo OKkio alla SALUTE 2023. La scuola e la merenda delle bambine e dei bambini: la fotografia di OKkio alla SALUTE 2023. Boll Epidemiol Naz 2025;6(4):19-24. DOI: https://doi.org/10.53225/BEN_118

 

School and snacks for children: a snapshot from OKkio alla SALUTE 2023

Introduction

Schools can play a key role in preventing childhood overweight and obesity, as well as improving children's nutrition. The Italian surveillance system OKkio alla SALUTE monitors third-year primary school children. This paper presents the 2023 OKkio alla SALUTE results concerning the school nutrition environment and midmorning snacks, based on data collected from 2,578 schools and 43,217 children. It also compares these results with those from 2014.

 

Materials and methods

The survey used standardized tools on a representative sample of Italian primary schools and children. The principals and class teachers reported on the school environment and health promotion. The children provided 24-hour recalls of their morning snacks. These were categorised and analysed nutritionally, both nationally and by geographical area. Comparisons with 2014 focused on the five most commonly consumed snack types.

 

Results

There has been an improvement in healthy eating, but regional differences remain. School meal services are available in 76% of schools, with a higher proportion in the north than in the south. Menus are mainly designed by contracting companies (45.8%). Family involvement is limited (27.7%). Consumption of snacks varies: fruit is highest in the north (19.4%), sandwiches and baked goods are highest in the south (25.8% and 10.1% respectively), and the centre shows intermediate values (fruit 12.6%, sandwiches 18.0%, baked goods 7.1%). Compared with 2014, consumption of fruit has declined (from 18.3% to 14.3% at a national level), while consumption of sweet snacks has increased (from 12.7% to 13.9%). Consumption and sandwiches has reduced but remain common (17.9%). Therefore, energy-dense foods still dominate.

 

Discussion and conclusions

Regional inequalities affect school food services in Italy, with those in the south faring worst. This has an impact on access to balanced meals and nutrition education. Despite improved menu planning and the promotion of healthy foods, initiatives remain limited and parental engagement is low. Persistent snacking habits highlight the need for ongoing, comprehensive, school-based nutrition promotion, and confirm the value of OKkio alla SALUTE for monitoring and public health planning.

 

Key words: nutrition quality; schools; snacks

 

 

Introduzione

Le iniziative di promozione della salute, anche in ambito scolastico, rappresentano uno strumento fondamentale per la prevenzione e il contrasto del sovrappeso e dell’obesità infantile. Numerose evidenze indicano che gli interventi più efficaci sono quelli di tipo multidimensionale, continuativi nel tempo e in grado di agire simultaneamente sulle abitudini alimentari, sui livelli di attività fisica e sui comportamenti sedentari di bambine e bambini (NdR: da ora in poi solo “bambini”) (1-3). Ulteriori fattori chiave per l’efficacia degli interventi includono l’adozione di politiche scolastiche strutturate, l’incremento delle opportunità di movimento durante l’orario scolastico, la promozione di ambienti alimentari favorevoli, intesi come contesti che facilitano la disponibilità e l’accesso ad alimenti a elevata qualità nutrizionale e limitano l’esposizione a prodotti ad alta densità energetica, e il coinvolgimento attivo delle famiglie e dei servizi sanitari (4, 5).

 

In questo contesto, la scuola primaria riveste un ruolo strategico sia come setting privilegiato per la realizzazione di interventi di prevenzione, sia come contesto ideale per la raccolta sistematica di dati epidemiologici sullo stato nutrizionale della popolazione infantile (6, 7). In Italia, il sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, è un programma nazionale di monitoraggio dello stato ponderale, degli stili di vita e dei contesti ambientali dei bambini della scuola primaria e fa parte della Childhood Obesity Surveillance Initiative della Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

La VII edizione di OKkio alla SALUTE, realizzata nel 2023, ha coinvolto 2.578 scuole su tutto il territorio nazionale e ha confermato il ruolo centrale dell’istituzione scolastica nella rilevazione di informazioni relative sia agli indicatori di salute dei bambini frequentanti la terza classe primaria, sia alle caratteristiche dell’ambiente scolastico in cui trascorrono gran parte della giornata (8). L’analisi delle dotazioni strutturali e dell’offerta alimentare, oltre a una valutazione degli alimenti maggiormente consumati in occasione della merenda mattutina, risulta infatti essenziale per una corretta interpretazione dei dati epidemiologici e per l’orientamento delle politiche e degli interventi di sanità pubblica. Le informazioni relative agli alimenti maggiormente consumati per la merenda a scuola offrono anche l’opportunità di approfondire eventuali cambiamenti nel tempo delle abitudini alimentari dei bambini, aspetto considerato in questo contributo. Di seguito viene presentata un’analisi descrittiva degli alimenti consumati a merenda dai bambini nel 2023 a livello nazionale e per macroaree (Nord, Centro e Sud Italia), insieme a un confronto a dieci anni di distanza basato sui dati raccolti da OKkio alla SALUTE nel 2014.

 

Materiali e Metodi

L’analisi descritta si basa sui dati della VII edizione (2023) del sistema di sorveglianza nazionale OKkio alla SALUTE, su campioni rappresentativi di popolazione (8-9 anni) a livello nazionale, regionale e, in caso di richiesta specifica, di ASL. La popolazione target è costituita dai bambini iscritti alle classi terze delle scuole primarie italiane e il campionamento adottato è di tipo a grappolo. Le unità campionarie sono le classi, denominate appunto “grappoli”, selezionate dalle liste di campionamento basate sugli elenchi delle classi terze primarie in Italia, predisposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La selezione viene effettuata in modo che le classi con numerosità maggiore di alunni abbiano una più alta probabilità di essere estratte rispetto alle classi con numerosità inferiore (8). Tutti i bambini appartenenti alla classe campionata vengono invitati a partecipare all’indagine. Le misurazioni antropometriche sono effettuate mediante strumenti standardizzati e validati a livello nazionale ed europeo: una bilancia Seca 872TM, con precisione di ±50 grammi, e uno stadiometro Seca 214TM, con precisione di ±1 millimetro. Le rilevazioni sono eseguite da operatori sanitari delle ASL appositamente formati, alla presenza degli insegnanti.

 

Le informazioni relative alle caratteristiche dei plessi scolastici e alle politiche di promozione della salute sono state raccolte mediante due questionari strutturati, rivolti rispettivamente ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, somministrati online ed elaborati in coerenza con le principali evidenze scientifiche e con le raccomandazioni nazionali e internazionali in materia di prevenzione dell’obesità infantile.

 

In relazione all’ambiente alimentare scolastico, sono stati rilevati: la presenza della mensa scolastica; i soggetti responsabili della predisposizione dei menu (responsabile comunale, esperto delle ASL, dietista esterno, azienda appaltatrice, commissione mensa); l’eventuale partecipazione della scuola a programmi di distribuzione di alimenti sani per la merenda; il coinvolgimento dei genitori nelle attività di educazione alimentare della scuola. Secondo i rapporti INRAN (attuale CREA-NUT), gli alimenti sani includono principalmente frutta, verdura e altri prodotti a bassa densità energetica, come lo yogurt naturale (9).

 

L’analisi del consumo alimentare a merenda di metà mattinata, invece, si è basata sui dati del questionario rivolto ai bambini in formato cartaceo. In particolare, sono state considerate le informazioni relative al consumo della merenda nel giorno dell’indagine, rilevate secondo la metodologia del recall delle 24 ore, che prevede la rilevazione del ricordo degli alimenti consumati dai bambini nel giorno stesso. Le domande analizzate comprendevano:

  • una domanda dicotomica (Sì/No) sul consumo della merenda;
  • una domanda a risposta multipla sulle tipologie di alimenti consumati;
  • una domanda aperta per l’indicazione di eventuali ulteriori alimenti.

Le risposte aperte sono state analizzate singolarmente e ricodificate separando gli alimenti riportati. Successivamente, è stata calcolata la percentuale di consumo di ciascun alimento per area geografica (Nord, Centro, Sud).

 

Gli alimenti sono stati raggruppati in categorie omogenee sulla base delle loro caratteristiche qualitative e nutrizionali, facendo riferimento alle tabelle di composizione degli alimenti del CREA e allo studio INRAN-SCAI 2006 (10). Alimenti con composizione simile o funzione d’uso analoga sono stati inclusi nello stesso gruppo (ad esempio, merendine, snack dolci e salati, prodotti lievitati, frutta). Nel caso delle merendine è stata effettuata una distinzione tra merendine semplici e merendine farcite. Gli alimenti segnalati da meno di 20 bambini non sono stati inclusi nell’analisi. I dati sono stati elaborati mediante Microsoft Excel e Stata/MP 17.0.

 

In seguito, sulla base dei dati raccolti, sono stati identificati i cinque alimenti più consumati a merenda, calcolando le percentuali di consumo a livello nazionale e per macroarea geografica.

 

I risultati del 2023 sono stati confrontati, in modo descrittivo, con quelli dell’indagine OKkio alla SALUTE 2014 (11), utilizzando le medesime categorie alimentari al fine di garantire la comparabilità nel tempo. Inoltre, ove disponibili, è stato considerato anche il confronto con i dati dell’indagine 2019 (12), limitatamente agli indicatori relativi alle iniziative di promozione della salute nel contesto scolastico, al fine di fornire un aggiornamento più recente dei trend osservati.

 

Risultati

La scuola e le iniziative alimentari

Di seguito viene proposta una panoramica della situazione delle scuole italiane in relazione ai temi indagati dalla sorveglianza OKkio alla SALUTE 2023. Il servizio mensa risultava attivo nel 76,0% delle scuole campionate, con marcate differenze territoriali: molto diffuso nelle scuole del Nord (92,2%) e del Centro (76,0%), meno presente negli istituti del Sud (52,3%).

 

L’elaborazione dei menu è stata prevalentemente affidata a esperti delle aziende appaltatrici e alle ASL, rispettivamente nel 45,8% e nel 40,5% delle scuole, seguite dall’affidamento al responsabile comunale, per il 30,1% delle scuole, dietista esterno nel 18,6% dei casi e infine alla commissione mensa per il 12,3% degli istituti scolastici.

 

La percentuale di scuole che ha distribuito alimenti sani è aumentata rispetto all’indagine precedente del 2019 (43,0%) (12), sia a livello nazionale (48,0%) che nelle diverse aree geografiche, con valori che variano dal 44,7% nel Sud al 50,7% al Centro, con valori intermedi al Nord (46,8%).

 

Il 27,7% delle scuole (Nord: 23,7%; Centro: 19,8%; Sud: 38,3%) ha inoltre promosso iniziative finalizzate a incoraggiare sane abitudini alimentari, coinvolgendo attivamente le famiglie. Questo dato risulta tuttavia in diminuzione rispetto al 2019, anno in cui la collaborazione con le famiglie a livello nazionale raggiungeva il 34,0%. Anche allora il valore più elevato si registrava al Sud (45,8%), seguito dal Centro e dal Nord, rispettivamente 28,6% e 28,3% (12).

 

La merenda dei bambini a scuola: descrizione ed evoluzione nel tempo

Dall’analisi delle risposte fornite dai bambini ai questionari emergono differenze geografiche nel consumo degli alimenti durante la merenda mattutina. La Figura 1 mostra nel dettaglio, suddivise per macroaree geografiche (Nord, Centro e Sud), le tipologie di alimenti consumati dai bambini la mattina dell’indagine.

 

 

Il panino risulta l’alimento con la maggiore eterogeneità territoriale: la sua frequenza di consumo cresce da Nord verso Sud, passando dal 12,8% delle Regioni settentrionali al 18,0% del Centro e raggiungendo il 25,8% nel Sud. Tale andamento suggerisce che, nelle aree centromeridionali, la merenda assuma più spesso la forma di uno spuntino sostanzioso.

 

I prodotti da forno più ricchi di zuccheri e grassi, come cornetti e brioche, presentano un andamento di consumo simile: il Sud registra il valore più alto (10,1%), Nord e Centro si attestano entrambi al 7,1%. Gli snack salati sono maggiormente diffusi al Nord (14,8%) rispetto al Sud (11,3%) e al Centro (9,7%).

 

Al contrario, alcuni alimenti risultano più consumati a merenda nel Nord. La frutta, ad esempio, mostra percentuali elevate di consumo nelle Regioni settentrionali (19,4%), leggermente più basse nel Centro (12,6%) e decisamente minori nel Sud (7,1%). Yogurt e tè freddo seguono un andamento simile, con una maggiore diffusione al Nord e al Centro rispetto al meridione.

 

Alcuni alimenti, invece, risultano consumati in modo relativamente uniforme sul territorio nazionale. Le merendine (si intendono sia quelle semplici che farcite) oscillano tra il 13,3% per il Nord, valore simile a quello del Sud pari al 13,5%, e il 16,3% per il Centro, confermandosi un prodotto di riferimento trasversale per lo spuntino mattutino. Il succo di frutta ha una distribuzione di consumo simile, con un valore per il Nord pari al 14,9%, il 14,3% per il Centro e il 15,6% per il Sud, indicando un ruolo complementare ma stabile nelle abitudini dei bambini che vivono in Italia. I prodotti secchi e croccanti evidenziano un andamento simile: il consumo di cracker è più elevato al Nord (13,2%), seguito dal Sud (11,1%) e infine dal Centro (10,6%). I biscotti invece mostrano lievi variazioni, con il valore più alto al Sud (12,4%). Il consumo di focaccia raggiunge un picco nel Centro (8,9%), riflettendo la specifica rilevanza di questo prodotto in alcune tradizioni locali, mentre rimane basso al Sud (4,5%) e al Nord (3,3%).

 

La Figura 2, nella quale sono riportati i cinque alimenti maggiormente consumati a merenda, secondo i dati dell’indagine OKkio alla SALUTE 2014 (11) e 2023 (8), presentati sia per area geografica sia in forma aggregata a livello nazionale, permette la valutazione del cambiamento delle scelte alimentari dei bambini.

 

 

Relativamente agli alimenti più consumati a merenda, nel 2014 al Nord il primo posto era occupato dalla frutta (27,9%), mentre al Centro e al Sud non compariva tra i primi cinque alimenti più consumati; in entrambe queste aree, il panino risultava la scelta principale, con il 24,3% al Centro e il 28,3% al Sud. Nel 2023 la frutta mantiene il primato al Nord (19,4%), pur registrando una diminuzione rispetto al 2014. Il panino continua a rappresentare l’alimento più diffuso sia al Centro sia al Sud, con valori pari rispettivamente al 18,0% e al 25,8%, anch’essi inferiori a quelli rilevati dieci anni prima.

 

A livello nazionale nel 2014 il succo di frutta occupava il primo posto con il 19,8%, mentre nel 2023 scende al secondo posto con il 15,0%, superato dal panino che raggiunge il 17,9%, pur in calo rispetto al dato del 2014. La riduzione del consumo di succo di frutta è visibile in tutte le aree, ma mentre al Nord e al Sud non scende di posizione, al Centro si colloca al terzo posto in risposta a una diminuzione particolarmente accentuata.

 

Nel 2014, nelle Regioni centrali, le merendine occupavano il quinto posto con una frequenza di consumo del 13,8%, mentre nel 2023 salgono al secondo posto raggiungendo il 16,3% di consumo. Al Sud, nel 2014 le merendine si posizionavano al quarto posto con il 12,6%, mentre nel 2023 salgono al terzo posto con il 13,5%, sostituendosi ai cracker. Nel Centro, nel 2014 la terza posizione era occupata dalla focaccia (14,2%), sostituita nel 2023 dal succo di frutta (14,3%). Nel Nord, nel 2014 i cracker si collocavano al terzo posto con il 17,4%, sostituiti dieci anni dopo dagli snack salati (14,8%). A livello nazionale, come per il 2014, nel 2023 il consumo di frutta occupa il terzo posto con il (18,3% vs 14,3%).

 

Al Centro, nel 2014 la frutta non rientrava tra i primi cinque alimenti più consumati, mentre nel 2023 la troviamo al quarto posto con il 12,6%. Al Sud, nel 2014 la frutta era assente nelle prime cinque posizioni così come nel 2023. Sempre al Sud, nel 2014 i biscotti occupavano il quinto posto con l’11,8%, mentre nel 2023 salgono al quarto posto con il 12,4%.

 

Le merendine, che nel 2014 si collocavano al quinto posto nella classifica nazionale con il 12,7%, nel 2023 passano al quarto posto con il 13,9%. Anche al Nord si mantengono nella parte alta della classifica posizionandosi nuovamente al quarto posto con il 13,3%, come già accadeva nel 2014 con un valore del 12,5%.

 

Per quanto riguarda il quinto posto, nel 2014 era occupato da alimenti come il panino al Nord (11,7%), le merendine al Centro (13,8%) e i biscotti al Sud (11,8%), mentre nel 2023 troviamo prevalentemente alimenti salati: i cracker al Nord e al Centro (rispettivamente 13,2% e 10,6%) e lo snack salato al Sud e nella media nazionale (rispettivamente 11,3% e 11,8%).

 

Discussione e conclusioni

I risultati del contesto scolastico fotografati da OKkio alla SALUTE 2023 evidenziano la persistenza di importanti disuguaglianze territoriali in termini di abitudini alimentari e attività della scuola in ambito alimentare.

 

La diffusione del servizio di mensa scolastica, sebbene elevata a livello nazionale, risulta ancora fortemente disomogenea, con una copertura significativamente inferiore nel Sud, elemento che può incidere sulle opportunità di accesso a pasti equilibrati e su percorsi strutturati di educazione alimentare. Al contrario, positivo è il coinvolgimento di figure con competenze nutrizionali nella predisposizione dei menu e l’aumento delle scuole che partecipano a programmi di distribuzione di alimenti sani, sebbene tali iniziative interessino ancora una quota limitata di istituti e il coinvolgimento attivo delle famiglie rimanga contenuto. Le evidenze disponibili suggeriscono che l’accesso a servizi di mensa scolastica accompagnati da menu nutrizionalmente controllati possa contribuire, in un’ottica di sanità pubblica, alla promozione di diete equilibrate e alla prevenzione del sovrappeso e dell’obesità in età pediatrica, configurandosi come una leva potenzialmente rilevante per la riduzione delle disuguaglianze di salute e per il rafforzamento degli interventi di prevenzione primaria (13, 14). L’analisi degli alimenti consumati dai bambini durante la merenda mattutina mostra un quadro articolato, caratterizzato da comportamenti diffusi e specificità territoriali: il panino si conferma una scelta prevalente soprattutto nel Centro e nel Sud, dove la merenda assume più frequentemente la forma di uno spuntino sostanzioso, mentre nel Nord si osserva una maggiore propensione al consumo di frutta e di alimenti più leggeri. Il confronto con l’indagine 2014 evidenzia tuttavia una riduzione generalizzata del consumo di frutta e di succo di frutta e una crescente presenza di prodotti confezionati, come le merendine, tra gli alimenti maggiormente consumati, segnalando un’evoluzione non pienamente coerente con le raccomandazioni nutrizionali. Nel complesso, i dati indicano che le abitudini alimentari dei bambini durante la merenda restano critiche e influenzate da fattori organizzativi. In particolare, tali scelte possono essere condizionate da esigenze di praticità gestionale familiare, con una preferenza per alimenti facilmente trasportabili e a lunga conservazione. La frutta, essendo un alimento altamente deperibile, richiede acquisti frequenti e una maggiore organizzazione domestica, risultando meno scelta rispetto ai prodotti confezionati. Nel complesso emerge la necessità di rafforzare politiche e interventi di promozione della salute in ambito scolastico attraverso azioni multidimensionali, continuative e integrate, capaci di coinvolgere scuola, famiglie e servizi sanitari e di tenere conto delle specificità territoriali, ad esempio attraverso programmi di refezione scolastica inseriti in strategie più ampie di prevenzione dell’obesità infantile, che prevedano standard nutrizionali vincolanti per i pasti, formazione del personale scolastico, educazione alimentare curricolare, monitoraggio della qualità dell’offerta alimentare, coinvolgimento attivo delle famiglie e meccanismi di sostegno per i nuclei in condizioni socioeconomiche svantaggiate.

 

Come evidenziato da Gallegos e colleghi (13), i pasti forniti dalla scuola rappresentano “una piccola parte di una storia molto importante”, ossia un elemento che può contribuire in modo significativo alla prevenzione dell’obesità solo se integrato in un sistema più ampio di politiche pubbliche, interventi ambientali e azioni coordinate a livello comunitario, orientate alla creazione di ambienti alimentari scolastici equi, salutari e sostenibili nel tempo (14), confermando il valore del sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE come strumento essenziale per orientare le politiche di sanità pubblica e monitorarne l’impatto nel tempo.

 

 

(*) Stesso contributo.

(**) Componenti del Gruppo OKkio alla SALUTE 2023

Coordinamento nazionale: Paola Nardone, Silvia Ciardullo, Donatella Mandolini, Mauro Bucciarelli, Silvia Andreozzi, Michele Antonio Salvatore, Monica Pirri (Istituto Superiore di Sanità), Angela Spinelli (già Istituto Superiore di Sanità), Daniela Galeone, Maria Teresa Menzano (Ministero della Salute), Alessandro Vienna (Ministero dell’Istruzione e del Merito).

Referenti regionali: Claudia Colleluori, Ercole Ranalli, Manuela Di Giacomo (Abruzzo), Mariangela Mininni (Basilicata); Francesco Lucia, Dario Macchioni, Nicolas Cartolano, Anna Domenica Mignuoli (Calabria); Vincenzo Giordano, Raffaela Errico, Fabio Iavarone (Campania); Marina Fridel, Serena Broccoli, Paola Angelini (Emilia-Romagna), Federica Concina, Paola Pani, Luca Ronfani, Claudia Carletti (Friuli Venezia Giulia); Giulia Cairella, Lilia Biscaglia, Maria Teresa Pancallo (Lazio); Camilla Sticchi, Laura Pozzo, Federica Varlese (Liguria); Corrado Celata, Olivia Leoni, Lucia Crottogini, Claudia Lobascio, Giusi Gelmi, Antonio G. Russo , Lucia Pirrone, Simona Chinelli - USR (Lombardia); Elsa Ravaglia, Stefano Colletta, Giorgio Filipponi (Marche); Stefania Matacchione, Michele Colitti, Ermanno Paolitto (Molise); Marcello Caputo (Piemonte); Pina Pacella, Domenico Stingi, Pietro Pasquale (Puglia); Maria Antonietta Palmas, Noemi Maria Mereu, Patrizia Cadau (Sardegna); Patrizia Miceli, Walter Pollina Addario, Maria Paola Ferro (Sicilia); Giacomo Lazzeri, Laura Aramini, Rita Simi, Emanuela Balocchini (Toscana); Marco Cristofori, Carla Bietta, Salvatore Macrì (Umbria); Anna Maria Covarino (Valle d’Aosta); Federica Michieletto, Mauro Ramigni, Marta Orlando, Erica Bino (Veneto); Antonio Fanolla, Sabine Weiss (Provincia Autonoma di Bolzano); Marta Legnaioli, Maria Grazia Zuccali, Silvia Molinaro, Chiara Mocellin, Laura Battisti (Provincia Autonoma di Trento).

 

 

Conflitti di interesse dichiarati: attualmente presso Unità Operativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione, Dipartimento di Prevenzione, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino, Trento.
Finanziamenti: Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità.
Authorship: tutti gli autori hanno contribuito in modo significativo alla realizzazione di questo studio nella forma sottomessa.
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Data di pubblicazione: maggio 2026