Proposte operative per un corretto inquadramento diagnostico e assistenziale delle Ist

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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni sessualmente trasmesse

Proposte operative per un corretto inquadramento diagnostico e assistenziale delle Ist

Attuare un piano nazionale per il controllo delle Infezioni sessualmente trasmesse (Ist), attivare campagne di informazione e prevenzione delle Ist e promuovere l’offerta attiva del test Hiv a tutti i pazienti con una Ist: sono alcune delle indicazioni emerse durante il convegno “Infezioni sessualmente trasmesse (Ist). Scenari attuali e prospettive future: proposte operative per un corretto inquadramento diagnostico e assistenziale” che si è svolto a Roma il 19 febbraio 2019 come evento finale del progetto biennale “Percorso diagnostico-assistenziale delle Ist: individuazione di criticità ed inappropriatezze nei percorsi; proposte operative di implementazione del sistema territoriale per un corretto inquadramento diagnostico-assistenziale”, coordinato dall’Iss in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e realizzato con il supporto finanziario del ministero della Salute*.

 

L’assistenza in caso di infezione sessualmente trasmessa: criticità e rimedi

Le Ist riguardano una popolazione estremamente eterogenea che, diversamente da altre patologie, non si concentra in centri specifici di assistenza ma si rivolge a una molteplicità di specialisti e strutture sanitarie, pubbliche e private (come il medico di base, il dermatologo, il ginecologo, l’urologo, l’andrologo, il farmacista, l’infettivologo, il consultorio e il laboratorio di microbiologia). La dispersione delle persone con Ist rende difficile descriverne il percorso, dal sintomo alla guarigione, e standardizzare le procedure sanitarie così da ottimizzare tempi, costi ed efficacia dell’intervento medico. L’obiettivo del progetto è stato quindi analizzare il percorso diagnostico-assistenziale delle persone con Ist e migliorare l’assistenza sanitaria in questo settore secondo i bisogni assistenziali del cittadino, al fine di garantire la qualità delle cure, migliorare l’appropriatezza diagnostico-terapeutica e ottimizzare le risorse economiche.

 

Le varie fasi del Progetto

Il progetto è stato articolato in due fasi:

  • durante la prima è stato condotto uno studio retrospettivo che ha coinvolto 4 Unità operative (Uo) di riferimento per la diagnosi delle Ist delle strutture universitarie di Torino, Firenze, Napoli e Palermo. Ogni Uo ha prodotto, utilizzando i dati archiviati di richieste di analisi, un elenco di specialisti infra-struttura, che avevano richiesto accertamenti di laboratorio per le Ist nei 12 mesi precedenti l’inizio dello studio.
  • durante la seconda fase è stato condotto uno studio prospettico che ha portato alla realizzazione di una rete di specialisti infrastruttura (a cui è stata fatta una formazione ad hoc per partecipare al Progetto). Questi specialisti hanno arruolato persone con una diagnosi confermata di Ist e, per ciascun paziente, raccolto (anonimamente) i dati socio-demografici e clinici essenziali e ricostruito, sulla base dell’anamnesi patologica prossima, il percorso già effettuato da ciascuno in termini di visite, indagini microbiologiche e/o sierologiche e terapia per quella particolare Ist. Gli specialisti hanno quindi riportato l’esito degli eventuali ulteriori accertamenti diagnostici e dei trattamenti prescritti al paziente, nonché l’efficacia della terapia valutata attraverso i follow-up. Inoltre, a tutte le persone incluse nello studio è stato proposto il test Hiv e, in caso di esito positivo, il test di avidità anticorpale per valutare se si trattasse di un’infezione Hiv recente.

I risultati dello studio, presentati durante l’evento del 19 febbraio, hanno permesso di fare il punto sui successi ottenuti nei due anni di lavoro:

  • l’attivazione di una rete di specialisti infra-struttura che visitano persone con sospetta Ist e che si sono coordinati per istaurare un approccio multidisciplinare alle Ist
  • la descrizione dei percorsi diagnostico-clinici delle persone con un sospetto di Ist
  • una maggiore promozione del test Hiv tra le persone con Ist
  • l’organizzazione di iniziative locali di formazione e informazione sulle Ist (es. formazione del personale paramedico ed eventi locali di informazione sul tema).

Inoltre l’evento ha promosso le conoscenze e la ricerca relativa ai vari aspetti delle Ist, attraverso due letture magistrali, e una tavola rotonda che ha avuto come tema “l’approccio multidisciplinare” alle Ist con la partecipazione di diversi specialisti del settore.

 

*Il Progetto è stato realizzato con il supporto finanziario del ministero della Salute – fondi capitolo 4310

 

Risorse utili

 



Data di creazione della pagina: 14 marzo 2019

Autore: Barbara Suligoi e Maria Cristina Salfa – Istituto superiore di sanità

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