ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Aspetti epidemiologici: coinfezione tubercolosi/HIV

Secondo quanto riporta il “Global tuberculosis report 2020” dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’8,2% dei 10 milioni stimati di nuovi casi di tubercolosi (Tb) del 2019 si sono verificati in persone HIV positive. Il numero di decessi per Tb nel mondo tra le persone HIV positive è stato di 208 mila.

 

Nel 2019, la percentuale di casi notificati di Tb, di cui era documentato anche il risultato del test HIV era del 69%, in aumento rispetto al 64% del 2018.

 

In Europa

Secondo il “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2021 (2019 data)”, pubblicato a marzo 2021, nella Regione europea dell’OMS, si stima che il 12% di casi incidenti di Tb nel 2019 rappresentino casi di coinfezione TB-HIV. La percentuale di casi di Tb che sono anche HIV-positivi, nel 2019 è stata più elevata in Russia (23%), Turkmenistan (23%) e Ucraina (23%). I primi cinque paesi con il più alto numero assoluto di casi di coinfezione TB/HIV sono stati la Russia (17.000) e l'Ucraina (7800), che insieme arrivano all’82,7% dei casi totali, seguiti da Uzbekistan (880), Kazakistan (680) e Turkmenistan (610).

 

Il 93,5% dei 184.944 casi di Tb (nuove diagnosi e ricadute) notificati nei 39 Paesi che hanno fornito dati di sorveglianza sulle coinfezioni TB-HIV, è stato sottoposto al test per l’HIV. In totale, sono stati identificati 25.060 casi di Tb che risultavano essere anche HIV-positivi (il 14,5% di quelli testati, in lieve aumento rispetto al 13% del 2018). Solo il 75,8% dei casi di coinfezione HIV-TB segnalati in 26 Paesi che nel 2019 hanno fornito dati sul trattamento antiretrovirale (ART), è stato arruolato per il trattamento. Quest’ultimo dato è leggermente aumentato rispetto al 2018 (73,1%), ma molto al di sotto dell'obiettivo dell'OMS di copertura ART universale. Tuttavia, sei dei Paesi Hpc (high prevalence countries) hanno raggiunto una copertura ART di oltre il 90%: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Bulgaria, Georgia e Kazakistan. Dei 17.928 pazienti con coinfezione TB-HIV che hanno iniziato il trattamento nella Regione nel 2018, solo il 51,6% ha ottenuto un esito positivo del trattamento.

 

Nell’UE/SEE, solo 19 Paesi hanno segnalato, nel 2019, dati sulle coinfezioni TB-HIV (in diminuzione da 23 nel 2006 e 2007, 21 nel 2018). La percentuale di casi notificati di Tb in questi Paesi, per cui era documentato anche il risultato del test HIV era del 78%, in aumento rispetto al 64% del 2018. Il 3,1% (n=502) dei 16.088 casi di Tb con status dell’HIV noto, è stato segnalato come HIV-positivo. La proporzione di casi di Tb con coinfezione Hiv è diminuita da 4,6% nel 2015. Dei 501 pazienti con coinfezione TB-HIV notificati nel 2018, solo il 54,9% (dei casi per cui è disponibile il dato) ha ottenuto un esito positivo del trattamento.

 

Qualche dato per l’Italia

Secondo i dati forniti dal Centro operativo Aids (CoA), dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in Italia, dal 1993 si è osservato un aumento costante dei casi di Tb in pazienti con Aids, che sono passati dal 6,8% nel 1993 al 12,3% nel 2017. Dal 1993 al 2017 sono stati notificati 4818 casi di Tb in pazienti con Aids: il 38,5% sono stranieri. Di questi poco più della metà proviene dall’Africa, mentre i restanti provengono prevalentemente dall’America del Sud e dall’Europa dell’Est. La proporzione di stranieri tra i casi di Aids con tubercolosi è aumentata nel tempo passando da 10,7% nel 1993 al 76,2% nel 2017. È aumentata nel tempo anche la quota di pazienti con Aids e tubercolosi che scopre di essere sieropositiva solo al momento della diagnosi di Aids, passando dal 28,2% nel 1996 al 76,6% nel 2017.

 

Secondo il “Tuberculosis surveillance and monitoring in Europe 2021 (2019 data)”, nel 2019, si stimano in Italia 230 casi di HIV tra i casi incidenti di Tb (casi nuovi e ricadute) che corrispondono al 5,4% dei casi incidenti.

 

Data di ultimo aggiornamento della pagina: 6 maggio 2021

Data di creazione della pagina: 22 marzo 2018

Revisione a cura di: Antonietta Filia, Dipartimento Malattie infettive, ISS