Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità



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Ultimi aggiornamenti

31/10/2018 - Dalla Sia un position paper per la gestione di intossicazioni acute e crisi di astinenza

La società italiana di alcologia (Sia) ha pubblicato un position paper sulla diagnosi e il trattamento delle intossicazioni acute da alcol e sulla gestione delle crisi di astinenza. Nel testo vengono illustrati i trattamenti più appropriati nei casi di intossicazione acuta lieve o moderata, di intossicazione acuta grave e di assunzione combinata di alcol e sedativi, con un’attenzione particolare agli effetti delle bevande alcoliche sul metabolismo ancora immaturo degli adolescenti. Inoltre, la Sia ha incaricato una task force di specialisti per stilare le raccomandazioni sul trattamento delle crisi di astinenza, sia lievi che moderate e acute. Per maggiori informazioni leggi l’articolo “Diagnosis and treatment of acute alcohol intoxication and alcohol withdrawal syndrome: position paper of the Italian Society on Alcohol”, pubblicato su Internal and Emergency Medicine il 22 agosto 2018 (pdf 930 kb) e leggi il commento di Emanuele Scafato (Iss).

 

11/10/2018 - Dodici anni di dati Hbsc descrivono il consumo di alcol degli adolescenti europei

Nonostante una tendenza alla riduzione, il consumo di alcol tra gli adolescenti europei si mantiene su livelli pericolosamente alti configurando un grave problema di salute pubblica. Questo il preoccupante messaggio che emerge dall’analisi di 4 rilevazioni/round del sistema di sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc, Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare) nell’arco di 12 anni. I risultati presentati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel rapporto “Adolescent alcohol-related behaviours: trends and inequalities in the WHO European Region, 2002–2014” fanno riferimento alle coorti dei 15enni di 36 Paesi della Regione europea. Leggi il commento ai dati di Emanuele Scafato (Direttore Osservatorio nazionale alcol - Iss, Centro Oms per la promozione della salute e la ricerca sull’alcol).

 

4/10/2018 - Alcol e lotta alle malattie croniche: dalle Nazioni Unite il rilancio degli obiettivi di salute sostenibile

E’ l’alcol il paradigma da cui partire per il rilancio della strategia globale dell’Oms a sostegno del raggiungimento degli obiettivi di salute sostenibili definiti dalle Nazioni Unite. Nell’ambito del 3° meeting di alto livello “Time to deliver”, tenuto in coincidenza della 73a Assemblea generale delle Nazioni Unite il 27 settembre 2018 a New York, l’evento “Alcohol, Ncds and sustainable development” dedicato all’alcol, alle malattie croniche (Ncd, non-communicable diseases) e allo sviluppo sostenibile. L’iniziativa – ospitata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e da alcuni Stati membri e finanziata dall’ Undp (United Nations Development Programme), Unitaf (The United Nations Interagency Task Force on the Prevention and Control of Non-Communicable Diseases), Iogt-International, Global Alcohol Policy Alliance, NCD-Alliance and Vital Strategies – è stata occasione per presentare i dati del “Global status report on alcohol and health 2018” e per presentare “Safer”, il nuovo progetto Oms dedicato alle buone pratiche di contrasto all’alcol. Gli organizzatori sottolineano che il consumo dannoso di alcol non è solo un problema di salute pubblica, ma anche una vera e propria minaccia per i diritti umani e gli equilibri sociali ed economici. Il contrasto al consumo dannoso e rischioso di alcol è uno degli obiettivi dei Sustainable Development Goals (Sdg) che al momento sembra lontano dall’essere raggiunto, anche in Italia sulla base di quanto rilevato dal sistema di monitoraggio Sisma e dei dati prodotti dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss per la Relazione al parlamento (pdf 674 kb) del Ministro alla salute. Nonostante le iniziative adottate a livello globale, regionale e nazionale, le azioni si sono dimostrate inefficaci ed evidentemente non commisurate al rischio potenziale alcol-correlato. I dati parlano chiaro: in media 3 milioni di decessi ogni anno sono legati al consumo di alcol e un drammatico sbilanciamento nella fascia di età giovanile di questi eventi (l’alcol è implicato in circa un quarto dei decessi tra le persone di 20-39 anni) e di esiti di disabilità. L’Oms ha sollecitato gli Stati Membri ad azioni più efficaci e costituito un network di monitoraggio sull’implementazione delle policy che coinvolge il Centro collaboratore per la promozione della salute e la ricerca sull’alcol nella valutazione periodica attarverso uno strumento standardizzato che anche per l’Italia ha mostrato una mancata attivazione della risposta di salute pubblica e la scarsa formazione sull’identificazione precoce e l’intervento breve che l’Osservatorio Nazionale Alcol sta attuando a livello regionale nell’esigenza di estendere e diffondere azioni di prevenzione e controllo già previste dal Piano Nazionale di Prevenzione e da quelli regionali per garantire ambienti e situazioni più sicure, salutari e inclusive per le persone e le comunità attraverso il dialogo e la cooperazione. Per approfondiere consulta le pagine Oms sul "Third United Nations High-level Meeting on NCDs" e la brochure (pdf 458 kb), la nota sul meeting satellite dedicato all’alcol e la pagine Oms su “Safer”. Leggi anche la riflessione di Emanuele Scafato (Iss) sul “Global status report on alcohol and health 2018” e i dati aggiornati sul consumo di alcol nel mondo.

 

27/9/2018 - Alcol e salute, la situazione globale nel report Oms

In tutto il mondo, nel 2016, più di 3 milioni di persone sono morte a causa di un uso dannoso di alcol (il 5,3% di tutti i decessi) e più di tre quarti di queste morti si sono verificate tra uomini. L’uso dannoso di bevande alcoliche è un fattore causale in oltre 200 malattie, incluso il cancro, e di situazioni d’infortunio e incidentalità. L’uso di alcol, ai livelli medi di circa 30 grammi di consumo medio pro capite, genera ogni anno, complessivamente, il 5,1% del carico globale di malattia e infortuni – misurato in anni di vita persi per malattia, disabilità o morte prematura (DALYs, Disability Adjusted Life Years). Sono alcuni dei dati riportati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nell’edizione 2018 del “Global status report on alcohol and health”, documento che presenta un quadro completo del consumo di bevande alcoliche e del carico di malattia attribuibile all’alcol in tutto in mondo e che descrive le azioni dei Paesi per ridurre questo grave problema di sanità pubblica. Leggi la riflessione di Emanuele Scafato (Direttore Osservatorio nazionale alcol, Istituto superiore di Sanità, Centro nazionale dipendenze e doping, Centro Oms per la ricerca sull’alcol).

 

13/9/2018 - Alcol, non ci sono più le soglie di una volta

Non esistono soglie di consumo di alcol, neppure molto basse, considerate sicure per la salute: questo, in estrema sintesi, il messaggio della recente metanalisi di The Lancet – realizzata per il Global Burden of Disease Study – che ha superato la ristretta cerchia della comunità scientifica ed è stato diffuso a tambur battente dai mass media. Un messaggio forte ma, contrariamente a quanto si possa credere, tutt’altro che nuovo, dal momento che già nel 1995 L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dichiarava nella European Charter on Alcohol, condivisa a Parigi da 51 Stati membri, che livelli sicuri non esistono e affermava il valore del criterio “less is better” fondato sulla consapevolezza e il buon senso del consumatore. Leggi il commento di Emanuele Scafato (Direttore Osservatorio nazionale alcol, Istituto superiore di Sanità, Centro nazionale dipendenze e doping, Centro Oms per la ricerca sull’alcol) e l’articolo “Alcohol use and burden for 195 countries and territories, 1990–2016: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2016” pubblicato su The Lancet ad agosto 2018 a cura di GBD 2016 Alcohol Collaborators.

 

24/5/2018 - Le soglie di rischio sono da rivedere

Una recente pubblicazione su The Lancet, frutto della collaborazione di un gruppo di ricerca internazionale, ha ragionato sulle soglie del consumo di alcol a rischio per la salute. L’analisi è stata condotta aggregando i dati di 3 grandi studi di coorte prospettici – l’Emerging Risk Factors Collaboration (Erfc), l’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (Epic) e la UK Biobank Alcohol Study Group – relativi a quasi 600 mila bevitori di 19 Paesi a reddito alto. L’obiettivo dei ricercatori è stato quello di individuare la soglia di consumo di alcol (determinata su base settimanale) associata al minor rischio di mortalità per tutte le cause e di morbidità cardiovascolare, di stimare il rischio per un consumo di 100 grammi (12,5 unità alcoliche a settimana) e di determinare la relazione dose-risposta tra consumo di alcol e rischio. Dopo correzione per i fattori di confondimento, è emersa un’associazione positiva e dose-dipendente tra consumo di alcol e mortalità. Inoltre è risultato che la soglia di rischio di mortalità si colloca a livelli inferiori di quelli considerate sicuri. In particolare, già il consumo settimanale di 100 grammi – ben sotto la soglia raccomandata in molti Paesi, Italia compresa e in linea con la soglia recentemente abbassata nel Regno Unito – comporta, rispetto al non consumo, un aumento significativo del rischio di ictus (hazard ratio 1,14), di malattia coronarica, infarto acuto del miocardio escluso (hazard ratio 1,06), di scompenso cardiaco (hazard ratio 1,09), di ipertensione arteriosa con esito fatale (hazard ratio 1,24) e di aneurisma con esito fatale (hazard ratio 1,15). Solo per l’infarto del miocardio non fatale è stato individuato un modesto effetto di riduzione del rischio (hazard ratio 0,94), di difficile interpretazione alla luce dei dati complessivi. Questi risultati si traducono, in termini di riduzione dell’attesa di vita a partire dai 40 anni, in 6 mesi in meno per chi consuma mediamente 100-200 grammi di alcol a settimana, 1-2 anni in meno per chi si colloca entro consumi medi di 200-350 grammi a settimana, 4-5 anni per chi supera i 350 grammi a settimana. Portano inoltre a concludere che non esiste una soglia sotto la quale il rischio del consumo alcol-correlato si annulla e suggeriscono la necessità di rivedere i limiti di consumo alcolico raccomandati dalle linee guida. Leggi il lavoro “Risk thresholds for alcohol consumption: combined analysis of individual-participant data for 599 912 current drinkers in 83 prospective studies” pubblicato su The Lancet (2018;391:1455-548) (pdf 4,3 Mb) e consulta le pagine di EpiCentro dedicate all’Alcohol Prevention Day (Apd 2018).

 

16/5/2018 - Alcohol Prevention Day 2018

Si è svolta oggi all’Istituto superiore di sanità (Iss) l’edizione 2018 dell’Alcohol Prevention Day (Apd). L’evento, organizzato dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss, è dedicato all’aggiornamento tecnico-scientifico ed epidemiologico delle tendenze in atto a livello nazionale e internazionale, offrendo un’occasione di confronto sulle tematiche alcol-correlate. Dalla giornata è emerso un consolidamento dei modelli di consumo occasionale e fuori pasto che alimentano il binge drinking, il consumo dannoso e il ricorso ai servizi sanitari. Sottolineata la necessità di rilanciare la prevenzione alcologica. Consulta le pagine dedicate.

 

10/5/2018 - L’alcol in Italia: un rischio da prevenire per 9 milioni di italiani

Dei circa 35 milioni di consumatori di bevande alcoliche più di 8,6 milioni (il 23,2% dei maschi e il 9,1% delle femmine sopra gli 11 anni di età) sono consumatori a rischio che devono essere oggetto di interventi di salute pubblica di contrasto a comportamenti alcol-correlati rischiosi o dannosi per la salute. Tra questi ci sono circa 800 mila minori, ai quali la vendita e somministrazione di bevande alcoliche sarebbe vietata sino ai 18 anni, altrettanti giovani sino ai 24 anni di età e 2,7 milioni di anziani. Il binge drinking è la modalità prevalente per gli 1,7 milioni di giovani: riguarda il 17% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, dei quali il 21,8% maschi e l’11,7% femmine. L’esposizione all’alcol è causa di circa 41 mila accessi nei Pronto soccorso e di 57 mila ricoveri ospedalieri. Questi alcuni dei dati della relazione annuale che il ministro della Salute produce ai sensi della Legge n. 125 del 30 marzo 2001. Inoltre, in occasione dell’Alcohol Prevention Day previsto il 16 maggio a Roma, verranno riaggiornate le stime da parte dell’Istat e dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss che confermano l’enorme impatto che tutte le bevande alcoliche hanno sugli italiani. Leggi su Epicentro l’approfondimento di Emanuele Scafato (direttore dell’Osservatorio nazionale alcol, Centro nazionale dipendenze e doping, Centro Oms per la ricerca sull’alcol) e scarica la “Relazione del ministro della Salute al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della Legge 30.3.2001 n. 125 - Legge quadro in materia di alcol e problemi alcol correlati” (pdf 2,8 kb).

 

10/5/2018 - Guadagnare Salute su Epicentro

Sono disponibili su una nuova sezione di EpiCentro i materiali del programma nazionale “Guadagnare Salute - Rendere facili le scelte salutari”. L’obiettivo è quello rendere fruibili agli operatori sanitari ma anche a tutti gli stakeholder informazioni e strumenti messi a punto nel corso di oltre 10 anni sulla prevenzione delle malattie croniche degenerative attraverso stili di vita salutari. Consulta la presentazione a Guadagnare Salute.

 

24/4/2018 - Alcohol Prevention Day 2018 - International Workshop

Anche quest’anno l’Osservatorio nazionale alcol e il Centro collaborativo dell’Organizzazione mondiale della sanità per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi alcol-correlati dell’Istituto superiore di sanità, organizzano a Roma L’Alcohol Prevention Day (Apd). Il convegno si terrà il 16 maggio 2018 presso l’Aula Pocchiari e rappresenterà un momento di raccolta di tutte le iniziative svolte nel corso del Mese di prevenzione alcologica. Per maggiori informazioni scarica il programma provvisorio (pdf 116 kb) e per iscriverti utilizza il modulo (pdf 254 kb) da inviare per mail (alcol@iss.it) o per fax (0649904193).

 

22/3/2018 - Alcol, giovani, calcio o sport: al via un progetto europeo dedicato

Entrare in contatto con gli stakeholder internazionali, per cercare di rilevare conoscenze, attitudini e percezioni sull’impatto dell’alcol nei luoghi deputati allo sport (soprattutto il calcio) e produrre linee guida per ridurre il rischio alcol-correlato tra i giovani: è l’obiettivo del progetto europeo Fyfa - Focus on Youth Football and Alcohol, tradotto in italiano come “Alcol, giovani, calcio o sport: come trasformare la cultura dello sport in uno strumento di prevenzione e promozione della salute?”. Il progetto, primo del suo genere, vede la partecipazione di partner da vari Paesi europei, tra cui l’Istituto superiore di sanità che attraverso l’Osservatorio Nazionale Alcol e il Centro Collaboratore Oms per la ricerca sull’alcol guida la survey europea con i principali interlocutori istituzionali, calcistici, sportivi e associativi con la finalità di utilizzare i contesti di aggregazione sportiva come i football club, per veicolare interventi e iniziative, e sollecitare l’adozione di politiche finalizzate a innalzare il livello di protezione dei minori verso l’alcol, soprattutto nei contesti in cui i più giovani possono essere sottoposti a pressioni dirette e indirette alla cultura del bere. Per maggiori informazioni visita il sito del progetto e segui il canale YouTube.



 

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