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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Apd 2009: i numeri e le dimensioni del problema



23 aprile 2009 - L’abuso di alcol in Italia continua a rappresentare un problema, in particolare per i giovani e i giovanissimi, fra i quali è sempre più diffusa l’abitudine del binge drinking (bere per ubriacarsi). Se sino a qualche anno fa l’ubriacatura poteva essere considerata come un fenomeno episodico riferibile a un numero ristretto di individui solitamente adulti, oggi rappresenta un evento molto frequente nel fine settimana, in particolare tra i minorenni.

 

I dati e le conclusioni sono contenuti nel rapporto “Il rischio alcol in Italia” (pdf 1 Mb), presentato all’Alcohol prevention day 2009 e realizzato dall’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps e dal Centro collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol correlate dell’Istituto superiore di sanità.

 

Guarda anche il set di diapositive, a cura di Emanuele Scafato: “Alcol e giovani. I rischi e le tendenze” (pdf 1 Mb).

 

Alcol e giovani

Sono 1 milione e 500 mila i giovani, tra gli 11 e i 24 anni, a rischio alcol in Italia e le ragazze sono le più esposte. Tra i minorenni ha un consumo di alcol dannoso e rischioso, il 22,4% dei ragazzi e il 13% delle ragazze. Nella fascia di età 19-24 anni è a rischio il 25,3% dei maschi e il 10,4% delle femmine. Se per i minorenni i tassi di abuso di alcol più elevati si registrano in Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto, per i giovani di 19-24 anni le Regioni con un maggior numero di bevitori a rischio sono: Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Liguria e Trentino Alto Adige.

 

In crescita anche i dati sull’alcoldipendenza fra i giovani: nel 2005 i minori di 20 anni alcoldipendenti sono lo 0,7% dell’utenza dei servizi (contro lo 0,5% del 2003), mentre fra i 20 e i 29 anni sono l’11% (contro il 9,1% del 2003). In dieci anni, dal 1996 al 2006 il numero degli alcoldipendenti in carico ai servizi è aumentato del 187%, con un incremento medio annuo del 19%.

 

Il consumo del fine settimana

Il 41,7% dei ragazzi e il 20,8% delle ragazze al di sotto dei 18 anni si ubriaca nel week-end. Le cifre scendono progressivamente man mano che si sale con l’età: nella fascia 19-24 anni sono il 18,8% dei maschi e il 9,4% delle femmine, mentre tra i giovani con più di 25 anni sono il 7,5% dei ragazzi e il 5,5% delle ragazze.

 

Secondo i dati del progetto di prevenzione “Il Pilota” realizzato nelle discoteche dall’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità in collaborazione con la Società italiana di alcologia, al contrario di quanto osservato negli anni 2006 e 2007, il vino viene spesso consumato durante i fine settimana per procurarsi l’ubriacatura ed è senza dubbio una delle bevande preferite delle ragazze al di sotto dei 18 anni. Originariamente diffusa soprattutto in Paesi coma la Spagna, l’abitudine al consumo collettivo di vino in luoghi pubblici o all’aperto, è ora riscontrabile anche nelle Regioni italiane settentrionali.

 

Condivisa sia dai giovani sia dai giovanissimi una spiccata tendenza al policonsumo e l’elevata quantità di alcol assunta in un’unica sera del fine settimana. I maschi con meno di 18 anni consumano in una serata quasi 5 bicchieri, le coetanee arrivano fino a 6. Se con l’avanzare dell’età questi valori diminuiscono significativamente per le femmine, per i maschi i consumi rimangono pressoché invariati.

 

Le ricadute dell’abuso di alcol sono gravi anche in termini di salute: secondo le stime congiunte del Centre for Addiction and Mental Health della Toronto University e dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss, entro i prossimi anni l'alcol alla guida rappresenterà dopo il cancro la

principale causa evitabile di disabilità, morbilità e mortalità prematura in Italia.

 

Alcol e sicurezza stradale

In Europa, come in Italia, l’alcol alla guida è la prima causa evitabile di morte tra i giovani. Le statistiche rilevano come i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni siano quelli per i quali è più elevato il rischio di determinare o subire un incidente. L'esperienza de “Il Pilota”, di cui sono stati presentati i risultati del 2008, evidenzia come siano migliorate le conoscenze e la consapevolezza dei giovani in merito alla quantità di alcolici che contribuiscono a superare il limite alcolemico di 0,5 alla guida. Il 90% circa dei ragazzi promuove il progetto del "Pilota" definendolo adeguato alle esigenze dei giovani e utile a determinare un incremento di consapevolezza che può salvare la vita.

 

Le rilevazioni effettuate nel 2008 dal sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) indicano che più di un italiano su dieci, tra coloro che consumano alcolici, si mette alla guida dopo aver bevuto almeno due bicchieri di vino o due lattine di birra. Anche se si tratta di un’abitudine diffusa in tutto il Paese, sono nette le differenze nei consumi tra Regioni del Nord e del Sud: in Basilicata, per esempio, nella Provincia di Matera questo valore scende al 5%, mentre in Valle d’Aosta arriva al 16%. Più in generale, poco meno di due terzi della popolazione adulta tra 18 e 69 anni consuma abitualmente alcolici: il 16% di loro è un bevitore ad alto rischio. I controlli sistematici delle Forze dell’ordine con etilotest, strumento efficace contro la guida in stato di ebbrezza, sono ancora poco diffusi e sembrano indirizzati più sui giovani, anche se il fenomeno riguarda tutte le classi di età. Per i dettagli, consulta l’approfondimento sui dati Passi 2008 relativi ad alcol e sicurezza stradale.

 

Scarica il rapporto (pdf 1 Mb) dell’Osservatorio nazionale alcol e del Centro collaboratore Oms.

 

Consulta anche il primo piano sul sito dell’Iss.