Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

Convegni nazionali

Venezia, 21-22 giugno 2012

Se la salute è (anche) un gioco: l’animazione in Campo San Geremia

 

Cosa intendiamo con il termine “salute”? Che cosa vuol dire essere in salute? Le città che abitiamo sono progettate per promuoverla? In che modo possiamo favorire uno stile di vita sano? Come e perché le nostre scelte private possono condizionare quelle degli altri? Domande e risposte complesse, che si sono mescolate al fiume di turisti e veneziani di passaggio in Campo San Geremia, a pochi passi da Santa Lucia, durante la due giorni di Venezia.

 

L’idea alla base del progetto: dar vita a uno spazio ludico, dinamico e interattivo, per capire e discutere i temi chiave del programma nazionale Guadagnare Salute. Per cambiare prospettiva sulle abitudini che accompagnano la nostra quotidianità e imparare a scegliere, sempre più e meglio, ciò che ci fa stare bene. Lo strumento del gioco ha favorito il coinvolgimento della cittadinanza: sono state circa un centinaio le persone che, incuriosite, si sono fermate e hanno assistito o partecipato. Nella sua immediatezza il gioco ha permesso di veicolare contenuti e dinamiche complesse, rivelandosi così come una risorsa nuova e originale a supporto della promozione della salute.

 

Una città di salute

A colorare Campo San Geremia è stato un labirinto, messo a terra nell’intento di riprodurre il dedalo di una grande città. Ai quattro angoli del piano di gioco, quattro pedine per i concorrenti che, destreggiandosi nel meccanismo di tessere mobili, si sono adoperati per raggiungere gli obiettivi di salute loro affidati.

 

L’idea di un gameboard in tutto simile al tessuto cittadino, fatto di vie, strade e calli, e per di più mobili, ha comunicato in modo efficace quanto le scelte di ogni singolo cittadino possano essere determinanti nella costruzione di uno stile di vita sano e condiviso. Anche perché ogni movimento di tessere nel gioco rimescolava continuamente le giocate degli altri partecipanti: proprio come capita con le scelte private, capaci di influenzare il sistema salute della nostra famiglia, dei nostri conoscenti, della comunità e della società in cui viviamo.

 

Per i più piccoli, invece, è stato allestito un vero e proprio laboratorio di manualità. Partendo da una rete da cantiere, anch’essa piuttosto simile a uno stradario metropolitano, i bambini hanno costruito una loro personalissima città della salute. Con strisce di stoffa colorate, spago e altri materiali su cui campeggiavano immagini e parole di salute, hanno cucito e intrecciato le griglie riproducendo originalissimi edifici, scuole, parchi, case.

 

Come dire: anche per la salute, non c’è nulla di più serio del gioco.

 

Guarda la clip video (zip 44 Mb)

 

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