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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Informazioni generali

Lo iodio è un elemento chimico appartenente al gruppo degli alogeni, scoperto nel 1811, diffuso in natura ma sempre presente in percentuali molto ridotte. Sotto forma di ioduro, si trova in piccola quantità nelle acque marine ed è piuttosto abbondante, come iodato di sodio, in alcuni depositi salini.

 

Utilizzato anche come disinfettante, nella tintura di iodio, svolge un’importante azione preventiva nei confronti di una serie di malattie, tra cui principalmente quelle tiroidee. L’organismo umano infatti concentra lo iodio nella tiroide, dove entra nella formulazione di due ormoni, triiodiotironina (T3) e tiroxina (T4), che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso centrale e dell’accrescimento e, nella vita adulta, nel mantenimento dell’equilibrio metabolico.

 

Problemi sanitari da carenza di iodio

La carenza nutrizionale di iodio costituisce uno dei più gravi problemi di salute pubblica secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Per il ruolo svolto dagli ormoni tiroidei, gli effetti della carenza di iodio possono interessare tutte le fasi della vita, anche se gravidanza e prima infanzia rappresentano le fasi in cui gli effetti possono essere più gravi. Questo perché gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo importantissimo nello sviluppo del sistema nervoso centrale che inizia durante la vita fetale e continua nei primi anni dopo la nascita. La tiroide fetale comincia a funzionare intorno alla 12° settimana di gestazione per cui nei primi 3 mesi di gestazione sono gli ormoni materni che, attraversando la placenta, garantiscono adeguati livelli circolanti di ormoni tiroidei a livello fetale. Pertanto, un adeguato apporto iodico in gravidanza e, di conseguenza, una buona funzionalità tiroidea materna garantiscono la condizione di eutiroidismo anche al feto. Un adeguato apporto nutrizionale di iodio è importante anche durante l’allattamento perché la ghiandola mammaria, solo durante l’allattamento, è in grado di catturare lo iodio dal circolo e di trasferirlo al latte materno e, quindi, al neonato.

 

Nelle sue forme più gravi, la carenza iodica può portare a cretinismo, una condizione raramente riscontrata in Europa, ma rimangono tuttavia presenti aree con carenza iodica lieve o moderata che comporta deficit cognitivi e neuropsicologici minori.

 

Secondo le stime attuali, un neonato su 1200-1400 nasce con una forma di malattia tiroidea. In età adulta, le donne sono molto più soggette alle malattie tiroidee rispetto agli uomini: una donna ha il 20% di possibilità di sviluppare problemi alla tiroide nel corso della sua vita.

 

Dove si trova

La corretta funzione della ghiandola tiroidea è garantita da un adeguato apporto nutrizionale di iodio. L’apporto giornaliero necessario è stimato in 150 mcg/giorno per un adulto. Tuttavia, la presenza di questo elemento negli alimenti e nelle acque è molto variabile e spesso troppo scarsa rispetto ai fabbisogni umani. Lo iodio è contenuto soprattutto nel pesce di mare, nei crostacei, nei molluschi e nei prodotti caseari. Il contenuto di iodio è invece molto scarso nelle verdure e nella frutta.

 

Una profilassi iodica può aiutare nella prevenzione del gozzo endemico e degli altri disordini da carenza iodica. La profilassi consiste in misure semplici come l’assunzione di sale iodato. Nel nostro Paese il sale iodato è fortificato con 30 mg di iodio per chilo di sale.

 

Nutrizione iodica nel mondo e in Italia

L'OMS e lo Iodine Global Network (IGN) valutano lo stato di nutrizione iodica a livello mondiale. Attualmente, i dati IGN aggiornati a giugno 2020 segnalano 115 Paesi con adeguata nutrizione iodica e 23 con insufficiente apporto di iodio (in Europa: Finlandia, Germania, Norvegia).

 

L’Italia ha recentemente raggiunto la condizione di iodosufficienza grazie all’approvazione della Legge n.55 del 2005, che ha introdotto un programma di iodoprofilassi su base volontaria, e grazie a un’attenta azione di monitoraggio realizzata dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia-OSNAMI.

 

Risorse utili

 

Data di ultimo aggiornamento: 27 maggio 2021

Revisione a cura di: Antonella Olivieri, Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia (OSNAMI) - ISS