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a cura dell'Istituto superiore di sanità

malaria

Aspetti epidemiologici

In Italia

 

Gli ultimi dati relativi alla sorveglianza e alla casistica nazionale della malaria importata in Italia nel periodo 2013-17, presentati al XXX Congresso nazionale della Società italiana di parassitologia (Milano, 26-29 giugno 2018), richiamano alla necessità di includerla nell’attuale potenziamento della sorveglianza delle malattie trasmesse da vettori. Anche in Italia infatti, al pari di altri Paesi dell’Unione europea, per far fronte ai mutamenti a cui sta andando incontro la nostra società (come viaggi e commerci internazionali, cambiamenti climatici e ambientali, flussi migratori) si deve porre la massima attenzione verso una sorveglianza continua di queste malattie per la presenza sul territorio di specie di vettori competenti.

 

Per quanto riguarda la malaria, in Italia continuano a essere presenti zanzare del genere Anopheles, potenziali vettori di malaria, principalmente appartenenti al complesso maculipennis. In particolare, Anopheles labranchiae, che storicamente è stato il vettore maggiormente implicato nella trasmissione delle infezioni plasmodiali nel nostro Paese, è ancora ampiamente diffuso lungo le coste delle Regioni centro-meridionali e delle isole maggiori, dove può raggiungere anche densità rilevanti.

 

Sistema di notifica

Nel nostro Paese la malaria è soggetta a notifica obbligatoria e il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità hanno l’incarico di mantenere un Sistema di sorveglianza nazionale per la valutazione annuale della situazione epidemiologica dei casi importati, e per poter intervenire prontamente sul territorio in caso di sospetti eventi autoctoni (Figura 1).

 

 

Alcuni dati

Nel periodo considerato sono stati confermati 3805 casi di malaria (estremi 677-888) con una distribuzione non uniforme tra le Regioni (Figure 2 e 3).

 

 

 

Dodici casi sono risultati di origine autoctona di cui 7 si sono verificati nell’estate del 2017, in particolare: 4 erano casi indotti (causati da eventi accidentali quali trasfusioni o altra forma di inoculazione parenterale come trapianti, infezioni nosocomiali ecc.) e 8 considerati criptici poiché non è stato possibile stabilire l’esatta modalità e luogo di trasmissione. Il gruppo di popolazione più colpito è stato quello degli stranieri regolarmente residenti, mentre gli italiani rappresentano circa il 17% dei casi. Sono stati segnalati 8 decessi, di cui 5 solo nel 2017.

La malaria più frequentemente riscontrata, acquisita principalmente in Africa sub-sahariana, è quella da Plasmodium falciparum. Tuttavia, rispetto ad analisi precedenti, nel quinquennio 2013-17 è stato osservato un certo incremento dei casi e delle recidive da P. vivax (Figura 4).

 

 

Malaria d’importazione

L’analisi dei casi nel periodo considerato ha mostrato un incremento negli ultimi due anni (Figura 3).

Il maggior numero dei casi di malaria d’importazione si è registrato tra gli stranieri (83%). Tra questi, l’81% dei casi si è verificato tra gli immigrati regolarmente residenti (in seguito ai viaggi che compiono nei loro Paesi d’origine) e il 13% tra i migranti al primo ingresso (rifugiati e migranti economici) (Figura 5).

 

 

Punti chiave

  • È fondamentale fornire raccomandazioni adeguate ai viaggiatori diretti verso Paesi in cui la malaria è endemica, in particolare agli immigrati regolarmente residenti, che continuano a essere la popolazione più a rischio.
  • La distribuzione non uniforme delle notifiche tra le varie Regioni rappresenta una criticità importante. Una maggiore sensibilizzazione dei servizi sanitari locali verso la segnalazione dei casi renderebbe di fatto il sistema di sorveglianza più affidabile ed efficace.

 

Risorse utili

 

Data di ultimo aggiornamento della pagina: 30 maggio 2019

Revisione a cura di: Daniela Boccolini, Carlo Severini, Luigi Gradoni - Dipartimento di malattie infettive, Iss

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