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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Aspetti epidemiologici

La rosolia è presente in tutto il mondo e l’uomo è l’unico ospite noto. Grazie alla vaccinazione estesa, la sua incidenza è notevolmente diminuita in molti Paesi e la Regione delle Americhe ha eliminato la rosolia nel 2009. Dal 2011, in Italia esiste un obiettivo di eliminazione della rosolia e della rosolia congenita, in accordo con gli obiettivi della Regione europea dell’Oms.

Secondo i dati pubblicati dall’Oms a gennaio 2019, nei 53 Paesi della Regione europea, sono stati segnalati nel 2018 10.976 casi di rosolia.

 

I numeri in Italia

Per rimanere aggiornato sui casi di rosolia postnatale e di rosolia congenita in Italia consulta i bollettini periodici “Morbillo & Rosolia News” e “Rosolia congenita & in gravidanza News”.

In Italia l’incidenza della rosolia postnatale è rimasta presocché stabile dal 1971 al 1996, con epidemie cicliche che si verificavano ogni 4-6 anni, in cui venivano registrati da 30.000 a 60.000 casi annui. L’incidenza è diminuita notevolmente a partire dalla fine degli anni Novanta, dopo l’introduzione della vaccinazione universale.

 

La Figura mostra il numero di casi segnalati al sistema nazionale di sorveglianza integrata morbillo-rosolia dal 2013, data di introduzione della sorveglianza, ad agosto 2019. Sono stati segnalati 252 casi di rosolia (possibili, probabili e confermati) di cui 65 nel 2013, 26 nel 2014, 27 nel 2015, 30 nel 2016, 68 nel 2017, 20 nel 2018 e 16 da gennaio ad agosto 2019. Il 50% dei casi notificati è stato confermato in laboratorio. L’età mediana dei casi nel 2019 è 27 anni.

 

Casi di rosolia postnatale segnalati in Italia dal 1 gennaio 2013– 31 agosto 2019, per mese di insorgenza dei sintomi.

 

 

Per quanto riguarda la rosolia congenita, da gennaio 2005 (da quando è attivo il sistema di sorveglianza nazionale per rosolia congenita e infezioni rubeoliche in gravidanza) sono stati segnalati 88 casi di cui 80 confermati e 8 probabili; nel 2017 sono stati segnalati e confermati 2 casi, mentre nel 2018 è stato registrato un caso importato d’infezione congenita.

Dal 2005, si sono verificati due picchi di segnalazioni, uno nel 2008 (30 casi, incidenza 5,2 per 100.000 nati vivi) e il secondo nel 2012 (21 casi, incidenza 3,9 per 100.000 nati vivi). A partire dal 2013 l’incidenza della rosolia congenita è inferiore a 1 caso/100.000 nati vivi.

 

Sorveglianza della rosolia postnatale

In Italia la rosolia è una malattia soggetta a notifica obbligatoria in Classe II (malattie rilevanti perché ad elevata frequenza e/o passibili di interventi di controllo). Inoltre, nel 2013 è stata introdotta la sorveglianza integrata morbillo-rosolia, come evoluzione del sistema di sorveglianza speciale del morbillo avviato nel 2007 (Circolare 20 febbraio 2013 - Istituzione di un sistema di sorveglianza integrato per il morbillo e per la rosolia), che ha permesso di rafforzare la sorveglianza di questa malattia, in termini di tempestività della notifica e completezza dei dati raccolti. Visto che il morbillo e la rosolia colpiscono le stesse fasce di età, hanno una sintomatologia simile e possono essere difficili da distinguere su base clinica, la sorveglianza integrata prevede inoltre che i casi di sospetto morbillo risultati negativi ai test di conferma vengano testati per rosolia e che viceversa, i casi di sospetta rosolia risultati negativi ai test di conferma vengano testati per morbillo.

 

Sorveglianza della rosolia congenita

Per quanto riguarda la rosolia congenita, l’obbligo di notifica è stato in vigore fino al 1991, quando è stato sospeso e reintrodotto con il decreto ministeriale del 14 ottobre 2004. Non esistono pertanto dati di notifica relativi alla rosolia congenita tra il 1991 e il 2004. Dal 2005 è attiva la notifica obbligatoria della rosolia congenita e delle infezioni rubeoliche in gravidanza.

 

La copertura vaccinale in Italia

In Italia, il vaccino anti-rosolia è disponibile dal 1972. Inizialmente la vaccinazione è stata raccomandata solo per le ragazze pre-adolescenti, ma dagli anni 90, con l’introduzione dei vaccini Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR), si è passato alla vaccinazione universale. Attualmente il calendario vaccinale nazionale prevede la vaccinazione obbligatoria con due dosi di vaccino MPR: la prima dose all’età di 12-15 mesi e la seconda dose a 5-6 anni.

 

Nel 2018 la copertura vaccinale nazionale per la rosolia nella coorte 2016 era pari a 93,2%, con all’estremo superiore di copertura la Toscana (95%) e all’estremo inferiore la Provincia Autonoma di Bolzano (70,8%). Sempre nel 2018, la copertura a 18 anni (coorte 2000) era pari a 88,4% per la prima dose e 82,2% per la seconda.

 

Europa

Nella Regione europea dell’Oms, l’eliminazione di morbillo e rosolia rappresenta una delle priorità incluse nel piano di azione sulle vaccinazioni in Europa 2015-2020 (European Vaccine Action Plan 2015-2020 - Evap), adottato a settembre 2014.

 

Secondo l’ultimo report della European Regional Verification Commission for Measles and Rubella Elimination (RVC), nel 2018, 42 dei 53 Stati della Regione hanno interrotto la trasmissione endemica della rosolia per almeno 12 mesi, di cui 39 hanno fornito evidenze di avere raggiunto l’eliminazione. In 11 Paesi, tra cui l’Italia, la rosolia rimane endemica.

 

Per quanto riguarda l’Unione europea (Ue) e lo Spazio economico europeo (See), nel 2018 sono stati segnalati 579 casi di rosolia in 14 Stati. L’Italia è al terzo posto per numero di casi segnalati dopo Polonia (450 casi) e Germania (58 casi).

 

 

Data di ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2019

Revisione a cura di: Antonietta Filia - Dipartimento Malattie infettive, Iss