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a cura dell'Istituto superiore di sanità

tatuaggi

Quadro normativo

Il quadro normativo italiano

In Italia l’attività di tatuaggio non è al momento regolamentata da una specifica legislazione nazionale. L’unico riferimento a livello nazionale è rappresentato dalle Circolari emanate dal ministero della Salute, contenenti le “Linee guida per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza” (Circolari del 5 febbraio 1998 n. 2.9/156 e del 16 luglio 1998 n. 2.8/633).

 

Le Circolari ministeriali danno indicazioni sui requisiti igienici per praticare tatuaggi in sicurezza, prendono in considerazione i rischi di trasmissione di infezioni e di eventuali effetti tossici dovuti alle sostanze utilizzate per la pigmentazione del derma. Prevedono, inoltre, tra le indicazioni finali, l’adeguata formazione degli operatori che eseguono i tatuaggi e l’esigenza di informare gli utenti sul rischio di trasmissione di malattie infettive.

 

A livello locale solo alcune Regioni hanno emanato leggi specifiche per regolare il settore (Toscana, Friuli Venezia Giulia e Marche) e non tutte hanno recepito le Linee guida del Ministero o provveduto a emettere altri provvedimenti normativi.

 

Dal punto di vista degli inchiostri, la tutela del consumatore è assicurata, in ambito nazionale, attraverso il ricorso al Codice del consumo (art. 105 del D. L.vo 6 settembre 2005, n. 206) che rende cogente la Risoluzione europea ResAP (2008)1 del 20 febbraio 2008 e consente la sorveglianza su tutto il territorio nazionale.

 

Le persone che intendono tatuarsi devono rivolgersi a tatuatori qualificati (che operino nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari, in locali autorizzati), essere informati sui rischi per la salute associati al tatuaggio e sottoscrivere il modulo del consenso informato.

 

Relativamente ai limiti di età, è vietato eseguire tatuaggi ai minori di 18 anni senza il consenso informato dei genitori o del tutore. In alcune Regioni è comunque vietato eseguire tatuaggi ai minori di 14 anni (per esempio in Toscana) o addirittura di 18 anni (come per esempio in Sicilia.

 

La formazione dei tatuatori

La Circolare del 5 febbraio 1998 n. 2.9/156, prevede adeguata formazione obbligatoria degli operatori, attraverso i corsi regionali. In Italia, sussiste attualmente una grande variabilità relativamente ai corsi dovuta alla frammentazione normativa in ambito Regionale. Il numero di ore previste per la formazione varia da 14 a 700 a seconda della Regione. Di norma il corso standard, previsto dalle linee guida ministeriali, è della durata di 90 ore. Il livello Eqf (European Qualification Framework) per la qualifica di tatuatore non è uniforme tra le Regioni; è previsto generalmente il livello IV, ma in alcune Regioni viene assegnato il livello III. Pertanto, il quadro nazionale relativamente al profilo di tatuatore risulta essere molto articolato e disomogeneo.

 

Per quanto riguarda l’utilizzo del dermografo, un dispositivo utilizzato per effettuare la micropigmentazione (dermopigmentazione o trucco permanente), il Decreto interministeriale n. 206 del 15 ottobre 2015 prevede una formazione specifica per l’utilizzo del dispositivo, da intendersi aggiuntiva rispetto a quella effettuata per ottenere l’attestato di tatuatore e/o dermopigmentatore.

 

Il quadro normativo europeo

A livello europeo, nel 2008 è stata emanata la Risoluzione europea (ResAP (2008)1 del 20 febbraio 2008) che indica i criteri per la valutazione della sicurezza degli inchiostri per tatuaggi e del trucco permanente (Permanent Make Up, PMU). La risoluzione disciplina diversi aspetti:

  • etichettatura e composizione dei prodotti per tatuaggio e trucco permanente
  • rischi delle sostanze impiegate nella composizione degli inchiostri per tatuaggi e PMU
  • condizioni igieniche necessarie per la pratica del tatuaggio e del PMU
  • obbligo di divulgazione dei rischi sulla salute che i tatuaggi e il PMU possono comportare.

I prodotti per tatuaggi e PMU non devono presentare rischi per la salute o la sicurezza delle persone o l’ambiente. La ResAP(2008) include negli allegati una lista di sostanze chimiche vietate nella formulazione degli inchiostri per tatuaggio e trucco permanente, in quanto cancerogene e mutagene e una lista di sostanze di cui sono riportate le concentrazioni massime e indicazioni sui limiti consentiti. Inoltre, prevede che gli inchiostri siano sterili in confezioni preferibilmente monouso.

 

Sorveglianza e vigilanza

In Italia è attivo un sistema di sorveglianza e vigilanza per verificare il rispetto dei requisiti igienico-sanitari e la conformità con le normative e le linee guida ministeriali. Questo sistema prevede che i controlli vengano eseguiti a livello locale dalle Asl e dalle Agenzie regionali per la protezione ambientale (Arpa), che eseguono in particolare i controlli analitici sugli inchiostri, e a livello nazionale da parte dei Carabinieri Nas (Nucleo antisofisticazioni) e Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera). L’Istituto superiore di sanità (Iss) coordina la rete dei laboratori ed è anche coinvolto nelle analisi di conferma dei dati analitici.

 

Un importante strumento che viene utilizzato in questo ambito è il sistema comunitario d’informazione rapida “Rapex”. Si tratta di un sistema di allarme rapido istituito dall’Unione europea per i prodotti che presentano gravi rischi. In questi casi, ciascun Stato membro informa immediatamente la Commissione sui provvedimenti adottati tramite il sistema Rapex, per lo scambio rapido tra gli Stati membri di informazioni che individuino il prodotto e descrivano i rischi che comporta. Sono previsti provvedimenti restrittivi, tra cui anche il ritiro dal mercato di tali prodotti. Le notifiche Rapex sono pubblicate sulle pagine dedicate del sito web dell’Unione europea.

 

In Italia, il ministero della Salute, nel caso in cui le analisi determinino la presenza di sostanze chimiche nei prodotti per tatuaggio che comportano gravi rischi per la salute, provvede a emanare e pubblicare, sul sito web istituzionale, un “Allarme consumatori”, con tutte le informazioni sul prodotto e sui rischi che comporta, nonché sui provvedimenti adottati.

 

Prospettive ed evoluzione del quadro normativo

Gli esiti dei lavori in ambito europeo hanno portato a decisioni orientate a regolamentare gli inchiostri per tatuaggio in ambito Reach - Regolamento (CE) n. 1907/2006. La Commissione europea ha chiesto all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (European Chemicals Agency, Echa) di preparare una proposta di restrizione delle sostanze chimiche contenute negli inchiostri, mirata a regolamentare gli ingredienti negli inchiostri in modo che siano più sicuri. L’iter prevede l’elaborazione di un emendamento all’Allegato XVII del Regolamento Reach che dovrebbe essere votato entro il 2019 dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Una volta approvato, il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore dopo un anno.

 

Le conseguenze al livello nazionale

L’Echa ha precisato che tutti gli aspetti non contemplati dalla proposta di restrizione possono continuare a essere regolamentati a livello di Stato membro. Ciò implica che i Paesi che non hanno in vigore una legislazione specifica, come nel caso dell’Italia, debbano necessariamente dotarsene. Pertanto nel nostro Paese c’è la necessità di elaborare, aggiornare e sistematizzare in un unico contesto legislativo: le linee guida, le raccomandazioni e altri atti normativi finalizzati a disciplinare, tra gli altri, i requisiti di igiene e di sterilità e le misure per prevenire i rischi di contaminazione microbiologica. Diventa quindi sempre più improcrastinabile l’emanazione di una regolamentazione che abbia anche l’obiettivo di armonizzare sia l’attività che il suo controllo, su tutto il territorio nazionale.

 

In questa ottica, nel 2018 è stato istituito un tavolo tecnico-regolatorio presso il ministero della Salute per la revisione delle linee guida del 1998 e la regolamentazione del settore. In questo contesto è stato elaborato un documento contenente le “Prescrizioni in materia di sicurezza delle pratiche di tatuaggio e trucco permanente”, che potrebbe essere approvato e reso obbligatorio in tutte le Regioni. Alla luce della situazione di frammentazione regionale descritta nel quadro normativo italiano in merito alla formazione, si è aperto recentemente anche un dibattito finalizzato a individuare le competenze e gli standard professionali, cui si riferiscono le attività di tatuaggio e trucco permanente, e di armonizzare il profilo e il livello dell’operatore che esegue tatuaggi, cui abbinare uno standard formativo unico , comune a tutto il territorio nazionale. Ad ottobre 2019, il documento contenente le prescrizioni è stato già approntato ed è al vaglio delle Regioni per valutazione ed eventuali emendamenti.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 17 ottobre 2019

Autori: Antonia Pirrera e Alberto Renzoni - Centro nazionale Tecnologie innovative in sanità pubblica (Tisp), Iss

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