Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

tatuaggi

Rischi infettivi e complicanze

I possibili rischi per la salute associati al tatuaggio e trucco permanente (Permanent Make Up, PMU) possono essere causati dalla contaminazione microbiologica, dalla presenza di sostanze chimiche pericolose negli inchiostri o dalle procedure stesse, quando non vengono eseguite da professionisti preparati, in adeguate condizioni igieniche e in strutture idonee. È fondamentale che, oltre a rispettare le norme di carattere igienico sanitario e di sicurezza relative all’ambiente di lavoro, venga posta massima attenzione alle modalità di esecuzione e alla sicurezza dei materiali e dei colori utilizzati, nonché alla preparazione, all’esperienza e all’abilità del tatuatore.

 

Con la procedura del tatuaggio viene lesa la barriera cutanea e la ferita può anche essere soggetta a infezione, in particolare se non vengono rispettate raccomandazioni appropriate sull’igiene e l’aftercare.

 

L’esecuzione del tatuaggio e del trucco permanente possono dar luogo a 3 potenziali origini di infezioni. In primo luogo, i patogeni possono proliferare per vari motivi: l’inchiostro del tatuaggio può essere contaminato già nella fase di produzione o successivamente, una volta che la bottiglia è stata aperta e utilizzata senza rispettare le norme standard di asepsi. In secondo luogo, la contaminazione potrebbe verificarsi in caso di condizioni igieniche inadeguate al momento del tatuaggio o di utilizzo improprio, come l’uso dello stesso ago o contenitore d’inchiostro per clienti successivi senza una corretta sterilizzazione. I batteri residenziali possono entrare nella pelle durante la procedura di esecuzione del tatuaggio, anche in caso di disinfezione inadeguata dell’area della pelle da tatuare. In terzo luogo, durante il processo di guarigione del tessuto cutaneo lesionato dopo il tatuaggio, i soggetti tatuati spesso avvertono prurito e bruciore e, grattandosi, rischiano di inoculare i microrganismi, infettando la zona tatuata.

 

In generale, possono esserci complicanze infettive, non infettive, acute e croniche. Le reazioni avverse del tatuaggio possono iniziare presto, subito dopo la procedura del tatuaggio, o possono verificarsi in seguito, anche mesi e anni dopo.

 

Gli effetti avversi possono essere suddivisi nelle seguenti categorie:

  • infezioni batteriche e virali
  • infiammazioni asettiche acute
  • reazioni allergiche da ipersensibilità o di tipo autoimmune:
    • reazioni allergiche
    • dermatosi sottostanti, riattivate dal tatuaggio.

Altri effetti che si possono riscontrare sono:

  • disordini della pigmentazione
  • lesioni di nervi con conseguente alterazione della sensibilità o della motricità locale
  • possibile insorgenza di tumori
  • interferenza tra diagnosi e trattamento.

Le infezioni possono essere:

  • locali, quando sono limitate all’area del trattamento. In genere si risolvono senza lasciare alterazioni della cute, ma talvolta possono generare cicatrici deturpanti.
  • sistemiche, quanto danno luogo a manifestazioni generalizzate. In questo caso il microrganismo, dopo essere penetrato nella cute e nel derma profondo, entra nel circolo sanguigno. Molto gravi sono le infezioni da virus dell’epatite B (HBV) e epatite C (HCV) che, oltre a causare una malattia in forma acuta, possono cronicizzare e compromettere la funzionalità del fegato. Anche il virus HIV può entrare nella cute tramite un ago infetto: questo virus è responsabile dell’Aids. Altri microrganismi possono causare patologie cardiache e renali.

Le reazioni allergiche: i tatuaggi provocano di norma delle alterazioni della pelle che possono comportare alcune complicazioni, tra cui:

  • sensibilizzazione e reazioni allergiche con effetti a breve o a lungo termine. Le reazioni allergiche possono manifestarsi, in alcuni casi, con eruzioni cutanee e prurito anche ad anni di distanza
  • reazioni infiammatorie, rigonfiamenti o ispessimenti della pelle o del tessuto sottostante.

Si ricorda che l’allergia al nichel, sostanza contenuta in numerosi coloranti e prodotti, è una reazione frequente nella popolazione generale e che alcuni inchiostri possono contenere sostanze non ammesse perché in teoria tossiche o cancerogene.

 

I tatuaggi o il trucco permanente possono causare gonfiori o bruciature durante esami di risonanza magnetica e i pigmenti a base metallica possono invalidare immagini a scopo diagnostico, come ad esempio i raggi X.

 

Nell’eventualità che si verificasse uno dei casi sopra citati, è opportuno rivolgersi a un dermatologo specializzato o al proprio medico di medicina generale (Mmg).

Nella tabella seguente (tratta dalle linee guida del Friuli Venezia Giulia) sono indicati gli effetti avversi associati al tatuaggio, il relativo quadro clinico e la tempistica di insorgenza dei sintomi.

 

Effetti avversi legati al tatuaggio

Complicanze dopo l’esecuzione di un tatuaggio Presentazione clinica Inizio dei sintomi

Infiammazioni asettiche acute

Dolore, arrossamento, vesciche, gonfiore, prurito, eritema, lieve sanguinamento durante il processo di guarigione, lesioni papulo-nodulari della cute da sovraccarico di pigmento, edema linfatico, pigmentazione della cute attorno all’area tatuata, linfoadenopatia regionale

Immediatamente e nei primi giorni successivi al tatuaggio

Infezioni batteriche

Papule, pustole cutanee superficiali, follicoliti, impetigine, ectima, foruncolosi, erisipela e cellulite dell’intero arto (da streptococcus o staphylococcus aureus).

Infezioni sistemiche con associata gangrena, osteomielite, ascessi epidurali, setticemia, sindrome da shock tossico con prognosi infauste, sono eccezionali, a condizione che non vi sia nessuna patologia cardiaca sottostante, disordini valvolari o patologie precedenti

Ascesso da Mycobacterium e infezioni da Staphylococcus aureus Meticillinoresistenti

Primi giorni successivi al tatuaggio

Da settimane a anni

 

Infezioni virali

Mollusco contagioso, verruca volgare (Molluscum Contagiosum, Papilloma Virus (HPV))

Dopo 2 settimane fino a 10 anni (infezioni latenti da HPV possono riattivarsi in seguito all’esposizione a raggi UV circa 2.5 anni dopo)

 

Epatite B, C, infezione da HIV

Da settimane a mesi

Reazioni allergiche/ da ipersensibilità e autoimmuni

Reazioni allergiche:

 

Dermatite eczematosa

Da 1 a 20 giorni (è più breve in caso di sensibilizzazione precedente)

Fotosensibilizzazione

Dopo esposizione al sole

Reazioni lichenoidi e granulomatosi

Reazioni linfomatose

Iperplasia pseudoepiteliomatosa

Scleroderma e cicatrici

Da settimane a anni

Dermatosi sottostanti riattivate dal tatuaggio:

 

Fenomeno di Kobner

Da una settimana fino a decenni (di solito entro 10-20 giorni)

Sarcoidosi

Lupus eritematoso, lichen planus, vasculiti

Da settimane a anni

Altre dermatosi croniche:

 

morfea, pioderma gangrenoso

Da settimane a anni

Altri effetti secondari

Disordini della pigmentazione

Tumori (iperplasia pseudoepiteliomatosa, cheratoacantoma, carcinoma squamocellulare, carcinoma basocellulare, melanoma, linfoma cutaneo e altri rari tumori cutanei)

Interferenza nella diagnosi e nel trattamento

Da settimane a anni

 

 

Data di creazione della pagina: 17 ottobre 2019

Autori: Antonia Pirrera e Alberto Renzoni - Centro nazionale Tecnologie innovative in sanità pubblica (Tisp), Iss

TOP