Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute

La sorveglianza Passi

Consumo di alcol

Importanza per la salute

 

30 maggio 2013 - Il consumo di alcol è associato a numerose malattie croniche e può creare dipendenza; provoca, inoltre, come effetto immediato, alterazioni psicomotorie che espongono a un aumentato rischio di incidenti stradali, comportamenti sessuali a rischio, infortuni sul lavoro, episodi di violenza. Il danno causato dall’alcol, oltre che alla persona che beve, può estendersi quindi alle famiglie e alla collettività, gravando sull’intera società. [1]

 

Si stima che in Italia siano almeno 30.000 le morti causate dall’alcol, che risulta essere la prima causa di morte tra i giovani fino ai 24 anni di età, in relazione principalmente agli incidenti stradali.[2]

Anche l’impatto economico è notevole: i costi indotti dal consumo di alcol, nei Paesi ad alto e medio reddito, ammontano a più dell’1% del Pil.

 

Raccomandazioni

I rischi di danni alcol-correlati variano in funzione di diversi fattori:

  • la quantità di alcol bevuta abitualmente
  • la quantità assunta in una singola occasione
  • le modalità e il contesto di assunzione dell’alcol
  • le caratteristiche individuali, come età, sesso, condizioni patologiche preesistenti, ecc., che determinano una differente suscettibilità agli effetti nocivi dell’alcol.

L’unico modo per annullare completamente i rischi legati al consumo di alcol è l’astensione.

Tuttavia sono stati individuati livelli e modalità di consumo, che comportano rischi per la salute modesti, tali da poter essere considerati accettabili. Perciò molti istituzioni sanitarie internazionali e nazionali hanno formulato raccomandazioni per chi desidera assumere bevande alcoliche, specificando i limiti di non superare. [3] [4]

 

A differenza di altri fattori di rischio, per l’alcol è appropriato formulare raccomandazioni multiple, articolandole in base alle diverse soglie di consumo accettabile.[5]

 

Il contesto internazionale e italiano

In confronto con gli altri Paesi europei, l’Italia presenta bassi valori di consumo annuo pro-capite di alcol puro (consumato tramite tutti i tipi di bevande alcoliche); nel 2006 è stato in media di 8 litri, mentre negli altri Paesi era di 11 litri. [6]

 

Secondo i dati dell’Ocse, in Italia si è verificato negli ultimi trent’anni un notevole calo del consumo pro-capite di alcol (-50%), mentre nello stesso periodo è sensibilmente aumentato in altri Paesi. [7]

 

L’evoluzione favorevole della situazione in Italia incoraggia a proseguire nelle politiche di contenimento del consumo nocivo di alcol.

 

Come Passi misura il consumo di alcol

Passi misura il consumo di alcol in unità alcoliche standardizzate (UA). Una UA corrisponde a 12 grammi di alcol puro, quantità approssimativamente contenuta in una lattina di birra (330 ml), un bicchiere di vino (125 ml) o un bicchierino di liquore (40 ml), alle gradazioni tipiche di queste bevande.

 

Il consumo alcolico individuale viene stimato tramite domande che indagano il numero di giorni (negli ultimi 30) in cui sono state consumate bevande alcoliche e il numero medio di UA assunte.

 

Questo approccio (detto Quantità/Frequenza) è ampiamente utilizzato nelle indagini di popolazione, come il Brfss americano, [8] perché semplice e accettabile. Tuttavia, bisogna tener presente che tende a sottostimare l’effettivo consumo di alcol.

Viene inoltre richiesto il numero massimo di UA consumate in una singola occasione, sempre negli ultimi 30 giorni.

 

Gli indicatori Passi consentono di monitorare:

  • il consumo di alcol nella popolazione adulta
  • l’assunzione di alcol in condizioni per cui è controindicato
  • le modalità di consumo che comportano un maggior rischio per la salute
  • la consapevolezza e l’attenzione degli operatori sanitari.

Vengono qui elencati i principali indicatori Passi, le cui definizioni dettagliate sono riportate nella scheda dedicata. [9]

  • Prevalenza nella popolazione generale di coloro, che hanno consumato almeno 1 UA nei 30 giorni precedenti dell’intervista.
  • Prevalenza del consumo di alcol:
  • nelle persone con malattie del fegato, e nelle donne in gravidanza (qualunque quantità)
  • entro un’ora prima di mettersi alla guida (2 o più UA).
  • Prevalenza dei consumi a maggior rischio, negli ultimi 30 giorni:
  • abituale elevato: per gli uomini, più di 60 unità alcoliche; per le donne, più di 30 unità alcoliche
  • binge drinking: consumo, anche in una singola occasione, di 5 o più UA (per gli uomini) o 4 o più UA (per le donne)
  • fuori pasto: consumo di bevande alcoliche esclusivamente o prevalentemente fuori pasto.
  • Un indicatore composito, consumo complessivo a maggior rischio, comprende coloro che presentano almeno uno di questi tre comportamenti (consumo abituale elevato e/o binge drinking e/o fuori pasto).
  • Prevalenza degli intervistati:
  • interrogati da un operatore sanitario sul consumo di alcol (tra tutti gli intervistati)
  • consigliati da un operatore sanitario di moderare il consumo (tra gli intervistati con consumo complessivo a maggior rischio).

Politiche di prevenzione del consumo dannoso di alcol a livello internazionale e nazionale

Sia l’Organizzazione mondiale della sanità sia l’Unione europea hanno elaborato strategie per il contrasto al consumo nocivo di alcol. [10] Documenti ufficiali [11] [12] elencano le priorità per la sanità pubblica e suggeriscono le azioni da intraprendere.

 

È stata dimostrata l’efficacia di politiche e normative che intervengono sulle caratteristiche della commercializzazione dell’alcol, in particolare il prezzo, la reperibilità e l’accessibilità del prodotto, eliminando la pubblicità delle bevande alcoliche. Inoltre, le campagne di informazione e i programmi di educazione alla salute giocano un ruolo chiave nella sensibilizzazione sull’argomento, favorendo l’accettazione di politiche e misure rivolte alla riduzione del consumo.

 

Si tratta di un insieme integrato di politiche, che mirano a intervenire sul contesto per rendere più facili le scelte salutari da parte dei cittadini.

 

Questo approccio è stato incorporato nelle strategie adottate dal nostro paese per il contrasto alle malattie croniche, nella cornice del programma “Guadagnare Salute”. [13]

 

Nel Piano nazionale alcol e salute [14] sono fissati gli obiettivi da raggiungere per limitare il consumo nocivo di alcol, poi precisati nel Piano sanitario nazionale 2011- 2013 [15] e nel Piano nazionale della prevenzione 2010-2012, [16] che indica anche le fonti di dati da utilizzare per il monitoraggio, tra cui i sistemi di sorveglianza.

 

Ulteriori approfondimenti

Riferimenti

[1] The Lancet Series on Alcohol and Global Health, 2009

[2] Osservatorio nazionale alcol

[3] Australian National Health and Medical Research Council (NHMRC). Australian guidelines to reduce health risks from drinking alcohol. 2009 

[4] Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione: linee guida per il consumo di alcol

[5] Centers for Disease Control and Prevention. Fact Sheets. Alcohol Use and Health.

[6] Relazione al Parlamento sull’Alcol 2010

[7] OECD Economics of Prevention Expert Group Meeting. The prevention of harmful alcohol use. Paris, 15/03/2011

[8] Behavioral Risk Factor Surveillance System - Questions for 2009: Alcohol Consumption

[9] Passi - Indicatori per il consumo alcolico

[10] Gli indicatori Passi per il consumo alcolico - Politiche di prevenzione

[11] WHO Global Strategy to reduce the harmful use of alcohol 2010

[12] European Commission 2006. An EU strategy to support Member States in reducing alcohol related harm

[13] Ministero della Salute - Guadagnare Salute

[14] Ministero della Salute/CCM - Piano Nazionale Alcol e Salute

[15] Piano Sanitario Nazionale 2011- 2013

[16] Piano nazionale della prevenzione 2010-2012

 

Indicatori Passi: consumo di bevande alcoliche

 

Definizioni operative

 

Che cosa è l’unità alcolica standard

Passi misura il consumo di alcol in unità alcoliche. L’unità alcolica (UA) corrisponde a 12 grammi di etanolo, quantità approssimativamente contenuta in una lattina di birra (330 ml), un bicchiere di vino (125 ml) o un bicchierino di liquore (40 ml), alle gradazioni tipiche di queste bevande.

Quale è il limite del consumo moderato di alcol

I rischi di danni alcol-correlati (immediati e cronici) e di dipendenza alcolica variano in funzione di diversi fattori:

  1. la quantità cumulativa di alcol bevuta, espressa sotto forma di consumo medio giornaliero
  2. la quantità di alcol assunta in una singola occasione
  3. le modalità di assunzione dell’alcol.

Non è possibile stabilire limiti al di sotto dei quali i rischi si annullano.

Per definire il consumo moderato, le istituzioni sanitarie internazionali e nazionali individuano livelli e modalità di consumo, che comportano rischi per la salute modesti, tali da poter essere considerati accettabili.

 

Definizioni di consumatori di alcol e di consumatori a maggior rischio

 

  1. Consumo di alcol è la condizione di un uomo o una donna che ha consumato bevande alcoliche, almeno una volta negli ultimi 30 giorni.
    Il consumo di alcol a maggior rischio è definito, per ciascun sesso, in base alla quantità di alcol abitualmente ingerito e alle modalità di consumo alcolico.

  2. Per quanto riguarda il consumo abituale, diverse istituzioni sanitarie, tra cui i Cdc, fissano i livelli soglia in base al numero di unità alcoliche consumate in media al giorno:

    - soglia del consumo moderato per gli uomini = 2 unità alcoliche (UA) in media al giorno, corrispondenti a 60 UA negli ultimi 30 giorni
    - soglia del consumo moderato per le donne = 1 unità alcolica in media al giorno, corrispondenti a 30 UA negli ultimi 30 giorni.

    Livelli di consumo al di sopra di queste soglie sono classificati come consumo abituale elevato.
    Passi stima il consumo medio di bevande alcoliche tramite domande riguardanti la frequenza dell’assunzione (espressa in giorni/mese) e il numero di UA assunte in media, nei giorni di consumo. Il consumo complessivo mensile viene calcolato moltiplicando questi due valori; dividendo il prodotto per 30 si ottiene il consumo medio giornaliero.

  3. Per quanto riguarda il consumo episodico, l’assunzione eccessiva di alcol in una singola occasione (binge drinking), comporta un sostanziale incremento di rischio di lesioni traumatiche, nonché di altri effetti nocivi.

    Diverse istituzioni sanitarie, tra cui i Cdc, fissano livelli soglia differenti nei due sessi, e precisamente:
    - per gli uomini 5 o più unità alcoliche in una sola occasione
    - per le donne 4 o più unità alcoliche in una sola occasione.

    Livelli di consumo al di sopra di queste soglie sono classificati come “consumo binge”.
    Passi stima il consumo alcolico domanda riguardante l’assunzione in una singola occasione di quantità di alcol superiori alle soglie sopra riportate.

  4. Una modalità di consumo a maggior rischio è l’assunzione di bevande alcoliche fuori pasto, perché determina livelli più elevati di alcolemia, a parità di quantità consumate, e si associa anche a molteplici effetti nocivi cronici.
    L’Oms elenca il consumo fuori pasto tra i fattori, che determinano un aumento della mortalità, e perciò lo include nel calcolo dell’indice “Patterns of drinking score”, che caratterizza sinteticamente il rischio complessivo alcol-correlato.
    L’assunzione negli ultimi 30 giorni di alcol esclusivamente o prevalentemente fuori pasto viene definita consumo fuori pasto.
    Passi stima questa modalità di consumo alcolico tramite una specifica domanda.

  5. Consumo alcolico a maggior rischio è un indicatore composito, che include consumo abituale elevato, consumo episodico eccessivo, consumo fuori pasto: consente di valutare la quota cumulativa di popolazione con un consumo alcolico non moderato.
    Questo indicatore corrisponde alla prevalenza di intervistati, che riferiscono, negli ultimi 30 giorni, un consumo abituale elevato (>2 UA medie giornaliere per gli uomini; >1 UA per le donne) oppure almeno un episodio di binge drinking (>4 UA per gli uomini; >3 UA per le donne) oppure un consumo (esclusivamente o prevalentemente) fuori pasto.

Consulta anche le informazioni generali con le caratteristiche degli indicatori Passi, e gli approfondimenti dedicati.

 

Scheda indicatore: consumo di alcol*

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.:

Numeratore

Persone che, negli ultimi 30 giorni, hanno consumato almeno una unità alcolica standard-

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) sul consumo di bevande alcoliche negli ultimi 30 giorni, esclusi i valori mancanti e i “non so/non ricordo”; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

30 giorni.

Significato per la salute pubblica

Consente di valutare la quota di popolazione che assume abitualmente bevande alcoliche e la quota, complementare, di astemi.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore non permette di individuare, tra gli astemi, coloro che in passato hanno consumato bevande alcoliche (ex-bevitori).

* Nei rapporti nazionali Passi 2007-2010, la denominazione dell’indicatore era “bevitore”. Successivamente è stata modificata perché il termine è potenzialmente associato a stigma sociale.

 

Scheda indicatore: consumo abituale elevato

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Uomini che, negli ultimi 30 giorni, hanno consumato in media >2 unità alcoliche al giorno (cioè >60 UA negli ultimi 30 giorni) + donne che, negli ultimi 30 giorni, hanno consumato in media >1 unità alcolica al giorno (cioè >30 UA negli ultimi 30 giorni).

Attenzione: nel 2007 la definizione di questo indicatore prevedeva un consumo medio giornaliero >3 unità alcoliche per gli uomini e >2 unità alcoliche per le donne. Successivamente è stato necessario modificare l’algoritmo per il calcolo.

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) sul consumo di bevande alcoliche negli ultimi 30 giorni, esclusi i valori mancanti e i “non so/non ricordo”; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

30 giorni.

Significato per la salute pubblica

Il consumo abituale di alcol in quantità non moderate, comporta un incremento del rischio di malattie importanti, quali cirrosi epatica, malattie cardiovascolari e tumorali, ecc.

Limiti dell’indicatore

Le domande utilizzate da Passi per stimare il consumo alcolico abituale si basano sull’approccio quantità/ frequenza, che per la sua semplicità è idoneo a un sistema di sorveglianza, ma tende a sottostimare la prevalenza dei consumi più elevati.

Tuttavia l’indicatore ha dimostrato in analoghe indagini una discreta riproducibilità, per cui appare in grado di valutare in modo attendibile le differenze territoriali di consumo alcolico e l’evoluzione temporale del fenomeno.

* Nei rapporti nazionali Passi 2007-2010, la denominazione dell’indicatore era “Forte bevitore”. Successivamente è stata modificata perché il termine è potenzialmente associato a stigma sociale.

** Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: consumo binge

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Uomini che, negli ultimi 30 giorni, hanno consumato almeno una volta 5 o più unità alcoliche in una singola occasione + donne che, negli ultimi 30 giorni, hanno consumato almeno una volta 4 o più unità alcoliche in una singola occasione.

 

Attenzione: Nel 2007-2009 la definizione di questo indicatore prevedeva il consumo di 6 o più unità alcoliche in una singola occasione, negli ultimi 30 giorni, sia per uomini che per donne

Denominatore

Intervistati che hanno che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) sul consumo di bevande alcoliche negli ultimi 30 giorni, esclusi i valori mancanti e i “non so / non ricordo”; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

30 giorni.

Significato per la salute pubblica

Il consumo episodico eccessivo di alcol comporta un sostanziale incremento immediato del rischio di lesioni traumatiche ed è associato anche con un aumento del rischio di dipendenza e di effetti nocivi cronici.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore non include la frequenza di consumo binge nell’arco del mese ed è costruito sulla base di una domanda, che ha un valore soglia predefinito, per cui non è possibile conoscere la quantità esatta di alcol consumato negli episodi binge.

* Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: consumo fuori pasto*

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone che, negli ultimi 30 giorni, hanno consumato alcol esclusivamente o prevalentemente fuori pasto.

Denominatore

Intervistati che hanno che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) sul consumo di bevande alcoliche negli ultimi 30 giorni, esclusi i valori mancanti e i “non so / non ricordo”; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

30 giorni.

Significato per la salute pubblica

Il consumo di bevande alcoliche fuori pasto determina livelli più elevati di alcolemia, a parità di quantità assunte, e si associa anche a molteplici effetti nocivi cronici.

Il consumo di alcol fuori pasto è uno dei fattori, che determinano un aumento della mortalità a livello di popolazione.

Limiti dell’indicatore

La definizione dell’indicatore non si basa su una soglia di unità alcoliche consumate, ma sulla circostanza che tale comportamento è dichiarato abituale e preferenziale.

Non viene perciò quantificato precisamente il rischio, legato a questa modalità di consumo alcolico, che varia a seconda del numero di unità alcoliche assunte fuori pasto, abitualmente ed episodicamente.

Tuttavia, poiché tale modalità di consumo è maggiormente diffusa nelle persone giovani, più vulnerabili agli effetti tossici dell’alcol, ai fini del monitoraggio di popolazione si assume che anche quantità modeste di alcol fuori pasto siano da considerare potenzialmente nocive.

* Nei rapporti 2007-2010, la denominazione dell’indicatore era: “bevitore fuori pasto”. Successivamente è stata modificata perché il termine è potenzialmente associato a stigma sociale.

 

Scheda indicatore: consumo alcolico a maggior rischio*

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone che, negli ultimi 30 giorni, hanno dichiarato un consumo abituale elevato e/o un consumo binge e/o un consumo  (esclusivamente o prevalentemente) fuori pasto.

Denominatore

Intervistati che hanno che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) sul consumo di bevande alcoliche negli ultimi 30 giorni, esclusi i valori mancanti e i “non so / non ricordo” ; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

30 giorni.

Significato per la salute pubblica

Questo indicatore intende valutare la quota cumulativa di persone, i cui comportamenti sono espressione di un approccio non moderato al consumo alcolico, e che sono perciò esposte ad un maggior rischio.

Limiti dell’indicatore

Questo indicatore aggrega più indicatori, che caratterizzano comportamenti con rischi diversi; non consente perciò di stimare l’impatto complessivo del consumo alcolico sulla salute della popolazione, il cui calcolo richiederebbe più informazioni di quelle raccolte da Passi.

Attenzione: A causa dei cambiamenti avvenuti nelle definizioni di alcune componenti di questo indicatore, va utilizzata cautela nei confronti temporali. Infatti, nel 2008 è cambiata la definizione della componente “forte bevitore” e nel 2010 è cambiata la componente del binge drinking.

* Nei rapporti 2007-2010, la denominazione dell’indicatore era: “bevitore a rischio”. Successivamente è stata modificata perché il termine è potenzialmente associato a stigma sociale.

Gli indicatori Passi per il consumo alcolico

 

24 maggio 2012 - L’alcol rappresenta uno dei principali fattori di rischio di malattie croniche non trasmissibili e di incidenti e può avere effetti devastanti sulla salute degli individui e sulle comunità. Diversi sono i meccanismi con cui l’alcol esercita la sua azione: tossicità acuta, dipendenza, tossicità da esposizione cronica.

 

In Italia e in altre nazioni sono state perciò attivate strategie e programmi, volti a controllare i consumi alcolici e a prevenire gli effetti nocivi, che includono anche la sorveglianza epidemiologica.

 

Diverse sono le fonti da cui si possono ricavare informazioni sul consumo alcolico.

 

Dati di tipo oggettivo, come quelli derivati dalle statistiche di produzione e vendita delle bevande alcoliche, consentono di stimare a livello aggregato il consumo totale e quello medio di una popolazione.

 

È importante però avere informazioni anche sul consumo alcolico individuale, in particolare per valutare la diffusione di comportamenti potenzialmente dannosi, la loro evoluzione temporale e le eventuali associazioni con altre variabili, e per mettere in relazione questi comportamenti con gli esiti di salute. A tal fine sono necessarie le indagini epidemiologiche e i sistemi di sorveglianza.

 

Dal 2007 Passi contribuisce alla prevenzione dei danni alcol-correlati fornendo informazioni sui consumi di bevande alcoliche da parte della popolazione adulta, tramite indicatori, che consentono alle Asl, alle Regioni e – in generale – ai portatori di interesse, di monitorare:

  • la diffusione del consumo di alcol nella popolazione
  • la diffusione delle modalità di consumo che comportano un maggior rischio per la salute
  • la prevalenza del consumo di alcol in gruppi particolarmente vulnerabili
  • la consapevolezza e l’attenzione degli operatori sanitari riguardo a questo problema.

La revisione degli indicatori Passi

Il questionario Passi e gli indicatori di consumo alcolico sono stati elaborati nel 2006. L’esperienza acquisita dal sistema in questi anni e nuove evidenze hanno stimolato un dibattito sull’appropriatezza delle scelte allora effettuate.

 

Nel 2011 un gruppo di lavoro, costituito da coordinatori regionali Passi e componenti del gruppo tecnico nazionale, ha avuto l’incarico di effettuare una revisione di questo argomento. Sono state raccolte evidenze riguardanti gli effetti nocivi dell’alcol e la validità degli strumenti utilizzati dai sistemi di sorveglianza per monitorare il consumo alcolico. Sono state anche esaminate le strategie e i programmi, elaborati a livello internazionale e nazionale, per contrastare i comportamenti a rischio.

 

Sulla base di questi elementi è stato elaborato un documento, che tratta i diversi aspetti del problema. Esso prevede alcune modifiche degli indicatori sinora utilizzati da Passi, al fine di renderli più facilmente comprensibili e utilizzabili, valorizzando le informazioni raccolte su questo tema.

 

Il documento è diviso in più sezioni, ciascuna dedicata ad un obiettivo specifico:

  1. Impatto sulla salute dell’alcol (pdf 154 kb): identificare le modalità di consumo alcolico, che costituiscono rischio per la salute e vanno perciò monitorate
  2. Aspetti metodologici (pdf 96 kb): valutare l’adeguatezza di un’indagine svolta tramite interviste, come Passi, nel monitorare il consumo alcolico nella popolazione
  3. Ridefinizione degli indicatori Passi (pdf 85 kb): scegliere le variabili, derivate dalle domande del questionario, nonché le formule da utilizzare per il calcolo degli indicatori, e definire la terminologia più idonea per denominarli. Un quadro sintetico degli indicatori è riportato in una tabella
  4. Politiche di prevenzione (pdf 162 kb): esaminare i documenti ufficiali sull’argomento (elaborati dalle istituzioni internazionali e nazionali) che descrivono le priorità di politica sanitaria e le azioni da intraprendere per contrastare efficacemente il fenomeno.

 

Pubblicazioni nazionali

 

Report nazionale

Prodotti di comunicazione: schede fronte-retro e report tematici

Riviste nazionali

 

Pubblicazioni locali

 

In questa pagina sono elencate le pubblicazioni locali dedicate esclusivamente al consumo di alcol. Dati sul tema sono però disponibili anche all’interno dei report regionali e aziendali che riassumono i risultati annuali della sorveglianza.

 

Abruzzo

Aziendali

Calabria

Regionali

Aziendali

Campania

Aziendali

Emilia-Romagna

Regionali

Aziendali

Friuli Venezia Giulia

Regionali

Aziendale

Lazio

Regionali

Aziendali

Liguria

Aziendali

Lombardia

Aziendali

Marche

Regionali

Piemonte

Regionali

Aziendali

Provincia autonoma di Trento

  • scarica la scheda tematica “Il consumo di alcol in Trentino (dati 2010/2013)” (pdf 562 kb) che riporta i dati dei sistemi di sorveglianza OKkio alla Salute, Passi, Passi d’Argento e Hbsc, pubblicata dall’Osservatorio per la salute della PA di Trento.

  • scarica la scheda tematica “Il consumo di alcol in Trentino. I dati 2011” (pdf 840 kb) preparata in occasione dell’Alcohol prevention day 2012
  • scarica il documento pubblicato in occasione del convegno nazionale della rete Hph (health promoting hospitals), 1-2 dicembre 2011 a Levico Terme: “Promozione della salute e prevenzione delle malattie croniche: il ruolo dei medici e degli operatori sanitari” (pdf 2,7 Mb). La pubblicazione riassume i dati raccolti in Trentino dal sistema di monitoraggio Passi nel periodo 2007-2010, relativi all’attività di prevenzione delle malattie croniche attraverso la promozione di sani stili di vita da parte del personale medico e paramedico. Scarica il documento (pdf 2,7 Mb) e il comunicato stampa (pdf 25 kb).
  • in occasione della Giornata mondiale contro il fumo 2011, la Provincia autonoma di trento ha prodotto una scheda con i dati 2010 (pdf 105 kb) e una presentazione sull’abitudine al fumo nella Provincia di Trento (pdf 411 kb).
  • in occasione dell’Alcohol Prevention Day 2011, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) di Trento pubblica una scheda tematica (pdf 111 kb) e due presentazioni sul consumo di alcol (pdf 380 kb) e su alcol e guida (pdf 429 kb). Sono disponibili anche 2 capitoli del rapporto 2010 della Provincia autonoma di Trento: alcol (pdf 213) e alcol e guida (pdf 164 kb)
  • in occasione dell’edizione 2010 dell’Alcohol Prevention Day, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) di Trento pubblica una scheda sintetica (pdf 110 kb) e una presentazione (file ppt) con il quadro della situazione aggiornato al 2009
  • Passi per Guadagnare salute (pdf 456 kb), report 2009 sui quattro ambiti di Guadagnare salute

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