Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: consumo di alcol

 

A colpo d’occhio

  • La maggioranza della popolazione italiana non beve alcol (44%) o beve moderatamente (39%). Tuttavia, si stima che più di 1 adulto su 6 abbia abitudini di consumo considerate a “maggior rischio” per quantità o modalità di assunzione (con maggiore diffusione nelle Regioni settentrionali).
  • A differenza di altri fattori di rischio comportamentali, il consumo di alcol è più diffuso nelle persone con nessuna difficoltà economica e più alti livelli di istruzione.
  • Secondo i dati Passi solo una minoranza dei medici e degli altri operatori sanitari si informa riguardo al consumo di alcol dei propri assistiti.
  • Decisamente elevata è la proporzione di persone che assumono alcol, pur avendo una controindicazione assoluta (pazienti con malattie del fegato e donne in gravidanza).
  • Per quanto riguarda gli interventi finalizzati a ridurre i danni causati dall’alcol, è stata dimostrata l’efficacia di politiche e normative che intervengono sulle caratteristiche della commercializzazione dell’alcol, in particolare il prezzo, la reperibilità e l’accessibilità del prodotto.
  • Inoltre, le campagne di informazione e i programmi di educazione alla salute giocano un ruolo chiave nella sensibilizzazione sull’argomento, favorendo l’accettazione di politiche e misure rivolte alla riduzione del consumo.

Nota: Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti; infine, l’elemento innovativo introdotto nel 2011 è quello dei trend temporali, attraverso l’analisi delle serie storiche, per il quadriennio 2008-2011, costruiti sul pool omogeneo (pool di Asl che hanno partecipato continuativamente alla rilevazione nell’arco di tempo 2008-2011).

 

24 maggio 2012 - Nell’ambito della promozione di stili di vita sani, il consumo di alcol ha assunto un’importanza sempre maggiore, perché l’alcol è associato a numerose malattie: cirrosi del fegato, malattie cardiovascolari e tumori, malattie neuropsichiatriche, problemi di salute materno-infantile, ecc. Inoltre, il consumo di alcol può creare dipendenza e provoca, come effetto immediato, alterazioni psicomotorie, che espongono a un aumentato rischio di incidenti stradali, comportamenti sessuali a rischio, infortuni sul lavoro, episodi di violenza. Il danno causato dall’alcol, oltre che alla persona che beve, può estendersi quindi alle famiglie e alla collettività, gravando sull’intera società. Anche l’impatto economico è notevole: si stima che i costi indotti dal consumo di alcol, nei Paesi ad alto e medio reddito, ammontino a più dell’1% del Prodotto interno lordo.

 

I rischi di danni alcol-correlati (immediati e cronici) e di dipendenza alcolica variano in funzione di diversi fattori:

  1. la quantità complessiva di alcol bevuta abitualmente
  2. la quantità di alcol assunta in una singola occasione
  3. le modalità e il contesto di assunzione dell’alcol.

Non è possibile stabilire limiti al di sotto dei quali i rischi si annullano. Per definire il consumo moderato, le istituzioni sanitarie internazionali e nazionali hanno individuato livelli e modalità di consumo, che comportano rischi per la salute modesti, tali da poter essere considerati accettabili. Il consumo di alcol è definito a maggior rischio, se vengono superati tali limiti.

 

Gli indicatori Passi

Nel 2011 un gruppo di lavoro, costituito da coordinatori regionali e componenti del gruppo tecnico nazionale, ha avuto l’incarico di effettuare una revisione degli indicatori di consumo alcolico. Sono state raccolte evidenze riguardanti gli effetti nocivi dell’alcol e la validità degli strumenti utilizzati dai sistemi di sorveglianza per monitorare il consumo di alcol. Sulla base di queste evidenze sono state proposte alcune modifiche degli indicatori al fine di renderli più facilmente comprensibili e utilizzabili, valorizzando le informazioni raccolte da Passi su questo tema.

 

Passi misura il consumo di alcol in unità alcoliche standardizzate (UA). L’UA corrisponde a 12 grammi di alcol puro (etanolo), quantità approssimativamente contenuta in una lattina di birra (330 ml), un bicchiere di vino (125 ml) o un bicchierino di liquore (40 ml), alle gradazioni tipiche di queste bevande.

 

Passi monitora diversi aspetti del consumo a maggior rischio mediante indicatori specifici:

  • consumo abituale elevato: per gli uomini, più di 2 UA medie giornaliere, corrispondenti a più di 60 unità alcoliche negli ultimi 30 giorni, e per le donne, più di 1 unità alcolica media giornaliera, corrispondente a più di 30 unità alcoliche negli ultimi 30 giorni [1]
  • consumo binge: consumo, almeno una volta negli ultimi 30 giorni, di 5 o più (per gli uomini) o 4 o più (per le donne) unità alcoliche in una singola occasione [2]
  • consumo esclusivamente o prevalentemente fuori pasto.

Nota

[1] Questo indicatore, in precedenza denominato “forte bevitore” veniva calcolato in base al valore medio nei soli giorni di assunzione di bevande alcoliche, e quindi comportava una sovrastima della prevalenza di consumo abituale elevato. Anche se l’indicatore è stato ridefinito, le informazioni raccolte da Passi permettono di calcolarne il valore anche per gli anni passati, consentendo perciò di effettuare confronti tra periodi diversi e di rilevare trend.

[2] Nel 2010 è stata modificata la definizione di consumo binge, che in precedenza era pari a 6 UA in entrambi i sessi, per allinearla alla definizione adottata dal Brfss americano e da altre istituzioni sanitarie. Il cambiamento della soglia ha comportato la modifica della relativa domanda del questionario; perciò i valori di questo indicatore calcolati a partire dal 2010 non sono direttamente confrontabili con quelli degli anni precedenti.

 

Consumo di alcol - pool di Asl 2008-11 (n=148.818)

 

 

%
(IC 95%)

Consumo di alcol

(almeno una unità di bevanda alcolica negli ultimi 30 giorni)

56,6

(56,3-56,9)

Consumo fuori pasto (esclusivamente o prevalentemente)

7,9

(7,7-8,0)

Consumo abituale elevato*

4,6

(4,5-4,8)

Consumo binge (2010-2011)**

8,6

(8,4-8,9)

Consumo a maggior rischio (2010-2011)***

17,0

(16,7-17,3)

 

* Più di 2 unità alcoliche medie giornaliere, ovvero più di 60 unità alcoliche negli ultimi 30 giorni, (per gli uomini); più di 1 unità alcolica media giornaliera, ovvero più di 30 unità alcoliche negli ultimi 30 giorni (per le donne).

**5 o più UA (per gli uomini) o 4 o più UA (per le donne) in una singola occasione, almeno una volta negli ultimi 30 giorni (definizione adottata dal 2010).

***Consumo fuori pasto e/o consumo binge (secondo la definizione valida dal 2010) e/o consumo abituale elevato; poiché una persona può appartenere a più di una categoria, la percentuale di consumo a maggior rischio non corrisponde alla somma dei singoli comportamenti.

 

Facendo riferimento al solo dato 2011, la percentuale di consumatori di alcol è risultata pari al 55,7%, mentre il consumo fuori pasto era il 7,7%, il consumo abituale elevato il 4,0%, il consumo binge l’8,6%. La prevalenza cumulativa delle persone con consumo a maggior rischio era pari al 16,8%.

 

Le caratteristiche delle persone con consumo a maggior rischio

Una delle componenti della categoria del consumo a maggior rischio è il binge drinking; il cambio di definizione di questo indicatore adottato dal 2010 rende non direttamente confrontabili i dati dei due bienni (2008-2009 e 2010-2011) per il consumo binge e a maggior rischio. Pertanto sono qui presentati solo i dati relativi al periodo 2010-2011.

 

Consumo a maggior rischio

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - Passi 2010-11 (n=71.927)

Pool di Asl:17,0% (IC95%: 16,7-17,3%)

 

Il consumo a maggior rischio è più frequente tra i giovani di età 18-34 (in modo particolare tra i 18-24enni), gli uomini, le persone con livello di istruzione medio-alto e quelle che non hanno difficoltà economiche, mentre non c’è differenza per la cittadinanza. Analizzando, separatamente per genere, attraverso un’analisi multivariata (modello logistico), tutte queste caratteristiche insieme, le variabili che rimangono associate in maniera statisticamente significativa al consumo a maggior rischio sono, per gli uomini, l’età giovane e non avere difficoltà economiche, mentre per le donne rimane significativo anche il livello di istruzione medio-alto.

 

Consumo a maggior rischio*

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2010-11

Pool di Asl:17,0% (IC95%: 16,7-17,3%)

 

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 15 Kb).

 

Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni, con un gradiente Nord-Sud. Il range varia dal 9% della Campania al 39% della P.A. di Bolzano.

I dati annuali mostrano come l’indicatore sia rimasto stabile nel biennio.

 

Confronti su pool omogenei di Asl 2010-11

 

 

2010

2011

Consumo a maggior rischio
(% con IC95%)

17,3
(16,8-17,8)

16,7
(16,3-17,2)

 

Le caratteristiche delle persone con consumo binge

 

Consumo binge

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - Passi 2010-11 (n=71.629)

Pool di Asl: 8,6% (IC95%: 8,4%-8,9%)

 

 

Il consumo binge è più frequente tra i giovani dai 18 ai 34 anni (in modo particolare tra i 18-24enni), gli uomini, le persone con livello di istruzione alto e quelle senza difficoltà economiche, ma non c’è differenza per la cittadinanza. L’analisi multivariata (modello logistico) considerando separatamente i due sessi, conferma l’esistenza, sia negli uomini sia nelle donne, di un’associazione del consumo binge con l’età più giovane e il livello di istruzione più elevato, ma non con le difficoltà economiche; per le donne l’associazione con l’istruzione è più forte che negli uomini.

 

Consumo binge*

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2010-11

Pool di Asl: 8,6% (IC95%: 8,4%-8,9%)

 

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 15 Kb).

 

Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni. Il range varia dal 3% della Sicilia al 18% della P.A. di Bolzano. Considerando le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente nel periodo 2010-2011 (pool omogeneo) si può osservare come l’indicatore sia stabile nei due anni.

 

Confronti su pool omogenei di Asl 2010-11

 

2010

2011

Consumo binge
(% con IC95%)

8,6
(8,3-9,0)

8,6
(8,2-8,9)

 

 

Trend del consumo binge

 

 

Osservando il fenomeno per mese nel periodo 2008-11, a livello di pool di Asl omogeneo, si osserva come in coincidenza del cambio di definizione ci sia un salto di prevalenza media; non essendo direttamente confrontabili i dati del binge drinking dei due bienni (2008-09 e 2010-11) si può comunque valutarne le linee di tendenza separatamente. Per i dati di pool di Asl, nel Nord e nel Sud, non si osserva alcun cambiamento significativo (in realtà nel Sud sembra esserci un aumento, sebbene non  significativo) mentre per il Centro, per entrambi i bienni, c’è un decremento significativo del fenomeno.

 

Consumo di alcol in condizioni in cui l’assunzione è controindicata

In alcuni gruppi di popolazione ogni livello di consumo va considerato nocivo (soglia pari a zero). Con i dati Passi si possono identificare due categorie particolarmente importanti: persone che hanno una diagnosi di patologie, che sono aggravate dall’alcol, come le malattie del fegato, e donne in gravidanza.

 

Consumo di alcol in condizioni in cui l’assunzione è controindicata - pool di Asl, 2008-11

 

 

%
(IC 95%)

Consumo di alcol in persone con malattie del fegato (2009-2011)*

46,0

(42,2-49,9)

Consumo di alcol in donne in gravidanza **

31,6

(28,3-35,2)

 

*Persone con malattie del fegato, che dichiarano di aver consumato alcol (qualunque quantità) negli ultimi 30 giorni (il periodo di riferimento sono gli anni 2009-2011, perché in precedenza non venivano raccolte informazioni sulla presenza di malattie del fegato).

**Donne che dichiarano di essere in gravidanza e che hanno consumato alcol (qualunque quantità) negli ultimi 30 giorni (anni 2008-2011).

 

Dai dati emerge che quasi la metà delle persone che hanno dichiarato una patologia a carico del fegato e quasi un terzo delle donne in gravidanza, al momento dell’intervista, dichiarano di aver consumato almeno una unità di bevanda alcolica negli ultimi 30 giorni.

 

L’attenzione degli operatori sanitari al consumo di alcol

I medici di medicina generale e gli altri operatori sanitari dovrebbero cercare sistematicamente di individuare, tra i loro assistiti, coloro per cui il bere alcol è diventato o sta diventando un problema e un rischio. Dalla voce degli assistiti Passi si rileva se il medico si è informato sull’abitudine a bere alcol e se ha fornito consigli al riguardo.

 

Attenzione al consumo alcolico - pool di Asl 2008-11

 

 

%
(IC 95%)

Domanda del medico/operatore sanitario sul consumo*

(% di intervistati a cui è stata posta la domanda sul consumo alcolico)

15,2

(14,9-15,4)

Consigliato dal medico – nel caso di consumo a maggior rischio - di ridurre il consumo (2010-2011)*

(% intervistati con consumo a maggior rischio che hanno ricevuto il consiglio di ridurre)

6,4

(6,0-6,9)

 

* Vengono incluse solo le persone che riferiscono di essere state dal medico negli ultimi 12 mesi.

 

Nel pool di Asl partecipanti al sistema, solo il 15% degli intervistati riferisce che un medico o un altro operatore sanitario si è informato sul consumo di alcol.

 

In riferimento all’ultimo anno di rilevazione, il 2011, il 16% degli intervistati, che dichiara di essersi recato dal medico negli ultimi 12 mesi, ha ricevuto domande circa l’assunzione di bevande alcoliche e il 6% dei consumatori a maggior rischio ha ricevuto il consiglio di ridurre la quantità di alcol bevuta.

 

Consumo di alcol chiesto dal medico*

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2008-11

Pool di Asl: 15,2% (IC95%: 14,9%-15,4%)

 

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 16 Kb).

 

Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni. Si va dal 10% delle Asl della Basilicata e della Campania al 25% della Sardegna.

 

Considerando le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente dal 2008 al 2011 (pool omogeneo) questa frequenza è rimasta sostanzialmente stabile dal 2008, con un modesto calo nel 2009, e successivo ritorno ai valori precedenti.

 

Confronti su pool omogenei di Asl 2008-11

 

 

2008

2009

2010

2011

Consumo di alcol chiesto dal medico
(% con IC95%)

15,8
(15,3-16,4)

14,0
(13,5-14,5)

14,9
(14,4-15,4)

15,4
(14,9-15,9)

 

Categorie di persone con un consumo a maggior rischio

che hanno ricevuto il consiglio di bere meno da un operatore sanitario

Prevalenze per categoria di consumo - Pool Asl – Passi 2008-2011

 

In particolare, tra coloro che bevono alcol (esclusivamente o prevalentemente) fuori pasto la frequenza di consigli è pari al 4%, nel caso delle persone con consumo binge sale all’8% e in quelli con consumo abituale elevato al 12% (dato relativo al periodo 2010-11).

 

Conclusioni

La maggioranza della popolazione italiana non beve alcol (44%) o beve moderatamente (39%). Tuttavia, si stima che più di un adulto su sei abbia abitudini di consumo considerate a maggior rischio per quantità o modalità di assunzione. Tra gli uomini, i consumatori a rischio sono più di uno su cinque e, tra i più giovani, uno su tre. Il consumo a rischio è più frequente nelle Regioni settentrionali. A differenza di molti altri fattori di rischio comportamentali, il consumo di alcol è più diffuso nelle persone con nessuna difficoltà economica e più alti livelli di istruzione.

 

Secondo le indicazioni del programma Guadagnare Salute, è importante che gli operatori sanitari, e in particolare i Medici di medicina generale, dedichino attenzione al consumo di alcol dei propri assistiti, in modo da consentire l’identificazione precoce dei soggetti a rischio nonché la pratica dell’intervento breve e del counselling nei confronti del consumo alcolico nocivo. Secondo i dati Passi solo una minoranza dei medici e degli altri operatori sanitari si informa riguardo al consumo di alcol dei propri assistiti; inoltre, solo poche persone con consumi a maggior rischio riferiscono di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di moderare il consumo. Decisamente elevata poi è la proporzione di persone che assumono alcol, pur avendo una controindicazione assoluta (pazienti con malattie del fegato e donne in gravidanza). Questa è quindi un’area di intervento in cui sono possibili grandi miglioramenti.

 

Per quanto riguarda gli interventi finalizzati a ridurre i danni causati dall’alcol, è stata dimostrata l’efficacia di politiche e normative che intervengono sulle caratteristiche della commercializzazione dell’alcol, in particolare il prezzo, la reperibilità e l’accessibilità del prodotto. Quindi, nell’ottica del programma Guadagnare Salute, è fondamentale intervenire sul contesto per rendere più facili le scelte salutari: far diventare l’alcol meno facilmente reperibile ed eliminare la pubblicità di bevande alcoliche, rappresentano interventi appropriati per la riduzione degli effetti nocivi dall’alcol.

 

Inoltre, le campagne di informazione e i programmi di educazione alla salute giocano un ruolo chiave nella sensibilizzazione sull’argomento, favorendo l’accettazione di politiche e misure rivolte alla riduzione del consumo.

 

Scarica la scheda “Il consumo di alcol in Italia: I dati 2011 del sistema di sorveglianza Passi” (pdf 247 kb).

 

Risorse utili