Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2012: Consumo di alcol

 

A colpo d’occhio

 

I dati sul consumo alcolico e le caratteristiche dei consumatori

  • I dati del sistema di sorveglianza Passi 2009-2012 registrano che poco meno della metà della popolazione adulta italiana (44%) non consuma bevande alcoliche, il 39% beve moderatamente, mentre il 17% ha un consumo di alcol a “maggior rischio” per quantità o modalità di assunzione.
  • La proporzione di consumatori di alcol a maggior rischio, per il periodo di rilevazione 2010-2012 [1], è significativamente più elevata fra i giovani (18-24 anni, 34%) e gli uomini (23%), fra le persone senza difficoltà economiche (19%) e fra quelle con un titolo di studio più elevato (19%). L’analisi multivariata conferma queste associazioni ma, se condotta separatamente per genere, consente di mettere in evidenza che fra gli uomini non esiste differenza per i diversi livelli di istruzione.
  • Nel periodo 2009-2012, decisamente alta è la proporzione di persone che assumono alcol pur avendo una controindicazione assoluta: ben il 46% dei pazienti con malattie del fegato e il 29% delle donne in gravidanza consumano alcol nonostante le avvertenze.

La distribuzione geografica del consumo alcolico

  • La distribuzione del consumo alcolico a maggior rischio, per il periodo di rilevazione 2010-2012, disegna un chiaro gradiente Nord-Sud con una maggiore diffusione nelle Regioni settentrionali (P.A. Bolzano con il 40%, e Friuli Venezia Giulia con il 29%, sono i luoghi in cui la prevalenza di consumo a maggior rischio è più elevata). In questo panorama, tuttavia, anche due realtà centro-meridionali, Molise (27%) e Sardegna (21%), fanno registrare consumi superiori alla media nazionale.
  • Anche la prevalenza del binge drinking, nel 2010-2012, è sensibilmente più elevata nella macro-area del Nord e in alcune Regioni meridionali: ancora la P.A. di Bolzano presenta i valori più alti (20%) e la Sicilia quelli più bassi (3%).
  • Per quanto riguarda l'evoluzione temporale, nel periodo 2008-2019, si evidenzia una diminuzione significativa in tutte le aree geografiche tranne al Nord, mentre da inizio 2010 a fine 2012, la situazione appare sostanzialmente stabile, con un leggero calo nelle Regioni del Centro, non ancora statisticamente significativo.

Attenzione degli operatori sanitari

  • Ancora troppo bassa appare l’attenzione degli operatori sanitari al problema dell’abuso di alcol: nel periodo 2009-2012, solo il 15% degli intervistati riferisce che un operatore sanitario si è informato sul consumo alcolico e solo il 6% di coloro che sono considerati a maggior rischio (secondo i dati 2010-2012) riferiscono di aver ricevuto un consiglio di ridurne il consumo.
  • La distribuzione geografica dell’attenzione degli operatori riflette la distribuzione delle prevalenze di consumatori a maggior rischio. La Sardegna registra il valore più alto (25%) insieme ad alcune Regioni del Nord (Friuli Venezia Giulia e P.A. di Trento, 23%); la Basilicata e la Campania, invece, hanno la percentuale più bassa (9%).
  • Nel periodo 2008-2012 si è ridotta la quota di persone che ha riferito di aver ricevuto attenzione da parte di un operatore sanitario su questo tema, in modo significativo fra i più giovani (18-34enni).
  1. Per allinearla alla definizione adottata dal Brfss americano e da altre istituzioni sanitarie, nel 2010 è stata modificata la definizione di consumo binge, una delle componenti della categoria del consumo a maggior rischio, che in precedenza era pari a 6 unità alcoliche (UA) in entrambi i sessi e nella nuova versione è pari a 4 UA per le donne e 5 UA per gli uomini. Il cambiamento della soglia ha comportato la modifica della relativa domanda del questionario; perciò i valori di questo indicatore calcolati a partire dal 2010 non sono direttamente confrontabili con quelli degli anni precedenti.

 

Nota metodologica: In questo report i dati di prevalenza forniti rappresentano valori medi annui relativi all’ultimo quadriennio 2009-2012 di raccolta dati (se non diversamente specificato); vengono tuttavia forniti anche i valori riferiti al 2012 (pdf 11 kb), per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti. Le analisi dei trend temporali condotte per mezzo delle serie storiche su dati mensili si riferiscono a tutto il periodo di dati disponibile a partire dal 2008 e al pool omogeneo di Asl (ovvero al pool di Asl che hanno partecipato continuativamente alla rilevazione).

 

Consumo di alcol - pool di Asl 2009-12 (n=148.752)

 

%
(IC 95%)

Consumo di alcol

(almeno una unità di bevanda alcolica negli ultimi 30 giorni)

55,6

(55,3-55,9)

Consumo fuori pasto (esclusivamente o prevalentemente)

7,8

(7,7-8,0)

Consumo abituale elevato1

4,3

(4,2-4,4)

Consumo binge (2010-2012) 2

8,7

(8,5-8,9)

Consumo a maggior rischio (2010-2012)3

17,0

(16,8-17,3)

  1. più di 2 unità alcoliche medie giornaliere, ovvero più di 60 unità alcoliche negli ultimi 30 giorni, (per gli uomini); più di 1 unità alcolica media giornaliera, ovvero più di 30 unità alcoliche negli ultimi 30 giorni (per le donne)
  2. 5 o più UA (per gli uomini) o 4 o più UA (per le donne) in una singola occasione, almeno una volta negli ultimi 30 giorni (definizione adottata dal 2010)
  3. consumo fuori pasto e/o consumo binge (secondo la definizione valida dal 2010) e/o consumo abituale elevato; poiché una persona può appartenere a più di una categoria, la percentuale di consumo a maggior rischio non corrisponde alla somma dei singoli comportamenti

 

Consumo di alcol in condizioni in cui l’assunzione è controindicata - pool di Asl, 2009-12

 

%
(IC 95%)

Consumo di alcol in persone con malattie del fegato*

46,3

(43,3-49,3)

Consumo di alcol in donne in gravidanza**

28,5

(24,8-32,4)

*persone con malattie del fegato, che dichiarano di aver consumato alcol (qualunque quantità) negli ultimi 30 giorni (il periodo di riferimento sono gli anni 2009-2011, perché in precedenza non venivano raccolte informazioni sulla presenza di malattie del fegato)
**donne che dichiarano di essere in gravidanza e che hanno consumato alcol (qualunque quantità) negli ultimi 30 giorni (anni 2009-2012)

 

Attenzione al consumo alcolico - pool di Asl 2009-12

 

%
(IC 95%)

Domanda del medico/operatore sanitario sul consumo1

(% di intervistati a cui è stata posta la domanda sul consumo alcolico)

14,8

(14,6-15,1)

Consigliato dal medico – nel caso di consumo a maggior rischio - di ridurre il consumo (2010-2012)1

(% intervistati con consumo a maggior rischio che hanno ricevuto il consiglio di ridurre)

6,2

(5,8-6,7)

1)   Vengono incluse solo le persone che riferiscono di essere state dal medico negli ultimi 12 mesi.

 

 

 

 

Consumo alcolico a maggior rischio

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - Passi 2010-12 (n=110.350)

 

Consumo a maggior rischio

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2010-12

 

* In Lombardia non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella dei dati per Regione (xls 20 Kb).

 

Consumo binge

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - Passi 2010-12 (n=109.716)

 

 

Consumo binge

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2010-12

 

 

Scarica la tabella dei dati per Regione (xls 20 Kb).

 

Trend del consumo di alcol binge

Prevalenza mensile - Pool di Asl - Passi 2008-2012

 

 

 

Consumo di alcol chiesto dal medico

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2009-12

 

 

Scarica la tabella dei dati per Regione (xls 20 Kb).

 

Trend del consumo di alcol chiesto dal medico

Prevalenza mensile - Pool di Asl - Passi 2008-2012

 

 

 

Categorie di persone con un consumo a maggior rischio che hanno ricevuto il consiglio di bere meno da un operatore sanitario

Prevalenze per categoria di consumo - Pool Asl – Passi 2009-2012