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L’allattamento nelle emergenze: il caso di Genova

Arianna Parodi - pediatra neonatologa, referente Baby Friendly Hospital Initiative (Bfhi) dell'Ente ospedaliero Ospedali Galliera di Genova, International Board Certified Lactation Consultant (Ibclc)

 

6 settembre 2018 - Il tragico crollo del viadotto Polcevera è stata occasione per mettere alla prova le procedure di emergenza sanitaria, e tra queste anche quelle relative all'allattamento nelle emergenze.

 

Tutti gli ospedali della città di Genova sono stati immediatamente allertati. L'Ente ospedaliero Ospedali Galliera di Genova, è stato solo marginalmente coinvolto nei soccorsi alle vittime e ai feriti (ha accolto infatti un solo paziente) data la sua collocazione lontana dal luogo dell'evento.

 

Tuttavia, tenendo conto dell'appartenenza del Galliera alla rete Unicef della Baby Friendly Hospital Initiative (Bfhi) e delle proficue esperienze di supporto all'allattamento in occasione di calamità naturali, tipicamente i terremoti, sono state prontamente adottati alcuni provvedimenti.

 

È stata attivata una linea telefonica h24 per fornire assistenza ed informazioni e sono stati resi disponibili a tutte le coppie mamma-bambino i baby pit stop dell'azienda.

Dei circa 600 sfollati dopo il crollo del ponte, si stima che circa un centinaio siano in età pediatrica.

 

A distanza di quasi 3 settimane dalla tragedia, non si è avuta la percezione diretta che le strutture e le risorse umane del Galliera abbiano avuto un coinvolgimento rilevante nella fase di massima emergenza. Peraltro, le iniziative adottate hanno offerto elementi di riflessione. In particolare, sono emersi alcuni punti di forza, primo fra tutti il fatto che l'appartenenza alla rete Bfhi comporti un buon livello di preparedness (procedure e percorsi definiti a priori, esperienza e formazione degli operatori). D'altra parte, si è toccata con mano la difficoltà di comunicare all'utenza la disponibilità di misure di supporto, di coordinarsi con altre istituzioni responsabili delle attività di soccorso (per esempio la Protezione civile), di preparare volontari e di distaccare personale sanitario per assistere gli sfollati.

 

Nelle prossime settimane ci attende la gestione di un altro aspetto che, sempre facendo riferimento a quanto osservato in occasione dei terremoti, può essere cruciale: gli effetti dello stress sul benessere della coppia mamma-bambino nella fascia di età 0-2 anni.

 

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