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Salute perinatale: online il quinto European Perinatal Health Report



È online il nuovo e quinto rapporto “European Perinatal Health Report”. Il documento, pubblicato il 15 novembre 2022, è stato coordinato dall’INSERM (Institut national de la santé et de la recherche médicale - Istituto nazionale francese per la ricerca sulla salute e la medicina) e vede il contributo per l’Italia di Istituto Superiore di Sanità (ISS), ISTAT, Ministero della Salute e Ospedale Bambino Gesù di Roma. Nove gli indicatori sulla salute materno-infantile in Europa presi in esame e relativi al periodo 2015-2019. Il network Euro Peristat si avvale dei dati forniti dalla rete di referenti attiva in 27 Stati membri della UE più Islanda, Norvegia, Svizzera e Regno Unito.

 

Da una prima lettura dei dati emerge che nel 2019 in Italia il tasso di natimortalità e quello di mortalità neonatale sono stati inferiori alla media europea, mentre la nostra nazione ha registrato un numero di cesarei e di parti pretermine superiore a quello medio del continente. Tra i principali aspetti emersi:

  • dal 2015 al 2019 il tasso di natimortalità in Italia è calato da 3 a 2,7 nati morti da 24 settimane di gestazione ogni 1000 nati. A livello europeo il decremento è pari a una riduzione di un punto percentuale annuo
  • la mortalità neonatale in Italia nel 2019 era pari a 1,7 morti ogni 1000 nati vivi a partire da 22 settimane di gravidanza contro 2,2 della mediana europea
  • la mortalità infantile in Italia nel 2019 era pari a 2,6 morti nel primo anno di vita ogni 1000 nati vivi, rispetto a 3,1 del 2015, in linea con il range dei Paesi europei compreso tra 0,9 e 3,8 morti ogni 1000 nati vivi
  • l’età materna avanzata al parto presenta forti variazioni a livello europeo, sia tra nazioni sia nel corso del tempo. In Italia il 34,4% delle donne che partoriscono ha oltre 35 anni, uno dei Paesi con il valore più elevato insieme a Portogallo (33,2%), Irlanda (39,4%) e Spagna (40,0%). In questi Paesi anche la proporzione di donne di età pari o superiore ai 40 anni supera il 7% ed è pari all’8,8% in Italia
  • a livello europeo le donne alla prima gravidanza presentano un andamento stabile o in leggera diminuzione. In Italia la percentuale di donne che partoriscono per la prima volta un nato vivo o morto è passata dal 52,7% del 2015 al 50,7% nel 2019
  • le gravidanze multiple nel 2019 erano lo 1,6% del totale dei nati italiani, in linea con il valore medio europeo pari allo 1,6%. Nel quinquennio preso in esame il tasso è diminuito in tutti i Paesi europei probabilmente grazie al più frequente trasferimento di un solo embrione in caso di tecniche di riproduzione assistita, con l’obiettivo di migliorare gli esiti materni e neonatali
  • le nascite prima del termine della gravidanza (37 settimane) nel 2019 riguardavano il 7,5% dei nati in Italia con una diminuzione di un punto percentuale rispetto al 2015. Il tasso mediano europeo era 6,9%, con un range compreso tra 5,3% e 11,3%
  • il tasso mediano di cesarei nel 2019 in Europa era pari al 26%, mentre in Italia la percentuale era pari al 33% di cui 12,3% programmati e 20,7% eseguiti in emergenza. Nonostante l’Italia presenti un tasso di cesarei ancora alto rispetto alla media europea, va segnalata la sua riduzione avviata da anni che nel 2021 ha raggiunto il 31,2% mantenendo tuttavia un’ampia variabilità compresa tra il 50% della regione Campania e il 19-21% delle regioni Toscana, Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia e PA di Trento.
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Data di creazione della pagina: 24 novembre 2022

Testo scritto da: Serena Donati - Reparto Salute della donna e dell'età evolutiva, CNAPPS-ISS