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a cura dell'Istituto superiore di sanità

migranti e salute

Il controllo della tubercolosi tra gli immigrati in Italia

Maria Elena Tosti, Franca D’Angelo, Luigina Ferrigno e Silvia Declich – Centro nazionale per la salute globale, Istituto superiore di sanità

 

19 aprile 2018 - Promuovere l’appropriatezza clinica e organizzativa all’interno di percorsi sperimentati come validi ed efficaci, per la prevenzione, l’identificazione precoce e il trattamento della malattia tubercolare e dell’infezione tubercolare latente (Itl), evitare sprechi legati all’esecuzione di accertamenti inutili o inutilmente ripetuti e incrementare l’aderenza al trattamento e il completamento del follow up per la malattia tubercolare e per l’infezione tubercolare latente: sono le tre direttrici principali seguite per la realizzazione della linea guida “Il controllo della tubercolosi tra gli immigrati in Italia” pubblicata a febbraio 2018.

 

Il documento è stato sviluppato con l’ausilio di un panel multidisciplinare e multiprofessionale di 22 esperti, scelti in rappresentanza delle principali società scientifiche interessate, di istituzioni sanitarie nazionali e internazionali e di associazioni di migranti e mediatori culturali in sanità. Numerose altre figure, quali metodologi, documentalisti, valutatori della letteratura e membri del comitato di scrittura, hanno contribuito alla realizzazione del testo in tutte le fasi di sviluppo dalla revisione sistematica della letteratura alla sintesi delle evidenze.

 

I temi indagati

Quattro i temi affrontati:

  • strategie per favorire l’accessibilità dei servizi sanitari
  • strategie per l’identificazione precoce della malattia tubercolare e dell’infezione tubercolare latente
  • strategie più adatte per incrementare l’aderenza al trattamento e il completamento del follow-up per la malattia tubercolare e l’infezione tubercolare latente
  • offerta vaccinale ai minori.

Per la formulazione dei quesiti è stato seguito lo schema Pico (Population, Intervention, Comparison, Outcome):

  • popolazione - immigrati presenti stabilmente in Italia;
  • intervento/controllo - strategie a confronto;
  • outcome - prevenzione, identificazione precoce della tubercolosi (malattia e infezione), incremento dell’aderenza al trattamento e riduzione delle perdite al follow-up.

Le raccomandazioni

Per migliorare l’accessibilità ai servizi da parte degli immigrati è emersa la necessità di superare le barriere culturali e linguistiche attraverso il supporto di interpreti e mediatori culturali. Inoltre, il testo sottolinea come da un lato sia opportuno offrire ai pazienti informazioni sul diritto alla tutela della salute e sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria in Italia, e dall’altro formare gli operatori sanitari sui bisogni di questa tipologia di pazienti.

 

Inoltre, si raccomanda alle istituzioni sanitarie di promuovere campagne di educazione alla salute presso le comunità di immigrati. Si invitano inoltre i Medici di medicina generale (Mmg) e i Pediatri di libera scelta (Pls) a indagare la presenza di infezione tubercolare latente (test Tst o Igra) nei migranti provenienti da Paesi ad alta endemia (incidenza stimata di Tb >100 su 100.000 abitanti), o di accertare la presenza di sintomi/segni suggestivi di tubercolosi attiva, ed eventualmente avviare tempestivamente l’iter diagnostico che prevede una radiografia del torace e un esame microbiologico.

 

Poiché la terapia, sia per la malattia tubercolare sia per l’infezione latente, dura alcuni mesi, esiste un grosso problema di compliance, soprattutto nelle popolazioni fragili come i migranti. Per migliorare l’aderenza al trattamento, la linea guida sottolinea la necessità di garantire una gestione del caso integrata e incentrata sulla persona, che assicuri una presa in carico dei pazienti con Tb attiva o Itl da parte di un team multiprofessionale di operatori sanitari e sociali. Le possibili strategie da adottare includono anche il ricorso, dove possibile, a regimi di trattamento semplificati, i contatti frequenti con il paziente per incoraggiarlo a seguire il trattamento e a presentarsi con regolarità ai controlli, l’erogazione diretta e gratuita dei farmaci, il monitoraggio dell’assunzione dei farmaci.

 

La linea guida raccomanda infine la vaccinazione ai neonati e ai bambini di età <5 anni, conviventi o aventi contatti stretti con persone affette da tubercolosi in fase contagiosa, o a quelli che devono recarsi in aree endemiche per periodi >3 mesi.

 

La cornice di riferimento

Questa linea guida è il secondo documento evidence-based prodotto nell’ambito del Programma Linee guida salute migranti scaturito da un accordo di collaborazione tra l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), l’Istituto superiore di sanità (Iss) e la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm). Tale accordo si proponeva di:

  • concorrere alla composizione di un quadro conoscitivo per la definizione delle politiche pubbliche a tutela della salute dei migranti, attraverso la produzione di documenti di indirizzo evidence-based rivolti ai decisori, in un’ottica di Health Impact Assessment
  • elaborare e diffondere modelli clinico-organizzativi che garantiscano appropriatezza e continuità di cura.

 

Risorse utili

 

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