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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

I numeri



In Italia

 

Il 2020 è stato l’anno della pandemia di COVID-19 e delle stringenti misure di contenimento degli spostamenti. In Italia, tra marzo e maggio 2020, è stato effettuato un lockdown nazionale che ha portato a importanti restrizioni alla mobilità, all’interruzione di numerose attività economiche e alla sospensione delle prestazioni in presenza di alcuni servizi pubblici, compresi quelli per l’espletamento delle pratiche sui permessi di soggiorno. Il “Rapporto statistico immigrazione 2021”, pubblicato a ottobre 2021, fa il punto sulla situazione dei migranti in Italia nel 2020.

 

Nel 2020 il numero dei residenti stranieri (5.013.200 a fine anno, l’8,5% dell’intera popolazione residente) registra il calo annuo più consistente degli ultimi 20 anni (-26.400 e -0,5% rispetto al 2019). I motivi sono molteplici, tra questi: è diminuito il numero dei nuovi nati (59.400, 3.500 in meno rispetto al 2019) e aumentato quello dei decessi (9300: +1.900 rispetto al 2019); sono diminuiti, a causa dei blocchi della mobilità internazionale per la pandemia, gli ingressi di stranieri in Italia (177.300 nuove iscrizioni anagrafiche dall’estero, il 33% in meno rispetto all’anno precedente) e sono aumentate le acquisizioni della cittadinanza italiana (+5.700 rispetto al 2019).

 

Caratteristiche della popolazione straniera

Il rapporto tra i generi nella popolazione straniera è sostanzialmente equilibrato, con un leggero sbilanciamento a favore delle donne (51,9%), anche se la percentuale varia molto in funzione della cittadinanza di origine: ad esempio le donne rappresentano l’81% della popolazione russa in Italia, mentre costituiscono il 4,8% dei residenti maliani.

 

L’età media della popolazione straniera residente in Italia è di circa 35 anni (rispetto agli italiani che hanno una età media di circa 46 anni). In linea con la popolazione italiana, sono soprattutto gli uomini ad avere un’età media più giovane, circa 33 anni rispetto ai 37 delle donne. Un quinto degli stranieri residenti ha meno di 18 anni (quasi l’11% della popolazione totale tra 0 e 17 anni), il 37% circa meno di 40 anni, solo il 5,5% ha più di 65 anni.

 

Zone di origine

Dei poco più di 5 milioni di cittadini stranieri residenti in Italia, circa 2,5 milioni sono europei (di cui 1,5 milioni proviene da Paesi appartenenti all’UE), 1,1 milioni provengono dagli Stati africani (21,9%, soprattutto dai Paesi dell’Africa settentrionale e occidentale) e 1,1 milioni (21,3%) dall’Asia. Il continente americano conta circa 369mila residenti in Italia (7,4%), provenienti in prevalenza dal Centro-Sud America (7,4%).

 

La distribuzione in Italia

La presenza straniera è maggiormente concentrata nelle Regioni del Centro-Nord (82,9%), e in particolare nel Nord-Ovest (33,9%). La Lombardia è la Regione che conta le maggiori presenze in valore assoluto (1 milione e 143 mila stranieri residenti, il 22,8% del totale), seguita dal Lazio (626mila, 12,5%), dall’Emilia-Romagna (538mila, 10,7%), dal Veneto (481mila, 9,6%) e dal Piemonte (406mila, 8,1%). L’Emilia-Romagna è anche la Regione in cui si riscontra l’incidenza più elevata di cittadini stranieri sulla popolazione (oltre 12 ogni 100 abitanti).

 

Le diverse collettività residenti

Il quadro delle collettività presenti in Italia è composito, ma solamente 14 contano un numero di residenti superiore a 100mila residenti. La collettività romena è quella più numerosa con 1,1 milioni di cittadini residenti (il 22,7% del totale). Seguono i cittadini albanesi (410mila, l’8,2% del totale), i marocchini (408mila, l’8,1%), cinesi (289mila, il 5,8%) e ucraini (228mila, il 4,5%). La crescita registrata nel decennio scorso ha subito una profonda inversione di tendenza nel 2020, facendo registrare per tutte una dinamica negativa rispetto al 2019.

 

È interessante l’aumento dei cittadini del Regno Unito, che con quasi il 10% in più rispetto al 2019, fanno registrare l’incremento maggiore degli ultimi cinque anni. Il motivo più probabile è che a seguito della Brexit molti cittadini già presenti in Italia abbiano deciso di ufficializzare la propria situazione.

 

Alcune collettività africane, che nel 2018 avevano fatto registrare una forte crescita (Guinea, Gambia, Mali, Camerun, Costa d’Avorio, con incrementi tra il 13% e il 4%), nel 2020 confermano le variazioni negative registrate a partire dal 2019.

 

Risorse utili

Data di ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2020

Data di creazione della pagina: 19 novembre 2015

Revisione a cura di: Giulia Marchetti e Silvia Declich, Centro Nazionale per la Salute Globale