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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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I numeri



In Italia

 

Nel 2021, i 32 conflitti nel mondo, dei quali 17 ad alta intensità, hanno congiunto i propri effetti devastanti a quelli dell’emergenza climatica e della pandemia da COVID-19, rendendo inabitabili aree sempre più vaste del pianeta. Nel 2021, in Italia, sono arrivati soprattutto migranti provenienti dai Paesi più colpiti da siccità, alluvioni e, più in generale, dalla pressione del cambiamento climatico, ai quali non viene riconosciuto lo status di rifugiato. Tra i primi Paesi di origine troviamo: Tunisia, Egitto, Bangladesh, Afghanistan, Siria, Costa d’Avorio, Eritrea, Guinea, Pakistan e Iran. Paesi dipendenti dal grano russo e ucraino e aree del mondo allo stremo per la siccità intervallata da alluvioni, per l’innalzamento delle temperature medie e per le conseguenti carestie che stanno affamando decine di milioni di persone.

 

A questi fattori di espulsione si è aggiunta, di recente, la guerra tra Russia e Ucraina, che a fine settembre 2022 aveva già spinto 7,4 milioni di profughi ucraini nei Paesi dell’Unione europea (UE). Tre settimane dopo la decisione dell’UE di attivare per la prima volta la Direttiva n. 55 del 2001 sulla “concessione della protezione temporanea” per i profughi ucraini in fuga dalla guerra, l’Italia ha introdotto con il Dpcm del 28 marzo 2022 rilevanti innovazioni nell’accesso degli ucraini alla protezione, all’accoglienza e all’accesso alla salute. Le previsioni del governo erano di accogliere circa 100.000 persone, ma all’inizio di settembre, secondo i dati della Protezione civile, sono quasi 154.000. Per non disperdere le ottime innovazioni introdotte dall’Italia, urge snellire quanto più possibile le procedure di attuazione del piano di accoglienza e mettere a sistema il modello sperimentato con gli ucraini, estendendo il trattamento finora riservato solo a loro a tutte le persone che arrivano in Italia in cerca di protezione da conflitti e pericoli concreti per la loro sopravvivenza.

 

Caratteristiche della popolazione straniera residente in Italia

Nel 2021 il numero dei residenti stranieri (5.193.669 a fine anno) rappresenta l’8,8%% dell’intera popolazione residente e il 10% degli occupati secondo il dato provvisorio del 2021.

 

Dalla analisi più approfondita dei dati consolidati del 2020 risulta che il rapporto tra i generi nella popolazione straniera è sostanzialmente equilibrato, con un leggero sbilanciamento a favore delle donne (51%), anche se la percentuale varia molto in funzione della cittadinanza di origine.

 

La fascia anagrafica più consistente è quella delle persone 30-44enni, con un’incidenza del 30,9%. In generale, quasi 2 stranieri non UE su 5 (37,3%) hanno meno di 30 anni e quasi 7 su 10 (68,2%) meno di 45, mentre gli ultra 45enni non raggiungono neppure un terzo del totale (31,8%). La grande predominanza di giovani influisce anche sullo stato civile di questa fascia di popolazione che in 3 casi su 5 (59,6%) è costituita da persone non coniugate (celibi e nubili, pari a oltre 2.121.000 persone), mentre la parte restante è rappresentata per la quasi totalità da coniugati (1.405.000, pari al 39,5% dei non comunitari). I 18.000 vedovi, i circa 12.000 divorziati e gli oltre 5000 separati arrivano, tutti insieme, solo a sfiorare l’1% della totalità.

 

Zone di origine

Dei poco più di 5 milioni di cittadini stranieri residenti in Italia, circa 2,5 milioni sono europei (di cui 1,4 milioni proviene da Paesi appartenenti all’UE), 1.150.627 provengono dagli Stati africani (22,2%, soprattutto dai Paesi dell’Africa settentrionale e occidentale) e 1,1 milioni (22,6%) dall’Asia. Il continente americano conta circa 387mila residenti in Italia (7,5%), provenienti in prevalenza dal Centro-Sud America.

 

La distribuzione in Italia

La presenza straniera è maggiormente concentrata nelle Regioni del Centro-Nord (84%), e in particolare nel Nord-Ovest (34,2%). La Lombardia è la Regione che conta le maggiori presenze in valore assoluto (1 milione e 191 mila stranieri residenti, il 23% del totale), seguita dal Lazio (636mila, 12,3%), dall’Emilia-Romagna (562mila, 10,9%), dal Veneto (509mila, 9,8%), dalla Toscana (426mila, 8,2%) e dal Piemonte (406mila, 8,1%). L’Emilia-Romagna è anche la Regione in cui si riscontra l’incidenza più elevata di cittadini stranieri sulla popolazione (quasi 13 ogni 100 abitanti).

 

Le diverse collettività residenti

Tra le 198 collettività presenti, le prime cinque coprono da sole il 48,4% di tutti i residenti stranieri: i più numerosi si confermano i romeni (1,1 milioni: 20,8%), seguiti da albanesi (433mila: 8,4%), marocchini (429mila: 8,3%), cinesi (330mila: 6,4%) e ucraini (236mila: 4,6%).

 

Risorse utili

Data di ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2023

Data di creazione della pagina: 19 novembre 2015

Revisione a cura di: Giulia Marchetti e Silvia Declich, Centro Nazionale per la Salute Globale