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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Progetto G-START: le Citizen Consultation sul sistema di accoglienza per Richiedenti Asilo e Titolari di Protezione Internazionale



Tra novembre e dicembre 2020 sono state realizzate tre Citizen Consultation (CC) per il progetto G-START (Governance, Salute, Territorio, Accoglienza per Richiedenti asilo e Titolari di protezione: sperimentazione di un modello) nei Comuni del territorio dell’ASL Roma 5.

 

Si tratta di una metodologia partecipativa di coinvolgimento della cittadinanza su temi di rilevanza locale, con l’obiettivo di raccogliere il punto di vista delle persone direttamente coinvolte nei fenomeni oggetto della discussione, stimolare il dibattito e produrre indicazioni utili ai decisori. Nell’ambito di G-START, obiettivo delle CC è stata la raccolta delle opinioni di gruppi di popolazione relativamente al fenomeno migratorio, alle politiche locali e alle raccomandazioni per l’accoglienza e la promozione della salute di Richiedenti Asilo e Titolari di Protezione Internazionale (RTPI).

 

Sono state coinvolte persone residenti, domiciliate o che svolgono attività lavorative o del terzo settore nei Comuni afferenti alla ASL Roma 5. Le misure restrittive dell’emergenza COVID-19 hanno reso necessaria la riorganizzazione delle CC in presenza trasformandole in consultazioni virtuali tramite applicativo web utilizzabile su pc, tablet e smartphone, con possibilità di lavorare in sessione plenaria e in sottogruppi. Per consentire la partecipazione di persone con possibili difficoltà di accesso, è stato reso disponibile un sistema di supporto tecnico prima e durante la connessione. Il reclutamento è avvenuto attraverso le reti degli enti locali, dei servizi sociali, educativi e sanitari, del terzo settore e delle persone interessate al tema ed è È stata spedita una lettera d’invito a tutti i Comuni e servizi afferenti al territorio interessato. La lista delle persone scelte riflette la distribuzione socio-demografica della popolazione locale (età, genere, livello di istruzione e occupazione). Dei 36 partecipanti 21 erano donne e 15 uomini. Nella maggior parte dei casi lavoravano come dipendenti pubblici o privati, 3 erano in pensione e 3 studenti. La laurea è stato il livello di istruzione maggiormente rappresentato, seguito da diploma e licenza media.

 

Gli incontri sono stati condotti dai partner di progetto (Istituto Superiore di Sanità, ASL Roma 5 e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e le discussioni in gruppo sono state facilitate da personale esperto. Il programma ha previsto una breve introduzione del progetto e della metodologia, seguita da una discussione guidata in piccoli gruppi, secondo alcune domande predefinite:

  1. migrante significa… problema o risorsa?
  2. promuovere la salute e il benessere di tutti: una strada possibile?
  3. messaggi per i decisori e i politici.

Indicazioni dei cittadini e cittadine

Tra le principali tematiche, è emersa la necessità di garantire alla popolazione migrante una piena integrazione nel tessuto sociale e culturale della comunità. Gli ostacoli all’inserimento sono spesso rappresentati da barriere linguistiche e culturali, oltre alle oggettive difficoltà legate, ad esempio, all’inserimento lavorativo. La conoscenza dei vissuti, del percorso migratorio, delle narrazioni dei bisogni e delle aspettative dei singoli consente di avere una visione di insieme del fenomeno migratorio, necessaria per promuovere l’accoglienza fin dall’arrivo nel Paese e nella comunità ospitante.

 

Secondo alcune delle persone partecipanti è possibile promuovere la salute e il benessere di tutti attraverso un approccio trans-culturale che risponda ai bisogni specifici di ognuno; gli aspetti burocratici sono spesso un ostacolo nelle diverse fasi dell’integrazione, dall’accesso al mondo del lavoro, alla scuola e ai servizi sanitari. Tra le varie strategie è stata sottolineata l’importanza del servizio di mediazione culturale, anche a livello locale, lo sviluppo di risorse e di attività territoriali che tengano conto e valorizzino la presenza di RTPI dei Centri di accoglienza, il supporto tra pari e una divulgazione capillare delle informazioni necessarie a reperire i punti di riferimento a livello di comunità e aiutare a orientarsi all’interno dei servizi.

Le raccomandazioni per i decisori locali, suggerite dai/dalle cittadine sono state:

  • informazioni di orientamento e accompagnamento per l’accesso ai servizi sanitari e sociali e alle risorse della comunità
  • formazione del personale che a diverso titolo entra in contatto con la popolazione migrante e supporto da parte di mediatori/mediatrici culturali, con particolare attenzione alle situazioni di aumentata vulnerabilità
  • allocazione di risorse umane sul territorio e nel sistema di accoglienza
  • promozione dell’integrazione all’interno delle scuole di ogni ordine e grado
  • campagne di comunicazione multilingue su prevenzione e promozione della salute.

Conclusioni e sviluppi futuri

I contenuti emersi dagli incontri rappresentano spunti per le azioni in corso e future. Sono stati realizzati e sono previsti ulteriori momenti di incontro tra i diversi stakeholder con l’obiettivo di attivare i percorsi e sviluppare le competenze necessarie per la promozione della salute e la presa in carico delle situazioni di aumentata vulnerabilità tra le persone RTPI.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 11 febbraio 2021

Testo scritto da: Paola Scardetta, Francesca Zambri, Jessica Preziosi, Francesca Marchetti, Carla Faralli e Angela Giusti, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute - ISS