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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Ultimi aggiornamenti

6/5/2021 - Migranti e virus dell’epatite C: uno studio nell’ambito del progetto PITER

Valutare le caratteristiche demografiche, virologiche e cliniche dei migranti arruolati nell’ambito della Piattaforma Italiana per lo studio della Terapia delle Epatiti viRali (PITER) rispetto a quelle degli italiani: è questo l’obiettivo dello studio condotto all’interno della coorte PITER-HCV, costituita da 10.669 pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) in cui risultati sono stati pubblicati ad aprile 2021 sulla rivista Digestive and Liver Disease. I risultati ottenuti indicano che i migranti arruolati, di cui il 56,5% di sesso femminile, sono più giovani degli italiani (età mediana: 47 vs 62) e con una più alta prevalenza di coinfezione da HBV (virus dell’epatite B). I migranti presentano prevalentemente un’infezione da HCV-genotipo 4, in accordo con l’alta prevalenza dei migranti provenienti dall’Egitto (18,9%) dove il genotipo 4 è rappresentato nel 90% delle infezioni da HCV. Leggi l’approfondimento a cura di Loreta Kondili e Maria Giovanna Quaranta (Centro Nazionale per la Salute Globale, ISS) e l’articolo completo “Clinical features and comorbidity pattern of HCV infected migrants compared to native patients in care in Italy: a real-life evaluation of the PITER cohort”.

 

1/4/2021 - Epatiti virali: i dati al 31 dicembre 2020

Sono online i dati sulle epatiti, completi e definitivi, fino al 31 dicembre 2020. Nel 2020 il numero di notifiche di epatite acuta è stato nettamente inferiore a quanto registrato negli anni precedenti: 97 casi di Epatite A, 106 di epatite B acuta, 19 di epatite C acuta, 24 di epatite E. Sicuramente le misure di contenimento adottate per la pandemia da SARS-CoV-2 hanno contribuito a diminuire anche il rischio di contrarre altre malattie infettive, tra cui l’epatite. Non si può però escludere la possibilità che l’interesse massimo concentrato sulla pandemia possa aver ridotto l’attenzione su altre patologie, anche per ciò che riguarda la diagnostica e la conseguente notifica. Per approfondire leggi la pagina dedicata.