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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Ultimi aggiornamenti

9/9/2021 - Epatiti virali acute: i dati 2004-2019 tra la popolazione migrante e quella italiana

Tra il 2004 e il 2019, dieci Regioni italiane hanno segnalato 15.872 casi di epatite virale e tra questi il 14,8% erano diagnosticati in persone straniere. L’articolo “Differences in Incidence of Acute Viral Hepatitis between Foreigners and Autochthonous Population in Italy” confronta l’andamento dell’incidenza di epatite A, B e C nella popolazione italiana e straniera; i dati utilizzati sono quelli raccolti dal SEIEVA, il Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute, coordinato dal Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Leggi il commento ai dati scritto da Maria Elena Tosti e Silvia Declich (ISS).

 

22/7/2021 - Epatite A: un’analisi sui dati relativi al periodo 2015-19

Dalla curva epidemica relativa ai casi di epatite A, appare evidente che gli anni 2016-2017 sono stati caratterizzati da un’ampia epidemia che ha colpito gran parte dell’Europa e in Italia ha raggiunto le proporzioni maggiori, con un totale di 3428 casi notificati, soprattutto nei maschi che fanno sesso con maschi (MSM). Si evidenziano così tre periodi contraddistinti da andamenti diversi nel numero mensile di casi segnalati al SEIEVA: periodo pre-epidemico (gennaio 2015-luglio 2016): incidenza 0,5 per 100.000 anni/persona, i fattori di rischio più frequentemente riportati dai casi sono stati il consumo di frutti di mare e i viaggi in aree endemiche; periodo epidemico (agosto 2016-dicembre 2017), incidenza 5,4 per 100.000 anni/persona soprattutto tra gli MSM, ma alta percentuale di casi che hanno riferito consumo di frutti di mare e viaggi in aree non endemiche per l’epatite A; periodo post-epidemico (gennaio 2018-dicembre 2019), incidenza 1,2 per 100.000 anni/persona, a causa di viaggi in area endemica, soprattutto in Marocco. Inoltre, l’analisi delle schede epidemiologiche mostra i punti deboli nella prevenzione dei casi, legati soprattutto alla vaccinazione dei gruppi a rischio e dei soggetti entrati in contatto con persone già infette. Per maggiori informazioni leggi l’articolo completo “L’Epatite a in Italia negli ultimi cinque anni: dati dalla sorveglianza SEIEVA 2015-2019” (pdf 1,2 Mb) pubblicato sul Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità (Vol. 34, n. 6, 2021).

 

6/5/2021 - Migranti e virus dell’epatite C: uno studio nell’ambito del progetto PITER

Valutare le caratteristiche demografiche, virologiche e cliniche dei migranti arruolati nell’ambito della Piattaforma Italiana per lo studio della Terapia delle Epatiti viRali (PITER) rispetto a quelle degli italiani: è questo l’obiettivo dello studio condotto all’interno della coorte PITER-HCV, costituita da 10.669 pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV) in cui risultati sono stati pubblicati ad aprile 2021 sulla rivista Digestive and Liver Disease. I risultati ottenuti indicano che i migranti arruolati, di cui il 56,5% di sesso femminile, sono più giovani degli italiani (età mediana: 47 vs 62) e con una più alta prevalenza di coinfezione da HBV (virus dell’epatite B). I migranti presentano prevalentemente un’infezione da HCV-genotipo 4, in accordo con l’alta prevalenza dei migranti provenienti dall’Egitto (18,9%) dove il genotipo 4 è rappresentato nel 90% delle infezioni da HCV. Leggi l’approfondimento a cura di Loreta Kondili e Maria Giovanna Quaranta (Centro Nazionale per la Salute Globale, ISS) e l’articolo completo “Clinical features and comorbidity pattern of HCV infected migrants compared to native patients in care in Italy: a real-life evaluation of the PITER cohort”.

 

1/4/2021 - Epatiti virali: i dati al 31 dicembre 2020

Sono online i dati sulle epatiti, completi e definitivi, fino al 31 dicembre 2020. Nel 2020 il numero di notifiche di epatite acuta è stato nettamente inferiore a quanto registrato negli anni precedenti: 97 casi di Epatite A, 106 di epatite B acuta, 19 di epatite C acuta, 24 di epatite E. Sicuramente le misure di contenimento adottate per la pandemia da SARS-CoV-2 hanno contribuito a diminuire anche il rischio di contrarre altre malattie infettive, tra cui l’epatite. Non si può però escludere la possibilità che l’interesse massimo concentrato sulla pandemia possa aver ridotto l’attenzione su altre patologie, anche per ciò che riguarda la diagnostica e la conseguente notifica. Per approfondire leggi la pagina dedicata.