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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Epatite virale

Epidemiologia - dati SEIEVA

Dati epidemiologici al 31 dicembre 2019

 

I risultati del Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute-SEIEVA, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), al fine di descrivere l’epidemiologia dell’epatite acuta in Italia differenziata per tipo specifico, vengono analizzati e presentati due volte all’anno:

  • a primavera sono presentati i dati completi e definitivi dell’anno precedente comprensivi dei trend storici delle incidenze per tipo di epatite dall’avvio della sorveglianza nel 1985 (i dati sono presentati sia con il bollettino in versione pdf sia nella versione on line interattiva)
  • in autunno viene fornita un’analisi provvisoria dei principali dati sui casi segnalati nel primo semestre dell’anno in corso (solo in versione pdf).

Consulta l’archivio dei bollettini in pdf.

 

 

 

Le serie storiche dell’andamento dell’incidenza dei casi segnalati di epatite virale A, B e C dal 1985 (anno di avvio dalla sorveglianza SEIEVA) vengono presentate annualmente sia in versione on line interattiva sia in versione pdf (pdf 1 Mb) ed offrono una lettura della dinamica del fenomeno nel lungo periodo. Inoltre, annualmente, vengono presentati i tassi di incidenza per fascia di età dal 2009 e, per tutti i tipi di epatite, le caratteristiche dei casi segnalati e i principali fattori di rischio.

 

Sono disponibili e consultabili i dati completi e definitivi fino al 31 dicembre 2019.

 

Consulta il bollettino 7 - Aggiornamento 2020, novembre 2020 (pdf 876 kb) e l’archivio dei bollettini.

 

Risorse utili

 

Epatite A
  • Nel 2019 il numero di casi di Epatite A notificati si è ridotto rispetto all’anno precedente, con un’incidenza di 0,8 casi x 100.000 abitanti (l’incidenza era stata 1,5 casi x 100.000 abitanti nel 2018). Nello specifico sono stati segnalati al SEIEVA 418 casi di epatite A, soprattutto da regioni del centro-nord quali Lombardia, Toscana, EmiliaRomagna e Piemonte.

 

 

  • I casi pediatrici (0-14 anni) diminuiscono rispetto al 2018 ma continuano ad essere quelli più numerosi (134 casi), seguiti dai casi di soggetti di età compresa tra i 35 e i 54 anni.

 

  • Il contagio più frequente si osserva in seguito al consumo di molluschi crudi o poco cotti contaminati dal virus (39,7%), a viaggi in zone endemiche (28,8%) e a contatti con un caso di epatite A (22,7%)
  • Nel corso del 2019, sono stati osservati 3 decessi e la necessità di un trapianto epatico in un bambino di 5 anni. I 3 pazienti deceduti avevano dai 63 ai 91 anni e 2 presentavano una storia clinica di neoplasia polmonare e di edema polmonare.

 

 

Epatite B

 

  • Nel 2019 in Italia sono stati segnalati 197 nuovi casi di epatite B acuta, con un’incidenza che rimane invariata rispetto al 2018 e che risulta essere pari a 0,4 per 100.000 abitanti.

 

  • I soggetti più colpiti restano quelli di età compresa fra i 35 e i 54 anni, fascia di età in cui l’incidenza di malattia nel 2019 raggiunge un valore di 0,7 per 100.000.

 

  • Il fattore di rischio più frequentemente riportato è l’esposizione a trattamenti di bellezza quali manicure, piercing e tatuaggi (38,2% dei casi) e l’esposizione nosocomiale (ospedalizzazione, intervento chirurgico, emodialisi o trasfusione di sangue) nel 22,9% dei casi.
  • Si riduce rispetto al 2018 il numero di casi di epatite B acuta con esposizione sessuale come fattore di rischio riportato, passando dal 28,0% al 19,9%.
  • Nel corso del 2019, sono stati segnalati 4 decessi in soggetti tra i 42 e i 91 anni (1 deceduto per Linfoma non Hodgkin), tre dei quali non presentavano comorbidità note.

*≥ 16 anni

 

 

Epatite C
  • Nel 2019 in Italia sono stati segnalati 40 nuovi casi di epatite C acuta nel 2019, con un’incidenza di 0,1 casi per 100.000 abitanti, invariata rispetto a quella del 2018 e dimezzata rispetto al 2009

 

  • Si tratta di un’infezione che colpisce prevalentemente gli uomini (58%) di età compresa fra 35 e 54 anni.

 

  • L’esposizione nosocomiale rappresenta il principale fattore di rischio (42,1%), seguito dall’assunzione di droghe per via parenterale (riportato dal 38,9% dei casi) e dall’esposizione sessuale, intesa come partner sessuali multipli o mancato uso del profilattico in corso di rapporti occasionali (30,6% di casi).

*≥ 16 anni

 

 

Epatite E

 

  • Negli anni 2007-2018 si è assistito ad un trend in continuo aumento dei casi di epatite E segnalati al SEIEVA. Nel corso del 2019 si è raggiunto un vero e proprio picco con un numero di casi raddoppiato rispetto all’anno precedente (98 casi rispetto ai 49 del 2018). Tale incremento ha riguardato, durante tutto il periodo, esclusivamente i casi autoctoni. Se il trend osservato fino al 2018 poteva essere, almeno in parte, spiegato con la maggiore propensione ad effettuare test per l’epatite E nella diagnosi differenziale con le altre epatiti virali acute (linea verde: percentuale di casi nonA-nonC/Unknown testati per IgM anti epatite E), l’incremento osservato nel 2019 costituisce un campanello di allarme che impone un monitoraggio attento dell’andamento nei prossimi mesi.

 

 

  • Nel corso del 2019 sono stati segnalati 98 casi di epatite E, diagnosticati per la maggior parte in 4 sole regioni (Abruzzo, Marche Lombardia e Lazio).
  • L’88,8% dei casi sono acquisiti in Italia, l’età mediana è 59 anni (range 17-87) e il 75,5% sono uomini.

 

 

 

 

Altre segnalazioni

 

  • 1 caso di epatite acuta negativa alla ricerca dei virus maggiori dell’epatite, in un portatore di epatite B (HBsAg positivo e IgM anti-HBc negativo)
  • 1 caso di epatite acuta negativa alla ricerca dei virus HAV, HBV e HCV, per il quale non è stata eseguita la ricerca delle IgM anti-HEV. Una recente Linea Guida, pubblicata a giugno 2018 dall’Associazione europea per lo studio del fegato (EASL, European Association for the Study of Liver), raccomanda di testare per epatite E tutti i pazienti che presentano sintomatologia di epatite acuta, indipendentemente da storia di viaggi (accedi al documento).

  • 21 segnalazioni non classificabili a causa della mancanza di informazioni complete sui test sierologici. Di questi 2 riportavano somministrazione di farmaci a base di Ketoprofene e 2 farmaci a base di Paracetamolo.

 

 

  • La partecipazione al SEIEVA è volontaria. Attualmente aderiscono interamente al SEIEVA 14 Regioni e Province Autonome, mentre 6 Regioni solo parzialmente, la copertura complessiva di circa l’82% della popolazione italiana. Il Molise è l’unica Regione che non aderisce alla sorveglianza
  • Le Asl/Regioni che attualmente non partecipano al SEIEVA possono aderire contattando il gruppo di coordinamento presso l’ISS.

 

La banca dati SEIEVA può essere utilizzata all’occorrenza da chiunque dei referenti locali voglia usufruirne per scopi di ricerca e di sanità pubblica. Il gruppo di coordinamento è aperto a considerare tutte le proposte di studio o di progetto, incentrate sulla sorveglianza.

 

L’elaborazione dei dati e la realizzazione del presente rapporto sono a cura di: Maria Elena Tosti, Luigina Ferrigno, Annamaria Mele, Valeria Alfonsi, Giuseppina Iantosca, Simonetta Crateri, Franca D’Angelo, Silvia Andreozzi e grazie al prezioso contributo dei referenti presso le Regioni e Asl.

 

Data di ultimo aggiornamento: 26 novembre 2020

Data di creazione della pagina: 22 dicembre 2017

Revisione a cura di: Maria Elena Tosti – SEIEVA, ISS

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