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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Incidenza delle epatiti virali acute tra la popolazione migrante e quella italiana: i dati 2004-2019

Tra il 2004 e il 2019, dieci Regioni italiane hanno segnalato 15.872 casi di epatite virale e tra questi il 14,8% erano diagnosticati in persone straniere. L’articolo “Differences in Incidence of Acute Viral Hepatitis between Foreigners and Autochthonous Population in Italy” confronta l’andamento dell’incidenza di epatite A, B e C nella popolazione italiana e straniera; i dati utilizzati sono quelli raccolti dal SEIEVA, il Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute, coordinato dal Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

 

I dati, in breve

Utile analizzare l’andamento temporale nell’arco di 16 anni dei casi di epatite acuta, dei quali nel complesso il 14,8% riguardava cittadini stranieri. Sino al 2012 questa percentuale è aumentata in maniera graduale mentre, a partire dal 2013, è stato registrato un trend fluttuante e nel 2019 i casi negli stranieri erano il 23,9% di quelli totali. I dati della sorveglianza SEIEVA mostrano che gli stranieri hanno un rischio maggiore degli italiani di contrarre l’epatite A e B; per l’epatite B le differenze si stanno riducendo, plausibilmente come effetto della vaccinazione, che è oggi effettuata in tutti i Paesi. Per quanto riguarda l’epatite C non emergono differenze significative.

 

Per gli stranieri residenti in Italia è consigliato effettuare la vaccinazione contro l’epatite A prima di effettuare viaggi nelle loro terre di origine. Alle autorità sanitarie locali è invece consigliato di effettuare screening contro le epatiti B e C nei migranti in arrivo da Paesi in cui questi virus hanno un’alta circolazione, o che abbiano specifici fattori di rischio, e di offrire la vaccinazione anti epatite B ai migranti che risultassero suscettibili.

 

Un dato rilevante che emerge dall’analisi di 16 anni di sorveglianza è che l’86% dei cittadini stranieri che hanno avuto una diagnosi di epatite acuta risiedeva in Italia da più di un anno, l’infezione è stata quindi acquisita in Italia.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 9 settembre 2021

Testo scritto da: Maria Elena Tosti e Silvia Declich - Centro Nazionale per la Salute Globale, ISS