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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc)

Salute e benessere degli adolescenti: il rapporto internazionale con i dati 2017/2018 HBSC

Negli ultimi 30 anni, lo studio internazionale HBSC - Health Behaviour in School-aged Children, che nel 2017/2018 ha coinvolto 45 Paesi a livello globale tra cui l’Italia, ha permesso di descrivere nel tempo le condizioni di salute e il benessere di ragazzi e ragazze di 11, 13 e 15 anni. L’ultimo rapporto internazionale “Spotlight on adolescent health and well-being”, pubblicato il 19 maggio 2020 dall’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), fornisce una interessante panoramica sulla salute fisica, sulle relazioni sociali e sul benessere psicologico di 227.441 ragazzi in età scolare.

 

Dal report emergono informazioni che denotano alcuni ambiti in netto miglioramento rispetto al passato e altri per i quali è necessario potenziare gli investimenti in termini di promozione della salute e politiche sociali per le giovani generazioni.

 

In generale, è rassicurante notare che la sicurezza del supporto familiare e la facilità nella comunicazione con i genitori siano riferiti da oltre i due terzi dei ragazzi coinvolti nell’indagine. Più della metà di loro e circa i due terzi delle ragazze raccontano inoltre di poter contare su un sostegno importante da parte dei propri amici. Il supporto dei compagni di classe e degli insegnanti è una caratteristica evidenziata da oltre la metà degli intervistati, ma la scuola “piace molto” solamente a 1 adolescente su 4.

 

Rispetto agli anni precedenti, sebbene continui il trend in discesa sull’uso di sostanze (abitudine al fumo di sigaretta, consumo di alcol e cannabis), rimane comunque importante il dato riferito ai 15enni, in particolare nei ragazzi. Un 15enne su 5 si è ubriacato due o più volte nella vita e almeno uno su 7 riferisce di essersi ubriacato negli ultimi 30 giorni.

 

L’attività fisica quotidiana, definita come 60 minuti di attività moderata, rimane un campo prioritario di intervento in quanto solo il 19% degli adolescenti raggiunge il livello giornaliero raccomandato dall’OMS e la percentuale diminuisce con il crescere dell’età ed è più bassa tra le ragazze.

 

Anche le abitudini alimentari presentano alcune aree di criticità, nei giorni di scuola non consumanoe la prima colazione oltre 4 adolescenti su 10, quasi 1 intervistato su 2 non mangia frutta e verdura quotidianamente e il consumo delle bevande zuccherate-gassate rimane troppo alto (il 16% dichiara di consumarle ogni giorno).

 

I comportamenti relativi alla vita sessuale denunciano un ulteriore campo di azione su cui c’è necessità di intervento: circa il 25% dei 15enni sessualmente attivi dichiara di non aver usato alcun metodo contraccettivo e/o di protezione dalle infezioni sessualmente trasmesse durante l’ultimo rapporto sessuale.

 

L'uso problematico dei social media riguarda complessivamente il 7% degli adolescenti, con percentuali maggiori tra le ragazze di 15 anni.

 

Dal rapporto emergono molteplici differenze e variazioni tra i Paesi partecipanti. Le informazioni raccolte permettono di accrescere le conoscenze sulle disuguaglianze attraverso specifici indicatori di salute, evidenziando contesti di vulnerabilità che coinvolgono ogni Paese.

 

Alcuni indicatori, ad esempio, risultano migliori laddove il livello socio economico familiare è più alto e nel caso in cui ci sia un buon supporto da parte del contesto familiare. Altri indicatori sottolineano marcate disuguaglianze di genere che spesso risultano confrontabili, anche se in misura diversa, tra le diverse realtà geografiche. Differenze legate all’età sottolineano i profondi cambiamenti che coinvolgono gli adolescenti dagli 11 ai 15 anni.

 

Gli indicatori di salute che risultano maggiormente legati all’età possono essere utili per interventi mirati durante questi anni di vita, mentre le disuguaglianze emerse nel rapporto possono rappresentare una spia, per i decisori e per il mondo della ricerca, per individuare delle aree prioritarie di azione.

 

I risultati di HBSC Italia 2018 nel contesto internazionale

Il confronto dei risultati dell’Italia (presentati in occasione del convegno svoltosi a Roma il 1 ottobre 2019) con quelli di altri 44 Paesi che aderiscono allo studio internazionale contribuisce a facilitare l’identificazione delle priorità di intervento e a definire le strategie per l’azione.

 

Gli adolescenti italiani si collocano nelle posizioni migliori per quanto riguarda la qualità delle relazioni sociali con i propri amici e la propria famiglia. Sebbene anche il sostegno dei compagni di classe e degli insegnanti risulti elevato, il gradimento scolastico è comunque tra i più bassi rispetto agli altri Paesi. Violenza e bullismo sono fenomeni contenuti in Italia e decisamente meno frequenti rispetto agli altri Paesi.

 

Non siamo invece in buona posizione nel ranking internazionale per quanto riguarda: le abitudini alimentari scorrette (come saltare la prima colazione e non consumare quotidianamente frutta e verdura); la mancata pratica quotidiana di almeno 60 minuti di attività fisica intensa; il mancato uso di contraccettivi e di dispositivi di protezione dalle infezioni sessualmente trasmesse; la frequenza di sintomi di natura psico-fisica (sentirsi nervoso, mal di testa) e l’uso problematico dei social media.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 21 maggio 2020

Autori: Silvia Ciardullo, Serena Donati, Paola Nardone, Daniela Pierannunzio, Angela Spinelli – Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS - ISS

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