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Ultimi aggiornamenti

5/12/2019 - La nascita in Emilia-Romagna: i dati Cedap 2018

In Emilia-Romagna, i dati del CedAP (Certificato di assistenza al parto) evidenziano il progressivo calo del tasso di natalità: il dato del 2018 è 7,3 nati per 1000 abitanti e nel 2009 era 9,8 per 1000 abitanti. Dai dati, riferiti a 32.368 parti, corrispondenti a 32.954 neonati, emerge che l’età media delle mamme è 32,1 anni, la quota di madri straniere è 33,2% (e in un quarto dei parti i genitori sono entrambi stranieri), il 93,2% delle partorienti risiede in Regione e il 39,8% non sono sposate. Nel tempo, il livello di scolarità delle madri è cresciuto e oggi è superiore a quello dei padri. Il 62,8% delle madri ha un’attività lavorativa, mentre il 9,3% è disoccupata. Le donne al primo parto sono il 49,9% del totale. Riguardo gli stili di vita, il 5,2% delle donne non ha interrotto l’abitudine al fumo nel corso della gravidanza, il 19,7% risulta in sovrappeso, il 9,3% obesa e il 7,2% sottopeso. Fra le madri, il 51,9% si rivolge a consultori pubblici per l’assistenza in gravidanza; il 33,7% delle donne ha frequentato un corso di accompagnamento alla nascita; oltre una donna su cinque (22,7%) ricorre all’analgesia epidurale. Il 66,3% dei parti è avvenuto nei 9 punti nascita dotati di terapia intensiva neonatale e circa il 95% delle nascite di bambini con peso inferiore a 1500 grammi si verifica in questi centri. Da ultimo: i parti vaginali operativi sono il 4,5%, mentre il tasso di parti cesarei è 25,1% (era 29,9% nel 2009). Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto “La nascita in Emilia-Romagna. 16° Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) – Anno 2018” pubblicato a novembre 2019 dalla Regione Emilia-Romagna. Per approfondire consulta il documento completo (pdf 7,9 Mb).

 

21/11/2019 - Rapporto annuale sull’abortività spontanea. Anno 2018

Nel 2018, in Provincia di Trento, sono stati registrati 211 casi di aborto spontaneo (-14,2% rispetto al 2017), il dato più basso dell’ultimo decennio. Calo dovuto in particolar modo all’aumento della quota di aborti spontanei gestiti esclusivamente in Pronto Soccorso. Per assicurare il più possibile la completezza della rilevazione, a partire dal 2009 è stata avviata una procedura di recupero dei casi di aborto spontaneo attraverso l’incrocio tra i dati delle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo) e quelli ottenuti col modello Istat D-11 (flusso abortività spontanea), mentre a partire dal 2010 si è tenuto conto della casistica gestita esclusivamente a livello di Pronto Soccorso in modo da ottenere tassi e rapporti di abortività spontanea corretti. Dai dati del flusso Istat D-11 emerge che l’età media all’aborto è 34,2 anni, che nel 63% dei casi si tratta di donne coniugate e che il 32,6% delle donne ha vissuto in precedenza un’esperienza di aborto spontaneo, mentre un 9,4% ha effettuato in passato almeno un’interruzione volontaria di gravidanza. Il 60,2% degli aborti si è verificato entro la decima settimana gestazionale completa (57,7% nel 2017; 66% nel 2016). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 674 kb).

 

31/10/2019 - Natalità nella PA di Trento: i dati 2018

Nel 2018, nella Provincia di Trento sono nati 4146 bambini (-3,5% rispetto al 2017). Il tasso di natalità provinciale (complessivo di nati da donne residenti, ma partorienti fuori Provincia) è pari a 8,3‰ abitanti. Sono alcune delle informazioni pubblicate nell’ultimo rapporto annuale sulla natalità in Provincia di Trento, a cura del Servizio epidemiologia clinica e valutativa dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Dal documento emerge che l’età media al parto delle donne è di 31,9 anni, per le italiane 32,5 anni, per le straniere 30 anni. Anche l’età media al primo figlio differisce significativamente: 31 anni per le italiane e 27,7 anni per le straniere. Tra le partorienti del 2018, il 2,7% ha fatto ricorso alla procreazione medicalmente assistita. Per maggiori informazioni scarica il documento completo “Rapporto annuale sulla natalità in provincia di Trento. Assistenza in gravidanza, al parto ed al neonato (Anno 2018)” (pdf 1,1 Mb).

 

19/9/2019 - Dati Cedap 2016

È online il rapporto “Certificato di assistenza al parto (Cedap) Analisi dell’evento nascita - anno 2016”, la più ampia e articolata fonte informativa sull’evento nascita disponibile a livello nazionale che raccoglie informazioni di carattere sanitario, epidemiologico e socio-demografico per ogni donna che partorisce nel Paese. Anche questa rilevazione evidenzia il calo delle nascite nel Paese, legato alla modifica della struttura per età della popolazione femminile, alla diminuita propensione ad avere figli e alla diminuzione della fecondità delle cittadine straniere. Per approfondire leggi il commento di Serena Donati (Iss).

 

5/9/2019 - Sulprostone o Carboprost: cosa dicono le prove di efficacia

Il 5 luglio 2019, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha inserito il Sulprostone (Nalador) nell’elenco dei farmaci “carenti”, a causa di problemi nell’attività produttiva del fabbricante. Il Sulprostone è un trattamento farmacologico di seconda linea raccomandato in presenza di emorragia post partum (Epp). Data l’indisponibilità di un farmaco equivalente, con la stessa nota l’Aifa ha rilasciato anche l’autorizzazione per le strutture sanitarie a importare un prodotto analogo autorizzato dall’estero. Poiché il farmaco che meglio si adatta a sostituire il Sulprostone è il Carboprost, largamente utilizzato nel Regno Unito, il gruppo di lavoro dell’Italian Obstetric Surveillance System (Itoss) vuole offrire ai professionisti sanitari che assistono la nascita in Italia una sintesi delle prove di efficacia disponibili in letteratura su questo medicinale. Leggi l’approfondimento.

 

11/7/2019 - Relazione Pma sull’attività del 2017

Anche quest’anno i dati sulla Pma confermano la tendenza a una maggiore accessibilità ai trattamenti: è aumentato il numero di cicli svolti (71.686 nel 2017 a fronte dei 70.356 del 2016) per le tecniche maggiori, come la Fivet (fecondazione in vitro con trasferimento embrionario), la Icsi (iniezione intracitoplasmatica di uno spermatozoo), la Fer (trasferimento di embrione crioconservato) e la Fo (trasferimento di embrione ottenuto da ovocita crioconservato), mentre è lievemente diminuita l’applicazione della tecnica di primo livello, l’inseminazione intrauterina (Iui), passata dai 21.767 cicli del 2016 ai 19.431 del 2017. Leggi il commento di Giulia Scaravelli (Iss) alla nuova Relazione al Parlamento sulla Pma.

 

27/6/2019 - Formazione universitaria, aggiornamento professionale sull’allattamento e promozione della salute nei primi 1000 giorni

Sono disponibili i materiali del convegno organizzato dall’Iss “Salute primale e allattamento: i primi 1000 giorni. Un modello per la formazione universitaria e l’aggiornamento professionale” (Roma, 14 giugno 2019), organizzato per promuovere la formazione pre-service, condividere i risultati dell’esperienza delle università di Roma e discutere delle buone pratiche attualmente in uso nei corsi di laurea in ostetricia e nei percorsi formativi di pediatri e altri professionisti sanitari.

 

16/05/2019 - Nasce l’app “Mamma in salute”

Il 12 maggio scorso, in occasione della Festa della mamma, il ministero della Salute ha presentato “Mamma in salute” l’App per smartphone gratuita e senza pubblicità. L’applicazione è divisa in tre sezioni: prima della gravidanza, gravidanza e parto, dopo il parto e allattamento. Contiene informazioni utili sui consultori familiari, le banche del latte oltre che una mappa dei Centri per la procreazione medicalmente assistita. Nel Diario della gravidanza è possibile annotare i risultati delle indagini diagnostiche-strumentali effettuate e delle visite ginecologiche. L’Agenda ricorderà con i promemoria alla donna gli appuntamenti durante la gestazione. Questo strumento va ad affiancare l’applicazione “hAPPy mamma” Toscana, realizzata dal Laboratorio Management e Sanità del Sant’Anna di Pisa, a cui presto si aggiungerà un’applicazione simile lanciata dalla Regione Emilia-Romagna. In quest’ultima sarà presente anche un sistema tipo “Birth choice” attivo da anni nel Regno Unito, che aiuta le donne a scegliere il luogo del parto in base alle loro esigenze/preferenze. Tutto ciò avviene in un quadro promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), da sempre vicino alle iniziative digitali sia per le mamme che per la formazione dei professionisti del settore. Per approfondire: scarica la App “Mamma in salute” (Apple store; Googleplay) e leggi il comunicato stampa sul sito del ministero della Salute; visita il sito della Regione Toscana dedicato alla applicazione “hAPPy mamma” e il sito del Regno Unito “Birth choice”.

 

18/4/2019 - Rapporto annuale sull’abortività spontanea. Anno 2017

Nel 2017, in Provincia di Trento, sono stati registrati 246 casi di aborto spontaneo (-30,9% rispetto al 2016), il dato più basso dell’ultimo decennio. Calo dovuto in particolar modo all’aumento della quota di aborti spontanei gestiti esclusivamente in Pronto Soccorso. Per assicurare il più possibile la completezza della rilevazione, a partire dal 2009 è stata avviata una procedura di recupero dei casi di aborto spontaneo attraverso l’incrocio tra i dati delle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo) e quelli ottenuti col modello Istat D-11 (flusso abortività spontanea), mentre a partire dal 2010 si è tenuto conto della casistica gestita esclusivamente a livello di Pronto Soccorso in modo da ottenere tassi e rapporti di abortività spontanea corretti. Dai dati del flusso Istat D-11 emerge che l’età media all’aborto è 34,4 anni, che nel 71,1% dei casi si tratta di donne coniugate e che il 28,9% delle donne ha vissuto in precedenza un’esperienza di aborto spontaneo, mentre un 8,5% ha effettuato in passato almeno un’interruzione volontaria di gravidanza. Il 57,7% degli aborti si è verificato entro la decima settimana gestazionale completa (66% nel 2016; 75,7% nel 2015). Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 368 kb).

 

28/3/2019 - Sorveglianza ostetrica Itoss: i materiali del convegno 2019

Sono on line le presentazioni del convegno “La sorveglianza ostetrica Itoss” organizzato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) per il 14 marzo 2019 scorso. L’obiettivo della giornata era quello di restituire, e discutere con i professionisti sanitari che assistono la nascita in Italia, le informazioni rese disponibili dal sistema di sorveglianza della mortalità materna e dai progetti di ricerca–intervento coordinati da Itoss (Italian Obstetric Surveillance System). Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata.

 

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