Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

resistenze agli antibiotici

Ultimi aggiornamenti

5/4/2019 - I dati 2012-2016 della sorveglianza Ar-Iss in Italia

I dati della sorveglianza Ar-Iss, relativi al quinquennio 2012-2016, evidenziano che nel nostro Paese la resistenza agli antibiotici per tutti i patogeni sotto sorveglianza si mantiene elevata, generalmente superiore alla media europea. La situazione è più critica per i batteri Gram-negativi poiché per queste specie vi sono meno antibiotici efficaci disponibili. In particolare, per la specie K. pneumoniae è stata rilevata una resistenza ai carbapenemi superiore al 30% in tutto il quinquennio (33,3% nel 2016) con valori molto superiori rispetto alla media europea (intorno al 6% nel 2016). Per approfondire leggi il commento a cura dei ricercatori Iss.

 

22/3/2019 - Pseudomonas aeruginosa produttore della metallo-lattamasi VIM e resistente ai carbapenemi: la nota del Ministero sul focolaio epidemico in Messico

È on line sul sito del ministero della Salute una Circolare (pubblicata il 18 marzo) indirizzata a strutture sanitarie, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta con la quale si fa il punto sul focolaio epidemico di Pseudomonas aeruginosa produttore della metallo-lattamasi VIM (Verona integron-encoded metallo-beta-lactamase) e resistente ai carbapenemi (VIM-CRPA) in corso in Messico. A partire dallo scorso 12 febbraio, infatti l’Organizzazione panamericana della salute dell’Oms (Paho) ha ricevuto una segnalazione relativa a infezioni del sito chirurgico dovute a P. aeruginosa antibiotico-resistente conseguente a procedure chirurgiche invasive effettuate presso strutture sanitarie a Tijuana, Messico. La Circolare ministeriale riporta anche le conclusioni della valutazione del rischio pubblicata l’11 marzo 2019 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Dal Rapid Risk Assessment emerge che un numero limitato di cittadini dell’Unione europea (Ue) e dell’Area economica europea (Aee) ha viaggiato e si è sottoposto a interventi chirurgici nelle strutture sanitarie messicane associate all'epidemia. Pertanto, il rischio di introduzione e ulteriore diffusione di VIM-CRPA da questo specifico focolaio nelle strutture sanitarie dell'Ue/Aee è stato valutato dall'Ecdc come basso. Tuttavia, a causa dell'intervallo di tempo tra l'intervento chirurgico e l’eventuale sviluppo di malattia, e della prosecuzione delle procedure chirurgiche nelle strutture sanitarie di Tijuana, fino alla segnalazione del focolaio epidemico e alla loro sospensione, potrebbero venire segnalati ulteriori casi. Per approfondire leggi la nota del ministero della Salute “Rapid Risk Assessment dell’Ecdc: epidemia da Pseudomonas aeruginosa VIM-produttore e resistente ai carbapenemi (VIM-CRPA) – 11 marzo 2019” (pdf 278 kb) e la valutazione del rischio dell’Ecdc “Rapid risk assessment: Outbreak of VIM-producing carbapenem-resistant Pseudomonas aeruginosa linked to medical tourism to Mexico”.

 

22/3/2019 - Uso degli antibiotici in Italia. I dati 2017

Nel 2017 il consumo di antibiotici in Italia è stato pari a 25,5 DDD/1000 abitanti die. Oltre l’85% delle dosi sono state erogate a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn), con una riduzione dell’1,6% rispetto al 2016. Il dato comprende sia gli antibiotici forniti in regime di assistenza convenzionata che quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. È quanto emerge dal rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale. Anno 2017” pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a marzo 2019. Anche la spesa nazionale (14,33 euro) si è ridotta rispetto all’anno precedente dell’1,7%. L'assunzione di antibiotici avviene di norma dietro prescrizione del Medico di medicina generale o del Pediatra di libera scelta. È evidente una differenza stagionale dei consumi tra i mesi invernali, caratterizzati dalle sindromi influenzali, e quelli estivi. L’analisi conferma un maggior consumo al Sud, nelle Isole (24,9 DDD/1000 ab die) e al Centro (20,7 DDD/1000 ab die) rispetto al Nord (15,6 DDD/1000 ab die). Il rapporto sottolinea un consumo maggiore di antibiotici nelle fasce di età estreme (primi 4 anni di vita e dopo i 75 anni). L’associazione amoxicillina/acido clavulanico è l’antibiotico più utilizzato sia in ambito territoriale che ospedaliero. Le differenze geografiche nel ricorso agli antibiotici si confermano per la popolazione pediatrica (0-13 anni). Infine il consumo territoriale, pur se in calo, è superiore rispetto a quello della media europea. Per approfondire consulta il rapporto completo “L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale. Anno 2017” (pdf 5,2 Mb).

 

7/3/2019 - Antibioticoresistenza: la relazione Efsa-Ecdc 2017

Gli agenti delle più diffuse zoonosi, malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo, come la campilobatteriosi e la salmonellosi, stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici. È il dato più importante che emerge dal nuovo rapporto sulla resistenza agli antibiotici dei batteri isolati da uomo, suini e vitelli di età inferiore a un anno pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) con i dati raccolti nel 2017 da 28 Paesi europei.

 

21/2/2019 - L’Iss invita gli operatori sanitari a compilare una survey Ecdc sull’antibiotico resistenza

L’Istituto superiore di sanità invita tutti gli operatori a compilare una survey preparata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) su conoscenze e attitudine in merito all'uso degli antibiotici e all'antibiotico-resistenza. La survey indirizzata a medici, infermieri, farmacisti e dirigenti di ospedali nonché ricercatori clinici, fisioterapisti, infermieri ausiliari, odontotecnici, tecnici farmaceutici, équipe sanitarie pubbliche e studenti delle facoltà sanitarie è disponibile anche in italiano, sarà attiva sino al 1 marzo e si completa in 5/10 minuti. Questa survey permetterà di avere una visione europea utile per lo sviluppo di strategie per indirizzare il problema dell’antibiotico resistenza. Per maggiori informazioni (e per scegliere una lingua diversa dall’italiano) visita il sito Ecdc.

 

7/2/2019 - Batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi: i dati 2014-17 della sorveglianza nazionale

I dati raccolti dal sistema di sorveglianza nazionale per le batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi (Cpe), istituito dal ministero della Salute nel 2013, mostrano come in Italia il fenomeno della resistenza ai carbapenemi, soprattutto nella specie batterica Klebsiella pneumoniae, sia diventato una seria minaccia per la salute pubblica, tanto da rappresentare una buona parte dei circa 10 mila morti l’anno causati in Italia dall’antibiotico resistenza (come stimato nello studio “Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis”, pubblicato su The Lancet a novembre 2018). Infatti, secondo quanto riferito nel rapporto di sorveglianza “Bloodstream infections due to carbapenemase-producing Enterobacteriaceae in Italy: results from nationwide surveillance, 2014 to 2017”, pubblicato su Eurosurveillance a gennaio 2019, i casi segnalati di batteriemie da Klebsiella pneumoniae e Escherichia coli hanno mostrato un incremento nel tempo passando da circa 1400 casi nel 2014 a più di 2000 casi nel 2017, con un tasso di incidenza che nel 2017 ha raggiunto 3,6 casi su 100 mila residenti. I casi di batteriemie da Cpe sono diffusi in tutto il territorio italiano (con evidenti differenze regionali nei tassi di incidenza) e rappresentano un esempio di infezione correlata all’assistenza sanitaria (Ica) coinvolgendo principalmente soggetti maschi con più di 60 anni di età (71%), ospedalizzati (87,2%) e ricoverati nei reparti ad alta intensità di cura spesso come conseguenza di procedure mediche invasive. È necessario quindi continuare a rafforzare le misure di controllo per le Ica in tutto il territorio nazionale, al fine di ridurre il numero di infezioni correlate all’assistenza da enterobatteri resistenti ai carbapenemi. Per approfondire consulta l’articolo “Bloodstream infections due to carbapenemase-producing Enterobacteriaceae in Italy: results from nationwide surveillance, 2014 to 2017” (Eurosurveillance, a gennaio 2019) e lo studio “Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis” (The Lancet, novembre 2018).

 

31/1/2019 - Antibiotico resistenza: online il Protocollo 2019 sulla sorveglianza nazionale

Il 18 gennaio 2019 il ministero della Salute ha emesso la circolare “Sistema nazionale di sorveglianza sentinella dell’antibiotico-resistenza (Ar-Iss) - Protocollo 2019”, che aggiorna il protocollo della sorveglianza Ar-Iss, attiva dal 2001 con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità. Il nuovo protocollo, predisposto dal Gruppo tecnico di coordinamento (Gtc) della strategia nazionale di contrasto dell’Antimicrobico resistenza, istituito dal ministero della Salute nell’ambito delle attività del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (Pncar), prevede la collaborazione delle Regioni e delle Province Autonome per rendere la rete di sorveglianza più rappresentativa della realtà nazionale. Il protocollo include anche un documento che esplicita il set di requisiti minimi che i laboratori di microbiologia che forniscono dati alla sorveglianza Ar-Iss devono possedere. Il Protocollo sarà aggiornato annualmente. Per maggiori informazioni scarica la circolare (pdf 861 kb) e visita il sito del ministero della Salute.

 

TOP