Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

Antibiotico-resistenza

Ultimi aggiornamenti

19/12/2019 - Sorveglianza e controllo delle infezioni da CRE: aggiornata la Circolare

È online, sul sito del ministero della Salute, la circolare “Aggiornamento delle indicazioni per la sorveglianza e il controllo delle infezioni da Enterobatteri resistenti ai carbapenemi (CRE)” (pdf 387 kb), che aggiorna le indicazioni contenute nella Circolare del 26 febbraio 2013 indirizzata alla sorveglianza e controllo degli enteropatogeni produttori di carbapenemasi (CPE). Il testo esplicita le modalità di gestione e organizzazione della Sorveglianza nazionale delle batteriemie da CRE, affidata all’ISS, e le misure di sorveglianza e controllo della trasmissione delle infezioni da CRE nelle strutture sanitarie. Allegate alla Circolare ci sono la scheda per raccogliere le informazioni sui casi di malattia invasiva da CRE (pdf 538 kb) e le istruzioni operative per il sito web CRE-ISS per la segnalazione degli enterobatteri resistenti ai carbapenemi (pdf 502 kb).

 

28/11/2019 - Rapporto sull’uso di antibiotici in Italia – anno 2018

Il consumo di antibiotici in Italia, pari a 21,4 DDD/1000 ab die, è superiore alla media europea. Si è in presenza di una notevole variabilità regionale con valori più elevati al Sud e nelle Isole e inferiori al Nord. Sono alcuni dei dati presentati nel secondo Rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia” che presenta i dati sul consumo e la spesa per questi farmaci nel nostro Paese nel 2018. Dal documento emerge che le differenze regionali riguardano sia la quantità di farmaci sia la tipologia degli antibiotici utilizzati. Nel periodo 2016-2018 l’erogazione di antibiotici in ambito ospedaliero aumenta in maniera difforme tra le diverse aree geografiche. Si registrano consumi molto elevati nelle sottopopolazioni, come ad esempio donne o over 65, in cui il loro uso è spesso inappropriato o dove vi è un profilo di rischio associato. In particolare diminuiscono i consumi di fluorochinoloni, mentre crescono specie al Nord quelli dei carbapenemi. L’associazione amoxicillina/acido clavulanico è l’antibiotico più utilizzato sia in ambito territoriale che ospedaliero e, in particolare nella popolazione pediatrica, questa associazione non è indicata tra i farmaci di prima scelta in molte linee guida. Nei mesi freddi, durante i picchi di sindromi influenzali, vi è un chiaro aumento del consumo di antibiotici. Le attività di monitoraggio condotte nell’ambito della Medicina generale o della Pediatria di libera scelta, possono sostenere iniziative di formazione e informazione con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza prescrittiva degli antibiotici e di conseguenza ridurre l’antibiotico-resistenza. Per approfondire consulta il documento completo “L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale. Anno 2018” (pdf 5,4 Mb).

 

21/11/2019 - Antibiotico-resistenza in Europa: i dati ECDC

In Europa, la resistenza agli antibiotici mostra grandi differenze in base alla specie batterica, alla classe di antibiotici e alla regione geografica. Per molte combinazioni specie batterica/classe di antibiotici è evidente un gradiente Nord-Sud ed Est-Ovest: in generale nei Paesi del Nord Europa sono riportate percentuali di resistenza più basse mentre nei Paesi del Sud ed Est Europa si registrano percentuali più alte. In occasione dell’European Antibiotic Awareness Day (18 novembre 2019) il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato il rapporto “Surveillance of antimicrobial resistance in Europe 2018” con gli ultimi dati disponibili sull’antibiotico-resistenza (AR) in Europa forniti da Ears-Net (European Antimicrobial Resistance Surveillance Network) la rete europea di sorveglianza dell’antibiotico-resistenza coordinata dall’Ecdc. Consulta su EpiCentro i dati epidemiologici europei aggiornati e la tabella con il confronto Italia-Europa per il profilo di AR degli 8 patogeni sotto sorveglianza.

 

14/11/2019 - Giornata europea degli antibiotici, i dati dell’ISS

In vista del prossimo European Antibiotic Awareness Day (18 novembre 2019) promosso dall’ECDC in partnership con la World Antibiotic Awareness Week (18–24 novembre 2019) dell’OMS, EpiCentro pubblica i nuovi dati della sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza AR-ISS e quelli della sorveglianza nazionale dedicato alle batteriemie causate da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE), coordinate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Dai due Rapporti (consultabili on line e scaricabili anche in versione pdf impaginata) emerge che nel 2018 in Italia le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli 8 patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono più alte rispetto alla media europea anche se, in generale, si è osservato un trend in calo rispetto agli anni precedenti. Inoltre, gli oltre 2000 casi diagnosticati e segnalati nel 2018 evidenziano la larga diffusione in Italia delle CPE, soprattutto in pazienti ospedalizzati. Per approfondire consulta i Rapporti delle sorveglianze nazionali AR-ISS e CPE.

 

6/6/2019 - Resistenza agli antibiotici: una valutazione del rischio sui casi in Toscana

In Toscana, tra novembre 2018 e maggio 2019, si è verificato un focolaio di New Delhi metallo-beta-lactamase (NDM)-producing carbapenem-resistant Enterobacteriaceae (CRE) che ha portato alla segnalazione di 350 casi (colonizzati o con patologia di cui 50 sono i casi di malattia invasiva) da 7 ospedali. Si tratta di un evento epidemico importante non solo per il numero di casi, ma anche perché evidenzia un cambiamento nell’epidemiologia degli enterobatteri resistenti ai carbapenemi in quanto, finora, la maggioranza dei ceppi di Klebsiella pneumoniae isolati producevano la carbapenemasi di tipo KPC (Klebsiella pneumoniae carbapenemase). Il cambiamento riduce le opzioni farmacologiche perché le infezioni correlate all’enzima New Delhi metallo-beta-lattamasi non rispondono ai trattamenti di alcune tra le nuove combinazioni di inibitori beta-lattamici e beta-lattamasi. Inoltre, NDM ha un alto rischio di diffusione tra le strutture sanitarie europee e la presenza di un focolaio in una zona altamente turistica come la Toscana porta a un elevato rischio di trasmissione transfrontaliera. Infine, vista l’endemia di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi in corso in Italia, il rischio di diffusione di NDM-producing CRE viene considerato alto (e moderato per gli altri Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo). per maggior informazioni leggi il Rapid Risk Assessment dell’Ecdc “Rapid risk assessment: Regional outbreak of New Delhi metallo-betalactamase-producing carbapenem-resistant Enterobacteriaceae, Italy, 2018–2019”.

 

5/4/2019 - I dati 2012-2016 della sorveglianza Ar-Iss in Italia

I dati della sorveglianza Ar-Iss, relativi al quinquennio 2012-2016, evidenziano che nel nostro Paese la resistenza agli antibiotici per tutti i patogeni sotto sorveglianza si mantiene elevata, generalmente superiore alla media europea. La situazione è più critica per i batteri Gram-negativi poiché per queste specie vi sono meno antibiotici efficaci disponibili. In particolare, per la specie K. pneumoniae è stata rilevata una resistenza ai carbapenemi superiore al 30% in tutto il quinquennio (33,3% nel 2016) con valori molto superiori rispetto alla media europea (intorno al 6% nel 2016). Per approfondire leggi il commento a cura dei ricercatori Iss.

 

22/3/2019 - Pseudomonas aeruginosa produttore della metallo-lattamasi VIM e resistente ai carbapenemi: la nota del Ministero sul focolaio epidemico in Messico

È on line sul sito del ministero della Salute una Circolare (pubblicata il 18 marzo) indirizzata a strutture sanitarie, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta con la quale si fa il punto sul focolaio epidemico di Pseudomonas aeruginosa produttore della metallo-lattamasi VIM (Verona integron-encoded metallo-beta-lactamase) e resistente ai carbapenemi (VIM-CRPA) in corso in Messico. A partire dallo scorso 12 febbraio, infatti l’Organizzazione panamericana della salute dell’Oms (Paho) ha ricevuto una segnalazione relativa a infezioni del sito chirurgico dovute a P. aeruginosa antibiotico-resistente conseguente a procedure chirurgiche invasive effettuate presso strutture sanitarie a Tijuana, Messico. La Circolare ministeriale riporta anche le conclusioni della valutazione del rischio pubblicata l’11 marzo 2019 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Dal Rapid Risk Assessment emerge che un numero limitato di cittadini dell’Unione europea (Ue) e dell’Area economica europea (Aee) ha viaggiato e si è sottoposto a interventi chirurgici nelle strutture sanitarie messicane associate all'epidemia. Pertanto, il rischio di introduzione e ulteriore diffusione di VIM-CRPA da questo specifico focolaio nelle strutture sanitarie dell'Ue/Aee è stato valutato dall'Ecdc come basso. Tuttavia, a causa dell'intervallo di tempo tra l'intervento chirurgico e l’eventuale sviluppo di malattia, e della prosecuzione delle procedure chirurgiche nelle strutture sanitarie di Tijuana, fino alla segnalazione del focolaio epidemico e alla loro sospensione, potrebbero venire segnalati ulteriori casi. Per approfondire leggi la nota del ministero della Salute “Rapid Risk Assessment dell’Ecdc: epidemia da Pseudomonas aeruginosa VIM-produttore e resistente ai carbapenemi (VIM-CRPA) – 11 marzo 2019” (pdf 278 kb) e la valutazione del rischio dell’Ecdc “Rapid risk assessment: Outbreak of VIM-producing carbapenem-resistant Pseudomonas aeruginosa linked to medical tourism to Mexico”.

 

22/3/2019 - Uso degli antibiotici in Italia. I dati 2017

Nel 2017 il consumo di antibiotici in Italia è stato pari a 25,5 DDD/1000 abitanti die. Oltre l’85% delle dosi sono state erogate a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn), con una riduzione dell’1,6% rispetto al 2016. Il dato comprende sia gli antibiotici forniti in regime di assistenza convenzionata che quelli acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche. È quanto emerge dal rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale. Anno 2017” pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a marzo 2019. Anche la spesa nazionale (14,33 euro) si è ridotta rispetto all’anno precedente dell’1,7%. L'assunzione di antibiotici avviene di norma dietro prescrizione del Medico di medicina generale o del Pediatra di libera scelta. È evidente una differenza stagionale dei consumi tra i mesi invernali, caratterizzati dalle sindromi influenzali, e quelli estivi. L’analisi conferma un maggior consumo al Sud, nelle Isole (24,9 DDD/1000 ab die) e al Centro (20,7 DDD/1000 ab die) rispetto al Nord (15,6 DDD/1000 ab die). Il rapporto sottolinea un consumo maggiore di antibiotici nelle fasce di età estreme (primi 4 anni di vita e dopo i 75 anni). L’associazione amoxicillina/acido clavulanico è l’antibiotico più utilizzato sia in ambito territoriale che ospedaliero. Le differenze geografiche nel ricorso agli antibiotici si confermano per la popolazione pediatrica (0-13 anni). Infine il consumo territoriale, pur se in calo, è superiore rispetto a quello della media europea. Per approfondire consulta il rapporto completo “L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto nazionale. Anno 2017” (pdf 5,2 Mb).

 

7/3/2019 - Antibioticoresistenza: la relazione Efsa-Ecdc 2017

Gli agenti delle più diffuse zoonosi, malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo, come la campilobatteriosi e la salmonellosi, stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici. È il dato più importante che emerge dal nuovo rapporto sulla resistenza agli antibiotici dei batteri isolati da uomo, suini e vitelli di età inferiore a un anno pubblicato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) con i dati raccolti nel 2017 da 28 Paesi europei.

 

21/2/2019 - L’Iss invita gli operatori sanitari a compilare una survey Ecdc sull’antibiotico resistenza

L’Istituto superiore di sanità invita tutti gli operatori a compilare una survey preparata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) su conoscenze e attitudine in merito all'uso degli antibiotici e all'antibiotico-resistenza. La survey indirizzata a medici, infermieri, farmacisti e dirigenti di ospedali nonché ricercatori clinici, fisioterapisti, infermieri ausiliari, odontotecnici, tecnici farmaceutici, équipe sanitarie pubbliche e studenti delle facoltà sanitarie è disponibile anche in italiano, sarà attiva sino al 1 marzo e si completa in 5/10 minuti. Questa survey permetterà di avere una visione europea utile per lo sviluppo di strategie per indirizzare il problema dell’antibiotico resistenza. Per maggiori informazioni (e per scegliere una lingua diversa dall’italiano) visita il sito Ecdc.

 

7/2/2019 - Batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi: i dati 2014-17 della sorveglianza nazionale

I dati raccolti dal sistema di sorveglianza nazionale per le batteriemie da enterobatteri produttori di carbapenemasi (Cpe), istituito dal ministero della Salute nel 2013, mostrano come in Italia il fenomeno della resistenza ai carbapenemi, soprattutto nella specie batterica Klebsiella pneumoniae, sia diventato una seria minaccia per la salute pubblica, tanto da rappresentare una buona parte dei circa 10 mila morti l’anno causati in Italia dall’antibiotico resistenza (come stimato nello studio “Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis”, pubblicato su The Lancet a novembre 2018). Infatti, secondo quanto riferito nel rapporto di sorveglianza “Bloodstream infections due to carbapenemase-producing Enterobacteriaceae in Italy: results from nationwide surveillance, 2014 to 2017”, pubblicato su Eurosurveillance a gennaio 2019, i casi segnalati di batteriemie da Klebsiella pneumoniae e Escherichia coli hanno mostrato un incremento nel tempo passando da circa 1400 casi nel 2014 a più di 2000 casi nel 2017, con un tasso di incidenza che nel 2017 ha raggiunto 3,6 casi su 100 mila residenti. I casi di batteriemie da Cpe sono diffusi in tutto il territorio italiano (con evidenti differenze regionali nei tassi di incidenza) e rappresentano un esempio di infezione correlata all’assistenza sanitaria (Ica) coinvolgendo principalmente soggetti maschi con più di 60 anni di età (71%), ospedalizzati (87,2%) e ricoverati nei reparti ad alta intensità di cura spesso come conseguenza di procedure mediche invasive. È necessario quindi continuare a rafforzare le misure di controllo per le Ica in tutto il territorio nazionale, al fine di ridurre il numero di infezioni correlate all’assistenza da enterobatteri resistenti ai carbapenemi. Per approfondire consulta l’articolo “Bloodstream infections due to carbapenemase-producing Enterobacteriaceae in Italy: results from nationwide surveillance, 2014 to 2017” (Eurosurveillance, a gennaio 2019) e lo studio “Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis” (The Lancet, novembre 2018).

 

31/1/2019 - Antibiotico resistenza: online il Protocollo 2019 sulla sorveglianza nazionale

Il 18 gennaio 2019 il ministero della Salute ha emesso la circolare “Sistema nazionale di sorveglianza sentinella dell’antibiotico-resistenza (Ar-Iss) - Protocollo 2019”, che aggiorna il protocollo della sorveglianza Ar-Iss, attiva dal 2001 con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità. Il nuovo protocollo, predisposto dal Gruppo tecnico di coordinamento (Gtc) della strategia nazionale di contrasto dell’Antimicrobico resistenza, istituito dal ministero della Salute nell’ambito delle attività del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (Pncar), prevede la collaborazione delle Regioni e delle Province Autonome per rendere la rete di sorveglianza più rappresentativa della realtà nazionale. Il protocollo include anche un documento che esplicita il set di requisiti minimi che i laboratori di microbiologia che forniscono dati alla sorveglianza Ar-Iss devono possedere. Il Protocollo sarà aggiornato annualmente. Per maggiori informazioni scarica la circolare (pdf 861 kb) e visita il sito del ministero della Salute.

 

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