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ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Aspetti epidemiologici

In Italia

Nel 2020 hanno partecipato alla Sorveglianza nazionale AR-ISS, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, venti Regioni/PP.AA, con un ulteriore allargamento della rete (153 laboratori rispetto i 130 nel 2019) e sono stati isolati 57.412 patogeni. Sulla base di questi dati è stato rilevato che le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli 8 patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono elevate anche se in qualche caso sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti. In particolare:

  • la percentuale di resistenza alle cefalosporine di terza generazione E. coli è in diminuzione nel 2020 (26,4%) rispetto al 2019 (30,8%), mentre un trend in calo negli ultimi sei anni (2015-2020) si osserva per gli aminoglicosidi (da 18,4% nel 2015 a 15,2% nel 2020) e i fluorochinoloni (da 44,4% nel 2015 a 37,6% nel 2020)
  • per il secondo anno consecutivo si è riscontrato nel 2020 un aumento nella percentuale di isolati di K. pneumoniae resistenti ai carbapenemi (29,5% contro il 28,5% del 2019), dopo una lieve flessione osservata negli anni precedenti. La resistenza ai carbapenemi si è confermata molto bassa in E. coli (0,5%) ma è risultata in aumento nelle specie P. aeruginosa (15,9%) e in Acinetobacter spp. (80,8%)
  • tra i batteri Gram-negativi, il 33,1% degli isolati di K. pneumoniae e il 10,0% degli isolati di E. coli sono risultati multi-resistenti (resistenti a cefalosporine di III generazione, aminoglicosidi e fluorochinoloni), entrambi questi valori sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti; per P. aeruginosa la percentuale di resistenza a tre o più antibiotici tra piperacillina-tazobactam, ceftazidime, carbapenemi, aminoglicosidi e fluorochinoloni è risultata pari a 12,5%, anche questa in diminuzione rispetto agli anni precedenti, mentre si è osservata una percentuale di multi-resistenza (fluorochinoloni, aminoglicosidi e carbapenemi) particolarmente alta (78,8%) e in ulteriore aumento in Acinetobacter spp
  • per Staphylococcus aureus, la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (MRSA) si è mantenuta stabile, intorno al 34%, mentre continua a osservarsi un preoccupante trend in aumento nella percentuale di isolati di Enterococcus faecium resistenti alla vancomicina, che nel 2020 è risultata pari a 23,6%
  • per Streptococcus pneumoniae si è osservato un lieve aumento sia della percentuale di isolati resistenti alla penicillina (13,6%) che di quelli resistenti all’eritromicina (24,5%).
  • Nelle Terapie Intensive sono state osservate percentuali di resistenza più elevate (intorno al 40%) rispetto agli altri reparti sia per K. pneumoniae resistente ai carbapenemi che per S. aureus resistente alla meticillina.

Inoltre, secondo i dati della sorveglianza nazionale dedicata alle batteriemie causate da enterobatteri resistenti ai carbapenemasi (CRE), coordinata dall’ISS, relativi ai 2.225 casi diagnosticati e segnalati nel 2020 confermano la larga diffusione in Italia delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi, soprattutto in pazienti ospedalizzati. Il tasso di incidenza standardizzato per età (IRst) di 3,3 su 100.000 residenti, dato in diminuzione rispetto al 2019 (IRst 3,6 su 100.000 residenti), ma in linea rispetto al triennio 2016-2018 (IRst di 3,3 su 100.000 residenti). In particolare:

  • nel 2020 l’incidenza dei casi segnalati è in diminuzione rispetto al 2019 ma stabile rispetto al triennio 2016-2018
  • l’Italia centrale è l’area con maggiore incidenza di casi segnalati
  • i soggetti maggiormente coinvolti sono maschi, in una fascia di età compresa tra 60 e 79 anni, ospedalizzati e ricoverati nei reparti di terapia intensiva

il patogeno maggiormente diffuso è Klebsiella pneumoniae con enzima KPC (Klebsiella pneumoniae carbapenemasi) e nel 2020 si conferma la diffusione dell’enzima NDM (New Delhi metallo beta lattamasi) già osservata nel 2019.

 

Per approfondire si possono consultare le pagine dedicate ai rapporti periodici delle sorveglianze nazionali AR-ISS e CRE.

Data di ultimo aggiornamento: 18 novembre 2021

Data di creazione della pagina: 23 novembre 2017

Testo scritto da: Giulia Fadda, Stefania Bellino, Simone Iacchini, Monica Monaco, Maria Del Grosso, Fortunato “Paolo” D’Ancona, Romina Camilli, Giulia Errico, Maria Giufré, Sauro Sisi, Annalisa Pantosti, Patrizio Pezzotti – Dipartimento Malattie infettive, ISS