Aspetti epidemiologici
In Italia
Sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza (AR-ISS)
Nel 2024, alla sorveglianza nazionale AR-ISS hanno partecipato 210 laboratori distribuiti in tutte le 21 Regioni/PA. La copertura nazionale è aumentata al 67,5% (65,8% nel 2023) ed è espressa come proporzione dei giorni di ospedalizzazione in un anno ottenuti dalle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) per gli ospedali partecipanti alla sorveglianza rispetto al totale delle strutture in Italia. Dai dati emerge che in Italia nel 2024 le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici continuano a mantenersi elevate, tuttavia per alcune combinazioni patogeno/antibiotico, in particolare per Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) si continua a osservare un andamento in diminuzione rispetto agli anni precedenti, così come nel 2023. Anche per Acinetobacter spp. la percentuale di isolati resistenti alle principali classi di antibiotici è in diminuzione, pur rimanendo a livelli elevati. Per Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi si osserva un decremento rispetto al 2023; per Enterococcus faecium resistente alla vancomicina l’andamento è in continuo preoccupante aumento.
Tra le specie batteriche Gram-positive:
- per Staphylococcus aureus la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (MRSA) è diminuita a un valore pari al 25,7%, registrando una ulteriore flessione rispetto sia al biennio 2021-2022 (il cui valore della percentuale era rimasto stabile al 30%) sia al 2023
- per Enterococcus faecium continua a osservarsi un preoccupante andamento in aumento nella percentuale di isolati resistenti alla vancomicina, che è passata dall’11,1% del 2015 al 34,9% nel 2024, con un aumento del 2,4% rispetto al 2023
- per Streptococcus pneumoniae, nel triennio 2022-2024, la percentuale di isolati resistenti alla penicillina nel 2023 si mantiene sostanzialmente stabile (13,3%). Diversamente, per la resistenza alla eritromicina si osserva un nuovo lieve incremento rispetto a quello già osservato nel 2023 passando dal 24,9% nel 2022 al 27,7% nel 2024.
Tra le specie batteriche Gram-negative:
- la percentuale di resistenza alle cefalosporine di terza generazione in Escherichia coli è lievemente aumentata nel 2024 (27,7%) rispetto al 2023 (26,7%). Inoltre, dopo un andamento in diminuzione nel periodo 2015-2022, si osserva nel 2024 un lieve aumento della percentuale di resistenza agli aminoglicosidi (da 14,5% nel 2023 a 15,3% nel 2024); mentre quella ai fluorochinoloni rimane sostanzialmente stabile (34,1% nel 2023; 34,5% nel 2024)
- nel 2024 si registra una diminuzione della percentuale di isolati di K. pneumoniae resistenti ai carbapenemi (24,0%), era 26,5% nel 2023
- la resistenza ai carbapenemi si continua a mantenere molto bassa in E. coli (0,4%), in diminuzione Pseudomonas aeruginosa (16,0% nel 2023 vs 13,8 nel 2024) e in lieve diminuzione in Acinetobacter spp. (da 75,8% nel 2023 a 74,3% nel 2024)
- il 26,7% degli isolati di K. pneumoniae e il 9,3% degli isolati di E. coli sono risultati multi-resistenti (resistenti a cefalosporine di III generazione, aminoglicosidi e fluorochinoloni); questi valori rispetto a quelli del 2023 sono abbastanza stabili per E. coli e in lieve diminuzione per K. Pneumoniae, ma complessivamente in diminuzione per entrambe le specie se si considera il periodo 2015-2024. Per P. aeruginosa la percentuale di resistenza a tre o più antibiotici tra cui piperacillina-tazobactam, ceftazidime, carbapenemi, aminoglicosidi e fluorochinoloni è risultata di nuovo in diminuzione rispetto agli anni precedenti e pari a 8,4%. Inoltre, si osserva una evidente diminuzione nella percentuale di multi-resistenza (fluorochinoloni, aminoglicosidi e carbapenemi) in Acinetobacter spp. (da 72,9% nel 2023 a 69,7 nel 2024), sebbene il valore rimanga comunque molto elevato
- nelle terapie intensive, rispetto agli altri reparti, dal 2015 al 2024 sono state osservate percentuali di resistenza più elevate in K. pneumoniae, P. aeruginosa e Acinetobacter spp. resistenti ai carbapenemi (rispettivamente: 33,5%, 20,4% e 86,8% nel 2024).
Relativamente ai patogeni isolati da urinocoltura, nel 2024 il 15,8% degli isolati di E. coli sono risultati resistenti alle cefalosporine di terza generazione (14,8% nel 2023) mentre per K. pneumoniae il 10,6% degli isolati è risultato resistente ai carbapenemi (11,1% nel 2023).
Sorveglianza nazionale delle batteriemie causate da enterobatteri resistenti ai carbapenemi (CRE)
I dati della sorveglianza nazionale delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi (CRE), coordinata dall’ISS, relativi ai 3735 casi segnalati nel 2024 confermano la larga diffusione in Italia delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi, soprattutto in pazienti ospedalizzati.
Il dato dimostra una leggera diminuzione rispetto al 2023, anno in cui si registravano 3867 casi con un tasso di incidenza standardizzato per età di 5,4 su 100000 residenti.
L’Italia centrale è l’area con maggiore incidenza di casi segnalati.
I soggetti maggiormente coinvolti sono maschi, in una fascia di età compresa tra 60 e 79 anni, ospedalizzati e ricoverati in terapia intensiva.
Il patogeno maggiormente diffuso è Klebsiella pneumoniae con enzima KPC (Klebsiella pneumoniae carbapenemasi). Tra gli enzimi di tipo metallo beta-lattamasi (MBL), l’enzima di tipo NDM (New Delhi metallo beta lattamasi) risulta ancora quello maggiormente rilevato.
Il fenomeno della sotto-notifica e della differente aderenza alla sorveglianza potrebbero aver contribuito all’aumento dei casi segnalati nel corso degli anni e alle differenze di incidenza tra le Regioni.
Per approfondire si possono consultare le pagine dedicate ai rapporti periodici delle sorveglianze nazionali AR-ISS e CRE.
