ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Aspetti epidemiologici

In Italia

Secondo i dati della sorveglianza nazionale dell’antibiotico-resistenza AR-ISS coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, nel 2019 in Italia le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli 8 patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono elevate e talvolta in aumento rispetto agli anni precedenti. In particolare:

 

  • la percentuale di resistenza alle cefalosporine di terza generazione in E. coli si conferma stabile (30%) mentre quella ai fluorochinoloni (40,7%) in leggera diminuzione negli ultimi cinque anni.
  • dopo il calo dell’anno precedente torna a salire la percentuale di isolati di K. pneumoniae resistenti ai carbapenemi, che sono passati dal 26,8% del 2018 al 28,5% del 2019. Per E. coli la resistenza ai carbapenemi si è confermata molto bassa (0,4%), in diminuzione nella specie P. aeruginosa (13,7%) e stabile in Acinetobacter spp. (79,2%).
  • tra i batteri gram-negativi, nel 2019 il 36,2% degli isolati di K. pneumoniae sono risultati multiresistenti (resistenti ad almeno tre classi di antibiotici); il valore si riduce a 11,7% per E. coli e diminuisce a 13,1% per P. aeruginosa; una percentuale particolarmente alta e in aumento (77,3%) è stata osservata per Acinetobacter spp.
  • per S. aureus, la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (MRSA) è risultata in leggero aumento (35,6%), mentre incrementi significativi si sono riscontrati nella percentuale di isolati di E. faecium resistenti alla vancomicina che nel 2019 è risultata pari a 21,3%.
  • per S. pneumoniae si è osservato un leggero aumento sia per la percentuale di isolati resistenti alla penicillina (11,9%) che per quelli resistenti all’eritromicina (22,4%).

Inoltre, secondo i dati della sorveglianza nazionale dedicata alle batteriemie causate da enterobatteri produttori di carbapenemasi (CPE), coordinata dall’ISS, gli oltre 2400 casi diagnosticati e segnalati nel 2019 evidenziano la larga diffusione in Italia di CPE, soprattutto in pazienti ospedalizzati. In particolare:

  • nel 2019 l’incidenza dei casi segnalati è risultata in aumento rispetto al triennio precedente.
  • l’Italia centrale è l’area con maggiore incidenza di casi segnalati e insieme al Sud Italia ha mostrato un incremento del tasso di incidenza rispetto al 2018.
  • i soggetti maggiormente coinvolti sono maschi, tra i 60 e i 79 anni di età, ospedalizzati e ricoverati nei reparti di terapia intensiva.
  • il patogeno maggiormente diffuso è K. pneumoniae produttore di carbapenemasi di tipo KPC (K. pneumoniae carbapenemasi), tuttavia nel 2019 si osserva un consistente aumento di ceppi produttori di carbapenemasi di tipo NDM (New Delhi metallo beta-lattamasi).

Per approfondire si possono consultare le pagine dedicate ai rapporti periodici delle sorveglianze nazionali AR-ISS e CPE.

Data di ultimo aggiornamento: 18 novembre 2020

Data di creazione della pagina: 23 novembre 2017

Autori: Monica Monaco, Stefania Bellino, Fortunato “Paolo” D’Ancona, Simone Iacchini, Maria Del Grosso, Giulia Errico, Romina Camilli, Annalisa Pantosti, Patrizio Pezzotti – Dipartimento Malattie infettive, Iss