English - Home page

ISS
Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità - EpiCentro

Antibiotico-resistenza: i dati EFSA/ECDC 2023-2024

  

Campilobatteriosi e salmonellosi si confermano nell’uomo e negli animali infezioni in gran parte resistenti agli antibiotici comunemente usati (ampicillina, tetracicline e sulfamidici). È il dato più importante che emerge dal rapporto “The European Union Summary Report on Antimicrobial Resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2023/2024” pubblicato il 18 febbraio 2026 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

 

Il documento raccoglie i dati di 27 Stati membri dell’Unione europea (UE), del Regno Unito e di cinque Paesi non appartenenti alla UE (Islanda, Norvegia, Macedonia del Nord e Svizzera) sui livelli di resistenza agli antibiotici (Antimicrobical resistance, AMR) di batteri zoonosici (Salmonella e Campylobacter) isolati da uomo, animali destinati alla produzione alimentare (polli, galline ovaiole, tacchini, suini e bovini di età inferiore a 1 anno) e alimenti derivati, di Escherichia coli commensali utilizzati come indicatori, di E. coli produttori di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL)-/AmpC beta-lattamasi (AmpC)−/carbapenemasi (CP) e di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina (Meticillin-resistant S. Aureus, MRSA) isolati da animali e alimenti derivati.

 

Alcuni dati sulla Salmonella

La resistenza degli isolati umani di Salmonella spp. ad ampicillina, sulfamidici e tetracicline è risultata alta (>20%) nella maggior parte degli Stati membri nel 2024: in Italia è rispettivamente del 41,8%, 44,8% e 46,2%. La resistenza a questi tre antibiotici varia da alta o molto alta (>50%) a estremamente alta (>70%) in alcuni sierotipi, rispettivamente S. Kentucky e S. Typhimurium variante monofasica. Tuttavia è importante segnalare che nel periodo 2014-2024 si è osservata una diminuzione statisticamente significativa della resistenza all’ampicillina e alle tetracicline negli isolati umani. La resistenza alle cefalosporine di terza generazione (cefotaxime e ceftazidime) è invece risultata complessivamente molto bassa (<2%). In Italia queste resistenze sono pari a 2,7% e 2,2% rispettivamente. La resistenza ad ampicillina, sulfamidici e tetracicline è risultata da moderata a molto elevata negli isolati di tutti i tipi di animale ad eccezione di quelli isolati dalle galline ovaiole dove le resistenze sono risultate essere molto basse (5-7%). La resistenza nei confronti delle cefalosporine di terza generazione è risultata bassa nei ceppi isolati da animali ma molto alta negli isolati da alimenti importati. Sia in ambito umano che veterinario a livello europeo sono stati identificati vari tipi di beta-lattamasi a spettro esteso con una maggior prevalenza di geni ESBL rispetto agli AmpC. La resistenza ai carbapenemi è stata registrata solo in isolati di origine umana (0,1%-0,3% in soli 3 Paesi europei), mentre non è stata identificata in ceppi di origine veterinaria.

 

La resistenza degli isolati umani di Salmonella spp. alla ciprofloxacina, uno degli antibiotici che l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) definisce di importanza “critica” (critically important antimicrobials, CIA), continua a risultare alta (>20%) in Salmonella spp. ed estremamente alta in S. Kentucky (79,1%). In Italia e in altri 14 Paesi si è assistito a un aumento delle resistenze a questo antibiotico nel periodo 2014-2024, in particolare in S. Enteritidis (34,9% in Italia). Inoltre, in alcuni Stati membri si è osservato un aumento di resistenza alla ciprofloxacina anche nelle galline ovaiole.

 

La resistenza nei confronti della colistina, farmaco anch’esso definito come CIA dall’OMS, è risultata molto bassa negli isolati da animali e alimenti, mentre negli isolati umani i dati dei singoli Stati membri variano tra 0% e 29,3% (in Italia è 5,7%).

 

La resistenza agli antibiotici di ultima linea (azitromicina e tigeciclina) è risultata complessivamente bassa negli isolati umani e bassa o molto bassa negli animali: tuttavia nei polli da carne si registra una resistenza moderata (16,2%) alla tigeciclina.

 

Riguardo alla frequenza degli isolati multiresistenti (resistenza a tre o più classi di antibiotici) di Salmonella spp. sono state riscontrate percentuali alte negli isolati da animali (43,3% da suini, 35,1% da polli), ad eccezione degli isolati nelle galline ovaiole con percentuali inferiori. Tra gli isolati di origine umana il 18,7% è risultato multiresistente, con picchi del 64,6% negli isolati di variante monofasica di S. Typhimurium e del 67,8% in quelli di S. Kentucky.

 

Alcuni dati sul Campylobacter

Negli isolati di Campylobacter, provenienti sia da infezioni umane sia da animali e alimenti, si sono riscontrate frequenze da alte o molto alte a estremamente alte (> 70%) di resistenza alla ciprofloxacina (considerato CIA) nella maggior parte degli Stati europei, fino a oltre il 90% in alcuni Paesi e con percentuali di resistenza maggiori in C. coli rispetto a C. jejuni. In Italia negli isolati umani la percentuale di resistenza è del 78% per C. jejuni e 81,5% per C. coli. Alla luce di ciò, questo antibiotico non è più raccomandato per il trattamento delle infezioni da Campylobacter nell’uomo. Nel periodo 2014-2024 si è assistito a un aumento delle resistenze alla ciprofloxacina negli isolati umani di C. jejuni e di C. coli in 11 e 4 Stati membri rispettivamente.

 

Complessivamente negli Stati membri è stata osservata una percentuale di resistenza alle tetracicline negli isolati umani di C. jejuni e C. coli. rispettivamente alta (45,9%) e molto alta (62,3%).

 

La resistenza all’eritromicina (anch’essa considerata CIA) nell’Unione europea è stata riscontrata con frequenze da rare a basse negli isolati umani e da animali di C. jejuni ma più alte in C. coli, con una resistenza del 5,1% negli isolati umani, dell’8,7% nei polli da carne e dell’11,8% nel tacchino.

 

La resistenza combinata a ciprofloxacina ed eritromicina negli isolati umani e negli animali è risultata da rara a bassa in C. jejuni e più alta in C. coli.

 

La multiresistenza ai farmaci negli isolati di origine umana testati per quattro classi di antibiotici (fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline e aminoglicosidi) è stata complessivamente molto bassa in C. jejuni (0,7%) ma più alta in C. coli (7,5%). Anche negli isolati di origine animale si registrano percentuali di resistenza più elevate in C. coli (dal 7,6 % nei polli da carne al 34,8% nei vitelli) rispetto a C. jejuni (dallo 0,6% nei tacchini da ingrasso al 4,3% nei suini da ingrasso).

 

L’antibiotico-resistenza negli E. coli indicatori e il monitoraggio degli E. coli produttori di beta-lattamasi a spettro esteso e carbapenemasi

Negli E. coli indicatori la resistenza all'ampicillina, al sulfametossazolo, al trimetoprim o alla tetraciclina è comune, con livelli di resistenza che variano da elevati a molto elevati in tutte le popolazioni di animali, ad eccezione dei vitelli, dove i livelli mediani sono rimasti bassi.

 

Per gli antibiotici considerati CIA, la resistenza alla colistina, all'azitromicina e alle cefalosporine di terza generazione è rara, con livelli mediani di resistenza che variano da rari a bassi in tutte le popolazioni animali. I livelli mediani di resistenza alla ciprofloxacina sono bassi nei suini e nei vitelli, ma elevati nei tacchini e molto elevati nei polli da carne. La resistenza al meropenem non è stata rilevata in nessun isolato nel 2023-2024.

 

Per quanto riguarda il monitoraggio specifico per l’identificazione di isolati produttori di beta-lattamasi a spettro esteso e carbapenemasi negli E. coli, sebbene le percentuali di resistenza negli animali si confermino basse, in sette Stati membri, tra cui l’Italia, sono stati individuati diversi isolati di E. coli produttori di carbapenemasi negli animali e negli alimenti derivati.

 

Alcuni dati su S. aureus resistente alla meticillina (MRSA)

Il monitoraggio volontario degli S. aureus resistenti alla meticillina (MRSA) negli animali e negli alimenti derivati è stato svolto in pochi Stati membri, pertanto la disponibilità di dati comparabili sugli MRSA negli anni è limitata e non è possibile valutare dei trend.

 

La maggior parte dei ceppi MRSA isolati da animali e alimenti è associato agli allevamenti, definiti livestock-associated (LA-)MRSA, appartenenti al complesso clonale CC398; ma sono stati riportati raramente negli alimenti anche ceppi di MRSA associati a spa type di comunità, definiti (CA)-MRSA, di origine ospedaliera (HA)-MRSA, non CC398, e portatori del gene mecC.

 

La maggior parte degli isolati MRSA erano multiresistenti con livelli elevati di resistenza all'eritromicina, alla tetraciclina e alla tiamulina.

 

Nel 2024 non è stata rilevata resistenza alla vancomicina, ma due isolati sono risultati resistenti al linezolid (carne di tacchino), uno alla rifampicina (carne di tacchino) e uno alla mupirocina (carne di pollo da carne); questi antimicrobici sono considerati importanti dal punto di vista medico per il trattamento delle infezioni umane e quindi il loro uso dovrebbe essere evitato in medicina veterinaria.

 

Conclusione

Sebbene negli isolati umani si registri la diminuzione dei livelli di resistenza per alcuni antibiotici, come ampicillina e tetraciclina in Salmonella spp., i livelli di resistenza aumentano per la ciprofloxacina in Salmonella spp. e per tutti e quattro gli antibiotici monitorati in Campylobacter spp. nella maggior parte degli Stati membri.

 

Inoltre l’identificazione di ceppi di Salmonella produttori di carbapenemasi solo in isolati umani, seppur con una bassa prevalenza, costituisce un alert importante da non sottovalutare.

 

L’analisi degli indicatori chiave di risultato (Key Outcome Indicators, KOI) definiti per l’AMR negli animali d’allevamento (completa sensibilità a un set di antibiotici in E. coli e prevalenza di E. coli produttrice di ESBL/AmpC) ha evidenziato, nel periodo considerato, alcuni progressi con l’aumento della prevalenza di isolati completamente sensibili in 11 Paesi e la riduzione della prevalenza di E. coli produttori di ESBL-/AmpC in 9 Paesi. Tuttavia in Italia questi progressi non sono stati così evidenti, con andamenti degli indicatori in linea con gli anni precedenti.

 

Negli ultimi dieci anni (2014-2024), pur registrandosi in diversi Stati membri dei miglioramenti nella riduzione dell’AMR negli animali, a livello dell’UE gli indicatori relativi alla diminuzione della resistenza o all’aumento della sensibilità negli isolati provenienti da polli e tacchini si sono stabilizzati, raggiungendo un plateau. Sebbene questi cambiamenti si basino su dati recenti e richiedano ulteriori approfondimenti, evidenziano la necessità di rafforzare ulteriormente gli sforzi per contrastare l’AMR nel contesto di un approccio One Health.

 

Nota

Sebbene i risultati vengano reinterpretati dall’ECDC, i dati provengono da sistemi di sorveglianza nazionali distinti. Pertanto, si consiglia cautela quando si confrontano i Paesi in termini di AMR, poiché i dati sono intrinsecamente influenzati da protocolli e pratiche diversi.

I dati relativi agli isolati umani di Salmonella e Campylobacter per l’Italia sono stati trasmessi all’ECDC dalla sorveglianza Enter-Net Italia, presso il Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che si occupa della sorveglianza di Salmonella, Campylobacter, Shigella, Yersinia e Vibrio. Nello specifico i dati inviati, che riguardano il 20% delle salmonelle segnalate e il 5% dei Campylobacter, sono prodotti in parte dal laboratorio Enter-Net Italia ed in parte dai laboratori regionali di riferimento. Oltre a effettuare i test di suscettibilità il laboratorio Enter-Net Italia, in caso di ceppi produttori di beta-lattamasi a spettro esteso (ESBL, AmpC e carbapenemasi), effettua il Whole genome sequencing (WGS) per determinare il gene responsabile di tale fenotipo.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 12 marzo 2026

Testo scritto da: Claudia Lucarelli e Laura Villa - Dipartimento di Malattie infettive (ISS)