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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Giornata mondiale dell’attività fisica 2021: i dati PASSI e PDA

In occasione della Giornata mondiale dell’attività fisica 2021, le sorveglianze PASSI e PASSI d’Argento hanno realizzato un’analisi ad hoc sui dati preliminari relativi al periodo marzo-dicembre 2020, focalizzata sui livelli di attività fisica raggiunti rispettivamente dalla popolazione adulta e da quella anziana.

 

Dai dati PASSI emerge che il 49% degli adulti intervistati può essere definito “attivo” perché raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2010), il 24% è “parzialmente attivo” perché svolge qualche forma di attività fisica senza raggiungere i livelli raccomandati, mentre il 27% è “completamente sedentario”. Fino al 2019, la quota di sedentari è aumentata, ovunque nel Paese, in particolare nelle Regioni meridionali. In controtendenza con questo trend in crescita, nel periodo pandemico (marzo-dicembre 2020) si è registrata una riduzione significativa del 10% della quota di adulti sedentari, rispetto agli stessi mesi del 2019. In particolare sembra aumentata la quota di persone che hanno raggiunto i livelli di attività fisica raccomandati, con le sole attività svolte nel tempo libero: dal 42% del 2019 al 45% del 2020; di contro si riduce la quota dei non attivi nel tempo libero dal 42% del 2019 al 39% del periodo pandemico, mentre rimane invariata quella “parzialmente attivi” nel tempo libero.

 

Sempre secondo le raccomandazioni dall’OMS, il 28% degli ultra 65enni intervistati da PASSI d’Argento nel periodo pandemico da marzo a dicembre 2020 può considerarsi fisicamente “attivo”, il 28% “parzialmente attivo”, mentre il 43% risulta “completamente sedentario”. Contrariamente a quanto sembra emergere nella popolazione adulta, fra gli ultra 65enni si registra un aumento significativo della quota di sedentari nel periodo pandemico rispetto agli stessi mesi del 2019, che sale dal 40% del 2019 al 43% nel 2020 rispetto a un trend stabile osservato negli anni precedenti. Questo aumento non è uniforme nel territorio né fra i diversi sottogruppi della popolazione: al Sud la quota di sedentari ultra 65enni passa dal 46% al 52% e tra le persone con basso livello di istruzione dal 45% al 53%. L’aumento osservato nel periodo pandemico, rispetto agli anni precedenti, è confermato anche dall’analisi multivariata, al netto del genere, età, difficoltà economiche e livello di istruzione.

 

 

Data di creazione della pagina: 8 aprile 2021

Testo scritto da: Benedetta Contoli, Susanna Lana, Maria Masocco, Valentina Minardi e Valentina Possenti - Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS, ISS