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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

La Nurturing Care dalla prospettiva del padre: convegno 2021



Il 17 settembre 2021 è svolto il webinar “La Nurturing Care dalla prospettiva del padre. Dalla prevenzione della violenza domestica alla promozione della paternità accudente nei primi 1000 giorni” organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nell’ambito del progetto europeo PARENT, attivo in quattro Paesi e coordinato per l’Italia dall’associazione Cerchio degli Uomini (Torino). Tre gli obiettivi dell’incontro:

  • condividere le attività svolte all’interno del progetto PARENT
  • descrivere le strategie di prevenzione della violenza domestica e di promozione della paternità accudente
  • promuovere il coinvolgimento attivo dei padri all’interno del percorso nascita in un’ottica di cogenitorialità, condivisione del ruolo di cura e parità di genere.

Di seguito è disponibile un colpo d’occhio su ciascun intervento. È anche possibile guardare la registrazione del webinar nella pagina YouTube di EpiCentro.

 

Bilancio del progetto europeo e raccomandazioni alla politica

Nella relazione introduttiva Annina Lubbock e Andrea Santoro (rispettivamente sociologa delle pari opportunità e co-fondatrice della rete Il Giardino dei Padri, e Presidente del Cerchio degli Uomini di Torino, nonché coordinatori del progetto PARENT in Italia) hanno descritto il contesto del progetto, il razionale, gli obiettivi e le azioni. Tra queste: la formazione del personale sanitario ed educativo che entra in relazione con i padri durante i primi 1000 giorni; la realizzazione dei ”cerchi di papà/gruppi di condivisione fra padri; la comunicazione (anche attraverso la piattaforma www.conpapà.it). Il punto di forza di PARENT è stato l’approccio multidimensionale alla paternità accudente, come beneficio per la salute materno-infantile e la buona nascita per lo sviluppo armonico del bambino, il benessere dell’uomo, la parità di genere e la prevenzione della violenza domestica. Rispetto alla promozione delle mascolinità/paternità accudenti e la prevenzione primaria della violenza domestica la lezione di PARENT è che nella formazione il tema della violenza va trattato evitando di rafforzare i pregiudizi sulla violenza maschile, bisogna richiamare l’importanza dello screening della violenza in gravidanza e prestare attenzione alla relazione di coppia. In conclusione, la azioni di PARENT continueranno dopo il termine ufficiale del progetto anche grazie alle collaborazioni virtuose stabilite (tra ISS, CSB, Iris e il Cerchio degli Uomini e la rete Conpapà), ma la possibilità di rafforzare la partecipazione dei padri è legata a molteplici fattori di contesto, come la cultura e gli stereotipi di genere sui ruoli genitoriali, le politiche di welfare (come i congedi, la conciliazione e i sussidi); i servizi (soprattutto l’offerta relativa agli asili nido) e la formazione pre-service del personale sanitario. Scarica la presentazione.

 

Il percorso formativo PARENT. Risultati e riflessioni

Angela Giusti e Francesca Zambri (rispettivamente responsabile scientifica del progetto per l’ISS e ricercatrice borsista) hanno presentato i risultati ottenuti dalla valutazione degli interventi di formazione. La ricerca è stata condotta attraverso un questionario semi-strutturato auto-somministrato, con 46 items (su tre corsi e tre città per un totale di 130 operatori), prima del corso (TO) ed entro 15 giorni dalla conclusione del corso (T1). È in corso la somministrazione al tempo T2 dopo sei mesi. Gli operatori formati sono stati in maggioranza donne (93%) e per il 66% personale ostetrico e per il 9,5% pediatri/neonatologi:

  • il 56% ha dichiarato di non avere mai ricevuto alcuna formazione né sulla violenza né sulla paternità attiva
  • il 27,6% ha dichiarato di avere ricevuto una formazione sulla violenza
  • il 98% dei partecipanti si è detto d’accordo che il personale sanitario dovrebbe incoraggiare la presenza del padre/partner durante le visite del bambino/bambina e alla nascita, ma poco più del 70% ha dichiarato di dare informazioni specifiche al padre/partner, e solo la metà di dare informazioni sui congedi per padri e partner.
  • pre-corso (TO) una buona percentuale ha dichiarato di non sentirsi competente a individuare una situazione di violenza domestica, ma la competenza percepita migliora a seguito della formazione (T1)
  • a indicare la persistenza di alcuni stereotipi, prima del corso il 9% dei partecipanti ha dichiarato di ritenere che ”può essere fuorviante che i bambini maschi giochino con le bambole”, percentuale scesa al 4% al completamento del percorso formativo

Complessivamente, la valutazione ha rilevato un impatto statisticamente significativo su competenza percepita e atteggiamenti. Questo sta ad indicare che c’è domanda per questo tipo di formazione, che occorre replicarla, e cercare di integrare il tema sul padre in tutte le formazioni. Soprattutto, è importante mettere a fuoco la formazione pre-service, anche del personale medico.

 

I primi 1000 giorni dalla prospettiva del padre

Renata Bortolus (ministero della Salute) ha presentato il documento di indirizzo sui Primi Mille Giorni predisposto dall’apposito Tavolo Tecnico e rivolto a genitori e caregiver, operatori sanitari e policy makers. La prima parte del documento riguarda le Azioni per i genitori/caregiver e per gli operatori coinvolti e individua 11 micro aree di rischio fra le quali ruolo e salute del padre. Per ciascuna area di rischio vengono proposte azioni e interventi per minimizzare i fattori di rischio e promuovere la salute. Il ruolo del padre viene analizzato in sei periodi diversi: pre-concezionale, primo trimestre di gravidanza; travaglio-parto-nascita; primo mese di vita; primo anno di vita; secondo anno di vita. La seconda parte del documento è dedicata alle Strategie per i policy makers con un’analisi dei benefici economici e sociali degli investimenti necessari nelle prime epoche della vita. Bortolus conclude che sull’argomento del ruolo del padre è necessario promuovere campagne di comunicazione, promuovere un’adeguata formazione del personale sanitario e realizzare interventi nelle scuole per sensibilizzare sul tema.

 

Nurturing care e Early Child Development: il ruolo del padre

Giorgio Tamburlini (presidente del Centro per la Salute dei Bambino) ha ricordato che l’approccio della Nurturing Care individua nell’ambiente il fattore più importante per lo sviluppo del bambino e quindi la centralità della genitorialità responsiva, intesa come disponibilità alla relazione e la capacità di cogliere bisogni e segnali del bambino, rispondere dimostrando interesse e affetto. Esiste ormai un’ampia letteratura che dimostra effetti e requisiti di efficacia della genitorialità responsiva, come anche sui benefici del precoce coinvolgimento del padre. Il compito della società e dei servizi è quello di prevenire circostanze ed eventi avversi nella misura del possibile e a partire dall’epoca più precoce, quindi da prima della nascita; e fare da supporto alle famiglie e ai bambini affinché si costruiscano situazioni e relazioni in grado di promuovere lo sviluppo e porre le basi per la resilienza. Il lavoro con i genitori è fondamentale soprattutto nei primi anni. Ogni programma o servizio rivolto a bambini e genitori, prima e dopo la nascita, rappresenta un’opportunità per coinvolgere i padri e accrescerne la consapevolezza sui temi dello sviluppo e della genitorialità. Per fare questo, per servire il bambino «tutto intero» serve un sistema integrato 0-6 dove i diversi servizi «si parlano» proprio come i diversi sistemi e organi del bambino. Fondamentale è la formazione per tutto il personale che lavora con bambini e famiglie, su un’ampia area di formazione comune che racchiude i risultati più recenti della ricerca.

 

Essere genitori insieme: il co-parenting

Alessandro Volta (pediatra/neonatologo, direttore dei servizi materno-infantili di Reggio Emilia), ricorda che il termine co-parenting fu coniato nel 1974 da Salvador Minuchin pediatra, psichiatra e psicoteraputa argentino. Il neonato, ci ricordano gli studiosi del co-parenting, entra in relazione soltanto con chi si prende cura di lui “qui e adesso” e molto presto si relazionerà con la rete complessa delle relazioni familiari. Con la nascita di un figlio si passa dalla relazione interattiva lineare a una relazione intersoggettiva circolare, con mutua regolazione. È un processo in cui le azioni dei partner si influenzano reciprocamente. La qualità delle dinamiche co-genitoriali precoci è correlata con la competenza sociale e scolastica le capacità autoregolative, l’autostima e la capacità del bambino di tollerare frustrazioni e difficoltà. Dopo la nascita è il bambino/a stesso a influenzare la relazione di coppia dei genitori e le loro rappresentazioni mentali. Il co-parenting è basato sulla fiducia ed è minato da una relazione di coppia insoddisfacente, conflittuale, asimmetrica. Dopo la nascita di un figlio l’anello debole è la resilienza paterna, che può produrre disimpegno e ritiro. La resilienza materna invece è attiva anche senza una relazione di coppia soddisfacente, e può creare una ulteriore distanza nella coppia. Servono interventi preventivi e di sostegno alla genitorialità sia prima che dopo il parto.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 7 ottobre 2021

Testo scritto da: Annina Lubbok, Angela Giusti, Francesca Zambri - Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS - ISS