ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

L’epidemiologia all’alba dei primi 40 anni del Servizio sanitario nazionale

Stili di vita e sorveglianze

 

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il Servizio sanitario nazionale”. Fin dal primo comma della legge 833/78, è esplicito il richiamo alla Costituzione: la salute come diritto fondamentale dell’individuo, nell’interesse della collettività. Se continuiamo a scorrere il testo della legge, vengono enunciati il rispetto della dignità e della libertà personale, la promozione della salute senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza nei confronti del servizio, la partecipazione dei cittadini, il collegamento con altri settori della società civile. Cioè esattamente quei valori e quei principi (equità e lotta alle diseguaglianze, prevenzione e promozione della salute, interdisciplinarietà) su cui in questi 40 anni l’epidemiologia ha svolto un ruolo strategico per la sanità pubblica. Misurando puntualmente lo stato di salute della popolazione e fornendo un contributo decisivo per sapere come vengono effettivamente erogati sul territorio i servizi sanitari.

 

Conoscere per modificare la realtà

Quindi l’informazione, prima di tutto. Mai però sterile e fine a se stessa, ma sempre finalizzata all’azione e alla programmazione di interventi e attività. Lo strumento legislativo più recente con il quale la sanità pubblica ha rilanciato (almeno nelle premesse e negli auspici) quegli aspetti di equità, universalità e trasversalità propri della legge che ha istituito il Ssn è senza dubbio il Piano nazionale della prevenzione. Nelle sue molteplici riformulazioni, il piano ha conservato negli anni gli elementi più classici e “igienistici” della prevenzione (medicina del lavoro, medicina veterinaria, controlli sulla filiera alimentare, profilassi per le malattie infettive ecc), a cui ha aggiunto i temi della promozione attiva della salute. Un’innovazione che si è concretizzata in particolare con il recepimento del programma europeo Guadagnare Salute, che ha permesso di realizzare interventi sul contesto di vita e di lavoro per favorire e “rendere facili” le scelte di salute.

 

Obiettivi ambiziosi, ma indispensabili per incidere concretamente sulla modifica dei comportamenti a rischio e degli stili di vita. Anche su questo l’epidemiologia ha dato un contributo importante, migliorando metodi e tipologie di misura, mettendo a punto indicatori capaci di stimare l’impatto di azioni e valutare l’esito degli interventi. L’orizzonte quindi si allarga: chi lavora in prevenzione si riconosce in un movimento culturale più ampio che si pone l’obiettivo, a lungo termine, di aumentare gli anni vissuti in buona salute da parte della popolazione.

 

Sorveglianze di sanità pubblica

Oggi il Ssn ha quindi bisogno di strumenti e metodologie sempre più efficienti, a ogni livello: dalla singola Asl all’intera Regione. La “fame” di dati e informazioni raccolte in maniera sistematica e continuativa è alla base del successo che, negli ultimi dieci anni, hanno conosciuto i sistemi di sorveglianza come Passi, OKkio alla Salute, Passi d’argento e Hbsc. Monitorare come le attività di prevenzione cambiano nel tempo e si realizzano sul territorio, raccogliendo nel contempo informazioni sulle caratteristiche socioeconomiche della popolazione: si tratta di una svolta fondamentale per la sanità pubblica. Perché permette di spostare il peso delle responsabilità dall’individuo alla società civile, superando un approccio paternalistico e colpevolizzante che si è dimostrato inefficace nel modificare stili di vita e comportamenti a rischio.

 

Il Piano della prevenzione ha potuto sfruttare i dati delle sorveglianze per fotografare le iniquità, le diseguaglianze e valorizzare le azioni capaci di fare davvero la differenza in termini di esito sulla salute. Solo per fare qualche esempio, basti pensare alla misura del livello di applicazione e rispetto della legge anti fumo nei locali pubblici, alla percezione e alle preoccupazioni dei cittadini nei confronti dell’ultima pandemia influenzale, o alla stima dell’efficacia delle politiche per la riduzione della sedentarietà e contro l’obesità infantile. Infine, le sorveglianze possono contribuire a ridurre la frammentazione del regionalismo sanitario, in virtù di protocolli e procedure standardizzate che consentono di ottenere informazioni coerenti, confrontabili e uniformi su tutto il territorio nazionale.

 

Obiettivo sostenibilità, economica e ambientale

Resta ancora molto da fare, soprattutto fuori dal recinto della salute. Costruire ponti e alleanze con altri settori della società che possono incidere sulla salute (health in all policies) è un principio ancora troppo poco praticato. La salute è influenzata pesantemente da determinanti sociali: istruzione, lavoro, reddito, distribuzione del reddito sono parametri che influiscono sui processi di “salutogenesi” della società. Eppure manca ancora una visione intersettoriale, tecnica ma anche politica, in grado di convergere su obiettivi comuni.

 

C’è poi la grande partita della sostenibilità del Ssn, economica e ambientale. Il Ssn deve interrogarsi sulle proprie pratiche e sulle conseguenze: l’epidemiologia può aiutare a individuare prassi e prestazioni inutili, così da offrire servizi più appropriati e risparmiare sui bilanci. Mentre, per combinare i principi della promozione della salute con quelli della salvaguardia del contesto ambientale serve una nuova strategia “clima resiliente”, capace di assicurare davvero benessere per tutti. Su questo lavorano gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Agenda 2030) messi a punto dalle Nazioni Unite, già recepiti dall’Italia, sui quali a partire dal 2019 Regioni e Province autonome inizieranno a presentare progetti.

 

Per il Ssn, sarà un’occasione per rilanciare il principio della salute e della sostenibilità in tutte le politiche. Per l’epidemiologia, un’ulteriore opportunità per valutare ricadute e conseguenze sulla vita e sulla salute dei cittadini.

 

Data di creazione della pagina: 18 dicembre 2018