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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

La qualità della vita vista dalle persone con 65 anni e più

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4/11/2021 - Sicurezza, cadute e fragilità: online i dati 2017-2020

L’aggiornamento al 2020 dei dati della sorveglianza PASSI d’Argento prosegue con i capitoli dedicati a “tutela e sicurezza”, “cadute” e “anziani fragili e disabili”. Di seguito un colpo d’occhio sull’analisi dei dati relativa al periodo 2017-2020:

  • 15 ultra 65enni su 100 sono persone con disabilità ovvero non autonomi nello svolgimento anche di una sola delle sei attività fondamentali della vita quotidiana (ADL), dato che sale a 47 su 100 tra gli ultra 85enni. La quasi totalità delle persone con disabilità riceve aiuto, ma questo carico di cura e di assistenza è per lo più sostenuto dalle famiglie (94%), il 10% riceve aiuto a domicilio da operatori socio-sanitari e solo il 3% riceve assistenza presso un centro diurno
  • l’11% dei 65-74enni e il 30% degli ultra 85enni risultano fragili, persone autonome nelle attività fondamentali della vita quotidiana ma non autonomi nello svolgimento di due o più funzioni complesse (IADL).
  • il 34% degli ultra 65enni intervistati ha dichiarato di avere difficoltà nell’accesso ai servizi sociosanitari (ASL, medico di base, comune), o ai negozi di generi alimentari e di prima necessità.
  • Disabilità, fragilità e difficoltà di accesso ai servizi sociosanitari sono associati allo svantaggio sociale, per disponibilità economiche e livello di istruzione
  • il 60% degli intervistati riferisce di avere almeno un problema strutturale nell’abitazione in cui vive
  • l’8% degli intervistati ha dichiarato di essere caduto nei 30 giorni precedenti l’intervista, Le cadute avvengono per lo più all’interno della casa (63%), luogo però non percepito dagli anziani come rischioso: solo 1 intervistato su 3 la reputa un luogo in cui la probabilità di avere un infortunio è alta o molto alta.

Per approfondire vai ai capitoli dedicati a “tutela e sicurezza”, “cadute” e “fragili e disabili”.

Passi d'Argento a colpo d'occhio

PASSI d’Argento è il sistema di sorveglianza dedicato alla popolazione anziana, di 65 anni e più, che completa il quadro offerto dalla sorveglianza PASSI dedicata agli adulti.

 

Come il sistema di sorveglianza PASSI, anche PASSI d’Argento si caratterizza come una sorveglianza in Sanita Pubblica che raccoglie informazioni, dalla popolazione generale residente in Italia, su salute e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza o alle complicanze delle malattie croniche non trasmissibili.

 

PASSI d’Argento raccoglie anche informazioni su alcune condizioni peculiari della popolazione ultra65enne volte a descrivere la qualità di vita e i bisogni di cura e assistenza delle persone di questa fascia di età, ma con uno sguardo nuovo al fenomeno dell’invecchiamento, a partire dalla definizione di “invecchiamento sano e attivo” voluta dall’OMS.

 

Con PASSI d’Argento si “misura” infatti anche il contributo che gli anziani offrono alla società, attraverso lavoro retribuito o fornendo sostegno all’interno del proprio contesto familiare e della comunità (“anziano risorsa”) con attività di volontariato per i quali sono centrali non solo la salute fisica, l’autosufficienza, ma anche il benessere psicologico e sociale della persona. Questo sistema è dunque in grado di fornire informazioni utili alla programmazione di azioni e interventi per le scelte di politiche sanitarie volte a migliorare la qualità di vita degli anziani e a rafforzare le condizioni alla base di un “invecchiamento sano e attivo”.

 

Sperimentato per la prima volta nel 2009, realizzato nel 2012 come indagine trasversale, PASSI d’Argento è stato avviato come indagine in continuo dal 2016. Anch’esso disegnato come strumento interno al Sistema Sanitario Nazionale è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e portato avanti da ASL e dalle Regioni ed è in grado di restituire informazioni utili a livello territoriale per guidare le azioni di prevenzione e valutarne l’efficacia nel tempo.

 

I temi indagati in PASSI d’Argento sono molteplici e consentono di disegnare il profilo della popolazione ultra65enne centrato sui tre pilastri dell’invecchiamento attivo, individuati dalla strategia Active Ageing dell’OMS: salute, partecipazione e sicurezza. Sulla salute e prevenzione vengono raccolte informazioni inerenti: la salute percepita, la soddisfazione per la propria vita, la qualità della vita connessa alla salute (unhealthy days), i sintomi di depressione (Patient Health Questionnaire-2) la presenza di patologie croniche e l’autonomia nelle attività funzionali e strumentali della vita quotidiana (ADL e IADL), la presenza di problemi sensoriali (di vista, udito, masticazione), le cadute, l’uso dei farmaci, la vaccinazione antiinfluenzale e fattori di rischio comportamentali (fumo, alcol, consumo di frutta/verdura, eccesso ponderale o perdita di peso involontaria, attività fisica (con lo strumento specifico PASE).

 

Nell’ambito della partecipazione vengono raccolte informazioni sullo svolgimento di attività lavorative retribuite, sul supporto fornito alla famiglia o alla collettività e sulla partecipazione eventi sociali o a corsi di formazione.

 

Infine sul tema della tutela vengono indagati aspetti inerenti l’accessibilità ai servizi socio-sanitari, alla qualità dell’ambiente di vita e alla sicurezza domestica, alla sicurezza del quartiere.

 

L’ulteriore ricchezza di informazioni socio-anagrafiche raccolte consente di far emergere e analizzare le disuguaglianze sociali nella salute, nella qualità della vita e nei bisogni di tutela e assistenza delle persone anziane.

 

Le informazioni vengono raccolte attraverso interviste telefoniche o vis a vis a campioni mensili rappresentativi per sesso ed età della popolazione ultra 65enne afferente al bacino di utenza delle ASL. Le interviste vengono effettuate, attraverso l’uso di un questionario standardizzato, da operatori socio-sanitari opportunamente formati.

 

I dati raccolti dalle ASL vengono riversati via web in un database nazionale, cui hanno accesso i coordinatori aziendali e regionali, secondo un approccio gerarchico ognuno per i dati di propria competenza.

 

Nel triennio 2016-2018, hanno partecipato tutte le Regioni e P.A. ad eccezione di Lombardia e Val d’Aosta. Il tasso di risposta supera l’85% del campione e il tasso di rifiuto è pari all’11%.

 

I dati si riferiscono alla popolazione generale di 65 anni ed oltre residente in Italia e iscritta alle anagrafi sanitarie Dall’indagine sono esclusi gli anziani istituzionalizzati (ovvero ospedalizzati o residenti in RSA, RSSA o Case di riposo.