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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

La qualità della vita vista dalle persone con 65 anni e più

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20/5/2021 - PASSI, PDA e modulo COVID: i dati dell’Emilia-Romagna

Circa 1 persona su 3 in Emilia-Romagna, sia adulti che anziani, ha dichiarato molto o abbastanza probabile il rischio di contagiarsi con il virus SARS-CoV-2 nei 3 mesi successivi al momento in cui sono stati intervistati; a novembre 2020 erano 2 persone su 3 a temere il contagio. Il 25% degli intervistati con 18-69 anni ha dichiarato che non sarebbe disposto a vaccinarsi contro il COVID-19 mentre fra gli ultra 64enni l’11% ha dichiarato che non sarebbe propenso a farsi vaccinare. Il 47% degli anziani intervistati ha dichiarato di aver rinunciato per motivi legati al COVID-19, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ad almeno una visita medica (o esame diagnostico) di cui avrebbe avuto bisogno. Sono alcuni dei dati riportati nel Rapporto regionale dell’Emilia-Romagna “PASSI e PASSI d’Argento. Primo report dal modulo COVID-19- Report di monitoraggio - marzo 2021”, pubblicato a maggio 2021. Nel documento sono riportati i risultati preliminari in sintesi, ottenuti dalle 1133 interviste effettuate in Regione. Per approfondire consulta il documento completo (pdf 3,4 Mb).

 

Passi d'Argento a colpo d'occhio

PASSI d’Argento è il sistema di sorveglianza dedicato alla popolazione anziana, di 65 anni e più, che completa il quadro offerto dalla sorveglianza PASSI dedicata agli adulti.

 

Come il sistema di sorveglianza PASSI, anche PASSI d’Argento si caratterizza come una sorveglianza in Sanita Pubblica che raccoglie informazioni, dalla popolazione generale residente in Italia, su salute e fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza o alle complicanze delle malattie croniche non trasmissibili.

 

PASSI d’Argento raccoglie anche informazioni su alcune condizioni peculiari della popolazione ultra65enne volte a descrivere la qualità di vita e i bisogni di cura e assistenza delle persone di questa fascia di età, ma con uno sguardo nuovo al fenomeno dell’invecchiamento, a partire dalla definizione di “invecchiamento sano e attivo” voluta dall’OMS.

 

Con PASSI d’Argento si “misura” infatti anche il contributo che gli anziani offrono alla società, attraverso lavoro retribuito o fornendo sostegno all’interno del proprio contesto familiare e della comunità (“anziano risorsa”) con attività di volontariato per i quali sono centrali non solo la salute fisica, l’autosufficienza, ma anche il benessere psicologico e sociale della persona. Questo sistema è dunque in grado di fornire informazioni utili alla programmazione di azioni e interventi per le scelte di politiche sanitarie volte a migliorare la qualità di vita degli anziani e a rafforzare le condizioni alla base di un “invecchiamento sano e attivo”.

 

Sperimentato per la prima volta nel 2009, realizzato nel 2012 come indagine trasversale, PASSI d’Argento è stato avviato come indagine in continuo dal 2016. Anch’esso disegnato come strumento interno al Sistema Sanitario Nazionale è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e portato avanti da ASL e dalle Regioni ed è in grado di restituire informazioni utili a livello territoriale per guidare le azioni di prevenzione e valutarne l’efficacia nel tempo.

 

I temi indagati in PASSI d’Argento sono molteplici e consentono di disegnare il profilo della popolazione ultra65enne centrato sui tre pilastri dell’invecchiamento attivo, individuati dalla strategia Active Ageing dell’OMS: salute, partecipazione e sicurezza. Sulla salute e prevenzione vengono raccolte informazioni inerenti: la salute percepita, la soddisfazione per la propria vita, la qualità della vita connessa alla salute (unhealthy days), i sintomi di depressione (Patient Health Questionnaire-2) la presenza di patologie croniche e l’autonomia nelle attività funzionali e strumentali della vita quotidiana (ADL e IADL), la presenza di problemi sensoriali (di vista, udito, masticazione), le cadute, l’uso dei farmaci, la vaccinazione antiinfluenzale e fattori di rischio comportamentali (fumo, alcol, consumo di frutta/verdura, eccesso ponderale o perdita di peso involontaria, attività fisica (con lo strumento specifico PASE).

 

Nell’ambito della partecipazione vengono raccolte informazioni sullo svolgimento di attività lavorative retribuite, sul supporto fornito alla famiglia o alla collettività e sulla partecipazione eventi sociali o a corsi di formazione.

 

Infine sul tema della tutela vengono indagati aspetti inerenti l’accessibilità ai servizi socio-sanitari, alla qualità dell’ambiente di vita e alla sicurezza domestica, alla sicurezza del quartiere.

 

L’ulteriore ricchezza di informazioni socio-anagrafiche raccolte consente di far emergere e analizzare le disuguaglianze sociali nella salute, nella qualità della vita e nei bisogni di tutela e assistenza delle persone anziane.

 

Le informazioni vengono raccolte attraverso interviste telefoniche o vis a vis a campioni mensili rappresentativi per sesso ed età della popolazione ultra 65enne afferente al bacino di utenza delle ASL. Le interviste vengono effettuate, attraverso l’uso di un questionario standardizzato, da operatori socio-sanitari opportunamente formati.

 

I dati raccolti dalle ASL vengono riversati via web in un database nazionale, cui hanno accesso i coordinatori aziendali e regionali, secondo un approccio gerarchico ognuno per i dati di propria competenza.

 

Nel triennio 2016-2018, hanno partecipato tutte le Regioni e P.A. ad eccezione di Lombardia e Val d’Aosta. Il tasso di risposta supera l’85% del campione e il tasso di rifiuto è pari all’11%.

I dati si riferiscono alla popolazione generale di 65 anni ed oltre residente in Italia e iscritta alle anagrafi sanitarie Dall’indagine sono esclusi gli anziani istituzionalizzati (ovvero ospedalizzati o residenti in RSA, RSSA o Case di riposo.